È il bugiardo più sincero che ci sia, è il primo a credere alle proprie menzogne. è questo che lo rende così pericoloso. Non ha nessun pudore. Berlusconi non delude mai: quando ti aspetti che dica una scempiaggine, la dice. Ha l'allergia alla verità, una voluttuaria e voluttuosa propensione alle menzogne. "Chiagne e fotte", dicono a Napoli dei tipi come lui. E si prepara a farlo per cinque anni. Indro Montanelli, 2001. Un partito di Berlusconi non c'è e non ci sarà mai (13-9-1993) Io odio andare in tv (26-1-2006) I give you the salutation of my president of Republic (5-7-2004) Io sono il Gesù Cristo della politica (13-2-2006) Dimezzerò i reati in una legislatura (4-12-2000) Alla Rai non sposterò nemmeno una pianta (29-3-1994) Ho dato mandato irrevocabile di vendere le mie tv (18-3-1995) Sono un grande estimatore della magistratura (10-10-1995) Nesta al Milan? Impossibile (23-8-2002) Gilardino al Milan? Sarebbe amorale (24-6-2005) Mai fatto affari con la politica (5-1-2006) Il primo a non volere la guerra in Irak è Bush (13-3-2003) Io non ho mai insultato nessuno (10-9-2005) Lei ha una bella faccia da stronza (a una signora che lo contestava, 24-7-2003).

- 441 pagine
- Italian
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Le mille balle blu
Informazioni su questo libro
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LE MILLE BALLE BLU
A Norberto Bobbio, Alessandro Galante Garrone,
Indro Montanelli e Paolo Sylos Labini,
che avevano capito tutto subito. Anzi, prima.
Indro Montanelli e Paolo Sylos Labini,
che avevano capito tutto subito. Anzi, prima.
Premessa
Questa fotografia, che immortala Silvio Berlusconi nel 1978, l’anno della sua iscrizione alla loggia P2, non ha bisogno di parole aggiuntive. Come prefazione al nostro libro, ci pare che bastino e avanzino quella faccia un po’ così, quella giacca un po’ così, quel pollice un po’ così, quei polsini un po’ così e quel gemello un po’ così.
A noi autori, anzi collezionisti di pensieri, parole, opere, lifting, trapianti e soprattutto bugie del premier che speriamo uscente e mai più rientrante, non restano che pochi ringraziamenti. Anzitutto a Lui, che questo libro l’ha scritto praticamente da solo, cedendoci gentilmente i diritti d’autore. Ai pochi colleghi che in questi anni hanno condiviso con noi questa insana passione di catalogare tutto quel che Lui diceva e dunque non faceva, o non diceva e dunque faceva. Ma specialmente all’opposizione più ridicola del mondo, che non gli ha mai fatto nemmeno il solletico. E infine ai tanti italiani che, nonostante tutto, hanno continuato a dargli fiducia, perpetuando per 12 anni un incubo che, se fosse dipeso da qualche vecchio saggio come Montanelli, Biagi, Bocca, Sartori, Cordero, Scalfari, Bobbio, Galante Garrone, Sylos Labini, Furio Colombo e pochi altri, non sarebbe durato nemmeno 12 secondi.
Chi avrà voglia di addentrarsi nel gaio museo degli orrori non potrà non porsi una domanda: dove mai, nel mondo, un uomo politico potrebbe permettersi di pronunciare una sola di queste mille balle blu senza doversi dimettere un minuto dopo? Esclusa l’Italia, si capisce.
P.G. e M.T.
È necessario battere col voto la cosiddetta
Casa delle Libertà. Destra e sinistra non c’entrano:
è in gioco la democrazia. Berlusconi ha dichiarato
di voler riformare anche la prima parte della Costituzione,
e cioè i valori fondamentali su cui poggia
la Repubblica italiana. Ha annunciato una legge
che darebbe al Parlamento la facoltà di stabilire ogni anno la priorità dei reati da perseguire. Una tale legge subordinerebbe il potere giudiziario al potere politico, abbattendo così uno dei pilastri dello Stato di diritto.
Oltre a ciò, Berlusconi, già più volte condannato e indagato, in Italia e all’estero, per reati diversi,
Casa delle Libertà. Destra e sinistra non c’entrano:
è in gioco la democrazia. Berlusconi ha dichiarato
di voler riformare anche la prima parte della Costituzione,
e cioè i valori fondamentali su cui poggia
la Repubblica italiana. Ha annunciato una legge
che darebbe al Parlamento la facoltà di stabilire ogni anno la priorità dei reati da perseguire. Una tale legge subordinerebbe il potere giudiziario al potere politico, abbattendo così uno dei pilastri dello Stato di diritto.
