Una bambina contro Stalin
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Una bambina contro Stalin

L'italiana che lottò per la verità su suo padre

  1. 288 pagine
  2. Italian
  3. ePUB (disponibile su mobile)
  4. Disponibile su iOS e Android
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Una bambina contro Stalin

L'italiana che lottò per la verità su suo padre

Informazioni su questo libro

Mosca, 1937. Un regista italiano specializzato in documentari di propaganda socialista, Gino De Marchi, viene prelevato dalla polizia segreta e di lui non si sa più nulla. La moglie Vera, all'oscuro di quanto sta avvenendo, viene convocata alla Lubjanka e, terrorizzata dalle minacce degli inquirenti, decide di prenderne le distanze e in seguito di divorziare. Luciana, la figlia tredicenne, molto legata al padre, compie invece la scelta opposta: lo aspetterà per anni, dedicando l'intera esistenza alla sua ricerca e, una volta informata della sua morte, nel 1956, alla difesa della sua memoria. Gabriele Nissim, che ha incontrato Luciana De Marchi numerose volte e ha potuto leggere le lettere e le carte private da lei conservate, ricostruisce con dovizia di particolari una straordinaria vicenda umana che la storiografia ufficiale ha finora ignorato, affrontando una realtà per molti aspetti ancora poco conosciuta, quella dei comunisti italiani in Unione Sovietica durante il regime staliniano.

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Informazioni

Editore
Mondadori
Anno
2014
Print ISBN
9788804595663

Note

Prologo. L’arte della memoria

1 L’autore ha incontrato Luciana De Marchi, con cui ha avuto lunghe conversazioni a Mosca e a Fossano, dall’aprile 2004 al settembre 2006.

I. «Il mio papà, un eroe comunista»

1 Lettera di Gino De Marchi alla figlia Luciana, Mosca, 2 marzo 1936, in Archivio privato di Luciana De Marchi.
2 Lettera di Gino De Marchi alla figlia Luciana, Mosca, 26 aprile 1936, in Archivio privato di Luciana De Marchi.
3 Ibidem. Kliment Vorošilov era un eroe della rivoluzione, tiratore scelto, famoso per la sua mira.
4 Ibidem.
5 Ibidem.
6 «Narodnyj Komissariat Vnutrennich Del» (Commissariato del popolo per gli affari interni). La sigla si riferisce alla struttura della polizia segreta sovietica.
7 Palazzo nel centro di Mosca, sede dell’Nkvd, dove avvenivano i famigerati interrogatori degli arrestati.

II. «A mio padre non rinuncio»

1 Citato in L’emigrazione italiana in Urss: storia di una repressione, in Elena Dundovich, Francesca Gori, Emanuela Guercetti (a cura di), Gulag. Storia e Memoria, Milano, Feltrinelli, 2004, p. 206.
2 Il termine «GULag» è un acronimo di «Glavnoe Upravlenie Lagerej» (Direzione centrale dei lager) e indica l’organizzazione complessiva dei campi di lavoro sovietici. Nell’uso comune «gulag» è passato a indicare anche un singolo «lager» o campo di lavoro.
3 Le reazioni del figlio Vova sono raccontate dalla mamma Julija Pjatnizkaja nel suo diario. Vedi Julia Pyatnizkaya, Diario della moglie di un bolscevico, trad. it., Firenze, Liberal libri, 2000.
4 L’Internazionale comunista.
5 Julia Pyatnizkaya, Diario…, cit., p. 43.
6 Idem, p. 62.
7 Idem, p. 43.
8 Idem, p. 61.
9 Moglie dello scienziato e premio Nobel per la pace Andrei Sacharov, entrambi perseguitati dal regime comunista ed esiliati a Gor’kij a causa delle loro battaglie in difesa dei diritti umani in Urss.
10 Elena Bonner, Madri e figlie, trad. it., Milano, Spirali, 2003, p. 422.
11 Idem, p. 422-23.
12 Olga Adamova-Sliozberg, Il mio cammino, trad. it., Firenze, Le Lettere, 2002, p. 73.
13 Idem, pp. 76-77.
14 Idem, p. 77.

