Allegra è sparita, e Torino non c'è più. O meglio c'è ancora, ma è così cambiata che si stenta a riconoscerla. E Iaio? Forse sta ancora con Allegra, e dovrebbe mettersi a cercarla sul serio... È un mondo fatuo e paradossale, quello che sciama attraverso il Quadrilatero Romano della città dove gli operai di un tempo sembrano essere stati rimpiazzati da una tribù di creativi, modelle e giovani smaniosi di estasi a buon mercato. Così non suona implausibile che Iaio e i suoi amici dj Zombi e Boh, strafatti di bamba a ogni ora del giorno e della notte, possano farsi testimonial della campagna "La Droga Ci Fa Schifo". Tra conversazioni surreali, allucinazioni private e feste indimenticabili, i nostri tre eroi vagano per le strade di una Torino notturna, sporca, a tratti torbida e "proibita", alla ricerca di un irraggiungibile equilibrio. Giuseppe Culicchia racconta la contemporaneità metropolitana con una prosa scatenata e un ritmo da togliere il fiato. E la sua città diventa un quadro di Bosch visto attraverso lo specchio di un cd rigato di cocaina.

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- Italian
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Brucia la città
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Ormai
Ormai stavamo assieme da quasi due anni. Non avevo mai avuto per tanto tempo la stessa ragazza. Con Allegra eravamo stati inseparabili. Lei mi aveva raccontato tutto di suo padre eccetera e io avevo cercato di starle vicino ed ero quasi riuscito a ripulirla dall’eroina, non so se mi spiego. Adesso invece solo perché alla festa di chiusura della scorsa stagione mi aveva beccato a limonare con una ragazzina nei cessi del Tortuga continuava a non rispondere alle mie chiamate. Mi sembrava impossibile che dovesse finire così. Per un paio di settimane ho bazzicato il Punk Rock Café. Spesso lei non c’era. In caso contrario, con lei c’era anche il mohicano. Gli avrei spaccato la faccia, non fosse che sentivo che in quel modo l’avrei persa per sempre. Lei comunque quando ci incrociavamo mi evitava. Poi un pomeriggio, risalendo via Po dopo aver fatto un salto al negozio di dischi usati, me la sono trovata davanti. Era sola, ferma di fronte alla vetrina di una farmacia. Si era ripulita da cima a fondo, lavata i capelli, tagliata le unghie. Kate Moss, però più alta. Uno schianto. Ciao Allegra, le ho detto. Che ci fai qui? E lei – Ho finito il Lexotan e non trovo nessun cazzo di farmacista che me lo venda senza ricetta. Sono entrato, mi sono fatto dare l’ansiolitico dicendo alla tipa dietro il bancone che la mattina dopo alle sei dovevo prendere un aereo e non potevo permettermi di passare la notte in bianco, sono uscito di nuovo in strada e le ho messo in mano la piccola confezione. Grazie, mi ha detto lei. Ci siamo guardati negli occhi. Le ho chiesto – Che fai ora? Niente, mi ha risposto. Ti va se ci prendiamo qualcosa alla Drogheria? Perché no, si è stretta nelle spalle.
page_no="391" Un paio d’ore più tardi, sprofondati in uno dei divani del locale di piazza Vittorio, ci siamo baciati. Quando poi a casa mia ci siamo fatti un paio di righe di quella buona e abbiamo scopato, le ho chiesto dove fosse finito il mohicano. Lei mi ha detto che era stata una cazzata, che non lo voleva rivedere mai più e che lo odiava e che comunque se volevo davvero che ci rimettessimo assieme non dovevo chiederle nulla. Cazzo, non ho potuto fare a meno di dirle, non so come hai fatto a trombarti uno così. Ma non ti sei resa conto che era un tossico di merda? Lei allora mi ha di nuovo guardato negli occhi come poco prima in via Po, e mi ha chiesto – Perché? Noi cosa siamo? Io ci ho pensato un po’ su, poi le ho risposto – Noi non siamo tossici di merda. Noi siamo diversi. Non potevo immaginare, allora, che un giorno lei sarebbe sparita di nuovo.
page_no="392" Notte Bianca
E le strade sono intasate di persone che girano a vuoto e guardano altre persone che girano a vuoto e guardano altre persone che girano a vuoto e guardano altre persone che girano a vuoto e guardano altre persone che girano a vuoto e guardano altre persone che girano a vuoto, così, all’infinito, è un’altra Notte Bianca e nel Quadrilatero Romano sembra di stare a Rimini d’agosto, è un’altra Notte Bianca e non so dove andare, mi limito anch’io a girare a vuoto e guardare gli altri che intorno a me girano a vuoto guardando gli altri che intorno a loro girano a vuoto, i dehors tutti affollati, le cameriere tutte tatuate, qualcuno ogni tanto mi saluta ma io tiro dritto, non ho voglia di questo, non ho voglia di un’altra Notte Bianca, ma in casa da solo non riesco a stare, ci ho provato, non ci riesco non ci riesco non ci riesco.
Mi fermo tra la folla che gira a vuoto guardandosi girare a vuoto più o meno al centro di piazza Emanuele Filiberto, un vociare assordante, musica, urla, il rumore di una rissa dalle parti di Porta Palazzo, la scritta POVERINI, c’è troppa gente, troppa, troppa, troppa gente, pozze di piscio e rigagnoli di vomito, anche volendo non si riesce a fare un passo, facce dappertutto, oscene, sghembe, spiritate, occhi come tentacoli, mi scrutano, faccio fatica a respirare, soffoco.
