Il libro degli aforismi
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Il libro degli aforismi

  1. 504 pagine
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Il libro degli aforismi

Informazioni su questo libro

Norme di vita e verità dissacranti sintetizzate in poche righe. Un'ampia raccolta delle folgoranti battute di Chamfort, Oscar Wilde, Karl Kraus, Canetti, Longanesi, Flaiano e altri maestri del genere.

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Informazioni

Editore
Mondadori
Anno
2014
Print ISBN
9788804467656
eBook ISBN
9788852048517

Il libro degli aforismi

Baltasar Gracián

Baltasar Gracián nacque a Belmonte de Calatayud nel 1601 e morì a Tarragona nel 1658. Gesuita ma in conflitto con l’Ordine gesuita, fu predicatore, pensatore e saggista e ispirò la sua attività letteraria a scopi educativi e morali. Scrittore versatile e abile manipolatore di una lingua preziosa e ricca di metafore, delineò con raffinata sottigliezza il ritratto dell’uomo ideale del suo tempo, sferzando con tollerante piglio pedagogico, ma anche con bruciante ironia, i vizi dei suoi contemporanei. L’opera da cui sono stati tratti i suoi aforismi è intitolata Oracolo manuale e arte di prudenza (Oracul manual y arte de prudencia), risale al 1647 ed è, appunto, una raccolta di 300 aforismi che ebbero vasta influenza sui moralisti francesi del XVIII secolo.
La passione tinge dei propri colori tutto ciò che tocca.
La consuetudine sminuisce l’ammirazione.
Il diritto spinto all’eccesso diviene torto, e l’arancia troppo strizzata sprizza umore amaro.
All’uomo prudente giovano più i nemici che allo sciocco gli amici.
Il saggio sa farsi dell’avversione altrui uno specchio più fedele che quello dell’affetto.
Grande infelicità è non servire a nulla, ma non minore infelicità è servire a tutto.
Quanto più una torcia fa luce, tanto più si consuma e tanto meno dura.
È assai facile farsi cattiva fama, perché il male è sempre credibile e si fatica molto a cancellarlo.
L’ignoranza è sempre rozza.
L’uomo veramente grande non è mai meschino nel suo modo di fare.
Nessuno può essere padrone di sé, se prima non si conosce.
Come la virtù è premio a se stessa, così il vizio è punizione di se stesso.
Le passioni sono come buchi attraverso i quali chiunque può vedere e conoscere l’animo di un uomo.
Le cose non si considerano per quel che sono, ma per quel che appaiono.
L’uomo prolisso è raramente saggio.
La verità appartiene a pochi, l’errore invece è comune a molti.
L’uomo saggio rifugge tanto dall’essere contraddetto quanto dal contraddire.
Il successo nelle imprese è assicurato dalla padronanza di sé con cui si compiono.
Ci sono individui composti unicamente di facciata, come case non finite per mancanza di quattrini. Hanno l’ingresso degno d’un gran palazzo, ma le stanze interne paragonabili a squallide capanne.
Uno dei grandi privilegi della saggezza è quello di non scomporsi mai.
La diligenza mette in atto rapidamente ciò che l’intelligenza ha maturamente pensato.
Se uno riesce ad essere signore di se stesso, lo diverrà poi anche degli altri.
Non si deve mettere in mostra in una volta sola tutto quello che si sa e si può, perché altrimenti il giorno appresso non si desta più meraviglia in nessuno.
Nella vita, come nel gioco delle carte, è un grande vantaggio quello di essere i primi a giocare, perché a carte uguali si vince.
È meno dannoso sbagliare nell’agire che essere indecisi e tergiversare sempre.
Il cavillare può essere segno di ingegnosità, ma il saper trovare una via d’uscita dalle difficoltà è indice di intelligenza.
Tutti gli sciocchi sono audaci.
Un pizzico di arguzia è il condimento di ogni discorso.
La cultura non sostenuta dal buon senso è raddoppiata follia.
È facile ammazzare a volo l’uccello che si leva su dritto, ma non quello che devia continuamente.
Il giocatore incallito non gioca mai la carta che l’avversario si aspetta, e tanto meno quella che desidera.
Ottiene di più una mente mediocre grazie all’applicazione che un ingegno eccellente senza di essa.
Ciò che costa poco vale anche poco.
La speranza è la più grande falsificatrice della verità.
La fortuna non è sempre e tutta opera del caso.
Le verità che più ci importano ci vengono sempre dette a mezza bocca.
Trovare per ognuno il punto debole è l’arte di piegare a proprio talento le altrui volontà.
La perfezione non sta nella quantità, ma nella qualità.
C’è chi stima i libri dal loro peso, quasi che si scrivesse per fare esercizio di braccia più che di ingegno.
