Papà Goriot
  1. 368 pagine
  2. Italian
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eBook - ePub

Informazioni su questo libro

Il vecchio Goriot, commerciante a riposo, vive quasi nell'indigenza essendosi privato di tutto per innalzare le due figlie a un rango sociale molto superiore al suo. Una storia esemplare di splendori e miserie della Parigi ottocentesca in uno dei capolavori di Balzac (1799-1850).

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Informazioni

Editore
Mondadori
Anno
2013
Print ISBN
9788804483885
eBook ISBN
9788852033094

Honoré de Balzac

PAPÀ GORIOT

Traduzione di Giuseppe Pallavicini Caffarelli

Mondadori

Cronologia della vita
e delle opere principali

1799-1807
Honoré Balzac nasce a Tour il 20 maggio 1799. Sino ai quattro anni viene tenuto a balia a Saint-Cyr-sur-Loire, insieme alla sorella Laure, di un anno più giovane di lui. Nel 1802 nasce un’altra sorella, Laurence, che morirà a poco più di vent’anni, dopo un matrimonio molto infelice; nel 1807 nasce Henri, il fratello a cui la madre riserverà tutta l’indulgenza e la tenerezza negate a Honoré e a Laurence.
1807-1813
Il 22 giugno 1807 entra al collegio degli Oratoriani di Vendôme; vi rimarrà per sei anni, rientrando una volta soltanto in famiglia e ricevendo una sola visita della madre.
1814-1815
Segue la famiglia che si trasferisce a Parigi, in rue du Temple, nel quartiere del Marais.
1816-1819
Terminati gli studi secondari, si iscrive nel 1816 alla facoltà di Giurisprudenza, ed entra, come giovane di studio, dapprima da un avvocato, poi da un notaio. Studia Leibniz, Spinoza, Hobbes, Locke, Condillac, La Mettrie, Condorcet, Helvétius, d’Alembert e redige delle Note filosofiche.
1819-1821
Suo padre, funzionario dell’amministrazione militare, nel 1819 va in pensione e si ritira con la famiglia a Villeparisis. Honoré ottiene dai genitori di restare a Parigi per due anni, in una mansarda della rue Lesdiguières, per tentare la carriera delle lettere; abbozza due racconti che non porterà a termine, Falthurne e Sténie, dopo aver tentato la via della tragedia con Cromwell, senza successo.
1821-1824
Compone in collaborazione e pubblica, sotto pseudonimi spesso collettivi, i suoi primi romanzi, che seguono le orme di Walter Scott e del «romanzo nero» inglese. Nel 1822 inizia il suo legame con madame de Berny, più anziana di lui di ventidue anni; cresciuta alla corte di Maria Antonietta, madame de Berny eserciterà un’influenza profonda sul suo giovane amante, cui sarà devota sino alla morte.
1825-1827
Fattosi editore e tipografo, spera di riuscire ad arricchirsi; va invece incontro a un disastroso fallimento, i cui strascichi peseranno su tutta la sua vita futura. Ha una relazione con la duchessa d’Abrantès, che era stata l’amante di Murat, e collabora alla redazione delle sue memorie.
1828
Si stabilisce in rue Cassini, nei pressi dell’Osservatorio. Dal 15 settembre alla fine di ottobre soggiorna a Fougères per preparare un romanzo sugli chouans, i ribelli anti-repubblicani che in Vandea e in Bretagna avevano lottato contro il potere centrale dal 1793 al 1796.
1829
Inizia la corrispondenza con un’amica della sorella Laure, Zulma Carraud, sposata a un capitano d’artiglieria; questa intransigente repubblicana, incapace di adularlo e pronta a metterlo in guardia contro i pericoli della mondanità, sarà tra le sue amiche più fedeli. Il 19 giugno muore il padre di Honoré, Bernard-François Balzac. In marzo era uscito Le dernier Chouan ou la Bretagne en 1800 (L’ultimo Sciuano o la Bretagna nel 1800), il primo romanzo che, con il titolo definitivo Les Chouans, egli includerà più tardi nella Commedia umana. In dicembre esce, e avrà un successo di scandalo, la Physiologie du Mariage (Fisiologia del Matrimonio), firmata «Un giovane scapolo».
1830
Collabora a riviste e giornali e comincia a firmarsi Honoré de Balzac. Escono le prime Scene della vita privata, che gli portano la celebrità; molti salotti parigini, tra cui quelli di Sophie Gay e di madame Récamier, gli aprono le porte.
