Giulio Andreotti — sette volte presidente del Consiglio — ha attraversato come nessun'altro settant'anni della storia d'Italia, sempre ai posti di comando, con arguta e graffiante intelligenza. In queste pagine, traccia una sorta di ironica autobiografia in pillole, raccogliendo, come spiega egli stesso, "osservazioni, rilievi, indirizzi che hanno via via costituito la mia risposta o la mia reazione dinanzi a fatti, indirizzi, persone con cui mi trovavo a confrontarmi". Frammenti che paiono quasi aforismi — divertenti, cattivi, illuminanti — e che interpretano il nostro Paese molto di più di mille parole.

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Il potere logora
&ma è meglio non perderlo.La storia, la politica, la vita in 330 battute
- 179 pagine
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Il potere logora
&ma è meglio non perderlo.La storia, la politica, la vita in 330 battute
Informazioni su questo libro
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1979–1982
QUATTRO ANNI IN PANCHINA
REGOLE STRETTE
Più conosco certe gentili signore, più comprendo il fascino del celibato ecclesiastico.
A un gruppo di femministe scozzesi.
1980
VENDETTA FAMIGLIARE
Sapendo che Pietro lo avrebbe rinnegato per tre volte, Gesù gli guarì la suocera morente.
A un gruppo di sposi novelli.
1980
MONOPARTITO
Può darsi che quindici partiti siano troppi. Anzi, lo ammetto senz’altro. Ma temo che, in qualcuno dei censori, alberghi il diavoletto nostalgico del partito unico.
Linee di riforma costituzionale.
1980
MARCIARE E NON
Quando ho letto che l’americano inventore del jogging è morto poco più che quarantenne ho ringraziato Dio per aver avuto sempre scarsa propensione per il moto, disobbedendo a mia madre e ai precettori.
A un Consiglio nazionale del Coni.
1980
PROGRAMMI
Io non ho programmi personali, ma aspirazioni. Anzi una sola aspirazione: quella di morire in grazia di Dio, il più tardi possibile.
Consigli di vita.
1980
INIQUO CANONE
Siamo franchi. Come affittuari voi vorreste l’equo canone generalizzato e come proprietari di case lo detestate.
Da un discorso ai commercianti milanesi.
1980
SOGGETTI
Il bene è molto meno attraente del male. Chiesi una volta al regista Blasetti perché non facesse un film sulla Divina Commedia e mi rispose che se la sentiva di mettere in scena l’Inferno, forse anche il Purgatorio, ma non avrebbe ardito metter mano al Paradiso.
Ai giovani aspiranti registi.
1980
MINISTERI
Agli inizi (1944) i ministeri furono diciotto perché i partiti del Comitato di Liberazione erano sei e ne assegnarono tre per ciascuno. Così dal ministero delle Comunicazioni nacquero – ostetrico Ivanoe Bonomi – le Poste, i Trasporti e la Marina mercantile. Fui presente al singolare parto. La famiglia si sarebbe in seguito più volte accresciuta.
Saggio di testimonianze.
1980
MEZZO SERVIZIO (POLITICO)
Si invita correttamente chi fa vita politica a servirla e a non servirsene. Almeno a metà servizio dobbiamo esserlo tutti.
Viatico per un aspirante consigliere comunale.
1980
LA MERLIN
L’idolo di tanti era la senatrice Lina Merlin, di cui si diceva con piacevole bisticcio che era riuscita a chiudere le case chiuse. Contro chi le obiettò che metteva sul lastrico un certo numero di fanciulle, reagì duramente. Infatti le ha messe sul lastricato.
Più tardi, prendendo posizione a favore degli antidivorzisti, si bruciò rapidamente in molti ambienti la popolarità acquisita con la sua legge.
Vi sono persone che non riescono ad uscire dall’intolleranza.
Commemorazione di colleghi defunti.
2 novembre 1980
SAPIENTONI
Quando ero ragazzo credevo che per farsi notare giovasse mettere in mostra tutto quello che sapevo, possibilmente con una presentazione valorizzatrice. Fu il mio professore di greco a convincermi del contrario, chiamando ironicamente «sapientoni» i primi della classe (tra i quali io non ero). Progredendo negli anni, mi sono convinto che riesce simpatico chi sa ascoltare e non chi concede agli altri di parlare solo se è costretto a qualche pausa nei suoi monologhi. Ed invero c’è sempre da imparare qualcosa e da tutti.
Viatico per un aspirante consigliere comunale.
1980
LO ZELO
Certi nuovi iscritti alla Democrazia cristiana vogliono insegnare il Credo agli apostoli.
Da un Manualetto democristiano.
1980
SPIFFERI
Più che una corrente il suo raggruppamento è uno spiffero.
Da Elogio dei piccoli.
1980
DIMISSIONI
Il personaggio era fermissimo nei suoi punti di vista. Se avessero accettato le sue dimissioni le avrebbe ritirate.
Ricordo di un Capo dello Stato difficile (Enrico De Nicola).
1980
DE NICOLA
Come disse bene Manlio Lupinacci, il Presidente De Nicola non decise di decidere nel 1948 se accettava di accettare la ricandidatura. E restò a casa.