Non bisogna mai lasciare la porta aperta al più piccolo dei mali, perché dietro ad esso ne verranno molti altri, e maggiori, che stanno in agguato.
Gli sciocchi si perdono perché non pensano.
Ci sono alcuni che fanno gran caso di quello che importa ben poco, e poco caso di quel che vale molto.
L’uomo prudente va con i piedi di piombo e preferisce peccare per difetto che per eccesso.
Andare contro corrente rende tanto difficili le delusioni quanto facili i pericoli.
Giocare a carte scoperte non procura né utile né piacere.
Il silenzio prudente e cauto è il santuario della saggezza.
Un uomo privo di istruzione è un mondo buio.
Chi si è dissetato ed è sazio volge le spalle alla sorgente, e l’arancia spremuta cade dal vassoio d’oro in mezzo al fango. Finita che sia la dipendenza, finisce anche la gratitudine, e con essa la stima.
Non esiste dominio più prezioso di quello che si esercita sopra se stessi.
L’acqua partecipa delle qualità buone o cattive delle vene per le quali passa.
La fortuna serve per vivere, la gloria giova dopo la morte: quella vale contro l’invidia, questa contro l’oblìo.
La fortuna si desidera e talvolta perfino si aiuta; la fama, bisogna sudarsela.
Il desiderio di reputazione nasce dalla virtù.
La fama fu ed è sorella dei giganti e non ammette vie di mezzo: rende mostri o prodigi, degni di abominazione o di applauso.
L’artificio offre rimedio al brutto e perfeziona il bello.
Le cattive maniere rovinano tutto e fanno passare dalla parte del torto anche chi ha ragione.
Nella maggior parte degli uomini la soddisfazione nasce dall’ignoranza e sbocca in una sciocca felicità.
La scortesia che nasce dalla superbia è abominevole; quella che nasce dalla rozzezza è spregevole.
Chi onora sarà onorato.
La malevolenza prevale anche sulla gratitudine.
Il modo di ragionare e i gusti mutano secondo i tempi.
Bisogna adattarsi al presente, anche se ci pare meglio il passato.
È facile por fine a qualsiasi cosa, da principio; non lo è altrettanto dopo.
La gente affettata viene sempre giudicata priva delle qualità che ostenta.
C’è chi onora il posto che occupa, e chi invece ne è onorato.
Occuparsi dell’altrui infamia è indizio che la propria fama è ormai logorata.
I difetti non si avvertono soltanto in chi si fa notare poco.
Il buon nome si fonda più sulla apparenza che sui fatti. Perciò se uno non è casto, sia almeno cauto.
I falli degli uomini grandi vengono notati più degli altri, come avviene per le eclissi degli astri maggiori.
I doveri dell’amicizia ammettono una sola eccezione: quella di non confidare all’amico i propri difetti, che, se fosse possibile, non dovrebbero essere confidati neppure a se stessi.
La disinvoltura è un’abile scorciatoria negli affari e un educato modo di cavarsi da ogni impaccio.
Certuni a forza di lamentarsi delle passate offese provocano quelle future e mentre vanno in cerca di rimedio o di conforto, destano negli altri il disprezzo e magari la maligna soddisfazione.
Valere e saper mostrare che si vale significa valere due volte: ciò che non si vede è come se non ci fosse.
A volte la sapienza più grande consiste nel non sapere o nel fingere di non sapere.
Raddoppiare i requisiti della vita è come raddoppiare la vita stessa. Non s’ha da avere un solo legame né si deve tenere ad una cosa sola, sia pure straordinaria e singolare: tutto dobbiamo cercare di avere doppio, ma soprattutto le cause del profitto, del favore, del gusto. Come la natura ci ha dato a due a due gli organi più importanti e più esposti al pericolo, così l’ingegno ci dia a due a due i legami con il mondo.
Può essere segno di sagacia cercare in ogni cosa il pelo nell’uovo, ma chi si ostina in tale operazione non potrà sottrarsi alla nomea di sciocco.
Il medico saggio deve essere esperto tanto per prescrivere un rimedio quanto per non prescrivere nulla.
Basta una lieve inquietudine a corrugare una fronte.
Tutte le perfezioni dipendono dal momento. Nemmeno la bellezza è sempre nel suo fiore.
Non ci si vendica mai bene ricorrendo al male.
Nessuno è tanto perfetto da non aver bisogno qualche volta di ammonimenti o consigli. Ed è uno sciocco senza rimedio colui che non li ascolta.
La gente esperta sa tastare il polso all’animo altrui attraverso la parola, e proprio per questo un saggio disse: «Parla, se vuoi che io ti conosca!».
Saper addossare agli altri i propri errori e farsene scudo contro...

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. di Federico Roncoroni
  3. Il libro degli aforismi
  4. Introduzione
  5. Il libro degli aforismi
  6. Copyright