Stasera Imi è molto stanco, ma ha cominciato ugualmente a leggere il manuale che la direttrice della caffetteria gli ha da poco consegnato. Vuole diventare bravo, e conquistare la stima dei suoi superiori.
Il manuale ha un aspetto ordinato: è diviso in tre parti e conta numerosi capitoli. Alcune frasi sono state scritte in grassetto: altre, invece, in un corsivo elegante.
Imi inizia dall’introduzione:
Benvenuto nel prestigioso mondo della Proper Coffee: la più celebre catena di caffetterie del Regno Unito. Questo manuale informativo ti aiuterà a conoscere meglio la nostra compagnia. Mi raccomando: comincia dal principio e non saltare alcun passaggio, tutte le informazioni di seguito riportate saranno fondamentali per una corretta comprensione del tuo lavoro.
Imi è emozionato: le parole del manuale gli appaiono fin da subito gentili e piene di riguardo nei suoi confronti. Ha deciso: non andrà a dormire fino a quando non lo avrà letto tutto. Nelle prime pagine si racconta la storia della Proper Coffee. Ci sono un sacco di numeri e di statistiche. C’è scritto che la compagnia vanta ormai più di trecento caffetterie in tutto il Regno Unito e che presto comincerà a espandersi oltremanica. Viene fra l’altro precisato:
Nelle nostre caffetterie, il cliente ritrova sempre le stesse torte, identici quadri, croissant, poltrone, panettoncini e perfino le medesime tazze da tè. Anche la miscela di caffè non varia, proprio come la maniera di preparare il cappuccino, o di guarnire la cioccolata con la panna. Insomma nessun cambiamento: perché in ogni caffetteria Proper Coffee il cliente deve potersi sentire a casa.
A Imi ritorna in mente la teoria comunista dell’uguaglianza sociale studiata a scuola. “Ecco” si appunta, “la Proper Coffee si basa senz’altro sulla stessa filosofia: perché vuole che ogni cosa sia uguale per tutti, allo stesso modo.”
La lettura del manuale continua. A pagina cinque è disegnato uno strano diagramma a piramide che rappresenta la struttura della Proper Coffee: in cima c’è il signor Julian Carruthers, amministratore delegato della compagnia, nello scalino immediatamente successivo si trovano i quattro direttori di area rispettivamente responsabili per Irlanda, Scozia, Galles e Inghilterra. Ognuno di loro, a sua volta, ha sotto di sé i direttori di zona cui fanno seguito i tanti direttori di filiale, dunque i supervisori, i cassieri, i baristi e, per ultimi, gli assistenti generali.
Imi è uno di loro e non se ne dispiace. Anzi, con ottimismo osserva: “La filosofia della Proper Coffee non prende spunto soltanto dal comunismo, ma anche dall’Antico Egitto. Tutti i dipendenti, infatti, sono organizzati in una vera e propria piramide in cima alla quale si trova il signor Carruthers (che sarebbe il faraone). Siccome io sono un assistente generale, per adesso mi trovo nel gradino più basso. A differenza di quanto accadeva nell’Antico Egitto, però, la Proper Coffee offre ai suoi dipendenti la possibilità di fare carriera per raggiungere, nel corso degli anni, scalini via via superiori. Un po’ come nei giochi per computer: quelli in cui si passa di livello in livello fino a raggiungere la vittoria finale”.
Poi, a conclusione del suo ragionamento, scrive in grande: “Secondo me la Proper Coffee è una compagnia che si basa su un comunismo computerizzato di stampo faraonico”.
Soddisfatto dall’originalità di tale definizione, Imi comincia a leggere il capitolo intitolato I miei doveri, che è stato scritto in forma dialogata, per facilitarne l’apprendimento.
Qui, a decine di possibili domande, vengono preventivamente offerte esaustive risposte:
Perché questo manuale è importante?
