Avvertenza della traduttrice
Molte note trattano argomenti filosofici, anche molto complessi. Sono stata a lungo in dubbio su come procedere. Infine ho deciso di dedicare queste note a chi non sa molto di filosofia ma è curioso e vuole scoprire cosa c’è sotto, perché in questo romanzo si parli di un certo Berkeley e di un certo Spencer. Ho quindi cercato di semplificare il più possibile, mettendo in luce solo gli aspetti legati al romanzo. Come ogni studioso di filosofia sa, non è un compito facile. Non mi resta che sperare che frasi come «idee innate (grossomodo, i concetti astratti fondamentali di platonica memoria)», siano abbastanza efficaci per spingere qualche curioso a curiosare ancora di più e che gli esperti siano così benevoli da comprendere che quel «grossomodo» sta al posto delle molte e diverse teorie e interpretazioni date nei secoli al concetto di «idee innate».
1 Algernon Charles Swinburne (1837-1909), poeta inglese considerato uno dei più tipici esponenti del decadentismo, stretto tra ribellione e morale vittoriana. È proprio la sensualità di alcune sue opere ciò che lo fa giudicare «indelicato» da Ruth. Di Swinburne ricordiamo la tragedia Atalanta in Calidone e i Canti antelucani, dedicati al Risorgimento italiano. (NdT)←
2 Market Street, la grande arteria che separa in due San Francisco. La parte sud era quella in cui abitavano i poveri, ed è anche protagonista del racconto South of the Slot (A sud dello Slot) del 1909. (NdC)←
3 Le visioni di Martin, che si riferiscono alla sua vita di marinaio, sono i primi cenni autobiografici dell’autore. (NdC)←
4 Henry Wadsworth Longfellow (1807-1882), poeta romantico americano che tradusse per primo negli Stati Uniti La divina commedia di Dante Alighieri. Nel capitolo 31 sarà proprio una citazione di Longfellow a prefigurare il destino di Martin. (NdC)←
5 Parola in origine riferita ai nativi hawaiani, ma in seguito usata per descrivere i lavoratori delle isole dell’Oceano Pacifico impiegati nelle colonie britanniche, come il British Columbia in Canada, le Fiji e il Queensland in Australia. (NdC)←
6 Jack London scrisse Martin Eden tra il 1907 e il 1908 in mare, durante il viaggio sullo Snark. Con questo romanzo London abbandona definitivamente l’immaginario del Grande Nord che gli aveva dato fama e che non sentiva più come suo luogo poetico, per rivolgersi ai Mari del Sud. Tutto il romanzo, infatti, utilizzerà i Mari del Sud come luogo elettivo dell’immaginario del protagonista. È una scelta autobiografica, presagio degli ultimi anni di vita di London durante i quali risiederà a lungo alle Hawaii, in cui ambienterà molti racconti e romanzi come i suoi ispiratori, Herman Melville e Robert Louis Stevenson. (NdC)←
7 La bean feast era il pranzo annuale offerto dai padroni ai propri dipendenti. London si rifà all’esperienza che nel 1903 lo aveva portato a trascorrere tre mesi in incognito tra mendicanti, operai e diseredati nell’East End londinese. Esperienza che racconterà ne Il popolo dell’abisso. (NdC) ←
8 Si tratta di opere e autori molto noti all’epoca. Trattano di navigazione, di storia ed economia in modo divulgativo. (NdT)←
9 Poesia di Swinburne inclusa nella raccolta del 1866 Poesie e ballate. (NdC)←
10 Rudyard Kipling (1865-1936), scrittore inglese, premio Nobel. Fu uno degli eroi letterari di London, che gli dedicò il saggio Queste ossa risorgeranno, incluso nel volume Rivoluzione. (NdC)←
11 Riferimenti autobiografici che verranno ampiamente raccontati da London nel romanzo John Barleycorn del 1913. Il libro è un’analisi approfondita del percorso che conduce alla dipendenza dall’alcol, uno dei problemi che afflissero lo scrittore californiano. La root beer, detta anche «birra analcolica», è una bevanda alle erbe e ha il gusto di uno sciroppo frizzante. Il ginger ale è una bibita di estratto di radice di zenzero, usata anche contro il mal di mare. (NdC) ←
