I giorni dell'eternità
eBook - ePub

I giorni dell'eternità

  1. 1,224 pagine
  2. Italian
  3. ePUB (disponibile su mobile)
  4. Disponibile su iOS e Android
eBook - ePub

I giorni dell'eternità

Informazioni su questo libro

I giorni dell'eternità è l'appassionante conclusione dell'epica trilogia "The Century", dedicata al Novecento, nella quale Ken Follett segue il destino di cinque famiglie legate tra loro: una americana, una tedesca, una russa, una inglese e una gallese. Dai palazzi del potere alle case della gente comune, le storie dei protagonisti si snodano e si intrecciano nel periodo che va dai primi anni Sessanta fino alla caduta del Muro di Berlino, passando attraverso eventi sociali, politici ed economici tra i più drammatici e significativi del cosiddetto "Secolo breve": le lotte per i diritti civili in America, la crisi dei missili di Cuba, la Guerra fredda, le prime sfide per la conquista dello spazio come simbolo di superiorità tra le due superpotenze, gli omicidi dei fratelli Kennedy e di Martin Luther King, il Vietnam, lo scandalo del Watergate, ma anche i Beatles e la nascita del rock'n'roll. Quando Rebecca Hoffmann, insegnante della Germania Est, scopre di essere stata spiata per anni dalla Stasi prende una decisione che avrà pesanti conseguenze sulla sua famiglia. In America, George Jakes, figlio di una coppia mista, rinuncia a una promettente carriera legale per entrare al dipartimento di Giustizia di Robert Kennedy e partecipa alla dura battaglia contro la segregazione razziale. Cameron Dewar, nipote di un senatore del Congresso, non si lascia scappare l'occasione di fare spionaggio per una causa in cui crede fermamente, ma solo per scoprire che il mondo è molto più pericoloso di quanto pensi. Dimka Dvorkin, giovane assistente di Nikita Chruš?ëv, diventa un personaggio di spicco proprio mentre Stati Uniti e Unione Sovietica si ritrovano sull'orlo di una crisi che sembra senza via d'uscita.

I giorni dell'eternità è l'affascinante racconto di un'epoca ricca di svolte la cui eco si fa ancora sentire ai giorni nostri, gli anni della contestazione e dei grandi movimenti di massa, anni in cui la lotta per la supremazia tra blocco sovietico e blocco occidentale, con il pericolo ricorrente di un conflitto nucleare apocalittico, ha influenzato la vita di milioni di persone. Con il tocco di un vero maestro, Ken Follett ci porta in un mondo che pensavamo di conoscere, ma che ora non ci sembrerà più lo stesso.

Domande frequenti

Sì, puoi annullare l'abbonamento in qualsiasi momento dalla sezione Abbonamento nelle impostazioni del tuo account sul sito web di Perlego. L'abbonamento rimarrà attivo fino alla fine del periodo di fatturazione in corso. Scopri come annullare l'abbonamento.
No, i libri non possono essere scaricati come file esterni, ad esempio in formato PDF, per essere utilizzati al di fuori di Perlego. Tuttavia, puoi scaricarli nell'app Perlego per leggerli offline su smartphone o tablet. Per maggiori informazioni, clicca qui.
Perlego offre due piani: Essential e Complete
  • Essential è l'ideale per studenti e professionisti che amano esplorare un'ampia gamma di argomenti. Accedi alla libreria Essential, che include oltre 800.000 titoli di comprovata qualità e bestseller in vari settori, tra cui business, crescita personale e discipline umanistiche. Include tempo di lettura illimitato e voce standard per la sintesi vocale.
  • Complete: perfetto per studenti e ricercatori esperti che necessitano di un accesso completo e illimitato. Accedi a oltre 1,4 milioni di libri su centinaia di argomenti, inclusi titoli accademici e specialistici. Il piano Complete include anche funzionalità avanzate come la sintesi vocale premium e l'assistente di ricerca.
Entrambi i piani sono disponibili con cicli di fatturazione mensili, semestrali o annuali.
Perlego è un servizio di abbonamento a testi accademici, che ti permette di accedere a un'intera libreria online a un prezzo inferiore rispetto a quello che pagheresti per acquistare un singolo libro al mese. Con oltre 1 milione di testi suddivisi in più di 1.000 categorie, troverai sicuramente ciò che fa per te! Per maggiori informazioni, clicca qui.
Cerca l'icona Sintesi vocale nel prossimo libro che leggerai per verificare se è possibile riprodurre l'audio. Questo strumento permette di leggere il testo a voce alta, evidenziandolo man mano che la lettura procede. Puoi aumentare o diminuire la velocità della sintesi vocale, oppure sospendere la riproduzione. Per maggiori informazioni, clicca qui.
Sì! Puoi utilizzare l'app di Perlego su dispositivi iOS o Android per leggere quando e dove vuoi, anche offline. È perfetta per gli spostamenti quotidiani o quando sei in viaggio.
I dispositivi con iOS 13 e Android 7 o versioni precedenti non sono supportati. Scopri di più su come utilizzare l'app.
Sì, puoi accedere a I giorni dell'eternità di Ken Follett in formato PDF e/o ePub. Scopri oltre 1 milione di libri disponibili nel nostro catalogo.

