Brucia la città
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Brucia la città

  1. 406 pagine
  2. Italian
  3. ePUB (disponibile su mobile)
  4. Disponibile su iOS e Android
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Brucia la città

Informazioni su questo libro

Allegra è sparita, e Torino non c'è più. O meglio c'è ancora, ma è così cambiata che si stenta a riconoscerla. E Iaio? Forse sta ancora con Allegra, e dovrebbe mettersi a cercarla sul serio... È un mondo fatuo e paradossale, quello che sciama attraverso il Quadrilatero Romano della città dove gli operai di un tempo sembrano essere stati rimpiazzati da una tribù di creativi, modelle e giovani smaniosi di estasi a buon mercato. Così non suona implausibile che Iaio e i suoi amici dj Zombi e Boh, strafatti di bamba a ogni ora del giorno e della notte, possano farsi testimonial della campagna "La Droga Ci Fa Schifo". Tra conversazioni surreali, allucinazioni private e feste indimenticabili, i nostri tre eroi vagano per le strade di una Torino notturna, sporca, a tratti torbida e "proibita", alla ricerca di un irraggiungibile equilibrio. Giuseppe Culicchia racconta la contemporaneità metropolitana con una prosa scatenata e un ritmo da togliere il fiato. E la sua città diventa un quadro di Bosch visto attraverso lo specchio di un cd rigato di cocaina.

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Informazioni

Editore
Mondadori
Anno
2010
Print ISBN
9788804595670
eBook ISBN
9788852012549

Ormai

Ormai stavamo assieme da quasi due anni. Non avevo mai avuto per tanto tempo la stessa ragazza. Con Allegra eravamo stati inseparabili. Lei mi aveva raccontato tutto di suo padre eccetera e io avevo cercato di starle vicino ed ero quasi riuscito a ripulirla dall’eroina, non so se mi spiego. Adesso invece solo perché alla festa di chiusura della scorsa stagione mi aveva beccato a limonare con una ragazzina nei cessi del Tortuga continuava a non rispondere alle mie chiamate. Mi sembrava impossibile che dovesse finire così. Per un paio di settimane ho bazzicato il Punk Rock Café. Spesso lei non c’era. In caso contrario, con lei c’era anche il mohicano. Gli avrei spaccato la faccia, non fosse che sentivo che in quel modo l’avrei persa per sempre. Lei comunque quando ci incrociavamo mi evitava. Poi un pomeriggio, risalendo via Po dopo aver fatto un salto al negozio di dischi usati, me la sono trovata davanti. Era sola, ferma di fronte alla vetrina di una farmacia. Si era ripulita da cima a fondo, lavata i capelli, tagliata le unghie. Kate Moss, però più alta. Uno schianto. Ciao Allegra, le ho detto. Che ci fai qui? E lei – Ho finito il Lexotan e non trovo nessun cazzo di farmacista che me lo venda senza ricetta. Sono entrato, mi sono fatto dare l’ansiolitico dicendo alla tipa dietro il bancone che la mattina dopo alle sei dovevo prendere un aereo e non potevo permettermi di passare la notte in bianco, sono uscito di nuovo in strada e le ho messo in mano la piccola confezione. Grazie, mi ha detto lei. Ci siamo guardati negli occhi. Le ho chiesto – Che fai ora? Niente, mi ha risposto. Ti va se ci prendiamo qualcosa alla Drogheria? Perché no, si è stretta nelle spalle.
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Un paio d’ore più tardi, sprofondati in uno dei divani del locale di piazza Vittorio, ci siamo baciati. Quando poi a casa mia ci siamo fatti un paio di righe di quella buona e abbiamo scopato, le ho chiesto dove fosse finito il mohicano. Lei mi ha detto che era stata una cazzata, che non lo voleva rivedere mai più e che lo odiava e che comunque se volevo davvero che ci rimettessimo assieme non dovevo chiederle nulla. Cazzo, non ho potuto fare a meno di dirle, non so come hai fatto a trombarti uno così. Ma non ti sei resa conto che era un tossico di merda? Lei allora mi ha di nuovo guardato negli occhi come poco prima in via Po, e mi ha chiesto – Perché? Noi cosa siamo? Io ci ho pensato un po’ su, poi le ho risposto – Noi non siamo tossici di merda. Noi siamo diversi. Non potevo immaginare, allora, che un giorno lei sarebbe sparita di nuovo.
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Notte Bianca
E le strade sono intasate di persone che girano a vuoto e guardano altre persone che girano a vuoto e guardano altre persone che girano a vuoto e guardano altre persone che girano a vuoto e guardano altre persone che girano a vuoto e guardano altre persone che girano a vuoto, così, all’infinito, è un’altra Notte Bianca e nel Quadrilatero Romano sembra di stare a Rimini d’agosto, è un’altra Notte Bianca e non so dove andare, mi limito anch’io a girare a vuoto e guardare gli altri che intorno a me girano a vuoto guardando gli altri che intorno a loro girano a vuoto, i dehors tutti affollati, le cameriere tutte tatuate, qualcuno ogni tanto mi saluta ma io tiro dritto, non ho voglia di questo, non ho voglia di un’altra Notte Bianca, ma in casa da solo non riesco a stare, ci ho provato, non ci riesco non ci riesco non ci riesco.
Mi fermo tra la folla che gira a vuoto guardandosi girare a vuoto più o meno al centro di piazza Emanuele Filiberto, un vociare assordante, musica, urla, il rumore di una rissa dalle parti di Porta Palazzo, la scritta POVERINI, c’è troppa gente, troppa, troppa, troppa gente, pozze di piscio e rigagnoli di vomito, anche volendo non si riesce a fare un passo, facce dappertutto, oscene, sghembe, spiritate, occhi come tentacoli, mi scrutano, faccio fatica a respirare, soffoco.
Cerco un po’ d’aria alzandomi sulle punte dei piedi, tra i tavolini di uno dei locali mi pare di scorgere Carletto, se non sbaglio è con un travestito, sì, è proprio un travestito, lui mi vede, accenna un saluto, abbasso i talloni, gli volto le spalle.
Allegra dove sei.
Allegra perché te ne sei andata.
Allegra torna.
Ti prego.
Torna.
Un tipo con i capelli rasta mi sbatte contro, lo squadro, non mi pare di conoscerlo.
«Oh, hai un po’ di fumo? Ehi, ma tu sei dj Iaio, sai che anch’io faccio il dj?»
Mi frugo nelle tasche del giubbotto, afferro il cellulare anche se non sta suonando. Fingo di rispondere a una chiamata.
«Ciao Zombi, com’è? Sei caldo? Io? Qui in piazza Emanuele Filiberto. E tu? Ah! Allora aspettami che ti raggiungo. Cinque minuti e sono lì.»
Giro i tacchi e mi dirigo verso via Sant’Agostino cercando di farmi largo nel groviglio di corpi. Punkabbestia e pensionati e rappresentanti e casalinghe e maghrebini e commesse e architetti e musicisti e tossici e cubiste e impiegati e professionisti ed elettrauto e baristi e assessori e artiste e
«Ehi, Iaio!»
Tiro dritto. Lasciatemi stare. Dal Pastis fuoriescono le note dell’ultimo cd dei Motel Connection, mentre davanti al FreeVolo sta mettendo dischi Johnson Righeira, se non sbaglio Torino is Burning. Da qualche parte arriva un rumore di bicchieri infranti. Che faccio? Dove vado? C’è troppa gente, troppa. E tutti mi guardano. E io mi vedo nei loro occhi. Solo. Sono solo. Solo. Solo. A un tavolino del Pistola avvisto lei. La stronza. È col suo maialino nano vietnamita. Sta chiacchierando con uno che non conosco. Ma chi cazzo se ne frega. È solo una... poverina? Mi frugo in tasca. Afferro il cellulare, fingendo di rispondere a un’altra chiamata.
«Pronto. Ah, sei tu. Sì, sono nel Quadrilatero. Già, alla Notte Bianca. Sono nel Quadrilatero alla Notte Bianca. Nel Quadrilatero. Alla Notte Bianca. Il Quadrilatero. La Notte Bianca. Notte Bianca. Quadrilatero. Quadrilatero. Notte Bianca. Nottebiancaquadrilatero. Quadrilateronottebianca. Come di...