12 Karl Marx non ha bisogno di presentazioni. Non è così per gli altri tre economisti e filosofi, dei quali scrive Mario Dal Pra: «Le dottrine di David Ricardo (1772-1823) inaugurano la denuncia, anche se indiretta, degli squilibri e dei contrasti interni a quell’ordine economico che Adam Smith aveva voluto far apparire come puramente “naturale”» (Firenze 1963). Per Ricardo, per Adam Smith (1723-1790, considerato il fondatore del liberismo) e per John Stuart Mill (1806-1873), l’economia è uno degli aspetti del percorso o, meglio, del progredire, dell’umanità. Infatti, l’attenzione dei tre studiosi non si concentra soltanto sugli aspetti «monetari» dell’economia, ma anche sui suoi aspetti etici e sociali. Come per Marx, l’evoluzione economica delle società viene letta all’interno del progredire della storia dell’umanità tutta, destinata a crescere secondo leggi precise, simili a quelle che regolano la natura e, a differenza di Marx, senza violenti sovvertimenti. Ci troviamo nell’ambito delle linee direttrici del Positivismo, della sua visione sostanzialmente positiva dell’umanità e del progresso. (NdT) ←
13 Elena Blavatskij fu un’importante esponente della Teosofia. Di origini russe, nel 1875 fondò a New York la società Teosofica. La Teosofia si proponeva di riscoprire le antiche fonti della vera sapienza, al di là del materialismo della modernità e dei dogmi delle religioni ufficiali. La riscoperta poteva però avvenire solo attraverso esperienze iniziatiche di tipo mistico o medianico. (NdT)←
14 Progresso e povertà (1879), opera di Henry George, importante economista statunitense. (NdC)←
15 La quintessenza del Socialismo (1890), opera dell’economista austriaco Albert Schäffle. (NdC) ←
16 Gayley e Bulfinch scrissero opere divulgative sui miti classici e le leggende antiche. Si tratta di temi tipici del Romanticismo e ancora presenti nella cultura di inizio Novecento; si pensi, per esempio, all’Apollo e al Dioniso del filosofo Nietzsche. (NdT)←
17 Opera di Alfred Tennyson (1809-1892), poeta inglese. Nel 1916 London scriverà un racconto sui Mari del Sud usando lo stesso titolo. (NdC)←
18 Richard Wagner (1813-1883), compositore tedesco che rivoluzionò, con l’idea di opera totale, la tradizionale divisione tra le diverse arti. La sua opera è stata spesso associata all’idea nietzcheana di superomismo, contro cui London scrive Martin Eden. (NdC)←
19 Sono pagine con chiari riferimenti autobiografici: un giovane Jack London, con una decisione tipica del suo carattere esuberante, frequenta l’Università di Alameda per preparare l’esame di ammissione all’Università della California. Dopo un semestre gli viene chiesto di andarsene per lo stato troppo avanzato dei suoi studi che avrebbe fatto pensare ai genitori degli altri studenti che l’istituto non era serio. La sua enorme cultura autodidatta fu una delle tante accuse mossegli dai critici, che ritenevano da un lato impossibile la cosa, e dall’altro ne criticavano la natura “disordinata”. In Martin Eden London risponde a modo suo al mondo intellettuale. (NdC)←
20 William Ernest Henley (1849-1903), poeta e critico inglese. Afflitto da infermità fisica, dall’ospedale di Edimburgo inviò poesie al «Cornhill Magazine» per descrivere la propria esperienza. Le sue poesie furono poi raccolte in volume. (NdC)←
21 «Mente soggettiva» è un termine tecnico della filosofia dell’epoca. È la parte personale, individuale della mente di un determinato individuo. (NdT) ←
22 Definizione del XVI secolo. Indica una disputa che verte sull’attribuzione di significati diversi alle parole. Dunque una discussione inconcludente. (NdC)←
23 Il filosofo inglese Herbert Spencer (1820-1903) fu il principale esponente dell’evoluzionismo. Estese i concetti e le metodologie dell’evoluzionismo alla società e alla vita psichica dell’individuo (si veda la nota 3 a p. 119). (NdT)←