Cerco un po’ d’aria alzandomi sulle punte dei piedi, tra i tavolini di uno dei locali mi pare di scorgere Carletto, se non sbaglio è con un travestito, sì, è proprio un travestito, lui mi vede, accenna un saluto, abbasso i talloni, gli volto le spalle.
Allegra dove sei.
Allegra perché te ne sei andata.
Allegra torna.
Ti prego.
Torna.
Un tipo con i capelli rasta mi sbatte contro, lo squadro, non mi pare di conoscerlo.
«Oh, hai un po’ di fumo? Ehi, ma tu sei dj Iaio, sai che anch’io faccio il dj?»
Mi frugo nelle tasche del giubbotto, afferro il cellulare anche se non sta suonando. Fingo di rispondere a una chiamata.
«Ciao Zombi, com’è? Sei caldo? Io? Qui in piazza Emanuele Filiberto. E tu? Ah! Allora aspettami che ti raggiungo. Cinque minuti e sono lì.»
Giro i tacchi e mi dirigo verso via Sant’Agostino cercando di farmi largo nel groviglio di corpi. Punkabbestia e pensionati e rappresentanti e casalinghe e maghrebini e commesse e architetti e musicisti e tossici e cubiste e impiegati e professionisti ed elettrauto e baristi e assessori e artiste e
«Ehi, Iaio!»
Tiro dritto. Lasciatemi stare. Dal Pastis fuoriescono le note dell’ultimo cd dei Motel Connection, mentre davanti al FreeVolo sta mettendo dischi Johnson Righeira, se non sbaglio Torino is Burning. Da qualche parte arriva un rumore di bicchieri infranti. Che faccio? Dove vado? C’è troppa gente, troppa. E tutti mi guardano. E io mi vedo nei loro occhi. Solo. Sono solo. Solo. Solo. A un tavolino del Pistola avvisto lei. La stronza. È col suo maialino nano vietnamita. Sta chiacchierando con uno che non conosco. Ma chi cazzo se ne frega. È solo una... poverina? Mi frugo in tasca. Afferro il cellulare, fingendo di rispondere a un’altra chiamata.
«Pronto. Ah, sei tu. Sì, sono nel Quadrilatero. Già, alla Notte Bianca. Sono nel Quadrilatero alla Notte Bianca. Nel Quadrilatero. Alla Notte Bianca. Il Quadrilatero. La Notte Bianca. Notte Bianca. Quadrilatero. Quadrilatero. Notte Bianca. Nottebiancaquadrilatero. Quadrilateronottebianca. Come di...
Indice dei contenuti
- Copertina
- Frontespizio
- Colophon
- Sparita
- Al Pistola
- Ehi, ’mico
- L’Associazione Culturale Todos Caballeros
- Spesso con Allegra
- Brainstorming
- A casa
- Al QuiQuoQua
- L’unica vera icona del nostro tempo
- Sms
- Carletto
- Spastik
- Per un breve tratto
- Riunione al Tortuga
- Vernice
- Forum
- In Drogheria
- In atelier
- Allegra mi ha sempre detto
- All’EscoBar
- Il Cartello di Medellin
- Insonnia
- Quando eravamo bambini
- La Badessa
- Brazil
- Da Carletto
- Dopo che sua madre
- Brainstorming
- Al Dai-Chi
- Aperitivo al Jammin’
- Una volta spartiti i beni
- San Carlo dal 1973
- Un anno, l’ultimo giorno di scuola
- MySpace
- Da Ozzy
- Al Beach
- In corso Siccardi
- A un certo punto
- Da Zombi
- Al Caffè Elena
- All’Arcadia con Carletto e Ronaldinho
- Al mare
- A letto
- Dopo un bel tira e molla
- Vernice alla Maze
- Colazione al Pastis
- Champagne
- Varigotti
- La torta
- Quando un paio di anni fa
- Mia madre
- L’unica vera icona del nostro tempo
- Americani
- Bardonecchia
- Quando con Allegra
- Al Balôn
- Al Batija con Boh
- Da Serenella
- Da Carletto
- Notte nera
- Dal dentista
- La mia prima riga
- L’unica vera icona del nostro tempo
- Radio Torino I Love You
- Brainstorming
- Al The Club
- Della paranoia
- This Is Not a Love Song
- Al Mare Nostrum
- Una ragazza complicata
- Dall’ultima telefonata
- MySpace
- Al Tre Galli con Ozzy
- Una sera
- È stata quella storia del rene
- Un dvd da Serenella
- E-mail dagli States
- Artissima
- Club to Club
- Alla Sandretto
- Luba
- Il jeans perfetto
- L’Associazione Culturale Todos Caballeros
- Da quella domenica mattina
- Sorpresa
- Dubbi
- Mansarda
- Trans-Europe Express
- In atelier
- Dopo la serata
- Autobahn
- Monterosso
- Festival del cinema
- A pranzo con Zombi
- Domenica
- Vladimir Putin
- Da Allegra
- Brainstorming
- Halloween
- After
- Youtube
- Bob Mambo
- In piazza San Carlo
- Inaugurazione
- Ormai