Oltre a ciò, Berlusconi, già più volte condannato e indagato, in Italia e all’estero, per reati diversi,
fra cui uno riguardante la mafia, insulta i giudici
e cerca di delegittimarli in tutti i modi, un fatto
che non ha riscontri al mondo. Ma siamo ancora
un Paese civile? Chi pensa ai propri affari economici
e ai propri vantaggi fiscali governa malissimo: nei sette mesi del 1994 il governo Berlusconi dette una prova disastrosa. Gl’innumerevoli conflitti d’interesse creerebbero ostacoli tremendi a un suo governo sia in Italia sia, e ancor di più,
in Europa. A coloro che, delusi dal centro-sinistra,
pensano di non andare a votare, diciamo: chi si astiene
vota Berlusconi. Una vittoria della Casa delle Libertà minerebbe le basi stesse della democrazia
e cerca di delegittimarli in tutti i modi, un fatto
che non ha riscontri al mondo. Ma siamo ancora
un Paese civile? Chi pensa ai propri affari economici
e ai propri vantaggi fiscali governa malissimo: nei sette mesi del 1994 il governo Berlusconi dette una prova disastrosa. Gl’innumerevoli conflitti d’interesse creerebbero ostacoli tremendi a un suo governo sia in Italia sia, e ancor di più,
in Europa. A coloro che, delusi dal centro-sinistra,
pensano di non andare a votare, diciamo: chi si astiene
vota Berlusconi. Una vittoria della Casa delle Libertà minerebbe le basi stesse della democrazia
(Norberto Bobbio, Alessandro Galante Garrone, Alessandro Pizzorusso e Paolo Sylos Labini, aprile 2001).

Silvio Berlusconi in una foto di Giuseppe Pino (1978)
Agenzia Contrasto
Prologo
Pronto Silvio?
1983. Silvio e Bettino contro Indro
Fine agosto del 1983. Bettino Craxi, da tre settimane presidente del Consiglio, è all’hotel Raphael di Roma. E fa cercare urgentemente Silvio Berlusconi, che in quel momento è nella sua villa dell’Olivetta a Portofino, impegnatissimo con una delegazione di americani. Il leader socialista è furibondo con lui per la pessima accoglienza che Indro Montanelli, sul «Giornale» di proprietà dello stesso Berlusconi, ha riservato al suo neonato governo («una jattura») e a lui personalmente, definendolo «guappo di cartone» con uno «spiccato culto della personalità», paragonandolo a Mussolini, criticando i suoi «metodi alquanto spicciativi e disinvolti, più da padrino che da leader» e la sua totale incompetenza in economia («se ne capisse, non farebbe il socialista...»), senza contare che «fra gli uomini del suo seguito, ce ne sono ben pochi che ispirino fiducia». Craxi chiama l’amico editore, che si stende subito ai suoi piedi come uno zerbino. Lo invita a Portofino, si offre di partire subito per incontrarlo ovunque voglia e tenta di lisciargli il pelo raccontando di una tracimante ondata di simpatia che, dall’Alpi alle Piramidi, accompagnerebbe il suo governo.
I due compari non possono sapere che, da qualche giorno, i telefoni di Berlusconi sono intercettati dalla Guardia di Finanza per conto della Procura di Milano, che indaga sul Cavaliere per traffico di stupefacenti (inchiesta poi archiviata nel 1991). La telefonata viene comunque trascritta dalle Fiamme Gialle e verrà acquisita dai pm di Palermo nel fascicolo per mafia e riciclaggio aperto a carico di Berlusconi negli anni Novanta. Dopo l’archiviazione del procedimento, sarà trasfusa nel processo contro Marcello Dell’Utri per concorso esterno in associazione mafiosa.
BERLUSCONI Pronto?
CRAXI Pronto, ciao Silvio.
BERLUSCONI Ciao Bettino...
CRAXI Come stai, bene?
BERLUSCONI Bene. Tu?
CRAXI Dove sei di bello?
BERLUSCONI Io sono a Portofino, ma a lavorare.
CRAXI Ah...
BERLUSCONI Ho qui sei, sette persone adesso qui, gli americani...
CRAXI Ah...
BERLUSCONI Tu dove sei?
CRAXI No, sono a Roma...
BERLUSCONI Sei a Roma, come va la vita?
CRAXI Eh, abbastanza bene...
BERLUSCONI Sei contento?
CRAXI Sì (incompr...)
BERLUSCONI Eh lo so, però mi sembra che... guarda, meglio di così non potevi... non poteva andare all’inizio eh...
CRAXI Ma (incompr...)
BERLUSCONI Sì, sì, comunque c’è in giro molta simpatia...
CRAXI E un gran (incompr...)
BERLUSCONI Eh lo so, però c’è molta simpatia...
CRAXI Sì?
BERLUSCONI Molta, molta, molta...
CRAXI Sì, sì...
BERLUSCONI Bene...
CRAXI Senti volevo dirti (incompr...) del tuo «Giornale»...
BERLUSCONI No, perché?
CRAXI È sempre (incompr...)
BERLUSCONI Ma no, hai visto i diversi articoli di Indro?
CRAXI Ma sì, ma è sempre una merdolina.
BERLUSCONI Be’, sai come sono...
CRAXI Mmh...
BERLUSCONI No, però io ho visto...
CRAXI Tu stai... stai lì stai?
BERLUSCONI Io no, io ritorno a Milano domenica sera.
CRAXI Ah, domenica sera, tu quando ci sei?
BERLUSCONI (incompr...)
CRAXI Ma non lo sapevo, non... adesso stavo vedendo un po’ perché magari adesso sono qui, magari domenica...
BERLUSCONI Ah... ma qui dove?
CRAXI A Roma, non so, o magari tornare a Milano, non lo so...
BERLUSCONI Perché non vieni a Portofino?
CRAXI No, a Portofino c’è troppa gente, non posso venire.
BERLUSCONI Direttamente in casa...
CRAXI Eh no...
BERLUSCONI...
Indice dei contenuti
- Cover
- Collana
- Frontespizio
- Le mille balle blu
- Appendice