Questo manuale è importante perché raccoglie tutte le regole che dovrai seguire all’interno della caffetteria. E ricorda: ognuna di esse si ispira al motto delle tre P: PUNTUALITÀ, PASSIONE E PRECISIONE.
Quali sono i miei compiti all’interno della caffetteria?
A un assistente generale sono affidate svariate mansioni: sbarazzare i tavoli, tenere puliti i pavimenti, rifornire il banco frigo, occuparsi della macchina lavastoviglie e prendersi cura dei rifiuti. Tale varietà di compiti ti permetterà di fare esperienza in più campi, favorendo la tua carriera all’interno della compagnia.
È stato scientificamente provato che svolgere ripetutamente la stessa attività per otto ore consecutive può essere logorante: tenersi occupati in mansioni differenti, al contrario, rende lo scorrere della giornata assai più piacevole e vario.
Imi è d’accordo. Immagina che, presto, farà esperienza su tutti i fronti e che, se sarà bravo, i suoi supervisori lo noteranno e gli permetteranno di cominciare a scalare la grande piramide della Proper Coffee.
Il manuale del caffè continua:
Cosa accade se mi accorgo di essere in ritardo per il mio turno di lavoro?
Arrivare in ritardo è grave. Se ti accorgi di essere in ritardo contatta immediatamente il centralino della Proper Coffee: annuncia subito il tuo numero di matricola, il motivo del ritardo e la stima dell’orario in cui pensi di poter entrare in servizio. Questa cautela limiterà i danni della tua temporanea assenza. Ti consigliamo di imparare il numero del centralino a memoria o di trascriverlo in più posti per averlo sempre a disposizione.
La parola “Puntualità” è uno dei tre pilastri del nostro motto: da essa dipende l’eccellenza del servizio offerto ai clienti. E ricorda: se lo stesso giorno tutti i dipendenti arrivassero in ritardo, il caffè non potrebbe aprire!
Quali accorgimenti posso adottare per evitare di arrivare in ritardo?
Per evitare di arrivare in ritardo è bene cronometrare il tempo di percorrenza dalla porta di casa propria fino a quella della caffetteria e aggiungere almeno venti minuti per gli imprevisti (metropolitana in ritardo, pioggia, qualcosa di indispensabile dimenticato a casa...). Questa precauzione ti permetterà di arrivare puntuale e di sfruttare l’eventuale anticipo per familiarizzare con i colleghi e per dimostrare la tua affidabilità al direttore di filiale.
Di capitolo in capitolo, Imi procede nella lettura. Gli piace l’idea di lavorare per una compagnia che ti spiega tutto per filo e per segno.
Sono necessarie particolari attenzioni nella mia igiene personale?
Indossare una divisa della Proper Coffee significa rappresentare la compagnia anche con il proprio corpo. Ecco perché è richiesto che la tua igiene personale sia impeccabile. Piercing e tatuaggi non saranno ammessi se visibili al cliente.
Sono inoltre richieste: una capigliatura in ordine (se hai i capelli lunghi potrai legarli in una coda e nasconderli sotto al berretto), le unghie delle mani molto corte e – per gli impiegati di sesso maschile – una rasatura quotidiana.
Si consigliano i deodoranti antitraspiranti e – in caso di piccole ferite – l’uso di cerotti colorati che appariranno al cliente più ottimisti rispetto a quelli tradizionali. (Il vostro supervisore sarà lieto di fornirvi su richiesta una confezione di cerotti variopinti.)
Imi è dubbioso. Ada neni gli ha detto mille volte che i deodoranti antitraspiranti fanno venire l’Alzheimer. Sicuramente quelli della Proper Coffee non lo sanno.
Improvvisamente il manuale si fa più serio:
Cosa accade nel caso in cui le mie prestazioni vengano considerate insoddisfacenti?
Nel caso in cui le tue prestazioni fossero scadenti, sarai chiamato a colloquio dal tuo direttore di filiale che ti comunicherà i motivi della sua insoddisfazione. Insieme rileggerete il manuale del caffè e stabilirete una strategia di miglioramento. Nelle due settimane successive un supervisore avrà il compito di monitorare e rivalutare le tue prestazioni.
