Qualsiasi cosa fai, tu agisci sempre nell’inconsapevolezza, immerso nel sonno interiore. Se qualcuno ti ponesse domande profonde, non saresti in grado di dargli una risposta. Se qualcuno ti chiedesse perché ti sei innamorato della tua donna, risponderesti: “Non lo so: mi sono innamorato, è accaduto inspiegabilmente”.
È forse una risposta? Per un sentimento importante come l’amore, è forse una risposta? “È accaduto inspiegabilmente, è successo e basta.” Amore a prima vista! L’amore accade, semplicemente vedendo l’altra persona! Sai da dove è scaturito l’amore nel tuo essere? Da dove sorge? Non ne sai niente, tuttavia vuoi che questo amore ti dia la felicità.
Non sai da dove proviene questo amore, da quale livello del tuo inconscio affiora, né dove sia il suo seme, né dove sia germogliato… tuttavia affermi che questo amore porterà felicità nella tua vita! Non ti renderà felice: ti procurerà infelicità, conflitti, inimicizia e gelosia. Soffrirai e alla fine concluderai: “Cos’è accaduto? Questo amore si è rivelato del tutto falso!”.
Ebbene, fin dall’inizio eri immerso nell’inconsapevolezza!
Come mai il sesso è sempre stato legato a rabbia, gelosia, crudeltà, avidità, possessività, violenza, e mai al divertimento, alla gioia, all’amore, alla giocosità, all’amicizia e alle altre magnifiche cose a cui tu lo associ?
Il sesso non ha niente a che fare con gelosia, rabbia, possessività, ma la mente umana è stata condizionata a tal punto dagli interessi costituiti che questi hanno sfruttato la fonte stessa dell’energia vitale – il sesso – per soddisfare i loro scopi.
Per esempio, l’uomo è per sua natura poligamo e con uomo non intendo solo gli uomini, ma anche le donne. Gli esseri umani sono poligami, ma tutte le società hanno imposto con la forza la monogamia. Ebbene, questo crea il problema; il problema non deriva dal sesso, deriva dalla monogamia.
Ti ritrovi legato a una persona, ed è un desiderio naturale mangiare del cibo diverso, una volta ogni tanto! Lo stesso uomo, lo stesso odore; la stessa donna, la stessa geografia che hai esplorato migliaia di volte; e di nuovo devi esplorarla… ma non c’è rimasto più niente da scoprire: tutto è già stato scoperto. Ti stufi! La tua è una risposta intelligente: solo l’intelligenza si stufa; ti piacerebbe avere una volta ogni tanto un’altra donna, un altro uomo.
Se la società fosse amministrata da persone intelligenti, non da gente che vuole sfruttarti, ma da persone che vogliono soddisfare la tua natura fino in fondo, allora non ci sarebbe gelosia. La moglie capirebbe che, una volta ogni tanto, il marito ha bisogno di qualche altra donna – “nello stesso modo in cui io ho bisogno di un altro uomo” – e la cosa è perfettamente naturale. Siamo tutti esseri umani.
Cosa c’è di sbagliato se oggi giochi a tennis con un partner, e domani con un altro? Implica qualche gelosia? La gelosia è fuori discussione, e il sesso non è niente di così diverso dal tennis: due energie che si incontrano e si fondono. E dopo la scoperta della pillola anticoncezionale, la tesi di fondo di tutte le religioni è completamente superata.
Tutte le religioni hanno insistito nel dire che la monogamia doveva essere preservata per via dei figli, altrimenti chi ne sarebbe stato responsabile? La pillola ha reso possibile che il sesso non debba più essere una schiavitù, perché i bambini non sono più un problema.
Il sesso ora è libero dalla schiavitù della biologia. Per questo ripeto in continuazione che, dopo la scoperta del fuoco, la pillola è la rivoluzione più grande, la più grande invenzione.
Quando non c’è gelosia, non c’è rabbia, e tutte le qualità di cui parlo si manifesteranno automaticamente. Una donna che ti dà libertà, un uomo che non tenta mai di essere possessivo – ti è permesso di muoverti nel mondo secondo i tuoi desideri… pensi che tra queste due persone non nascerà l’amicizia? Un uomo che dà libertà alla moglie, una moglie che dà libertà al marito: è inevitabile che si crei una grande amicizia, una grande intimità.
La moglie può raccontare al marito com’era l’altro uomo. L’uomo può descrivere a sua moglie come si è rivelata l’altra donna; non ha bisogno di nasconderlo. L’amicizia rende possibile avvicinarsi, avere maggiore intimità. Purtroppo le società del passato non hanno mai voluto che accadesse; volevano che le persone continuassero ad annoiarsi, e questo è il modo migliore per mantenerle nella noia: lega una donna a un uomo per sempre e avrai dato inizio a un pellegrinaggio verso la noia suprema. Queste persone annoiate, sofferenti, non possono ribellarsi. Non hanno alcuna energia per protestare. Non possono raggiungere il culmine della loro intelligenza; la monotonia avanza distruggendo ogni possibilità.
