L'età del colpo mirato è finita (XS Mondadori)
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L'età del colpo mirato è finita (XS Mondadori)

  1. 21 pagine
  2. Italian
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L'età del colpo mirato è finita (XS Mondadori)

Informazioni su questo libro

Parigi 1881: Émile Florian, un giovane tessitore, si reca a piedi da Reims a Parigi. Il suo obiettivo è uccidere Léon Gambetta, un tempo capo dei rivoluzionari della Comune, oggi Presidente del Consiglio. Ma le ore passano e Gambetta non esce dal Palazzo del Governo... Scurati, mescolando suggestioni e riferimenti di epoche diverse, entra nel cuore di tenebra dell'ossessione e della rabbia. Un racconto spietato e quantomai attuale sui motivi e la forza dell'odio.
Ho fatto novanta miglia a piedi e sono sei ore che aspetto. Ma non bevo. Rimango sobrio, sobrio e implacato. Berrò soltanto quando quel portone si aprirà. Quando l'uomo che attendo uscirà nell'aperto, allora berrò. Allineerò lo sguardo alla mira, prenderò il mondo nell'occhio dell'arma, e mi disseterò. Il racconto "L'età del colpo mirato è finita" è apparso sul numero 38 (aprile-giugno 2007) della quinta serie della rivista Nuovi Argomenti.

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Informazioni

Editore
Mondadori
eBook ISBN
9788852041211
Anno
2013

L’età del colpo mirato è finita

Nell’ottobre del 1881, dopo aver perso il lavoro, il tessitore Émile Florian si recò da Reims a Parigi per uccidere Léon Gambetta. Percorsi a piedi i centoquaranta chilometri che separavano la sua città d’origine dalla capitale francese, il giovane anarchico attese per ore che il leader repubblicano, un tempo a capo dei rivoluzionari della Comune e ora da poco eletto Presidente del Consiglio, uscisse dal palazzo del Governo.
Aspetto. Sono sei ore che aspetto davanti a questo palazzo. Aspettiamo tutti. Languiamo. Da dieci anni oramai, dal giorno in cui i soldati del governo regolare entrarono nella Parigi dei Comunardi per sterminarli tutti, da quel 21 maggio 1871 noi figli e fratelli di quel sangue languiamo in un’inedia totale. Viviamo come svenuti, nella massima prossimità a una morte che non ci dà più alcuna emozione, in un’intimità esausta, una noia domestica. Ogni notte ci corichiamo al suo fianco in un letto coniugale di passioni spente. La notte, poi, trascorre indenne. Le nozze rimangono non consumate, il talamo casto.
Ma ora l’attesa è finita. Quel portone si aprirà, ne uscirà l’uomo per il quale ho calcato questa terra e la morte accadrà. Tanto lo so da sempre che quando qualcosa accadrà, sarà accaduta la morte. Da molto tempo io ho preso partito per l’infelicità. Forse da prima ancora che nascessi, ma ricordo con precisione il momento in cui la mia scelta germinò dai racconti di mio padre, dalle sue favole della buona notte.
Vedi figlio mio, quel 21 maggio del 1871 eravamo francesi da una parte e francesi dall’altra. Fratelli che fino a poche settimane prima si erano battuti assieme contro i tedeschi. Ma dopo la sconfitta della Francia nella guerra contro la Prussia, il governo, l’esercito e la polizia avevano abbandonato Parigi assediata dal nemico. Il popolo allora insorse e si impadronì della città. Il popolo armato si sostituì prima all’esercito permanente e alla polizia, poi al governo centrale. Era nato, così, il primo governo proletario della storia. Ma l’Assemblea Costituente formatasi a Versailles, a maggioranza filomonarchica, decise di riportare l’ordine borghese a Parigi. Fatto l’armistizio con i Prussiani, gli ex nemici avevano riarmato i soldati regolari francesi loro prigionieri perché scatenassero la repressione di noi comunardi. Allora i nostri fratelli si misero in marcia per massacrarci. I prigionieri vennero giustiziati con esecuzioni multiple. La resistenza dei quartieri operai venne spianata con il cannone. Aver appoggiato la Comune in qualsiasi modo fu dichiarato un crimine del quale furono accusa...

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. Frontespizio
  3. L’età del colpo mirato è finita
  4. Nota dell’Autore
  5. Copyright