Ti amerò per sempre
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Ti amerò per sempre

La scienza dell'amore

  1. 210 pagine
  2. Italian
  3. ePUB (disponibile su mobile)
  4. Disponibile su iOS e Android
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Ti amerò per sempre

La scienza dell'amore

Informazioni su questo libro

Perché quando ci si innamora si perde la testa? Cosa succede nel nostro cervello durante l'eccitazione? Perché le donne apprezzano gli uomini maturi? Esistono delle predisposizioni genetiche alla gelosia? E all'infedeltà? Piero Angela racconta quello che la ricerca ha scoperto e sta scoprendo sull'amore: come nasce, come cresce, ma anche come può svanire e finire. C'è un percorso infatti che ogni coppia segue (a volte breve, a volte talmente lungo che può durare una vita) e che passa attraverso una serie di momenti: attrazione, innamoramento, corteggiamento, unione, sesso, molto spesso matrimonio, attaccamento; ma anche gelosia, infedeltà, e magari abbandono e separazione. È una storia che si ripete da millenni, perché è legata alla grande forza propulsiva della vita. Ti amerò per sempre, basato su centinaia di studi ed esperimenti realizzati negli ultimi anni da biologi e psicologi, è un viaggio meraviglioso nelle "cantine" delle nostre emozioni, il tentativo perfettamente riuscito di analizzare scientificamente l'amore per esaltarne ancora di più il fascino e la poesia.

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Informazioni

XI

Il tradimento

Vari tipi di infedeltà

In Estonia esiste una curiosa usanza. Dopo il matrimonio gli sposi, al ricevimento di nozze, lanciano un grosso dado: il numero che esce sta a indicare, per la donna, quanti anni passeranno prima che tradisca il marito: per l’uomo, invece, quanti mesi passeranno prima che tradisca la moglie…
È un gioco, naturalmente. Ma, attraverso lo scherzo e le battute, si cerca di esorcizzare un timore che è sempre presente, in qualche remoto angolo del cervello di ogni uomo e di ogni donna: quello del tradimento. Ecco, in proposito, alcuni pensierini colti al volo.
  • «Non è che sia andato a cercarlo: qualche volta è capitato.»
  • «Io non ho mai tradito, e mai tradirò!»
  • «A me piace molto Sabrina Ferilli. Cederei subito!»
  • «Se ho tradito? Be’, in pubblico non si può dire…»
  • «Io non ho mai tradito, però sono stato molto tradito.»
  • «È successo, è stata un’occasione. Ma non ci si sente bene, dopo…»
  • «Un mio amico è stato tradito subito dopo sposato: se n’è accorto dopo quindici anni, per dire.»
  • «È inutile dire che ci sono tentazioni: basta volere o non volere.»
  • «Per ripicca, l’ho tradito.»
  • «Se un uomo lo fa a livello fisico posso accettarlo: se invece c’è del sentimento… se ne discute!»
  • «Io personalmente non perdonerei mai.»
  • «Bisogna trovarsi nella situazione. Può darsi che avrei anche perdonato, non lo so.»
  • «In ginocchio, l’ho fatto mettere!»
  • «Uno sbandamento temporaneo si può anche capire.»
  • «È difficile da digerire.»
  • «Una volta ho divorziato. La prossima volta ammetto solamente vedovanze. Nient’altro.»
Quanto si tradisce? In materia di infedeltà i sondaggi sono considerati poco attendibili. Gli intervistati non hanno alcun interesse a svelare a estranei certe faccende così intime: il risultato è che le percentuali dei “fedifraghi” risultano generalmente abbastanza basse. Ma cosa si intende esattamente per infedeltà? Una relazione romantica senza sesso? Una semplice “sveltina” occasionale? Una relazione saltuaria senza alcun coinvolgimento sentimentale? Un innamoramento passeggero, con un rapporto intenso ma di breve durata? Una relazione più impegnativa con un altro partner? I casi possono essere molto diversi, con un grado di coinvolgimento differente. Le tre componenti di base (sesso, sentimenti, attaccamento) possono “giocare” da sole oppure in combinazione tra loro e rappresentare “infedeltà” di diverso livello.
Se è difficile ottenere delle risposte sincere sui tradimenti, esiste però un dato oggettivo abbastanza sorprendente: quello delle uova fecondate irregolarmente. Non solo negli animali ma anche negli umani. Abbiamo visto, in un capitolo precedente, che gli uccelli che vivono in modo apparentemente monogamo hanno in realtà molte copulazioni “extraconiugali”. Esaminando il DNA dei piccoli nel nido, si è constatato che il maschio copula spesso con altre femmine; viceversa, può succedere che durante la sua assenza un maschio di passaggio fecondi la sua compagna. Il risultato delle analisi è che, in ogni stagione, tra il 18 e il 43 per cento dei piccoli nascono da questi “tradimenti”.
Ciò avviene anche nella specie umana, sebbene le percentuali non siano così alte. Analizzando il DNA, si è constatato che oggi in Italia circa il 6 per cento dei neonati non sono figli del padre dichiarato. Negli Stati Uniti questo valore sale al 10 per cento. È una percentuale abbastanza sorprendente, soprattutto tenendo conto dell’attenzione che di norma entra in gioco nei rapporti extraconiugali e dell’uso dei contraccettivi maschili e femminili.

