
- 324 pagine
- Italian
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eBook - ePub
La strada verso casa
Informazioni su questo libro
Marco non ha mai scelto, perché ha paura che una scelta escluda tutte le altre. Non ha mai dato retta a nessuno, solo a se stesso. Sembra dire a tutti: amatemi pure, ma tenetevi lontani. Andrea, suo fratello maggiore, ha deciso da subito come doveva essere la sua vita, ha sempre fatto le cose come andavano fatte. È sposato con Daniela, una donna sobria, elegante, slenne e pallida. Insieme avrebbero potuto essere perfetti. Marco invece ha molte donne, e Isabella, la prima fidanzata. La strada verso casa racconta la storia di due fratelli che gli eventi costringono ad avvicinarsi, a capirsi di nuovo. E di un inconfessabile segreto di famiglia che li segue come un fantasma. Racconta una grande e tormentata storia d'amore che attraversa gli anni, e come tutte le grandi storie d'amore ha a che fare con le cose splendide e con quelle terribili della vita.
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Informazioni
Print ISBN
9788804633570eBook ISBN
9788852044618Spaghetti con le vongole
Quando Marco andava alle elementari, spesso si fermava a pranzo dai nonni. Arrivava sotto casa, suonava il citofono e diceva: “Sono io”.
Quando entrava in casa, la nonna stava ancora pigiando il pulsante per aprire il portoncino.
Era sempre stata un’ottima cuoca, un giorno aveva detto a Marco che cucinare per qualcuno è un modo di dirgli che gli si vuole bene. Lui non si era mai dimenticato quelle parole, tanto che le ripeteva sempre ai ragazzi che lavoravano per lui.
La nonna gli aveva insegnato a cucinare. Quando a vent’anni era uscito di casa, conosceva già molte ricette e sapeva preparare piatti buonissimi. A Londra aveva trovato lavoro in un ristorante italiano, e il cuoco napoletano gli aveva insegnato i segreti del mestiere che gli mancavano.
Cucinare tutti i giorni al ristorante senza nemmeno avere il tempo di alzare la testa dalle ordinazioni gli aveva però fatto perdere l’amore per quel lavoro.
Adesso nel ristorante a Londra non faceva più il cuoco, era diventato food manager.
Amava cucinare per sé e per gli amici. Quando Isabella lo aveva invitato a cena, si era offerto volentieri di stare ai fornelli. Il menu consisteva in:
Insalata di polpo e patateSpaghetti con le vongole e la bottargaOrata all’acqua pazzaTortini al cioccolato con cuore sciolto e gelato alla vaniglia
Niente di particolarmente ricercato, piatti semplici.
Carico di sacchetti, Marco era arrivato a casa di Isabella. «Inizio a preparare il dolce, che tanto quello va messo in forno all’ultimo minuto.»
«Va bene, posso aiutarti?» disse Isabella.
«Non serve. Se ti fa piacere, prima di cucinare posso preparare un Bloody Mary.»
«Molto volentieri.»
«Perfetto, si accomodi.»
Brindarono, poi Marco si mise ai fornelli. «Puoi stappare la bottiglia di vino?»
«Sto ancora bevendo il mio Bloody Mary.»
«È per dopo, mi serve il tappo di sughero per cucinare il polpo, se lo metto nell’acqua viene più morbido.»
«Ma è vero?»
«No, però me lo ha insegnato mia nonna, lo faccio per affetto e come rito propiziatorio.»
Isabella aveva stappato il vino. «A Londra quando compri la frutta e la verdura al supermercato, devi pesartela da solo o pesa tutto la cassiera?»
«Dove vado io pesa la cassiera.»
«Come a Parigi. Questa mattina sono andata a fare la spesa e quando sono arrivata alla cassa avevo cinque sacchetti e non ne avevo pesato nemmeno uno.»
«Sei dovuta tornare indietro?»
«No, hanno mandato un ragazzo che lavora lì, io sono rimasta alla cassa ad aspettare, che imbarazzo. Sentivo il fiato sul collo di quelli dietro di me. Mi sono girata per scusarmi e ho capito che mi avrebbero voluto lapidare.»
«Se vuoi aiutarmi, qualcosa da farti fare ce l’ho.»
«Volentieri, ma non sono molto brava.»
«Devi solo mescolare il cioccolato con il burro finché è tutto sciolto. La cosa importante è la cottura: se vuoi che il cuore sia fondente, basta un minuto di troppo e non si scioglie niente.»
Isabella, dopo aver finito quello che lui le aveva chiesto, si sedette, prese il suo Bloody Mary e fece tintinnare i cubetti di ghiaccio. Trovava Marco molto sexy mentre cucinava, lo avrebbe guardato per ore.
La sua disinvoltura la eccitava. Bastava osservarlo nelle piccole cose per capire che ci sapeva fare, era sufficiente vedere come si asciugava le mani nel grembiule, come tagliava le verdure, come metteva il sale sui cibi, come apriva e chiudeva il rubinetto, come assaggiava dalla punta del cucchiaio di legno.
«Come vanno i tuoi appuntamenti di lavoro?»
«Devo andare vicino a Modena in un’azienda interessata. Vuoi vedere qualche disegno?»
«Volentieri.»
Isabella tornò con un book: magliettine, pigiami, calze.