Informazioni

Editore
Mondadori
Anno
2014
Print ISBN
9788804643609
eBook ISBN
9788852054495
Quinta parte

CANZONE
1963–1967

31

A Maria non fu permesso di andare al funerale.
Il giorno successivo all’assassinio era un sabato ma, come la maggior parte del personale della Casa Bianca, Maria si recò al lavoro, assolvendo ai propri compiti nell’ufficio stampa con le lacrime che le scendevano sul volto. Ma nessuno la notò: piangevano quasi tutti.
Stava meglio lì che a casa da sola. Il lavoro la distraeva un po’ dal dolore, e poi c’era molto da fare: la stampa di tutto il mondo voleva conoscere ogni dettaglio dei preparativi per il funerale.
La televisione trasmetteva tutto. Milioni di famiglie americane rimasero incollate davanti allo schermo per tutto il fine settimana. Le tre reti avevano cancellato la normale programmazione. I notiziari trasmettevano solo servizi sull’omicidio e, tra uno e l’altro, documentari su John F. Kennedy, la sua vita, la sua famiglia, la sua carriera e la sua presidenza. Con inesorabile commozione continuavano a mandare in onda le immagini felici di Jack e Jackie che salutavano la folla al Love Field il venerdì mattina, un’ora prima dell’attentato. Maria si ricordò che allora si era chiesta se sarebbe stata disposta a prendere il posto di Jackie. Ora lo avevano perso entrambe.
A mezzogiorno della domenica, nel sotterraneo della centrale di polizia di Dallas, il principale sospettato, Lee Harvey Oswald, fu a sua volta assassinato sotto l’occhio delle telecamere da un criminale di piccolo calibro di nome Jack Ruby: un mistero sinistro che andava a sommarsi a un’insopportabile tragedia.
La domenica pomeriggio Maria chiese a Nelly Fordham se avrebbero avuto bisogno di inviti scritti per il funerale. «Oh, cara, mi dispiace, ma dell’ufficio non è stato invitato nessuno, a parte Pierre Salinger» rispose Nelly con dolcezza.
Maria fu presa dal panico. Le vennero le palpitazioni. Come poteva non essere presente quando l’uomo che amava sarebbe stato calato nella tomba? «Ma io devo andare!» esclamò. «Parlerò con Pierre.»
«Maria, non puoi andare» insistette Nelly. «Nella maniera più assoluta.»
Qualcosa nel tono di Nelly le fece suonare un campanello d’allarme. Non le stava semplicemente dando un consiglio, sembrava quasi spaventata.
«Perché no?» chiese Maria.
«Jackie sa di te» rispose Nelly, abbassando la voce.
Era la prima volta che qualcuno dell’ufficio ammetteva di essere a conoscenza della relazione di Maria con il presidente, ma nella sua disperazione lei non vi fece caso. «Non può saperlo! Sono sempre stata attenta.»
«Non chiedermi come sia possibile, non ne ho idea.»
«Non ti credo.»
Nelly avrebbe potuto offendersi, ma si limitò a scuotere la testa con un’espressione mesta. «Mi intendo poco di queste cose, però credo che una moglie sappia sempre.»
Maria avrebbe voluto negarlo, indignata, ma poi ripensò alle segretarie Jenny e Jerry, a Mary Meyer e Judith Campbell, due frequentatrici del bel mondo, e alle altre. Era sicura che tutte loro avessero avuto una relazione con il presidente Kennedy. Non ne aveva le prove, ma quando le vedeva con lui semplicemente lo capiva. E anche Jackie era dotata di intuito femminile.
Ciò significava che lei non poteva andare al funerale. Ora lo capiva. La vedova non doveva essere costretta a trovarsi davanti l’amante del marito in un momento come quello. A Maria apparve chiaro con assoluta, dolorosa certezza.
E così il lunedì rimase a casa a guardare il funerale in tivù.
