Fedele ritratto dello scrittore americano sono le lettere qui presentate che egli scrisse a parenti e amici dal 1941 al 1956, cioè dal tempo dei suoi primi vagabondaggi fino alla vigilia dell'uscita del suo capolavoro Sulla strada.

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Lettere dalla Beat Generation
1941-1956
- 126 pagine
- Italian
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Lettere dalla Beat Generation
1941-1956
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A CAROLINE KEROUAC
Martedì pomeriggio
[tarda estate] ’41
Seabluff
[West Haven, Conn.]
[tarda estate] ’41
Seabluff
[West Haven, Conn.]
Cara Nin…
è stata dura, ma dopo tante difficoltà finalmente ci siamo sistemati. Quel venerdì mattina che siamo arrivati a New Haven, abbiamo scoperto che la casa scelta da papà era un buco. […] A quanto pare l’aveva scelta dal catalogo dell’agente immobiliare senza nemmeno averla vista. Era peggio di quanto si può trovare in Moody street o a Little Canada.1 Solo a vederla ma’ è stata male. Abbiamo cominciato a girare in cerca di una casa, a piedi, a New Haven dove praticamente non c’è niente in affitto. Ovviamente non l’abbiamo trovata, e ma’, Burt2 e io abbiamo scarpinato tutto venerdì (mi sa che era giovedì, quindi d’ora in poi sarà giovedì). Alla fine abbiamo dovuto mettere mobili e tutto quanto in un deposito. Quella notte abbiamo dormito in albergo con pa’.
Il fatto è che a New Haven gli affitti sono altissimi… niente di abitabile a meno di 40 dollari al mese. Pa’ sapeva di una casetta vicino al mare, ma ha detto che era troppo fuori mano. Abbiamo tentato lo stesso, e abbiamo scoperto che era vicino alla linea dell’autobus (a circa 3 miglia e mezzo dal centro di New Haven) e che per tutto l’anno ci sono venditori di alimentari, nafta ecc. che fanno servizio in zona.
Ebbene, Nin, l’abbiamo presa, e vorrei parlartene. È in fondo a una via piena di case e cottage, che si chiama Bradley Point. Fa parte di una zona detta Seabluff. La città è West Haven. La casa dà dritto sul mare, e nelle giornate limpide si può vedere Long Island a 35 miglia di distanza. All’altro capo della via c’è una vecchia casupola chiamata Barnacle Bill, un ristorante, e anche sciccoso. La nostra via è piena di villeggianti – è un luogo di villeggiatura estiva, ma nella via c’è anche chi vive qui tutto l’anno. Alla nostra destra c’è una spiaggia. Barche a remi, skiff, barche a vela e d’altro genere punteggiano l’acqua scintillante. Oltre la punta a sinistra, un miglio più in là, c’è il centro di divertimenti Savin Rock, qualcosa di simile alla spiaggia di Salisbury. Dietro la nostra via (e la nostra casa) c’è un prato che si estende per 150 piedi finché viene tagliato da Ocean Avenue, una highway. Dopodiché riprende il prato, che arriva fino a una lussuosa zona residenziale.
Ah, è bellissimo, parola mia. Dalla finestra del salotto si vede sempre l’oceano, e a volte, con l’alta marea, gli spruzzi arrivano fin sulla diga di fronte al nostro cottage, sull’altro lato della via.
Il cottage ha quattro stanze, in stile moderno. Il letto di ma’ guarda verso il mare. Abbiamo un bel bagno con lavabo e tutto quanto. Abbiamo anche un bagno doccia in una baracchetta annessa alla cucina e una piccola soffitta dove possiamo stivare la nostra roba. (Dimenticavo, le tre camere da letto sono al piano di sopra.) Abbiamo messo la stufa a petrolio in soggiorno e i mobili del salotto nella stanza che dà sul mare. E così via. Vedrai tutto tu stessa.
Non è pericoloso vivere qui d’inverno perché c’è un frangiflutti a un miglio dalla costa. Le onde sono come quelle dei Grandi Laghi… non cavalloni tremendi, ma piccole onde alte sì e no due piedi. E quando sarà riscaldata sarà una casetta accogliente.
Siamo a sole 75 miglia da New York e prendiamo tutte le stazioni della città. C’è un servizio di generi alimentari, ma il negozio di alimentari più vicino è al di là della piccola baia sulla destra (dove c’è la spiaggia). Abbiamo gas, acqua ed elettricità. Sarebbe un posto magnifico per Tippy, ma quelli del trasloco hanno detto che è saltata giù dal camion quando si sono fermati a Stafford Springs per il pranzo. In ogni modo, se la caverà. Prenderemo un altro gatto, e anche un cane! L’affitto è di 40 dollari al mese.