Perché Santippe era arrabbiata con Socrate? Perché lo picchiava? Come mai una volta versò dell’acqua bollente che era stata preparata per il tè mattutino sulla testa di Socrate? Metà del suo viso si ustionò e rimase annerito per tutta la sua vita: qual era il problema?
Il problema era che Socrate nutriva un maggior interesse per i suoi discepoli. Stava parlando con i suoi discepoli, quando accadde quel gravissimo incidente. E sua moglie continuava a ripetergli: “Vieni dentro, la colazione è pronta”. Ma per un uomo come Socrate, quando era preso da un’importante conversazione intellettuale, la colazione non significava niente.
Così alla fine Santippe si arrabbiò e gli gettò addosso quell’acqua. Ma Socrate era uno dei più grandi uomini della storia; si asciugò il viso e riprese la sua conversazione da dove l’aveva interrotta. Uno dei suoi discepoli commentò: “Non riusciamo a capire come tu possa sopportare una donna del genere”.
Socrate replicò: “Non si tratta di tollerarla; mi ha aiutato a imparare molte cose – per esempio la pazienza. Le sono grato. Mi ha appena dato un’altra lezione: anche se ti viene versata addosso dell’acqua bollente, puoi rimanere distaccato. Senza di lei mi sarebbe stato difficile scoprire questi spazi”.
Socrate non si arrabbiò mai con sua moglie, fu sempre compassionevole.
Quando due persone si danno libertà reciproca, crescono entrambe e si arricchiscono di esperienze. Forse c’era un tesoro in tua moglie del quale non eri consapevole; facendo l’amore con un’altra donna lo scopri, e l’altra donna diviene un enorme aiuto. Adesso tua moglie non è più solo una geografia nota: è qualcosa di nuovo, una nuova apertura, un nuovo scorcio, un nuovo spazio…. inizi a cercare quel nuovo spazio che hai trovato nell’altra donna perché ogni donna è unica, così come ogni uomo è unico.
A un uomo dovrebbe essere concesso di entrare in contatto con più donne possibili. A una donna dovrebbe essere concesso di entrare in contatto con più uomini possibili. Entrambi ne verranno arricchiti, di esperienza, di intimità, di amicizia; conosceranno le vette dell’amore che altrimenti sfuggirebbero loro. Ma coloro che hanno il potere, tutte le istituzioni, non vogliono che tu sia intelligente, che tu arricchisca la tua esperienza, che raggiunga il culmine del tuo potenziale, perché è pericoloso per loro. Potete rimanere schiavi solo se siete poveri di esperienza e poveri di intelligenza. Potete rimanere schiavi solo se siete dei mariti succubi.
Tu sai benissimo che non puoi neppure controllare tua moglie: non proverai mai a fare il minimo sforzo per innalzarti in qualunque campo, sai che tua moglie ti tarperebbe le ali immediatamente. E la moglie che è stata imprigionata in casa su chi si vendicherà? Chi è responsabile di tutto questo? Non trova nessun altro se non il marito. Questa orribile situazione è una nostra creazione.
Il mio sforzo è aiutarti a capire che l’amore non è una merce. Tu pensi che, se tua moglie sta con un altro uomo per qualche giorno, verrà prosciugata; quando tornerà sarà vuota e non ci sarà più amore. L’amore non è una merce!
In realtà, assaporando e sperimentando un altro uomo, da angolature diverse, la tua donna potrebbe diventare consapevole dei diversi aspetti che ha dentro di sé. Potrebbe tornare più amorevole perché ha acquisito più esperienza, e potrebbe sorprenderti: non l’hai mai conosciuta da quella prospettiva!
Io sono a favore della ricchezza in ogni dimensione della vita. Sono contro la povertà in qualsiasi dimensione dell’esistenza. E voi siete stati mantenuti poveri psicologicamente, spiritualmente, fisicamente, affinché poche persone potessero divenire presidenti, primi ministri, re e regine; così che pochi possano diventare papi, imam, shankaracharya… solo per queste poche persone l’intera umanità viene sacrificata!
Io voglio che vi ribelliate contro ogni tentativo teso a sottrarvi la vostra libertà. La libertà è per me l’esperienza suprema, la più bella, la più divina. Non lasciate mai, per nessuna ragione, che si interferisca con la vostra libertà.
Qualsiasi sia il prezzo, mantieni intatta la tua libertà: questo ti renderà un vero uomo, una vera donna. In questo momento siete solo delle marionette: non c’è niente di reale in voi, tutto è irreale, tutto è finzione; e visto che tutto è irreale, ti senti infelice.
La realtà ti libera dall’infelicità e ti porta in un nuovo mondo di beatitudine. Questo è il regno verso il quale sto cercando di orientarti.
Quando lavoro a fondo sulle persone con la terapia, vedo che in loro affiorano in continuazione tre paure: la paura di impazzire, la paura di lasciarsi andare nell’orgasmo sessuale e la paura di morire. Queste tre paure si presentano continuamente, nel mio lavoro. Per favore, puoi commentare?
