
Esiste un posto bellissimo
L'aldilà nelle testimonianze di chi lo ha visto
- 204 pagine
- Italian
- ePUB (disponibile su mobile)
- Disponibile su iOS e Android
Informazioni su questo libro
Una felicità indicibile. Un luogo pieno d'amore e di gioia. Una luce bianchissima, forte come un milione di soli, che dona un meraviglioso senso di pace.
Questo libro contiene un tesoro straordinario: la più grande raccolta mai realizzata di testimonianze di persone che hanno "visto" l'aldilà e dopo sono tornate in vita per raccontarlo. Il radiologo oncologico Jeffrey Long presenta i risultati della prima grande ricerca scientifica sulle esperienze di pre-morte, basata su migliaia di testimoni di tutte le età, le provenienze geografiche e le appartenenze religiose. Condivide con i lettori i resoconti e soprattutto le somiglianze tra queste storie, tanto impressionanti quanto rivelatorie. Coincidenze di cui la medicina non è in grado di rendere conto e che secondo Long possono avere una sola spiegazione possibile: queste persone sono sopravvissute alla morte e hanno viaggiato verso un¿altra dimensione.
Domande frequenti
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Informazioni
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Primi incontri
non ciò che secondo lui dovrebbe essere.
Ho recentemente condotto uno studio sistematico su 107 persone sopravvissute a un episodio di perdita di coscienza e pre-morte (dovuto, ad esempio, ad arresto cardiaco e coma). Utilizzando interviste standardizzate, si è valutato il background sociale, religioso e demografico di ciascun soggetto, nonché i dettagli della sua specifica crisi medica e ogni eventuale ricordo della fase di incoscienza.Alcuni pazienti hanno descritto prolungate esperienze “fuori dal corpo” avvenute nel corso di un intervento a cuore aperto durante il quale hanno avuto modo di osservare l’operazione in ogni minimo dettaglio “visivo”.Non sono ancora stato in grado di trovare un’adeguata spiegazione medica per il fenomeno delle NDE. Secondo Blacher, tali esperienze rappresenterebbero una “fantasia di morte” e sarebbero manifestazioni di un cervello in stato di ipossia che tenta di gestire “l’ansia indotta dalle procedure e dalle conversazioni mediche”. Numerose evidenze sperimentali dimostrano che – prima della perdita di coscienza – le persone in stato di ipossia grave sperimentano una memoria confusa e caotica e un grave indebolimento percettivo. Ciò differisce da quella nitida percezione “visiva” (successiva alla perdita di coscienza) degli eventi fisici in fase di svolgimento che si riscontra nella NDE. Inoltre, molte NDE si sono verificate in contesti assolutamente scevri di quell’“ansia indotta dalle procedure e dalle conversazioni mediche”.Blacher sottolinea che “i medici devono ben guardarsi dall’accettare come dato scientifico una credenza religiosa”. Aggiungerei che la medesima cautela andrebbe esercitata nell’accettare come dato scientifico una credenza scientifica.2
Mi trovai a fluttuare verso il soffitto, ma vedevo chiaramente la gente intorno al letto e persino il mio corpo. Mi sembrava strano che si preoccupassero tanto del mio corpo: stavo benissimo e avrei voluto dirglielo, ma era impossibile. Era come se vi fosse un velo, uno schermo tra me e gli altri.Vidi una specie d’apertura dalla forma allungata e molto buia e l’attraversai come un fulmine. Era sbalorditivo, ma divertente. All’uscita da questo tunnel, mi trovai in un regno pieno d’amore e di luce. Vi era amore dappertutto: mi circondava e impregnava tutto il mio essere. A un certo punto, vidi tutti gli eventi della mia vita, come in un ampio panorama. Tutto questo è semplicemente indescrivibile. Gente che era morta da tempo era lì con me nella luce: tra gli altri, una compagna di scuola, mio nonno e una prozia. Erano tutti felici, raggianti.Non volevo più tornare, ma un essere di luce mi disse che dovevo farlo, perché non avevo completato il mio compito nella vita. Improvvisamente, mi ritrovai nel mio corpo.6