Ho tante cose da dire che mi confondo. In ogni modo, ti sarai fatta un’idea. Ora, il prossimo weekend, quando verrai qui, se arriverai in macchina, cerca Ocean Avenue e da lì prosegui fino a Seabluff. Dopodiché domanda per Bradley Point. Siamo al numero 5, l’ultima casa della via.
Nin, questa è una località turistica. Sembriamo dei milionari, e che divertimento. L’estate prossima mi troverò un lavoro a New Haven e abiterò a Seabluff, mi prenderò una barca a vela e l’equipaggiamento da pesca e andrò a pescare al largo oltre il frangiflutti. Veramente, tra qualche giorno prenderò in prestito una barca a remi e me ne andrò a remare al largo. Il giorno che ci siamo trasferiti sono andato a fare una nuotatina nella baia e c’era un gran vento. Le onde si avvicinavano come enormi montagne grigie e mi trasportavano su su e poi giù, mi sono aggrappato a una piccola barca a remi ancorata e mi ci sono seduto a poppa. Porca miseria, che spavento mi sono preso quando la prua si è impennata a 45 gradi, e poi è tornata giù sbattendo forte sull’acqua, sprofondando in una valle di onde… e così via a ogni ondata.3
La spiaggia non potrebbe essere migliore. Con l’alta marea ci si può camminare sopra per una cinquantina di iarde, e quasi mezzo miglio con la bassa marea. Se vieni con Leslie, o in ogni caso in macchina, cerca Ocean Avenue come ti ho detto e prosegui fino a oltrepassare il parco divertimenti (Savin Rock) e arriverai a Seabluff e a una spiaggetta. Dovrai risalire la via in macchina, ora che ci penso, quindi farai meglio a prendere a sinistra una via senza sbocco che si diparte da Ocean Avenue e indica Barnacle Bill… appena prima di Seabluff. Se vieni da sola, in autobus, mettiamoci d’accordo così vengo a prenderti.
Mamma sta lavorando sodo… come tutti noi. Papà non ha molto lavoro al negozio. Mamma sta un po’ meglio, ma si sente molto sola senza di te. Veramente, detesto l’idea di doverla lasciare quando andrò a scuola perché si sentirà così sola qui. È un pensiero che mi ferisce ogni volta. Vieni presto a vedere il posto, Nin. Prego che tu decida di venire qui, perché non sopporto il pensiero di lasciare mamma tutta sola. Quel lavoro da Sullivan’s non è poi così maledettamente importante… per le donne ci sono milioni di posti di lavoro da queste parti. E soprattutto, vivrai alla grande. In ogni modo deciderai tu stessa questo weekend, quando arriverai. Io, da parte mia, spero con tutto il cuore che tu decida di rimanere qui; così potremo stare tutti insieme. In ogni caso in un futuro molto prossimo.
Con affetto,
Jack XXX mamma XXX papà XXX4
P.S.: Aspetta di vedere questo posto!!
A SEBASTIAN SAMPAS
1 Warner St.
Hartford, Ct.
Hartford, Ct.
(Nuovo indirizzo)
Su un treno nel
New England,
ancora qualche giorno
e sarà ottobre [1941]…
Su un treno nel
New England,
ancora qualche giorno
e sarà ottobre [1941]…
Sam –
sto andando a Hartford dove ho trovato un posto in una stazione di rifornimento… $ 27.50 alla settimana. Il treno scivola via da New Haven. Ci sono uomini seduti che guardano fuori dai molti finestrini. Guardano l’ottobre, i sottili preludi al misterioso e malinconico ottobre.
Da quando sono tornato dalla Virginia, ho vagabondato avanti e indietro da Hartford, sono andato giù a New York, dove ho trascorso 24 ore meravigliose, sono tornato, e adesso sto tornando a Hartford dove condividerò una stanza col vecchio Mike, e conoscerò l’uomo e le sue fatiche attraverso la comunione con lui.
Le mie esperienze a New York te le racconterò un’altra volta: “lo sterile ammiccare di luci” davanti a un bordello, la mia veglia, e il pappone che mi ha riempito lo stomaco vuoto che non voleva saperne di spendere un biglietto da due dollari se non per Venere; e come mi sia addormentato in una chiesa imponente; come me ne sia stato in piedi all’angolo di una via a sedurre New York City; come il mio rapporto con New York City sia finito in brividi di febbre, stanchezza, vuoto, proprio come finiscono tutti i rapporti con le amanti.