La salma era stata esposta nella Rotonda del Campidoglio. Alle dieci e mezzo la bara avvolta dalla bandiera fu portata fuori dall’edificio e posta su un affusto di cannone trainato da sei cavalli bianchi. Quindi il corteo funebre si diresse verso la Casa Bianca.
Due uomini spiccavano tra gli altri per la loro altezza: il presidente francese Charles de Gaulle e il nuovo presidente americano Lyndon Johnson.
Maria non aveva più lacrime. Erano quasi tre giorni che piangeva. Ora, guardando la televisione, vedeva solo una cerimonia pomposa, uno spettacolo organizzato a beneficio del mondo. A lei, però, non interessavano tamburi, bandiere, uniformi. Lei aveva perso un uomo: un uomo appassionato, sorridente, sensuale; un uomo con problemi alla schiena, piccole rughe agli angoli degli occhi color nocciola e una fila di papere di gomma sul bordo della vasca da bagno. Non lo avrebbe mai più rivisto. La vita senza di lui sarebbe stata lunga e vuota.
Quando le telecamere zumarono su Jackie, sul suo bel volto visibile sotto il velo, Maria rifletté che anche lei sembrava inebetita. «Ti ho fatto un torto» mormorò, rivolta alla donna sullo schermo. «Che Dio mi perdoni.»
Lo squillo del campanello la fece trasalire. Era George Jakes. «Non dovresti stare sola in un momento come questo.»
Maria provò un moto di gratitudine. Quando aveva bisogno di un amico, George c’era sempre. «Entra» disse. «Scusami, sembro proprio una sciattona.» Indossava una camicia da notte con sopra una vecchia vestaglia.
«Per me vai benissimo così.» George l’aveva vista in condizioni anche peggiori.
Aveva portato un sacchetto di sfogliatine dolci ripiene e Maria le sistemò su un piatto. Non aveva ancora fatto colazione, ma non le toccò. Non aveva fame.
Secondo il commentatore televisivo, lungo il percorso era assiepato un milione di persone. La bara fu portata dalla Casa Bianca alla cattedrale di San Matteo, dove venne celebrata una messa.
Alle dodici ci furono cinque minuti di silenzio e in tutta l’America il traffico si fermò. Le telecamere mostrarono folle immobili e silenziose sulle vie delle città. Era strano trovarsi a Washington e non sentire il rumore delle auto in strada. Maria e George rimasero in piedi davanti al televisore nel piccolo appartamento, a capo chino. George le prese la mano e la tenne stretta. Maria provò uno slancio di affetto per lui.
Terminati i cinque minuti di silenzio, Maria preparò il caffè. Le era tornato l’appetito e mangiarono le sfogliatine. In chiesa le telecamere non erano ammesse, quindi per un po’ non ci fu nulla da guardare. George si mise a parlare per distrarla, e lei gliene fu grata. «Resterai all’ufficio stampa?» chiese.
Maria non ci aveva ancora pensato, ma conosceva già la risposta. «No. Me ne andrò dalla Casa Bianca.»
«Buona idea.»
«A parte ogni altra considerazione, non vedo futuro per me all’ufficio stampa. Non hanno mai promosso una donna e io non ho intenzione di fare la ricercatrice a vita. Lavoro nel governo perché voglio fare delle cose.»
«C’è un posto disponibile al dipartimento di Giustizia che potrebbe fare al caso tuo.» George lo disse come se gli fosse venuto in mente in quel momento, ma Maria sospettava che avesse già intenzione di parlargliene. «È un ufficio dedicato alle aziende che disattendono le normative del governo. La chiamano “inadempienza”. Potrebbe essere interessante.»
«Pensi che io abbia qualche chance?»
«Con una laurea alla Chicago Law e due anni di esperienza alla Casa Bianca? Sicuro.»