III. La resistenza di una ragazzina

1 Lo scrittore racconta la storia di Ivan Grigor’evič, finito in un lager per avere dichiarato in un seminario all’università che «la libertà è un bene equivalente alla vita e la sua limitazione … equivaleva a un assassinio» e ragiona sul meccanismo della rimozione che colpisce la società dopo l’arresto del protagonista: «Egli era scomparso dalla coscienza della gente, dai loro cuori, freddi o ardenti che fossero; esisteva nel segreto, e sempre più difficilmente appariva alla memoria di coloro che lo avevano conosciuto. Ma intanto il tempo lavorava senza affrettarsi, coscienziosamente: quell’uomo era stato dapprima cancellato dalla vita, migrando nel ricordo della gente, poi aveva perduto il permesso di residenza anche nella memoria, era andato a finire nell’inconscio, da dove saltava su, di tanto in tanto, come un misirizzi, spaventando con quel suo improvviso, inatteso apparire di un attimo», in Vasilij Grossman, Tutto scorre…, trad. it., Milano, Adelphi, 2001, pp. 42-43.
2 Nina Lugovskaja, Il diario di Nina, trad. it., Milano, Frassinelli, 2004, p. 112.
3 Idem, p. 249.
4 Idem, pp. 223-24.
5 Citato in Victor Zaslavsky, Una testimonianza del Grande Terrore, Introduzione a Julia Pyatnizkaya, Diario della moglie di un bolscevico, Firenze, Liberal libri, 2000, p. XII.
6 Julia Pyatnizkaya, Diario…, cit., p. 44.
7 Idem, p. 56.
8 Hannah Arendt, Alcune questioni di filosofia morale, trad. it., Torino, Einaudi, 2003, p. 53.

IV. «L’anima di mio padre»

1 Il volumetto Il Rogo, Fossano, 1919, contenente la dedica e le poesie del periodo italiano citate nel testo, si trova in copia fotostatica presso l’Archivio Istituto Storico della Resistenza in Cuneo e provincia, dossier Carte riguardanti il militante comunista Gino De Marchi, e presso l’Archivio privato di Luciana De Marchi.
2 Versi tratti dalla poesia Perché scrivo.
3 Poesia tratta dalla raccolta Il Rogo.
4 Ibidem.
5 Ibidem.
6 Ibidem.
7 Nella poesia Carità.
8 Dalla poesia A Cristo.
9 Nella poesia Passando per la mulattiera.
10 La poesia è senza titolo. Anche le poesie del periodo sovietico si trovano presso l’Archivio Istituto Storico della Resistenza in Cuneo e provincia, dossier Carte riguardanti il militante comunista Gino De Marchi, e presso l’Archivio privato di Luciana De Marchi.
11 Anche questa poesia è senza titolo.
12 Memoria scritta di Vera Kornilova, raccolta dalla figlia per Giuseppe Biancani, in Archivio Istituto Storico della Resistenza in Cuneo e provincia, dossier Carte riguardanti il militante comunista Gino De Marchi e in Archivio privato di Luciana De Marchi.

V. L’ombra di Stalin

1 Citazione in Olga Adamova-Sliozberg, Il mio cammino, trad. it., Firenze, Le Lettere, 2002, p. 23.
2 Lev Razgon, La nuda verità, trad. it., Napoli, L’ancora del Mediterraneo, 2000, p. 211.
3 Varlam Šalamov, I racconti di Kolyma, trad. it., Torino, Einaudi, 1999, p. 719.
4 Anatolij Černjaev, Il mio amico Vadim, in Archivio privato di Luciana De Marchi.
5 Ibidem.
6 Ibidem.
7 Elena Zubkova, Quando c’era Stalin, trad. it., Bologna, Il Mulino, 2003, p. 116.
8 Vasilij Grossman, Tutto scorre…, trad. it., Milano, Adelphi, 2001, p. 33.
9 Cit. in Anne Applebaum, Gulag, trad. it., Milano, Mondadori, 2003, p. 500.
10 Testo della lettera inviata da Luciana De Marchi a Nikita Chruščëv, Mosca, 27 marzo 1956, in Archivio privato di Luciana De Marchi:
«Caro Nikita Sergeevič! Il 2 ottobre 1937 mio padre, Gino Dominikovič De Marchi, classe 1902, venne arrestato. Emigrato per motivi politici, lavorava come regista presso gli Studi cinematografici Mostechfil’m (via Lesnaja). Negli ultimi anni girò film sul movimento stakanovista, su vari aspetti dell’agricoltura e sull’alle...

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. di Gabriele Nissim
  3. Una bambina contro Stalin
  4. Prologo. L’arte della memoria
  5. I. «Il mio papà, un eroe comunista»
  6. II. «A mio padre non rinuncio»
  7. III. La resistenza di una ragazzina
  8. IV. «L’anima di mio padre»
  9. V. L’ombra di Stalin
  10. VI. La vendetta del destino
  11. VII. Il viaggio nella memoria privata
  12. VIII. Il confessore
  13. IX. I tempi lunghi della verità
  14. X. L’invidia e la gratitudine
  15. XI. La memoria e l’amicizia
  16. XII. Il peccato originale
  17. XIII. L’ancora di salvezza
  18. XIV. Il processo e la verità
  19. XV. Confessare per amore
  20. XVI. Il ritorno del poeta
  21. Appendice. La memoria delle donne
  22. Note
  23. Ringraziamenti
  24. Indice dei nomi
  25. INSERTO FOTOGRAFICO
  26. Copyright