Le sorprese dei rapporti non protetti

Questo dato offre lo spunto per alcune riflessioni. Intanto dice che l’infedeltà non è così rara, e inoltre che troppo spesso le coppie clandestine non prendono le dovute precauzioni. Ma sembra confermare anche un fatto che i biologi hanno riscontrato da tempo: e cioè che, per una donna, è più facile rimanere incinta quando ha un rapporto con l’amante anziché con il marito. Come mai?
Intanto perché, come abbiamo visto, è proprio durante la fase dell’ovulazione che la donna è istintivamente più attratta da un uomo che ama (certi studi indicherebbero che è cinque volte più probabile che una donna si unisca all’amante, piuttosto che al marito, durante il periodo dell’ovulazione). A questo si aggiunge un altro fatto: un orgasmo più intenso sembra facilitare la risalita degli spermatozoi, grazie ai movimenti dell’utero, che “pesca e risucchia” il liquido seminale depositato nella vagina.
C’è poi una terza osservazione. Recenti ricerche hanno mostrato che lo sperma maschile, una volta entrato nel corpo della donna, può rimanere vitale fino a sette giorni, e non soltanto uno o due giorni come si riteneva prima. Sono stati scoperti centinaia di anfratti nelle pareti vaginali, dove gli spermatozoi rimangono vitali e da dove possono continuare la maratona per fertilizzare l’uovo.
Alcuni ricercatori hanno tentato di immaginare cosa succede se la donna durante quel periodo ha un secondo rapporto con un altro uomo. Si verificherebbe una battaglia tra spermatozoi, come avviene in moltissime specie? Infatti, poiché esistono spermatozoi di forme diverse (alcuni sono degli “sprinter” che cercano di arrivare il più velocemente possibile all’uovo e fecondarlo, altri invece sono dei “difensori”), si è visto, in studi su animali, che quando sopraggiungono altri spermatozoi competitori i “difensori” si lanciano su di loro per bloccarli. Questa guerra tra spermatozoi non è stata dimostrata negli esseri umani, ma quello che avviene all’interno del corpo femminile è certamente più complicato di quanto si pensasse.
Va infine aggiunta un’ultima considerazione: la non completa affidabilità dei metodi anticoncezionali. Molte donne si basano sul calendario per calcolare i giorni fertili, ma la fisiologia dell’organismo e del ciclo mestruale non è regolare come un orologio di precisione: si ritiene che questo tipo di “cronometraggio” sia responsabile di circa il 10-20 per cento delle gravidanze. Ancor più rischiosa è l’interruzione dell’amplesso: gli spermatozoi non escono tutti insieme, come un’armata compatta che va all’attacco, ma ci sono esploratori e ricognitori che precedono il grosso della truppa e che possono penetrare oltre le linee prima che l’armata venga dirottata.
Anche il profilattico ha le sue debolezze: secondo certi calcoli avrebbe un 3 per cento di inaffidabilità. Un rischio quasi del tutto annullato quando è usato correttamente. Rimangono la spirale e la pillola che offrono invece, tra i contraccettivi, il più alto grado di affidabilità. Con un piccolo problema per quanto riguarda la pillola: bisogna ricordarsi di prenderla! Un’alta percentuale di donne infatti se ne dimentica periodicamente…