È una domanda davvero significativa ed esistenziale. Con queste tre paure l’umanità ha vissuto per migliaia di anni. Non sono paure personali, sono collettive: provengono dall’inconscio collettivo.
La paura di diventare pazzi è in tutti, per la semplice ragione che all’intelligenza delle persone non è stato permesso di svilupparsi. L’intelligenza è pericolosa per gli interessi istituzionali; quindi, per migliaia di anni sono state tagliate le radici stesse dell’intelligenza.
In Giappone esistono degli alberi che sono considerati grandi opere d’arte; in realtà sono un vero e proprio assassinio: gli alberi hanno quattrocento, cinquecento anni e sono alti trenta centimetri. Generazioni di giardinieri se ne sono presi cura. La tecnica è questa: gli alberi vengono messi in un vaso senza il fondo, poi vengono continuamente tagliate le loro radici; non viene permesso che le radici scendano nella terra. E quando non permetti alle radici di andare in profondità, l’albero semplicemente invecchia, ma non cresce mai.
È un fenomeno strano vedere quell’albero: sembra antico, ma è solo diventato vecchio, vecchio, vecchio e non è mai cresciuto. Non è mai fiorito, non ha mai dato alcun frutto.
Quella è esattamente la situazione dell’essere umano: le sue radici sono tagliate. L’essere umano vive praticamente sradicato; deve essere sradicato in modo che possa diventare dipendente dalla società, dalla cultura, dalla religione, dallo Stato, dai genitori, da chiunque. Deve dipendere, non ha radici proprie; e nel momento in cui si rende conto di non avere radici, sente che sta diventando matto, che sta impazzendo. Sta perdendo ogni sostegno, sta cadendo in un buco nero, perché tutto il suo sapere è preso in prestito, non gli appartiene. La rispettabilità è stata presa in prestito; egli stesso non ha rispetto per il proprio essere. La sua intera personalità è stata presa a prestito da fonti esterne: l’università, la chiesa, lo Stato. Non possiede nulla di suo.
Pensa per un attimo a un uomo che vive in un palazzo immenso, con tutti i lussi immaginabili. E un giorno, all’improvviso, lo rendi cosciente del fatto che il palazzo non gli appartiene, e non gli appartiene nessuno di quei lussi. Appartengono a qualcun altro, che sta arrivando, ed egli verrà buttato fuori. Impazzirà!
Dunque, con la terapia profonda arriverai a questo punto e la persona dovrà affrontare questo passaggio, e dargli spazio: che impazzisca pure! In terapia lascia che si verifichi la situazione in cui la persona possa impazzire. Quando sarà impazzita, abbandonerà la paura: adesso sa cos’è la pazzia.
La paura è sempre orientata verso ciò che è ignoto. Lascia che quella persona impazzisca e presto si calmerà, perché non c’è alcuna vera base per la sua paura. È una paura proiettata dalla società. I genitori dicono: “Se non ci segui, se disubbidisci, sarai condannato”. Il dio degli ebrei nel Talmud dice: “Sono un dio molto geloso, un dio molto collerico. Ricorda che non sono gentile, non sono tuo zio”.
E la stessa cosa è stata fatta da tutte le religioni: se solo esci dal solco seguito dalla massa, ti dichiareranno matto. Per cui tutti continuano ad aggrapparsi alla folla, rimanendo parte di una religione, di una chiesa, di un partito, di una nazione, di un’etnia. Tutti hanno paura di essere lasciati soli e questo è ciò che fai, quando porti qualcuno nelle sue profondità; tutta quella folla, tutte quelle connessioni scompaiono: quella persona è lasciata sola, non c’è più nessuno di coloro da cui dipende da sempre. E non possiede un’intelligenza propria, questo è il problema.
A meno che non inizi a sviluppare la propria intelligenza, quell’uomo – o quella donna – rimarrà sempre timoroso di diventare matto. E non c’è solo quello: anche la società può farti impazzire in qualunque momento.
Se la società vuole rendere pazza una persona, se ciò va a suo vantaggio, la farà impazzire. In Unione Sovietica avviene quasi ogni giorno. Sto prendendo come esempio l’Unione Sovietica, perché in quel Paese viene fatto più scientificamente, con metodo. Accade dappertutto nel mondo, ma si usano metodi molto primitivi.
Per esempio, in India se qualcuno si comporta in un modo disapprovato dalla società, viene dichiarato un fuori casta. Non potrà più avere un appoggio da nessuno in città. La gente nemmeno gli parlerà. La sua stessa famiglia gli chiuderà la porta in faccia. Quella persona è destinata a impazzire: la si porta alla pazzia.
Ebbene, in Unione Sovietica viene fatto con più metodo. Ed è stato fatto persino a gente che aveva vinto il premio Nobel, uomini intelligenti, ma di un’intelligenza che era sempre stata sotto controllo, sempre ubbidiente allo Stato.
È bastata una sola disubbidienza: avevano ricevuto il premio Nobel e il governo russo non voleva che lo accettassero, perché veniva dal mondo capitalista e al governo russo sembrava corruz...