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. Frontespizio
  3. Colophon
  4. Sparita
  5. Al Pistola
  6. Ehi, ’mico
  7. L’Associazione Culturale Todos Caballeros
  8. Spesso con Allegra
  9. Brainstorming
  10. A casa
  11. Al QuiQuoQua
  12. L’unica vera icona del nostro tempo
  13. Sms
  14. Carletto
  15. Spastik
  16. Per un breve tratto
  17. Riunione al Tortuga
  18. Vernice
  19. Forum
  20. In Drogheria
  21. In atelier
  22. Allegra mi ha sempre detto
  23. All’EscoBar
  24. Il Cartello di Medellin
  25. Insonnia
  26. Quando eravamo bambini
  27. La Badessa
  28. Brazil
  29. Da Carletto
  30. Dopo che sua madre
  31. Brainstorming
  32. Al Dai-Chi
  33. Aperitivo al Jammin’
  34. Una volta spartiti i beni
  35. San Carlo dal 1973
  36. Un anno, l’ultimo giorno di scuola
  37. MySpace
  38. Da Ozzy
  39. Al Beach
  40. In corso Siccardi
  41. A un certo punto
  42. Da Zombi
  43. Al Caffè Elena
  44. All’Arcadia con Carletto e Ronaldinho
  45. Al mare
  46. A letto
  47. Dopo un bel tira e molla
  48. Vernice alla Maze
  49. Colazione al Pastis
  50. Champagne
  51. Varigotti
  52. La torta
  53. Quando un paio di anni fa
  54. Mia madre
  55. L’unica vera icona del nostro tempo
  56. Americani
  57. Bardonecchia
  58. Quando con Allegra
  59. Al Balôn
  60. Al Batija con Boh
  61. Da Serenella
  62. Da Carletto
  63. Notte nera
  64. Dal dentista
  65. La mia prima riga
  66. L’unica vera icona del nostro tempo
  67. Radio Torino I Love You
  68. Brainstorming
  69. Al The Club
  70. Della paranoia
  71. This Is Not a Love Song
  72. Al Mare Nostrum
  73. Una ragazza complicata
  74. Dall’ultima telefonata
  75. MySpace
  76. Al Tre Galli con Ozzy
  77. Una sera
  78. È stata quella storia del rene
  79. Un dvd da Serenella
  80. E-mail dagli States
  81. Artissima
  82. Club to Club
  83. Alla Sandretto
  84. Luba
  85. Il jeans perfetto
  86. L’Associazione Culturale Todos Caballeros
  87. Da quella domenica mattina
  88. Sorpresa
  89. Dubbi
  90. Mansarda
  91. Trans-Europe Express
  92. In atelier
  93. Dopo la serata
  94. Autobahn
  95. Monterosso
  96. Festival del cinema
  97. A pranzo con Zombi
  98. Domenica
  99. Vladimir Putin
  100. Da Allegra
  101. Brainstorming
  102. Halloween
  103. After
  104. Youtube
  105. Bob Mambo
  106. In piazza San Carlo
  107. Inaugurazione
  108. Ormai