Il caso delle gemelle

Ma se la donna è tendenzialmente predisposta alla monogamia, cosa la spinge a essere infedele?
Ogni comportamento è ovviamente sempre il risultato di un insieme di fattori: genetici, ambientali, esistenziali. Per quanto riguarda l’aspetto genetico, è stato realizzato recentemente uno studio su cinquemila gemelle.
Le ricerche sui gemelli, come si sa, presentano molti aspetti interessanti, specialmente quando i fratelli vivono lontani, o addirittura sono stati separati dalla nascita e allevati in ambienti diversi. Guardare due gemelli monozigoti (cioè nati da uno stesso uovo fecondato) è come guardare le due metà del nostro corpo: se, per esempio, si è sviluppata un’osteoporosi nel nostro femore destro, è molto probabile che si sviluppi anche nel sinistro; se i denti di sinistra si cariano facilmente è molto probabile che ciò avvenga anche per i denti di destra ecc. Per i gemelli, in certa misura, questa “specularità” vale non solo per il corpo ma anche per il comportamento: indipendentemente dalle influenze dell’ambiente in cui vivono, certe qualità o predisposizioni innate tendono a manifestarsi comunque, in parallelo. Per esempio l’intelligenza, la timidezza, alcuni aspetti del temperamento ecc.
È forse “parallela” anche la maggiore o minore facilità a innamorarsi e avere rapporti sessuali? Esiste cioè una predisposizione a essere infedeli?
Nel corso della ricerca, effettuata a Londra al Guy’s and St Thomas Hospital, sono state intervistate cinquemila donne, tra i 18 e i 60 anni: il 23 per cento ha ammesso di essere stata infedele almeno una volta. Intervistando duemilacinquecento coppie di gemelle si è osservato un “parallelismo” molto accentuato di fedeltà e infedeltà: se una gemella mostrava una tendenza all’infedeltà, vi era una corrispondenza nell’altra, e la percentuale era più alta che tra le non gemelle.
Sembra quindi esistere, anche in questo campo, una tendenza innata che predispone a un determinato comportamento. Ma naturalmente a essere poi determinanti sono le circostanze della vita.

Infedeltà preistorica?

Che l’infedeltà, anche femminile, sia iscritta nei geni e praticata sin dalla preistoria sono in molti a crederlo tra gli psicologi e i biologi evoluzionisti. Come per esempio David P. Barash, psicologo all’Università di Washington, e Judith Eve Lipton: nel loro libro The Myth of Monogamy, tradotto in italiano con il titolo Il mito della monogamia. Animali e uomini (in)fedeli (Cortina, 2002), sostengono che la monogamia è la regola, ma non la pratica; e che il desiderio di avere altri partner è naturale, per entrambi i sessi.
Per parte sua David M. Buss, dell’Università del Texas, nel suo volume The Dangerous Passion osserva che la tendenza degli uomini ad avere molti partner sessuali non avrebbe potuto essere soddisfatta se non vi fossero state altrettante donne consenzienti. E ritiene che vi siano almeno tre osservazioni scientifiche le quali, prese insieme, confermerebbero che il sesso occasionale non è un fenomeno recente, bensì molto antico.
La prima è l’esistenza della gelosia sessuale maschile: se la donna fosse stata, per sua natura, una fedele monogama, non si sarebbe sviluppata questo tipo di gelosia maschile che sembra invece essere proprio una risposta evolutiva dell’uomo all’infedeltà femminile.
Il secondo punto è la diffusione generalizzata dell’infedeltà femminile: le percentuali variano a seconda delle società (alta in Svezia, bassa nelle zone rurali cinesi), ma i tradimenti avvengono ovunque. E nonostante l’infedeltà sessuale comporti un alto rischio di divorzio, certe donne rifiutano di limitarsi a un solo partner, malgrado i controlli e il pericolo di essere scoperte.
Il terzo elemento è la competizione spermatica (di cui abbiamo parlato prima). Secondo Buss si tratta di un significativo segnale che nella preistoria la competizione tra i maschi si è sviluppata anche a livello di lotta tra spermatozoi e quindi in presenza di possibili rapporti non monogami della femmina. Ciò spiegherebbe anche il volume dello sperma e le dimensioni dei testicoli nella specie umana (molto maggiori che nei gorilla, che tengono sotto stretto controllo le loro femmine, ma minori che negli scimpanzé, dove invece è più grande la promiscuità sessuale).
I vantaggi, per la donna preistorica, di avere rapporti con altri maschi potevano essere di vario tipo: benefici ottenuti dal nuovo partner, geni di migliore qualità se il maschio era più aitante e un compagno di rimpiazzo in caso di morte del partner.