Devo preoccuparmi di poter essere licenziato?
La Proper Coffee adotta procedure molto severe per ritardi ingiustificati, inaffidabilità sul lavoro, linguaggio inopportuno e discriminazione razziale.
Il licenziamento in tronco, tuttavia, è previsto soltanto in caso di furto o violenza (sia fisica che verbale). In tutti gli altri casi riceverai sempre un richiamo scritto prima di ogni procedimento disciplinare e ti sarà comunque offerta la possibilità di salvaguardare la tua carriera.
Ricorda che durante il periodo di prova non sarai tutelato da alcuna di queste procedure e che il tuo rapporto di lavoro con la compagnia potrà essere concluso in qualunque momento, e senza preavviso.
Imi tira un sospiro di sollievo: lui non sarà mai violento, né ruberà, quindi non correrà certo il rischio di essere licenziato!
È possibile che io mi rivolga ad altri membri dello staff in una lingua che non sia l’inglese?
La Proper Coffee assume i suoi collaboratori indipendentemente dalla nazione di origine, dalla religione, dal colore della pelle, o dalle preferenze sessuali. Tuttavia, all’interno della caffetteria, è consentito soltanto l’uso della lingua inglese. Questa decisione non vuole essere discriminatoria, ma desidera tutelare i clienti che – per correttezza – devono sempre essere in grado di capire ciò di cui si sta parlando in loro presenza.
Nelle cucine, o nelle aree prive di clientela, potrò rivolgermi a un altro membro dello staff in una lingua che non sia l’inglese?
Questo non è vietato, ma è sconsigliabile: perché gli altri membri dello staff potrebbero pensare che state parlando male di loro.
Come devo comportarmi in tutti quei casi che il manuale non è riuscito a contemplare?
La giornata lavorativa è composta da un’imprevedibile varietà di eventi: qualora se ne verificassero alcuni non previsti dal manuale ti invitiamo ad affidarti al tuo buonsenso.
La lettura procede. Dopo tutti quei doveri è finalmente arrivato il capitolo dedicato ai diritti: Imi è sorpreso che siano così tanti. C’è scritto che per ogni dodici settimane di lavoro svolto si avrà diritto a sette giorni di ferie e che, in occasione del Natale, la Proper Coffee organizza una grande festa a bordo di un battello sul Tamigi.
C’è scritto perfino che al compimento del quinto anno di servizio verrà offerta al dipendente una cena per due persone (bevande escluse) presso il lussuoso ristorante Bombay Brasserie di Gloucester Road.
Imi è entusiasta: la Proper Coffee è davvero una grande compagnia e lavorare per loro dev’essere uno spasso. E poi pagano bene! Quattro sterline e venti l’ora. In Ungheria salari del genere si vedono solo col binocolo.
Intanto s’è fatto tardi: sono quasi le due del mattino. Ma Imi non si lascia scoraggiare dalla stanchezza: manca poco alla fine del manuale, e lui vuole continuare. Il capitolo conclusivo si intitola Per la vostra sicurezza e recita quanto segue:
È nostro compito informarti dei possibili rischi che lavorare in un luogo pubblico comporta. Ecco perché, di seguito, troverai elencate le modalità da seguire nel caso infausto di un attentato.
Esistono due campanelli d’allarme entrambi collegati con la direzione generale: premendo questi pulsanti renderai possibile l’intervento della polizia entro pochi minuti. Attenzione: attivare il pulsante di allarme è una questione molto delicata e dovrai fare appello a tutto il tuo buonsenso prima di servirtene. Ricorda: se lo utilizzerai impropriamente, quando ti troverai in reale pericolo potresti non essere creduto.