Adesso che ho un lavoro, avrò un po’ di quattrini, e mi organizzerò per andare da Lowell & Emerson. Magnifica la tua lettera! Troverai accluso FSSFMT.5 Devi leggere Of Time and the River6… è quello che io [lettera incompiuta]
A NORMA BLICKFELT7
Mercoledì sera
15 luglio 1942
Lowell, Mass.
15 luglio 1942
Lowell, Mass.
Cara Norma –
forse questa lettera ti sorprenderà, dal momento che non ti ho mai scritto prima. Ma ti prego di capire che, tanto per cominciare, non sapevo proprio che cosa dire, e poi so benissimo che la mia scrittura è uno spettacolo poco gradevole. Ma ora devo scriverti, e ho tante cose da dire che spero sinceramente di non sembrare prolisso.
Ti mando questa lettera a mezzo posta speciale, lasciando a Zio Sam8 il compito di rintracciarti.
Dopo le 12 ore trascorse insieme lo scorso aprile (le ho trovate meravigliose), sono andato giù a Washington a trovare un amico. Non molto tempo dopo, ho lavorato come operaio nel nuovo cantiere del ministero della Guerra ad Arlington Va. [Virginia],9 tanto per rimanere nel Sud e studiarlo sommariamente. Ci sono rimasto un mese e mezzo, e mi sono divertito un sacco. Un giorno un operaio negro passava col suo badile in spalla, cantando il blues più bello che avessi mai sentito, e l’ho seguito per tutto il cantiere, ascoltando e fumando. Una mattina sono uscito dal cantiere, ho fatto l’autostop e ho vagabondato tutto il pomeriggio per i campi e i paesini della Virginia. Sono tornato giusto in tempo per timbrare il cartellino all’uscita: che te ne pare come giornata di lavoro? Ma alla fine mi hanno licenziato perché il capo non mi trovava mai. Ho riscosso la mia ultima paga e mi sono diretto più a sud, con visioni di pomeriggi trascorsi a sonnecchiare sui moli di New Orleans, a sbadigliare, scacciare mosche, canticchiare un blues. Avevo 60 dollari (guadagnavo 60 dollari alla settimana) e credo che il richiamo del fischio di un treno mi abbia fatto decidere di continuare il viaggio. A metà strada, nella vecchia terra della Virginia, ho riflettuto seriamente sulle mie responsabilità – andare a lavorare per tornare alla Columbia. Così ho fatto dietro-front.
A casa, ho scritto a Lou Little e preso accordi per tornare a scuola in autunno. Avendo perso temporaneamente la mia borsa di studio – il primo anno, molto prima che cominciassi ad amare veramente lo studio serio, ero stato bocciato in chimica – ho dovuto risparmiare circa 400 dollari per mantenermi finché non avessi riacquistato il diritto alla borsa di studio.
Ma un giorno, ho incontrato un giovane strabiliante della marina mercantile di nome George Murray. Siamo rimasti svegli tutta la notte a parlare, fino alle dieci del mattino. Quando è ripartito per il mare (e per la Russia), gli ho regalato il mio prezioso volumetto rilegato in pelle dell’Ancient Mariner.10
Qualche giorno dopo, in seguito a lunghe notti di riflessione, sono andato a Boston, ho tirato fuori i miei documenti di marinaio, ho richiesto il passaporto e mi sono iscritto al sindacato marittimi. Spero di imbarcarmi tra poco per la Russia. Ogni giorno vado a Boston in autostop e trascorro parte della giornata nelle vicinanze della sala del sindacato in attesa delle chiamate d’imbarco. Al tramonto, mi aggiro per i docks, “bevendomi il forte aroma di merluzzo dei moli”, osservando le barche da scarico ancorate e borbottando: «Ci sono navi, e ci sono città». Ripeto queste parole costantemente. Di notte, a letto, brucio.
Murmansk, Russia – “un luogo più lontano di Fez, più strano di Cipango…”. La remota terra del nord, i venti senza dimora dell’Artico, la foschia, la neve, il bel mare di ...
Indice dei contenuti
- Copertina
- Frontespizio
- Lettere dalla Beat Generation
- Tarda estate 1941. A Caroline Kerouac
- Note
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