«Ma non assumono molti negri.»
«Sai una cosa? Credo che Lyndon potrebbe cambiare la situazione.»
«Davvero? Ma è uno del Sud!»
«Non essere prevenuta. A essere sinceri, i nostri sono stati ingiusti con lui. Bobby lo odia, non chiedermi perché. Forse perché chiama il suo uccello Dumbo.»
Maria rise per la prima volta in tre giorni. «Stai scherzando?»
«A quanto pare è molto grosso. Quando vuole intimidire qualcuno, lo tira fuori e dice: “Ti presento Dumbo”. Almeno, questo è quanto si dice in giro.»
Gli uomini raccontavano storie così, Maria lo sapeva. Poteva essere vero come no. Tornò seria. «Alla Casa Bianca tutti pensano che Johnson si sia comportato in modo cinico, specialmente nei confronti dei Kennedy.»
«Non ne sono convinto. Quando il presidente era appena morto e nessuno sapeva cosa fare, l’America era terribilmente vulnerabile. E se i sovietici avessero scelto proprio quel momento per invadere Berlino Ovest? Siamo il governo del paese più potente del mondo e dobbiamo fare il nostro lavoro, senza un attimo di pausa, anche quando siamo profondamente turbati. Lyndon ha preso subito in mano le redini e ha fatto dannatamente bene, perché nessun altro ci stava pensando.»
«Neppure Bobby?»
«Bobby ancora meno degli altri. Io gli sono affezionato, lo sai, ma è uno che si arrende al dolore. Lui pensa a consolare Jackie e a organizzare il funerale del fratello, non a governare l’America. In tutta sincerità, la maggior parte dei nostri è come lui. Lyndon sarà anche cinico, ma io penso che si stia comportando come un vero presidente.»
Alla fine della messa, la bara fu portata fuori dalla chiesa e posta di nuovo sull’affusto di cannone per affrontare il viaggio verso il cimitero nazionale di Arlington. Questa volta i partecipanti la seguirono a bordo di un lunga fila di limousine nere. Il corteo passò davanti al Lincoln Memorial e attraversò il Potomac.
«Cosa farà Johnson con il progetto di legge sui diritti civili?» chiese Maria.
«Questo è il grosso interrogativo. Al momento è destinato a fallire. È fermo alla Commissione procedurale, il cui presidente, Howard Smith, non vuole neppure dire quando cominceranno a discuterlo.»
Maria pensò all’attentato dinamitardo alla scuola di catechismo. Com’era possibile che qualcuno potesse schierarsi con quei razzisti del Sud? «Ma la commissione non può scavalcarlo?»
«In teoria sì, ma se i repubblicani si alleassero con i democratici del Sud avrebbero la maggioranza e sconfiggerebbero comunque i diritti civili, qualunque sia l’orientamento dell’opinione pubblica. Non so proprio come questa gente possa fingere di credere nella democrazia.»
In televisione, Jackie Kennedy accese la fiamma eterna che sarebbe arsa per sempre sopra la tomba. George prese di nuovo la mano di Maria e lei vide che aveva le lacrime agli occhi. Guardarono in silenzio mentre la bara veniva lent...

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. Frontespizio
  3. I giorni dell’eternità
  4. Le famiglie all’inizio di «I giorni dell’eternità»
  5. Personaggi
  6. Prima parte. MURO 1961
  7. Seconda parte. CIMICE 1961–1962
  8. Terza parte. ISOLA 1962
  9. Quarta parte. PISTOLA 1963
  10. Quinta parte. CANZONE 1963–1967
  11. Sesta parte. FIORE 1968
  12. Settima parte. NASTRO 1972–1974
  13. Ottava parte. CANTIERE 1976–1983
  14. Nona parte. BOMBA 1984–1987
  15. Decima parte. MURO 1988–1989
  16. Epilogo. 4 NOVEMBRE 2008
  17. Ringraziamenti
  18. Le famiglie alla fine della «Century Trilogy»
  19. Copyright