Il fiocchetto rosso del sesso

Tutto questo non mette in discussione la tendenza femminile di fondo, quella cioè di avere un partner stabile e quindi di essere più predisposta alla monogamia. Una monogamia però non necessariamente fedelissima, quando le circostanze creano l’occasione e l’interesse.
Ciò mostra la grande importanza dell’ambiente nel fornire (oppure no) quelle occasioni e quegli interessi.
La forte repressione nei confronti della sessualità femminile (che in certi casi è arrivata al burka, o addirittura all’infibulazione) ha tenuto lontana per lungo tempo la donna dalle “tentazioni”: ma non ovunque la repressione è stata così violenta e, soprattutto, i cambiamenti indotti dallo sviluppo economico hanno creato oggi un mondo del tutto diverso. Le occasioni si sono moltiplicate, le conoscenze e le frequentazioni si sono ampliate, sono nati nuovi interessi che prima erano fuori dal raggio d’azione delle donne.
Ciò non vuol dire che si siano alzate le griglie della sessualità femminile: significa solo che esistono oggi per la donna molte più opportunità per esprimersi.
Tutto ciò ha significato, per alcune, anche maggiore libertà sessuale. Per altre invece no, o non necessariamente: i loro valori e il loro modo di essere le fanno stare bene con se stesse e con il partner, senza bisogno di cercare altri incontri. Il comportamento umano, infatti, è il risultato di tante piccole e grandi spinte, dove entrano in gioco moltissime cose (con pesi specifici diversi a seconda degli individui): le emozioni, i sentimenti, gli istinti ma anche l’educazione ricevuta, i principi morali, la religione, l’ambiente familiare, i rapporti con il partner ecc.
Ci sono quindi donne che intendono in altro modo questa “liberazione”: per esempio, il rispetto dei loro diritti, la pari dignità, l’uguaglianza sul lavoro ecc. e non necessariamente la libertà sessuale.
Per altre, invece, su questo “pacchetto” di varie liberazioni, si aggiunge anche il fiocchetto rosso del sesso.

Chi tradisce di più?

Ma chi tradisce di più? Gli uomini o le donne?
I sondaggi dicono di solito che sono gli uomini a essere più infedeli. Vanno però fatte due considerazioni in proposito: la prima è che, come abbiamo già detto, i sondaggi in questo campo non sono generalmente molto attendibili. Le donne, in particolare, tendono a essere reticenti per quanto riguarda i loro rapporti sessuali (come ha dimostrato la ricerca fatta all’Ohio University, negli Stati Uniti, di cui abbiamo parlato nel capitolo sulla sessualità). A maggior ragione quando si tratta di tradimenti.
La seconda considerazione è che l’amore si fa in due, non da soli. Quindi ogni volta che un uomo ha un rapporto sessuale, lo ha necessariamente anche una donna: di conseguenza il numero degli amplessi è sempre uguale, da una parte come dall’altra. Se si escludono i rapporti maschili con le prostitute, ne segue che le donne fanno sesso quanto gli uomini.
Naturalmente, si tratta di sapere chi tradisce e chi no. Cioè chi è legato, in quel momento, a un partner e chi invece no. In una materia del genere è difficile fare statistiche, ma qualche elemento può aiutare a capire (anche se solo in parte) certi aspetti della situazione. Perlomeno per quanto rigu...

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. Frontespizio
  3. Ti amerò per sempre
  4. Prefazione
  5. I. L’innamoramento
  6. II. Cosa succede nel cervello?
  7. III. L’attrazione
  8. IV. La sessualità
  9. V. Sesso e/o amore
  10. VI. I modelli della natura
  11. VII. L’incertezza della paternità
  12. VIII. La ricerca del partner
  13. IX. L’attaccamento
  14. X. La gelosia
  15. XI. Il tradimento
  16. XII. Il rapporto di coppia
  17. Ringraziamenti
  18. Copyright