24 Scrive Mario Dal Pra: «Se all’inizio Kant, pur mantenendo distinto il mondo naturale da Dio, ritiene di poter formulare una conoscenza globale e comprensiva [...] man mano che procede nelle sue ricerche filosofiche [...] avverte sempre più l’influsso della filosofia inglese basata sull’esperienza sensoriale dell’individuo. Ciò lo porta a concepire dubbi sempre più espliciti sulle basi della metafisica». Però Kant, a differenza dei filosofi inglesi, vuole «garantire sia l’universalità e la necessità della conoscenza (quindi il suo valore scientifico) sia la sua oggettività». Per farlo, postula la razionalità del mondo e ne fonda l’oggettività sulle facoltà conoscitive degli esseri umani. Ma proprio per questo Martin Eden definisce «metafisica medievale» il pensiero del filosofo tedesco perché parte dalla mente invece che dai fatti, dal mondo. Jack London affronta qui per la prima volta i temi dell’epistemologia, quella parte della filosofia che studia come gli esseri umani possano conoscere il mondo. Ne parlerà diffusamente (e noi con lui) nella seconda metà del romanzo. Qui vorrei solo sottolineare che i «medioevali» (se mille anni di storia dell’umanità possono essere inclusi in una sola parola) avevano come garante della coincidenza tra il mondo e le facoltà e modalità umane del conoscere (il problema dell’epistemologia) niente meno che Dio. Per Kant – e per noi moderni – non è più così e ciò rende la faccenda alquanto complicata. (NdT)←
25 George John Romanes (1848-1894), naturalista e psicologo inglese. Pose le basi della psicologia comparata, secondo cui esiste una similitudine nei processi cognitivi di animali e uomini, tema che interessò grandemente London e che si ritrova in tutta la sua opera. Fu allievo e amico di Charles Darwin, e le sue osservazioni furono fondamentali per lo sviluppo della teoria dell’evoluzione. Fu lui a coniare il termine “neodarwinismo”. (NdC)←
26 In termini generali, l’evoluzionismo è un complesso di dottrine biologiche che affermano che tutte le specie animali e vegetali derivano da poche specie primitive attraverso processi successivi di evoluzione. Massimo esponente dell’evoluzionismo fu, come tutti sanno, Charles Darwin (1809-1882), che affermò la lenta evoluzione delle specie animali e vegetali attraverso un processo di selezione naturale. Ovvero la sopravvivenza, nella lotta per la vita, del più adatto. Contro quello che apparve un attacco alla teoria della fissità delle specie e alla tesi creazionistica contenuta nella Bibbia si schierarono molti scienziati e l’intera Chiesa. Darwin, però, volle sempre mantenere le sue teorie e i risultati dei suoi studi all’interno della scienza della natura. Ciò nonostante, le sue scoperte furono impiegate per spiegare anche l’evolversi delle società umane e della stessa vita spirituale. È questo l’evoluzionismo di Spencer, un gigantesco affresco nel quale la materia si evolve dall’indistinto della materia primordiale alle capacità mentali dell’essere umano. (NdT)←
27 «Caratteristiche essenziali della vita», «schema dell’esistente»: riflettono i termini tecnici della filosofia del periodo. Ho scelto di tradurre scheme of existence con “schema dell’esistente” – invece di schema dell’esistenza o struttura dell’esistenza – per togliere le implicazioni metafisiche o soggettivistiche legate al termine “esistenza”. Martin Eden/Jack London vuole qui alludere all’esistenza di leggi generali che regolano la vita di tutto ciò che esiste, dalle forze atomiche alla psicologia umana. Inoltre, ho scelto di non usare il termine “struttura” perché troppo legato al pensiero dei decenni successivi. (NdT)←
28 Onley è l’anagramma di “loney”, e “lonely” significa “solitario”, “isolato”. Will è un nome ma significa anche “volontà”. Onley è un personaggio che appare brevemente nella prima parte del romanzo, ma è il primo che smaschera le vere intenzioni di Martin Eden, a tutti gli effetti isolato nel mondo che vuole conquistare. È il primo “altro” del protagonista in questo romanzo – Brissenden sarà quello decisivo della sua maturità intellettuale. Will Olney potrebbe essere il primo vero strumento di svelamento dell’ambizione – e del destino – del protagonista. (NdC)←
