Karin Levrone è una ragazzina belloccia, viziata e arrogante tanto quanto il fratello Cristian è goffo e impacciato. I due volti dell'adolescenza, che la "profia" investigatrice, l'indimenticabile protagonista de La collega tatuata, conosce così bene. Ma evidentemente dove c'è lei, prima o poi arrivano anche le grane. E adesso la nostra insegnante si trova a indagare proprio sul misterioso rapimento di Karin e sugli eventi, sempre più drammatici, che ne conseguono. Il racconto della Oggero, ricco di verve, mosso, colorito, ironico e a tratti anche divertente, si snoda nel groviglio dei sentimenti e risentimenti, di slanci e di riottosità che costituiscono l'anima dei giovani.

- 252 pagine
- Italian
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Una piccola bestia ferita
Informazioni su questo libro
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Prima e durante
ho tanta paura
forse è meglio morire ma io non voglio morire
questo buio quasi buio per un mucchio di ore
la lampadina di luce ne fa poca
non ho più tenuto il conto
non so che giorno è
prima avevo l’orologio
me l’hanno tolto quando ho morsicato la mano del boss
non gli ho mai visto la faccia ma è il boss
viene di rado
gli altri fanno quello che vuole lui
è un bastardo è ancora peggio di un bastardo
perché non crepa
non vola dalla finestra non si sfracella in autostrada
c’è tanta gente che muore in macchina muore in mille modi
anche brava gente
la voce però sì
la voce la conosco
ce l’ho in mente me la ripeto nella testa me la risento
perché se mai
forse non ci sarà un se mai
la voce non la dimentico
sono sicura che la riconosco anche fra dieci fra vent’anni
me la sono registrata me la sono incisa
non me la possono cancellare
ho tanta paura
«Mi è venuta in mente una cosa all’improvviso» dice Christian mangiandosi le parole nell’affanno, «non so perché proprio adesso, forse dovevo parlarne subito col poliziotto che sta lì da noi ma preferisco dirla prima a lei, magari è una stupidaggine, non so...»
«Dimmi, ma con calma per favore. Siediti e dimmi.»
«Si ricorda di quella volta del cane che Gigi ha preso sotto...»
«Mi ricordo.»
«E che io ho vomitato e poi stavo male e forse è per questo che non ci ho fatto caso e l’ho quasi dimenticato e mi è tornato in mente solo adesso...»
«Che cosa ti è tornato in mente?»
«Ecco, io ero seduto dietro chiudevo gli occhi e poi li riaprivo subito perché mi girava la testa e mi tornava la nausea e a un certo punto Gigi ha fermato la macchina è sceso è entrato in un portone ed è stato via un po’, non so quanto, cinque dieci minuti non di più...»
«E poi?»
«Prima, non poi. Prima, quando ha fermato la macchina, ha detto a Karin: passo un momento dal capitano, è questo che mi sono ricordato. Lei oggi mi ha chiesto se... dice che può essere?»
«Può essere eccome, Skip uguale capitano, bravo Christian, bravissimo. Sapresti ritrovare il posto, il portone?»
«Penso di sì, di giorno però, rifacendo la stessa strada.»
«Di notte no?»
«Perché? Vuole che ci andiamo subito?»
ho perso il conto sette otto dieci quindici chi lo sa
dopo il morso la puttana mi ha fatto un’iniezione
il bestione e il muto mi tenevano ferma
il boss guardava
poi ha detto se lo rifai ti ammazzo a calci
calci no
però un pugno me l’ha dato subito
avevo la bocca piena di sangue il labbro di sopra spaccato
credevo di soffocare
la puttana rideva
brutta puttana bagascia troia te e tua madre
l’orologio me l’hanno preso perché è un rolex
perché sanno che senza è peggio
senza ti senti una cosa una pietra
le pietre però non sentono
o forse sì quando le spaccano
cosa ne sappiamo noi
forse quando le spaccano è come quando il bastardo
mi ha spaccato il labbro
il pugno era come entrato dentro e uscito dall’altra parte
dopo ho dormito tante ore
forse un giorno o anche di più
avevo la bocca impastata la faccia gonfia
l’ho sentita toccando piano piano perché mi faceva male
io puzzavo il letto puzzava mi facevo schifo da sola
mi ero pisciata addosso
ho tanta paura
«Gaetano, credo che sia importante...»
«Dimmi.»
«Christian forse sa chi è Skip, è uno che Gigi chiamava il capitano. E sa anche dove rintracciarlo, forse. Dice a Nichelino; lui Gigi e Karin erano andati a vedere un cavallo vicino a Vinovo e tornando...»
«Ci andiamo subito!»
«Ma forse di notte...»
«Ha paura di non farcela, di notte?»
«Paura no, ma di giorno sarebbe più facile.»
«Digli che vale la pena di tentare, che ogni ora guadagnata è importante.»
«Diglielo tu, è qui con me, te lo passo.»
«Christian, proviamo a cercarlo subito, questo posto. Se poi non lo troviamo, ritentiamo domani.»
«Va bene. Cosa dico ai miei? Non gli ho ancora accennato niente per non dargli altre emozioni... e col poliziotto di sopra come mi regolo?»
«Vedo di sistemare le cose da qui, non voglio avere grane con gli esperti antisequestro o coi colleghi. Richiamo io tra poco.»
le ore dopo l’iniezione sono state le uniche buone
non ho sognato non ho avuto gli incubi
ho dormito e basta
se la morte è così non è terribile
ma io non voglio mor...
Indice dei contenuti
- Copertina
- di Margherita Oggero
- Una piccola bestia ferita
- Un giorno qualunque
- Lo stesso giorno
- Qualche giorno più tardi
- Il giorno dopo
- La settimana dopo
- Mercoledì
- Giovedì
- Venerdì e sabato
- Sabato
- Domenica
- Domenica sera
- Domenica notte. Lunedì mattina
- Lunedì mattina, lunedì pomeriggio
- Lunedì pomeriggio
- Mercoledì mattina. Lunedì pomeriggio, lunedì sera
- Lunedì sera
- Martedì
- Mercoledì mattina. Martedì sera
- Giovedì
- Venerdì
- Sabato
- Lunedì mattina
- Lunedì pomeriggio, lunedì sera
- Prima e durante
- Prima e dopo
- Alla fine
- Ringraziamenti
- Copyright