Ho sempre sofferto di un sacco di allergie.7 Questa cosa era sempre stata solo una gran seccatura fino a quel giorno fatidico in cui mise letteralmente a repentaglio la mia vita. Ovviamente avevo parlato al chirurgo e all’anestesista del mio problema; si trattava di un cosiddetto intervento facoltativo, e non d’emergenza. Anche se l’équipe medica aveva fatto tutto come andava fatto, durante l’operazione ebbi una grave reazione allergica a un farmaco, talmente grave che il mio cuore si fermò.Subito dopo l’arresto cardiaco mi ritrovai all’altezza del soffitto. Vedevo la macchina per l’elettrocardiogramma a cui mi avevano collegato. Il mio tracciato era piatto. I medici e le infermiere stavano disperatamente cercando di rianimarmi. La scena che si svolgeva sotto di me era una situazione quasi di panico, eppure – a dispetto del caos sottostante –, io provavo una profonda sensazione di pace. Non sentivo alcun dolore. La mia coscienza fluttuò fuori dalla sala operatoria ed entrò in un’infermeria. Mi accorsi subito che era quella del piano dov’ero stata prima dell’intervento. Dal mio punto di osservazione vicino al soffitto, vidi le infermiere indaffarate nelle loro attività quotidiane.Dopo aver osservato le infermiere per un po’, si aprì un tunnel. Fui attirata da questo tunnel; poi ci passai attraverso e mi accorsi che dal fondo proveniva una luce splendente. Mi sentivo in pace. Dopo aver attraversato il tunnel mi ritrovai immersa in una luce meravigliosa, mistica. Davanti a me c’erano alcuni miei familiari defunti. Fu un ricongiungimento pieno di gioia, e ci abbracciammo.Mi ritrovai in presenza di un essere mistico che emanava un amore e una compassione senza fine. “Vuoi tornare indietro?” mi fu chiesto. Io risposi: “Non lo so”... all’epoca ero una persona molto indecisa, insicura. Dopo averne discusso un po’, capii che la scelta se tornare o no nel mio corpo fisico spettava a me. Era una decisione difficilissima. Mi trovavo in una dimensione di amore infinito. In quella dimensione sapevo di essere veramente a casa. Alla fine, tornai nel mio corpo.Mi risvegliai il giorno dopo nel reparto di terapia intensiva. Ero totalmente ricoperta di cavi e tubicini. Non potevo parlare di quell’esperienza così intima e toccante. In seguito tornai al piano dell’ospedale dov’ero stata prima dell’operazione. Lì c’era l’infermiera che avevo visto durante la NDE. Finalmente trovai il coraggio di confidarle ciò che avevo visto durante la mia esperienza... e in tutta risposta, lei mi rivolse uno sguardo tra lo scioccato e lo spaventato. Era un ospedale cattolico. Non mi stupii quando mandarono una suora a parlare con me. Spiegai con pazienza tutto quello che avevo visto e sentito. La suora ascoltò attentamente, poi dichiarò che la mia esperienza era stata “opera del diavolo”. Dopo una cosa del genere, non è difficile capire perché fossi così riluttante a parlarne.
Indice dei contenuti
- Copertina
- Esiste un posto bellissimo
- Introduzione
- 1. Primi incontri
- 2. Viaggio verso la comprensione
- 3. Dimostrazione n. 1 Morte lucida
- 4. Dimostrazione n. 2 Fuori dal corpo
- 5. Dimostrazione n. 3 Visione cieca
- 6. Dimostrazione n. 4 Uno stato di coscienza impossibile
- 7. Dimostrazione n. 5 Un playback perfetto
- 8. Dimostrazione n. 6 Ricongiungimenti familiari
- 9. Dimostrazione n. 7 Dalla bocca dei bambini
- 10. Dimostrazione n. 8 Corrispondenza in tutto il mondo
- 11. Dimostrazione n. 9 Esistenze cambiate
- Conclusione
- Note
- Copyright