Al fine di rendere più agevoli e familiari i procedimenti di emergenza, due volte l’anno saranno organizzate simulazioni di attentato cui tutti i membri dello staff dovranno partecipare. Il tempo da te dedicato a tali esercitazioni sarà regolarmente retribuito.
Quest’ultima parte del manuale ha incuriosito Imi parecchio: lui che ha sempre adorato James Bond! Sentir parlare di simulazione di attentati e di pulsanti d’allarme! Non sta più nella pelle. Ma si è fatto tardi e i sogni a occhi aperti devono lasciare il posto a quelli reali, indotti da un sonno profondo e ristoratore.
Adesso è mattina. Imi ha messo la sveglia alle 6.30 perché ha letto bene il manuale del caffè e non vuole certo arrivare in ritardo. Fuori è ancora buio: Imi si veste, taglia cortissime le unghie delle mani e prende dal salvadanaio una banconota da venti sterline: il deposito per la sua divisa di assistente generale.
Ieri sera il direttore di filiale gli ha spiegato che le divise della Proper Coffee vengono realizzate con i migliori materiali e, di conseguenza, sono molto costose. La cauzione, del resto, sarà trattenuta soltanto se lui perderà la divisa o la rovinerà: e, considerata la sua precisione, non c’è motivo di preoccuparsene.
Altre cauzioni sarebbero state necessarie per la chiave dell’armadietto e per il tesserino magnetico di identificazione: quaranta sterline tonde tonde che Imi avrebbe dovuto sborsare alla Proper Coffee ancor prima di ricevere la sua busta paga iniziale. Una cifra enorme per lui: ma che il direttore di filiale, con un sorriso, aveva definito “ragionevole”.
Sorride sempre Andrew: lo fa per trasmettere serenità ai suoi dipendenti. Un trucco imparato dal Manuale del Direttore alla voce Come rassicurare gli impiegati.
Quando Imi scende in cucina a fare colazione, la gatta Daisy gli va incontro con lo sguardo carico di aspettative: vuole le sue crocchette, ma lui non ha tempo per accontentarla. Sta ripassando gli appunti presi durante la lettura del manuale: vuole fare un’ottima impressione al lavoro e iniziare con il piede giusto la sua brillante carriera nel mondo della Proper Coffee.
Intanto beve il latte caldo con il miele (Ada neni glielo ha tanto raccomandato: per prevenire l’influenza) e quando ha finito comincia, ben in tempo, la lunga camminata verso la stazione della metropolitana di Bethnal Green.
(...)
Ada neni è senza parole. Guarda le ferite e le cicatrici sulle braccia di Fábián e si maledice per non averlo scoperto prima. «Ma come diavolo ti è saltato in testa? Tagliarti a fette in questo modo! E poi: perché? Sei orfano! Sei sfortunato: dovresti scegliere la felicità! Preoccuparti di essere sereno! E invece cosa fai? Ti ferisci! Ti tagli le braccia!»
Ada neni è furibonda. Per lei è assurdo farsi male da soli: non si rende conto che quella di Fábián è una malattia, una forma compulsiva che andrebbe curata. Pensa sia solo colpa sua.
Fábián la guarda in silenzio, con gli occhi pieni di vergogna.
«Potrei mandarti dal direttore, lo sai? E sarebbero guai seri!» insiste Ada neni. Vuole apparire severa, ci prova: ma, alla fine, non resiste alla tentazione di abbracciarlo. Come fosse figlio suo.
Fábián la sente stringerlo a sé con amore. E si emoziona. Nessuno mai lo ha abbracciato così.
È un abbraccio da madre. Un abbraccio vero e proprio.
Jákob, nel frattempo, ha aperto le contrattazioni per il baratto dei suoi criceti. La trafila è piuttosto complicata. Ogni bambino che ne desideri uno dovrà scrivere su un foglio cosa è disposto a offrire in cambio (una sorta di contratto, di assicurazione). I criceti sono merce rara all’orfanotrofio di Landor: e Jákob vuole essere certo di poterne ricavare il massimo profitto.