Appunti per un profilo di Enrico De Nicola.
1980
TOTOCALCIO
Anche nella vita c’è un uno, un due e un ics.
Da un discorso ai Totoricevitori.
1980
TOTONERO
Detesto il Totonero, ma non per questo mi piace il Totorosso.
Sempre dal discorso al Totoricevitori.
1980
PER UN ARCIVESCOVO DI CENT’ANNI
Muor giovane colui ch’al cielo è caro.
Con questa frase di Menandro, in trascrizione leopardiana, cominciai il discorso celebrativo del centesimo compleanno dell’arcivescovo Alfonso Carinci.
1980
CANI E GATTI
Amava sia i cani che i gatti a giorni alterni.
Epigrafe per una giovane dama benefica.
1980
NON LUCRO
Temo molto le società non aventi finalità di lucro.
Commento agli Statuti di una Fondazione.
1980
PAPA E BASTA
All’atto dell’elezione un Papa cambia il nome, ma solo il nome. Sarebbe perciò fuori strada chi si indugiasse a ricercare un modellino fisiologico e culturale valido per tutti i successori di san Pietro. Sono esercizi inutili ed anche deplorevoli. Del resto nell’Azione cattolica ci hanno insegnato a voler bene al Papa, non a Tiberio Primo o a Marco Antonio Secondo.
Da una conferenza sul pluralismo cattolico.
1981
LIBRI E REALTÀ
Nei libri gialli il colpevole si trova sempre. Nella vita un po’ meno; talvolta molto meno.
Da una lettera di conforto a un commissario di Pubblica Sicurezza un po’avvilito.
1981
A FIDEL CASTRO
«A ben riflettere Lei è un moderato, perché ha rivolto agli Stati Uniti accuse non credibili ma non ha detto una sola parola della base americana di Guantanamo.»
Fidel Castro, aprendo la Conferenza dell’Unione interparlamentare all’Avana, aveva accusato gli americani di introdurre a Cuba la congiuntivite emorragica e la peste porcina.
1981
TIPI DI SCUOLE
«Lei mi batte in sottigliezza. Io ho studiato nelle scuole pubbliche, Lei dai gesuiti.»
A Fidel Castro che distingueva tra il fornire e l’aver fornito armi al Salvador.
1981
DISAVANZO
Se disavanzo seguitemi.
Epitaffio per un ministro del Tesoro.
1981
AUTOMATISMI
Nella ricerca di misure che rendano più facile la salvaguardia della limpidità nell’azione pubblica due punti mi sembrano importanti: il minimo di discrezionalità nelle decisioni che abbiano contenuti e conseguenze economiche; ed un grande rigore nella osservanza dei tempi per concedere o negare autorizzazioni, licenze e simili.
Se non si cammina su direttrici del genere il discorso migliorativo rischia di rimanere sterile.
Da Bloc notes.
Gennaio 1981
LE PANDETTE CALCISTICHE
Non entro in sottili dispute giuridiche sulla questione dei calciatori, incriminati per turbativa del campionato ed ora assolti dal tribunale con formula piena. Comprendo che la disciplina sportiva esiga anche spazi autonomi ed una immediatezza di interventi.
Ma quel che mi sembra comunque stridente è il clamore suscitato attorno all’imbrogliato caso, prima della conclusione dell’istruttoria e del dibattimento. Si dirà che la sentenza di primo grado non è definitiva; giusto, ma come si concilia la norma costituzionale che garantisce l’onorabilità del cittadino (appunto fino ad una condanna definitiva) con lo spettacolare arresto dei giocatori teletrasmesso e con i titoli cubitali con cui i Rossi e i Giordano sono stati per mesi esposti ad bestias?
Fino a che si tratta di politici, pochi se ne commuovono perché sembriamo oggetti obbligati di un tiro al piccione senza limitazione di colpi; ma ora che siamo di fronte a cittadini non toccati dalle particolarità della vita pubblica, dovremmo sentire l’impegno ad una meditazione sul delicato tema.
La crociata per il rispetto dei diritti umani non riguarda solo i paesi retti con altri ordinamenti.
Da Bloc notes.
Gennaio 1981
ARMISTIZIO SEGRETO
Posso dare un piccolo esempio concreto sull’operato del Governo Badoglio. Appresi dal generale Sorice, allora ministro della Guerra, che egli aveva avuto notizia dell’armistizio soltanto l’8 settembre sera. Badoglio non si fidava che di pochissimi e lo aveva tenuto celato anche ai suoi ministri militari. Peggio ancora toccò al ministro dell’Interno che, essendo a pranzo fuori cas...
Indice dei contenuti
- Cover
- BUR
- Frontespizio
- Sommario
- Introduzione
- 1927–1953: Educazione alla Libertà
- 1954–1957: Dopo la Caduta di de Gasperi
- 1957–1968: Il Libro dei Sogni
- 1969–1979: Dalla Contestazione alla Solidarietà
- 1979–1982: Quattro Anni in Panchina
- 1983–1990: Verso il Duemila