29 In questa frase viene schernito e sottolineato un aspetto – presunto – metafisico del pensiero di Spencer: l’inconoscibile, ovvero ciò che non si può conoscere. Per Spencer «la verità più generale, non potendo essere ricondotta a una più generale ancora, non può essere spiegata». La scienza, dunque, ci conduce all’inconoscibile e all’incondizionato, ma non perché la metafisica le appartenga, come la frase pronunciata da Olney farebbe pensare. Al contrario, la scienza studia solo ciò che è relativo, cioè gli effetti di una causa. Al contrario, di ciò che non è effetto di una qualche causa, come la verità ultima, non condizionata da altre verità proprio perché ultima, la scienza può affermare solo l’esistenza, senza pensare di poterne dare una spiegazione, compito che spetta semmai ad altri, ai sacerdoti. Per Spencer è proprio questo il punto in cui termina il compito della scienza e inizia quello della religione: «Quando la scienza si convincerà che le sue spiegazioni sono prossime e relative e la religione si convincerà che il mistero che essa contempla è assoluto, regnerà tra di esse una pace permanente». Il filosofo inglese interpretò l’inconoscibile e l’incondizionato in senso «positivo», come un limite oggettivo della conoscenza che però il progresso e la scienza tendono a spostare sempre più innanzi, mostrando così di essere perfettamente consapevole della relatività del sapere scientifico e della conoscenza. Al contrario, i suoi detrattori gli attribuirono una lettura metafisicheggiante dell’inconoscibile, secondo la quale ciò che non si può conoscere è una specie di divinità oscura. Paradossalmente, quest’interpretazione è assai più vicina alle idee di Madame Blavatskij che a quelle di Spencer. (NdT)←
30 Whan that sweet Aprile with his schowers soote: sono i primi versi de I racconti di Canterbury. Si tratta di cento novelle scritte dopo il 1388 da Geoffrey Chaucer (1343-1400), il maggior scrittore inglese del Medioevo. (NdC)←
31 Sono entrambe opere di Alfred Tennyson: In memoriam è una poesia del 1850, Locksley Hall un monologo drammatico del 1842. (NdC)←
32 La buck-and-wing dance è una danza folcloristica dallo stile veloce, diffusa tra gli schiavi del Sud degli Stati Uniti all’inizio dell’Ottocento, in cui i ballerini indossavano scarpe di legno. Da questa danza si svilupperà a fine secolo il tip-tap. (NdC)←
33 Inventato da Thomas Alva Edison nel 1891, il cinetoscopio fu la prima macchina cinematica con la pellicola perforata, fissata su supporti che davano all’immagine l’idea del movimento. (NdC)←
34 Andrew Carnegie (1835-1919), magnate dell’acciaio di origine scozzese, ma naturalizzato statunitense, che si distinse per le opere filantropiche. (NdC)←
35 Elizabeth Barrett Browning (1806-1861), poetessa inglese, moglie del poeta Robert Browning. (NdC)←
36 Lomi-lomi era ed è il rituale che segna il passaggio a una fase nuova della vita, portando l’uomo alla vera consapevolezza di sé, alla maturità fisica e spirituale. È significativo che London scelga proprio questo rituale in una fase di passaggio dell’amore tra Ruth e Martin. (NdC)←
37 Sonnets from the Portuguese è una raccolta di poesie di Elizabeth Barrett Browning, scritta tra il 1845 e il 1846 e pubblicata nel 1850, ispirata al suo amore per il marito, Robert Browning. London a volte riporta i titoli come li ricorda, sbagliando. (NdC)←
38 Con il termine “iconoclastia” si intende ogni corrente o movimento di pensiero, per lo più religioso, contrario all’uso delle immagini nel culto. L’iconoclastia nasce tra l’VIII e il IX secolo nell’impero bizantino, fomentata da rivalità soprattutto politiche e da sottili diatribe teologiche. Come testimonia la splendida arte sacra bizantina, l’opposizione all’uso delle immagini in seno alla chiesa ortodossa fu ben presto superata. Sia Ruth sia Martin Eden usano il termine in modo improprio, o meglio, figurato, applicandolo alla distruzione delle immagini pagane compiuta dai missionari. L’iconoclastia, in senso proprio, è infatti una controversia del tutto interna al Cristianesimo, poiché affonda le sue radici nella concezione della natura umana del Cristo; se essa sia rappresentabile e in che misura, senza cadere in una eccessiva umanizzazione della divinità. (NdT)←
39 Enrico Caruso (1873-1921), cantante lirico italiano, considerato il tenore per eccellenza nella storia della musica. (NdC)←
40 Era il sistema che London usava per scrivere...