Mentre sfogliavano i disegni si ritrovarono vicini, come quella volta dopo il funerale. Marco era pronto a girarsi e darle un bacio. Tra loro c’era la stessa tensione, la stessa attrazione di sempre.
Dall’altra stanza arrivò la voce della nonna: «Bagnetto finito, adesso facciamo la pappa».
La bambina e la nonna entrarono in cucina.
«Che buon profumo.»
Isabella si mise a preparare la cena per la bambina. Marco le fece spazio ai fornelli e si sedette sul divano a guardare i Flintstones con Mathilde.
Anche se non aveva mai pensato di avere figli, quando capitava di stare con quelli dei suoi amici si divertiva.
«Come sta tuo papà?» chiese Rossana rivolgendosi a Marco.
«Se la cava.»
«Speriamo si rimetta presto in piedi. E a Londra come va? Mi ha detto Isabella che hai un ristorante molto bello.»
«Non è tutto mio, sono in società con un ragazzo. Però lo gestisco, seguo il menu e la cucina, va molto bene. Il cuoco è molto bravo.»
«E sei fidanzato?»
«Non fargli queste domande, mamma, che gli metti ansia» disse Isabella entrando nella stanza per prendere la bambina.
«Va bene, scusatemi. Non volevo essere invadente.»
«Non lo è, signora, è sua figlia che esagera sempre. Torno di là a preparare. Peccato perché volevo vedere come finiva la puntata dei Flintstones.»
«Mathilde li adora, pensa quando scoprirà che gli uomini e i dinosauri non sono mai esistiti insieme. Un po’ come con Babbo Natale» disse Isabella senza farsi sentire dalla bambina.
Marco si alzò e tornò in cucina, per un istante si immaginò di essere sposato con Isabella e di averla accompagnata lì per far stare la nipotina con la nonna.
Chissà che faccia avrebbe se fosse figlia mia.
Cucinava e pensava che era la vita che aveva deciso di non vivere, eppure in quel momento non gli dispiaceva affatto.
«Dev’essere frustrante fare il giornalista del TG delle otto, non credi?» disse Isabella entrando in cucina.
«In che senso?»
«Quando eravamo piccoli, guardavamo il TG per sapere cosa era successo nel mondo, adesso leggiamo tutto su internet quasi in tempo reale e alla sera sappiamo già tutto.»
Marco sorrise. «È il ripasso come a scuola a fine anno.»
«Mia madre sta mettendo a letto Mathilde, magari lo vuoi fare tu» disse con ironia.
«Lo farei volentieri ma sono molto preso dal polpo.»
Dopo circa un’ora si sedettero a tavola e subito le due donne fecero i complimenti al cuoco.
«Grazie, ho scelto piatti molto facili da cucinare.»
«Ti ricordi quando venivi a Parigi e la domenica ci facevamo quelle mangiate di pesce?»
«Mi ricordo soprattutto le colazioni: uova sode, croissant con la marmellata, pain au chocolat, caffellatte. Eravamo belli e giovani. Anzi, io sono ancora bello e giovane.» Scoppiarono tutti a ridere.
La cena proseguiva in maniera gradevole. Si parlava un po’ di tutto. Durante una pausa, la madre di Isabella le chiese: «Scusa, ma alla fine avete deciso come vi dividete i giorni di vacanza di Mathilde? Ho bisogno di sapere il periodo esatto, a casa nostra al mare vuole venire anche la mia amica Valeria».
Isabella era visibilmente imbarazzata. «Possiamo parlarne domani?»
«Va bene, spero solo che il tuo ex marito non si impunti sulle prime due settimane d’agosto.»
Isabella non alzava gli occhi dal piatto, era certa che Marco la stesse fissando, si sentiva il suo sguardo addosso.
Lui non poteva credere a quello che aveva appena sentito. Isabella si era lasciata col marito e non glielo aveva detto. Marco continuò a fissarla finché lei non poté più evitare di guardarlo. In quel secondo si dissero tutto.
Durante il resto della serata Marco parlò poco, anche Isabella.
La madre non si era accorta di nulla perché aveva finito la bottiglia di vino e si sentiva un po’...
Indice dei contenuti
- Copertina
- Frontespizio
- La strada verso casa
- Anni Ottanta
- Londra
- Di nuovo insieme
- Fratelli
- Lucia la madre
- I pomeriggi dopo la scuola
- Tre uomini non è semplice
- Diagnosi
- Isabella è tornata
- Il letto
- Voglia di leggerezza
- Girando per casa
- Una mano di bianco
- Andrea & Irene
- Tradimento
- Spaghetti con le vongole
- Tour virtuale nella vita dei sogni
- Passo a prenderti per cena
- Forse è questa la felicità
- La cantina
- Marco e il padre
- La collina
- “Tu sei di quelli laureati col massimo dei voti”
- John Wayne
- Si tolga i pantaloni, si abbassi le mutande
- L’errore più grande
- La stessa stanza
- Mathilde
- Di notte in cucina
- Darsi una seconda possibilità
- La nostra famiglia
- È un nuovo giorno
- Marco torna a casa
- Mi manca il papà
- Un giorno insieme a Londra
- Le parole di Isabella
- L’acqua
- Sono leggero
- Copyright