1831
Grande successo di La Peau de Chagrin (La pelle di Zigrino), che esce nella prima serie di Romanzi filosofici. Come il protagonista di questo romanzo, che ha molti tratti autobiografici, Balzac sembra essere, in questo periodo, affascinato dal lusso e dalla mondanità parigina; benché di notte scriva accanitamente, con l’aiuto di grandi dosi di caffè, i suoi debiti aumentano in misura preoccupante.
1832
Riceve la prima lettera firmata «La Straniera»; la sua misteriosa corrispondente è Éveline Hanska, contessa polacca sposata a un ricco possidente ucraino, destinata a diventare il grande amore della sua vita. Per il momento, però, un’altra avventura amorosa lo coinvolge e infligge gravi sofferenze al suo amor proprio: quella con la marchesa de Castries, che lo respinge dopo averlo illuso. La marchesa è vicina al partito neolegittimista, cui lo scrittore aderisce, sperando in una futura carriera politica.
Tra le nuove Scene della vita privata escono La Transaction (La Transazione), che diverrà Il colonnello Chabert, La Femme de trente ans (La donna di trent’anni), Le curé de Tours (Il curato di Tours); tra i nuovi Racconti filosofici, Louis Lambert. Escono inoltre i primi dieci Contes drôlatiques (Sollazzevoli istorie).
1833
In settembre incontra a Neuchâtel madame Hanska e la rivede a Natale a Ginevra. L’amore epistolare si trasforma in passione concreta; l’età avanzata del marito di Éveline consente ai due amanti di sperare di potersi un giorno unire in matrimonio.
Esce Le Médecin de Campagne (Il medico di campagna); tra le prime Scene della vita di provincia spicca Eugénie Grandet, considerato da molti il capolavoro di Balzac.
1834
Anno di accanito lavoro, in cui però trova spazio anche la mondanità e nasce una nuova relazione amorosa, con la contessa Guidoboni-Visconti, nata Sarah Lovell, una «bionda baccante». Esce La Recherche de l’Absolu (La ricerca dell’assoluto).
1835
In primavera Balzac affitta in segreto a Chaillot un appartamento in rue des Batailles, sotto il nome di «vedova Durand», destinato a depistare i creditori. Il suo nuovo alloggio comprende il fastoso boudoir bianco e oro descritto ne La ragazza dagli occhi d’oro, un episodio della Storia dei Tredici. In maggio, nuovo incontro con madame Hanska a Vienna; poi non si rivedranno più per otto anni. Tra le opere più significative di questo periodo: Père Goriot (Papà Goriot), Histoire des Treize (Storia dei Tredici, 1833-35), Le Lys dans la Vallée (Il giglio nella valle), Séraphîta.
1836
Fondazione in gennaio di una rivista, la «Chronique de Paris», che fallirà in luglio, lasciando il solito strascico di debiti e problemi finanziari. Mentre Honoré, accompagnato da una giovane amica travestita da uomo, compie un soggiorno di un mese in Italia per occuparsi di un problema di eredità dei Guidoboni-Visconti, muore madame de Berny, la dilecta cui egli è spesso rimasto vicino anche negli ultimi anni, con affetto quasi filiale.
1837
Nuovo viaggio in Italia, durante il quale incontra il Manzoni. Acquisto di un terreno e di una casa nei pressi di Sèvres, Les Jardies, che costituirà un nuovo disastro economico. Tra le opere: La Vieille Fille (La zitella), la prima parte di Illusions perdues (Illusioni perdute), César Birotteau.
1838
Viaggio in Sardegna, dove esplora le miniere d’argento sfruttate anticamente dai romani, sperando di riuscire a creare una società per riattivarle. Si stabilisce a Les Jardies. Escono La Femme supérieure (La donna superiore) che si chiamerà poi Les Employés (Gli impiegati) e La Torpille, che diventerà la prima parte di Splendeurs et misères des courtisanes (Splendori e miserie delle cortigiane).
1839
Conduce una campagna a favore di un notaio, Peytel, condannato a morte per aver assassinato la moglie e un domestico; l’uomo viene giustiziato, secondo Balzac perché rinuncia a presentare una versione dei fatti che comporterebbe qualche attenuante per lui ma coprirebbe d’infamia la memoria della moglie. Scrive per il teatro L’école des ménages (La scuola delle coppie) e Vautrin.
