Che cosa dicono esattamente i Maya a proposito della fine del mondo? Quale credito dobbiamo dare alle voci dei catastrofisti? Cosa succederà, davvero, il 21 dicembre del 2012? A ridosso di questa fantomatica data, Roberto Giacobbo, autore del bestseller "2012: la fine del mondo?", ci aggiorna con le ultimissime notizie: «Negli ultimi tre anni sono stati fatti molti passi avanti, nuove scoperte e ulteriori conferme, alcune proprio negli ultimi mesi. Questa è dunque una lettura per essere aggiornati fino all'ultimo minuto e... non avere paura».

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- Italian
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2012 ultime notizie sulla fine del mondo (XS Mondadori)
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Calendari dal cuore della storia
In buona sostanza, la storia parte dal fatto che gli abitanti di Messico, Guatemala e Honduras dalla metà del II millennio a.C. fino all’arrivo di Cristoforo Colombo avevano una misurazione del tempo radicalmente diversa dalla nostra.
Cosa che non poteva non creare malintesi.
Senza soffermarsi sul progresso raggiunto dai Maya e sulla loro grande conoscenza dell’astronomia, bisogna dire che il loro calendario era circolare.
Contrariamente al nostro, che è invece lineare e va verso un numero infinito di anni, loro pensavano che anche le ere si ripetessero a intervalli regolari, ciclicamente.
Non solo. Non avevano un unico calendario ma tre, strettamente connessi tra di loro: lo Tzolkin, religioso; l’Haab, quello civile; e il Lungo Computo, per il conteggio nel lungo periodo.
Per capire quanto il conteggio del tempo fosse importante per i Maya, basti pensare a un’interessante coincidenza. Tra le rovine di Chichén Itzá, una città maya nello Yucatán, c’è una piramide sulla cui cima sorge un tempio, chiamato El Castillo, dedicato al dio-serpente Kukulkán. Per raggiungerlo, si possono salire quattro scalinate, una per ciascun lato, ciascuna di 91 gradini, per un totale di 364, che con l’ultimo grande gradino sulla sommità diventano 365, proprio come i giorni dell’anno.
Tornando ai tre calendari maya, il primo, lo Tzolkin, era composto da 260 giorni divisi in 13 mesi lunari che duravano ognuno 20 giorni, numerati da zero a 19.
Il suo era un utilizzo pratico e serviva a scandire l’attività di ognuno. Per esempio, era il calendario perfetto per le levatrici perché durava quanto la gestazione delle donne; aiutava i contadini, perché copriva esattamente il tempo tra la semina e il raccolto del mais; in generale valeva per tutti, perché dava indicazioni puntuali sul momento in cui iniziare un’attività.
Inoltre, si credeva che ogni giorno dell’anno avesse una specifica proprietà e che questa si ritrovasse nei nuovi nati. Insomma, il calendario religioso riguardava la rinascita dell’uomo e della natura.
Il secondo calendario, invece, si chiamava Haab, e regolava gli impegni civili. Era formato da 18 mesi di 20 giorni ognuno, sempre numerati da 0 a 19, e in più aveva altri 5 giorni, chiamati Uayeb. In totale, quindi, l’Haab durava 365 giorni, come un anno solare.
Sia lo Tzolkin che l’Haab venivano rappresentati come due ruote dentate. Il primo, più piccolo, girava intorno al secondo fino a quando i loro due primi giorni non coincidevano, cosa che avveniva solo ogni 18.980 giorni, cioè ogni 52 anni, vale a dire la durata dell’aspettativa media di vita di un Maya dell’epoca, cioè il ciclo completo della vita di un essere umano del tempo.
La raffinatezza del complesso sistema di calcolo temporale ideato dai Maya si completava con il terzo calendario, quello chiamato il Lungo Computo, che serviva a misurare un ciclo di tempo più esteso, ben più lungo dell’esistenza di un uomo, ma capace di comprendere i ritmi del cosmo.
Durava 5.125 anni, e l’ultimo ciclo è iniziato il 13 agosto del 3113 a.C. per finire in una data che conosciamo bene: il 21 dicembre 2012.
Chiariamo, già che ci siamo, un equivoco sulla correttezza della data di inizio di quest’ultima era. Pensare che sia cominciata nel 3114 a.C., invece che nel 3113, dipende dal fatto se si conta o no l’anno zero del calendario gregoriano, il nostro.
Tornando al Lungo Computo, nella cosmologia dei Maya erano previste cinque Età del mondo, quattro delle quali sarebbero quelle precedenti alla nostra: l’Età dell’Acqua, l’Età dell’Aria, l’Età del Fuoco e l’Età dell...
Indice dei contenuti
- Copertina
- Frontespizio
- 2012. Ultime notizie sulla fine del mondo
- Premessa
- 2012. Ripartiamo dall’inizio
- Calendari dal cuore della storia
- L’Età dell’Oro
- Il Codice di Dresda
- Il parere di un esperto
- La stele di Tortuguero
- Le ultime notizie
- Una brutta figura
- Un tempo lungo di fronte a noi
- Il valore degli antichi popoli
- Un’ultima sorpresa
- Conclusioni
- Copyright