Nuovi Argomenti (11)
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Nuovi Argomenti (11)

  1. 352 pagine
  2. Italian
  3. ePUB (disponibile su mobile)
  4. Disponibile su iOS e Android
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Nuovi Argomenti (11)

Informazioni su questo libro

Hanno collaborato: Enzo Siciliano, Raffaele La Capria, Gianfranco Contini, Gabriella Palli Baroni, Tiziana De Meis, Vito Volpe, Paolo Lagazzi, Raffaele Manica, Dacia Maraini, Andrea Gibellini, Paolo Bertolani, Aiolli, Aprea, Baresani, Becchetti, Braucci, Calaciura, Carbone, Cifariello, Colasanti, Conrad, Conti, De Bernardinis, De Santis, De Silva, Drago, Ferracuti, Gareffi, Giartosio, Gibellini, Guarnieri, Key, Manica, T. Maraini, Martini, Mazzucco, Ottonieri, Pardini, Parpaglioni, Pascale, Pavolini, Pera, Petri, Piccolo, Piersanti, Riccarelli, Salerno, Scarpellini, Siciliano, Soprano, Susani, Tamburini, Tarquini, van Straten, Vichi, Mark Strand, Elizabeth Bishop, Giorgio van Straten, Ferruccio Brugnaro, Aldo Mazzei, Patrizio Dimitri, Jamie McKendrick, Aurelio Picca, Dacia Maraini, Lorenzo Pavolini, Valentino Zeichen, Tommaso Giartosio, Pablo Echaurren.