Pubblica racconti, romanzi e parti di romanzi tra cui ricordiamo: Béatrix, la seconda parte di Illusioni perdute, Le Cabinet des Antiques (Il gabinetto delle antichità), Gambara, Massimilla Doni.
1840
Vautrin, rappresentato il 14 marzo al teatro della Porte Saint-Martin, è un insuccesso, e per di più viene vietato dopo due giorni, forse a causa dell’interprete principale truccato in modo da somigliare al re, Luigi Filippo. La «Revue parisienne», diretta e lanciata da Balzac, non ha che tre numeri: ospita però il suo importante studio su La Certosa di Parma di Stendhal. Les Jardies viene venduta, con enorme danno economico rispetto al prezzo d’acquisto, e Balzac si trasferisce di nuovo a Parigi, a Passy. Escono Pierrette (Pierina), Pierre Grassou, Z. Marcas.
1841
Firma un contratto con Furne e un consorzio di altri librai per la pubblicazione della Comédie humaine (La Commedia umana), che uscirà in 17 volumi (1842-1848), più un volume postumo (1855).
1842
Apprende in gennaio che il 10 novembre precedente è morto il conte Hanski. Viene rappresentato all’Odéon, con scarso successo, il suo dramma Les ressources de Quinola (Le risorse di Quinola). Tra le opere che pubblica ricordiamo Albert Savarus, Mémoires de deux jeunes mariées (Memorie di due giovani spose), Les Deux Frères (I due fratelli), più noto come Il colonnello Brideau.
1843
Madame Hanska, che, dopo la morte del marito, pareva aver rinunciato a risposarsi e aveva scritto a Balzac «siete libero», cede davanti alle sue suppliche appassionate; dopo otto anni di separazione, lo scrittore la raggiunge a San Pietroburgo e vi resta per tre mesi. Tra le opere pubblicate: Honorine e la terza e ultima parte di Illusioni perdute.
1844
Lavora intensamente, benché la sua salute non sia buona. Su «La presse» esce la prima parte di Les Paysans (I contadini), ma la pubblicazione viene interrotta per lasciar posto al romanzo storico di Dumas La Reine Margot (La regina Margot), che ha un successo commerciale ben maggiore.
1845
È forse il periodo più felice che Balzac vive con Éveline Hanska: viaggiano per tutta Europa, in compagnia della figlia di lei e del suo fidanzato, profondamente affezionati a Balzac.
1846
Nuovi viaggi, in Italia e in Svizzera, con madame Hanska. Durante l’estate, la speranza di essere prossimo a diventare padre moltiplica le energie di Balzac: scrive La Cousine Bette e comincia Le Cousin Pons. A novembre, però, Éveline dà alla luce una bambina non vitale; si apre per Balzac un periodo di depressione profonda. Non mancano i problemi economici, aggravati dall’acquisto della casa in rue Fortunée, che necessita di costosi restauri e che lo scrittore sogna di colmare di oggetti preziosi e capolavori.
1847
Soggiorno di madame Hanska a Parigi, da febbraio a maggio; in settembre Balzac la raggiunge a Werzšownja. Esce La dernière incarnation de Vautrin (L’ultima incarnazione di Vautrin), parte conclusiva di Splendori e miserie delle cortigiane.
1848
Torna a Parigi il 15 febbraio ed è sconvolto dalle prime giornate della rivoluzione, in particolare dal saccheggio degli appartamenti reali al Louvre. In maggio viene portato sulle scene il suo dramma La Marâtre (La matrigna), con notevole successo. Alla fine di settembre raggiunge madame Hanska in Ucraina, dove resterà fino alla primavera del 1850.
1849
Soffre per tutto l’anno di crisi cardiache; la sua candidatura all’Académie Française non ottiene, in due riprese, che due voti.
1850
Il 14 marzo sposa finalmente, a Berdičef, madame Hanska. Tornerà con lei a Parigi in maggio e morirà, dopo mesi di dolorosa malattia, il 18 agosto.
Dirà della sua opera Victor Hugo, parlando al suo funerale: «Tutti i suoi libri formano un solo libro, vivo, luminoso, profondo, dove vediamo andare e venire, camminare e muoversi, con un che di sbigottito e di terribile che s’intreccia al reale, tutta la civiltà contemporanea».