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Informazioni

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Mark Strand

da 89 Nuvole
1. Una nuvola non è mai uno specchio
2. Le parole sulle nuvole sono nuvole loro stesse
3. Se nevica in una nuvola, solo la nuvola lo sa
8. Le ossa delle nuvole sono state tolte
12. Se un pappagallo si perde in una nuvola diventa arcobaleno
20. Le nuvole sono pensieri senza parole
25. Una nuvola senza parte di voi è quasi nulla
26. Una nuvola a Novara non è nulla a Napoli
34. Una nuvola travestita è ancora la stessa
36. Le nuvole negli armadi diventano vestiti
37. I sani di mente vedono se stessi in una nuvola, i folli in molte
50. Quando una nuvola tocca una mucca non succede niente
55. Una nuvola illuminata dall’interno è qualcuno che studia
57. Una nuvola buona non tuona
67. Le nuvole non possono vedere cosa facciamo sotto l’ombrello
68. Si potrebbero bandire le nuvole, e poi?
70. Sei così bella che devi essere una nuvola
71. È una nocciolina; no, è una nuvola
75. Dimmi, vecchio cuore, qual è la nuvola più rossa
81. Amo la nuvola che è in te, mi disse lei, guardandomi la camicia
82. Lei era fatta di ghiaccio, io di nuvola
82. L’Ohio è mio, disse lei, non gli servono nuvole
85. Spremi un’arancia e ne otterrai il succo, spremi una nuvola e non otterrai niente
from 89 CLOUDS. 1.A cloud is never a mirror / 2.Words about clouds are clouds themselves / 3.If snow falls inside a cloud, only the cloud knows / 8. The bones of clouds have been removed / 12. If a parrot is lost in a cloud, it turns into a rainbow / 20. Clouds are thoughts without words / 25. A cloud without you is only a clod / 26. A cloud in Nevada is nothing in Utah / 34. A cloud in disguise is more of the same / 36. Clouds in closets become clothes
37. The sane see themselves in one cloud, the mad in many / 50. When a cloud touches a cow nothing happens / 55. A cloud lit from within is somebody’s study / 57. A humble cloud will never rumble / 67. Clouds cannot see what we do under the umbrella / 68. You can ban clouds, but so what / 70. You are so handsome you must be a cloud / 71. It’s a peanut; no, it’s a cloud / 75. Tell me, old heart, who is the reddest cloud of all / 81. I love the cloud in you, she said, looking at my shirt / 82. She was made of ice, and I of cloud / 83. Ohio is mine, she said, it doesn’t need clouds / 85. Squeeze an orange and get juice, squeeze a cloud and get nothing
Dolore
Negli hotel del dolore gli ospiti piangono sempre
Nei negozi del dolore non va bene niente e tutto costa troppo
Per le strade del dolore anche i bambini vestono di nero
Negli aeroporti del dolore tutti voli sono stati cancellati
Nelle case del dolore nessuno ammette il dolore
I pascoli del dolore sono coperti di elettrodomestici scassati
I giorni del dolore sono ombrosi e fondi
I cimiteri del dolore sono luoghi felici ma vuoti
O dov’è il dolore dei dolori
Dì che non ci sarà mai dolore più grande
I party sono un così dolce dolore
Il dolore è il confetto dell’anima
Il dolore lo si può comprare, ma di solito è gratis
La talpa e il pipistrello sono compagni di dolore
C’è il dolore misterioso delle formiche che non hanno [niente da fare
Gli amanti del dolore sceglieranno una porzione più [abbondante di una cosa cattiva
I bei giorni andati del dolore erano anche peggio
Un dolore perfetto è quasi dolore
Le nevi del dolore continuano a cadere
I Dolori sono un corpo di ballo di Tintern Abbey
I Dolori odiano ballare, ed è per questo che ballano
Molti dolori cominciano una Pasqua con una caccia al [tesoro
Altri dolori cominciano con un incontro casuale in piscina
Una canzone comincia quando il dolore viene a bussare
Sorrows. In the hotels of sorrow the guests weep continually / In the shops of sorrow nothing is right and everything costs too much / On the streets of sorrow even the children wear black / In the airports of sorrow all flights are cancelled / In the houses of sorrow no one admits to sorrow / The pastures of sorrow are filled with discarded appliances / The days of sorrow are shadowy and deep / The graveyards of sorrow are happy but empty places / Oh where is the sorrow of sorrows / Say there will never be sorrow greater than this / Parties are such sweet sorrow / Sorrow is the soul’s candy / Sorrow can be bought, but it’s usually free / The mole and the bat are companions of sorrow / There’s the mysterious sorrow of ants with nothing to do
The lovers of sorrow will settle for more of a bad thing / The good old days of sorrow were even worse / A perfect sorrow is almost sorrow / The snows of sorrow just keep falling / The Sorrows are a dance team from Tintern Abbey / The Sorrows hate dancing, which is why they dance / Many sorrows begin with an Easter egg hunt / Other sorrows begin with a swimming pool incident / A song begins when sorrow comes aknockin’
La rosa rubino
Una rosa. Una rosa in un campo illimitato
su cui ruggivano leoni e correvano sciacalli
e la luna spossata gettava un occhio freddo.
Una rosa senza una parola. Una rosa rubino
che udì il vento del Paradiso, quindi morì.
“O rosa, ritorna”, piangevano i bambini, “rosa,
ti amiamo.” Dissi loro che presto avrebbero avuto
un’altra rosa. “Venite, piccolini,
portate le candele sul molo
e guardatevi guardare all’insù.
La vedete adesso? Una rosa rubino dai petali
chiusi, che sale in superficie, si tramuta in voi?”
Quant’è antico tutto ciò. E senza rimedio.
The Ruby Rose. A rose. A rose in a boundless field / where lions roared and jackals raced / and the jaded moon cast a cold eye. / A rose without a word. A ruby rose / that heard the wind of Paradise, then died. / “O rose, come back,” the children cried, / “we love you, rose.” I told them soon they’d have / another rose. “Come, little darlings, / take your candles to the pier / and look at yourselves looking up. / Now do you see it? A ruby rose with petals / closed, rising to the surface, turning into you?” / How ancient all this is. How past repair.
La rosa segreta
Un uomo alto all’angolo si volse e disse,
“Quella non è una rosa, è un’automobile; guarda
come sfavilla al sole, come si sposta
sulla strada. È automobile pura, rosa per niente.”
Gli urlai al di sopra delle teste altrui,
“Non vero, non vero. È una rosa, una rosa
dentro una rosa, una rosa segreta che dice,
‘sono rosa, rosa pura, e non mi si può spiegare’.”
© Mark Strand
Traduzione di Damiano Abeni
The Secret Rose. A tall man at the corner turned and said, / “That’s not a rose, it’s a car; just look / how it sparkles in sunlight, how it rolls / dowm the street. It’s pure car, No rose at all.” / I yelled at him over the heads of others, / “Not true, not true. It’s a rose, a rose / within a rose, a secret rose that says, / ‘I’m rose, pure rose and cannot be accounted for.”’
Nota del traduttore
Questa scelta presenta alcune opere tra quelle composte da Mark Strand dopo la pubblicazione della raccolta “Blizzard of One” (1998), a cui venne assegnato il premio Pulitzer per la poesia nel 1999.
“Le nuvole” provengono da un catalogo della mostra dell’artista Wendy Mark “89 Clouds” (ACA Galleries, New York, 6-27 novembre 1999), “il dolore” deriva dalla plaquette “Chicken, Shadow, Moon & more” (Turtle Press, New York, giugno 2000), “le rose” sono inedite e sono state lette per la prima volta a Roma il 4 luglio 2000, al Teatro India.
Le traduzioni sono semplici. I più curiosi vedranno che sulla Nuvola #25 ho giocato al gioco dell’autore, dimenticandomi del significato dell’originale: qui “una parte di voi” è “vo”, mentre sulla #36 non ho trovato di meglio che aggrapparmi alla lettera; la #57 si è invece fatta praticamente da sé. Per il resto, mi scuso fin d’ora coi lettori che riterranno non abbia concesso loro alcuna fiducia per aver specificato che il dolore della “lista” da “Pollo, Ombra, Luna & altro” è solo il dolore dell’animo.
Queste versioni le dedico a mio figlio Carlo che ha compiuto 12 anni. Fanno eccezione le Nuvole #70 e #75, che Mark e io durante la serata romana abbiamo letto per Rossella.
Damiano Abeni

UN’ARTE


Elizabeth Bishop

Dell’arte di perdere si è facili maestri;
ogni cosa pare così colma dell’intento
d’esser persa che perderla non è un disastro.
Perdi qualcosa ogni giorno. Accetta l’estro
delle chiavi perse, dell’ora senza sentimento.
Dell’arte di perdere si è facili maestri.
Poi allenati a un perdere ulteriore, un perdere più lesto:
luoghi, nomi, ed ogni dove che la mente
voleva visitare. Nulla di ciò sarà un disastro.
Ho perso l’orologio della mamma. Impiastro!
E di tre amate case non ho salvato niente.
Dell’arte di perdere si è facili maestri.
Ho perso due città stupende. E in quel contesto.
alcuni regni miei, due fiumi, un continente.
mi mancano, ma non è stato un disastro.
Perfino nel perderti (il riso nella voce, un gesto
che amo) non avrò mentito. È evidente,
dell’arte di perdere non si è difficili maestri
anche se può sembrare (e scrivilo!) un disastro.
© Elizabeth Bishop
Traduzione di Damiano Abeni
One Art. Th...

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. Nuovi Argomenti (11)
  3. ARGOMENTI
  4. PER ATTILIO BERTOLUCCI
  5. CINQUANTOTTO CINESI
  6. SCRITTURE
  7. ROMA
  8. GIORNALI DI BORDO
  9. Copyright