Bibliografia essenziale

Edizioni delle opere di Balzac
Esistono varie edizioni complessive delle opere di Balzac, fra cui si ricordano solo le Œuvres complètes realizzate in 28 volumi dalla Société des Études balzaciennes sotto la direzione di M. Bardèche (Club de l’Honnête Homme, Parigi 1955-1963), e le Œuvres complètes illustrées dirette da J.-A. Ducourneau (Les Bibliophiles de l’originale, Parigi 1965-1976, prevista in 30 volumi, di cui due – le Œuvres diverses – non sono mai usciti).
Dei romanzi e racconti che compongono La Commedia umana esistono numerosissime edizioni separate, spesso ottime (alcune offrono il testo critico, altre accurati commenti e importanti introduzioni); la migliore edizione completa del capolavoro di Balzac è quella diretta da P.-G. Castex per la «Bibliothèque de la Pléiade»: H. de Balzac, La Comédie humaine, Gallimard, Parigi 1976-1981, 12 voll. A complemento di questa edizione, nella stessa prestigiosa collana, stanno uscendo, curate da R. Chollet e Ch. e R. Guise, le Œuvres diverses, in tre volumi: sono già apparsi i primi due, nel 1990 e nel 1996.
Per l’epistolario, si vedano la Correspondance, a cura di R. Pierrot (Garnier, Parigi 1960-1969, 5 voll.), e le Lettres à Mme Hanska, pubblicate dallo stesso Pierrot nella collana «Bouquins» (Laffont, Parigi 1990, 2 voll.).
Traduzioni italiane
Dei singoli romanzi e racconti di Balzac esistono svariate traduzioni italiane; manca, invece, un’edizione integrale della Commedia umana: un’ampia scelta sta uscendo nei «Meridiani»: per ora è apparso solo il primo volume, in due tomi (La Commedia umana, scelta a cura di M. Bongiovanni Bertini, Mondadori, Milano 1994). Alcuni importanti scritti critici di Balzac sono stati tradotti e raccolti da F. Fiorentino in H. de Balzac, Saggi letterari della «Revue parisienne», Pacini, Pisa 1988.
Biografie
Per la biografia dell’autore della Commedia umana, è sufficiente rinviare all’ottimo Balzac di R. Pierrot, Fayard, Parigi 1990.
Principali studi critici disponibili in italiano
Per un primo approccio all’opera di Balzac, il lettore italiano dispone di almeno due ottime sintesi: F. Fiorentino, Introduzione a Balzac, Laterza, Roma-Bari 1989 (con utile bibliografia), e M. Bongiovanni Bertini, Introduzione a H. de Balzac, La Commedia umana, vol. I, tomo I, Mondadori, Milano 1994 (è l’edizione, già citata, dei «Meridiani»). Sono inoltre disponibili varie traduzioni di saggi ormai «classici» su Balzac e sul realismo ottocentesco, e non pochi contributi dovuti a studiosi italiani; si ricordano solo i seguenti:
F. Engels, Il realismo di Balzac (lettera a Miss Harkness), in K. Marx – F. Engels, Scritti sull’arte, a cura di C. Salinari, Laterza, Roma-Bari 1967 (il testo di Engels è stato a lungo il punto di riferimento di ogni lettura sociologica dell’opera di Balzac).
H. James, Tre saggi su Balzac, a cura di L. Villa, Il Melangolo, Genova 1988 (testi orig. del 1902, 1905 e 1913; riconoscendo i propri debiti nei confronti di Balzac, visto come il padre del romanzo moderno, James svolge interessanti considerazioni sulla tecnica narrativa).
E.R. Curtius, Balzac, Il Saggiatore, Milano 1969 (ed. orig. 1...

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