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Messaggi dall'aldilà
Guida alla Quarta Dimensione
- 294 pagine
- Italian
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Messaggi dall'aldilà
Guida alla Quarta Dimensione
Informazioni su questo libro
Spiriti-guida, angeli, ricordi di altre vite, quarta dimensione¿ nel corso dei secoli sono tanti i nomi che gli uomini hanno dato all'energia psichica e ai talenti extrasensoriali. Ma comunque le si voglia considerare, queste forze sono in grado di renderci più saggi, vitali, coraggiosi. E finalmente la nostra civiltà ha iniziato a esplorare, grazie a queste facoltà, la regione più affascinante e vasta della nostra mente: lo sconfinato continente dell'Aldilà. Esploratore d'eccezione è Sylvia Browne, la più famosa veggente americana. Grazie alle sue straordinarie doti, ha saputo darci una gran mole di notizie, consigli e istruzioni per l'uso dei nostri poteri. Chi sono gli angeli? E i fantasmi? Che cosa succede dopo la morte? In questo libro Sylvia Browne risponde in modo semplice e diretto a queste e altre importanti curiosità spirituali sul luogo meno conosciuto della vita reale: l'Aldilà.
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VIII
Dieci cose di cui abbiamo paura
e perché non dobbiamo temerle
La paura è distruttiva: ci isola, limita il nostro mondo e ci separa dalla nostra dignità, dalla sicurezza in noi stessi e dalla nostra fede.
La paura si autoalimenta e, se glielo permettiamo, diventa una compagna quotidiana e beffarda. E purtroppo nessuno di noi trascorre la vita senza sentirne la morsa.
Le nostre fobie possono essere così profondamente insediate nel subconscio che addirittura non siamo neppure sicuri di quali siano e da dove provengano, sicché viviamo con la fastidiosa sensazione che ci sia qualcosa che non va, che un qualche potenziale pericolo emotivo incomba su di noi, senza che sappiamo indicarlo. Ma come possiamo combattere qualcosa che non riusciamo a identificare, per non parlare di sconfiggerlo, in modo da allontanarlo una volta per tutte dal nostro cammino?
La verità è che non possiamo.
Quando di notte sentiamo un rumore o scorgiamo una strana forma in un angolo, abbiamo due alternative: possiamo rimanere coricati al buio e sentir crescere in noi il terrore immaginando dei mostri, oppure possiamo accendere la luce e scoprire esattamente di che cosa si tratta. Nove volte su dieci non è altro che l’assestamento della casa o una pila di abiti su una sedia in camera da letto.
Anche quando si rivela qualcosa di più serio, credo comunque che il modo migliore di comportarsi sia illuminare tutta la casa. Sapere è potere. Più abbiamo paura, più è nostro dovere studiare l’oggetto del nostro timore. E più lo conosciamo, più siamo certi di affrontarlo e vincerlo.
Le mie migliaia di assistiti provengono da tutto il mondo, da ogni ambiente possibile e immaginabile, e ciò nonostante la maggior parte di loro lotta contro le stesse dieci paure fondamentali.
Questo fatto non mi sorprende per nulla, dato che io stessa ho combattuto contro alcune di esse. So come la paura possa raggelare e paralizzare una persona; so quanta forza, coraggio e duro lavoro siano necessari per vincerla. Soprattutto, so che poche vittorie nella vita sono più liberatorie di quella ottenuta contro le nubi opprimenti e oscure della paura che impediscono al nostro spirito di godersi il suo legittimo posto al Sole.
Voi potete sconfiggere ciascuna delle dieci seguenti cose che v’incutono terrore. In apparenza alcune potrebbero non sembrarvi questioni psichiche, tuttavia spesso hanno radici psichiche profonde. Talvolta possono essere ricondotte a eventi traumatici in questa vita, ma di frequente la sensazione di impotenza che causano è amplificata dal fatto che non riusciamo a capire quale sia la loro origine.
Il dolore che nasce da queste paure può trafiggerci fino al centro della nostra sfera psichica ed è proprio questo nucleo ad avere bisogno di essere esaminato, curato e guarito. Per esempio non si può dire che io resti esattamente calma in presenza di grossi insetti. È risaputo che mi metto a strillare appena ne vedo uno. Ma quella specie di paura scalfisce appena la superficie del mio essere, senza penetrare nel mio profondo. Inoltre, esistono sistemi per ridurre al minimo la popolazione degli insetti. Le Dieci Paure di cui parliamo qui possono ferire la nostra essenza psichica, e non esiste un luogo in cui rifugiarsi per sfuggire a una fobia che abbia radici psichiche avviluppate nel profondo.
Tuttavia non dobbiamo scappare. Per fortuna abbiamo un’alternativa migliore: possiamo prendere una graziosa scarpona eterica e calpestare queste Dieci Paure fino a farle sparire con la comprensione, la conoscenza e alcune azioni mirate.
1-2. Rifiuto e abbandono
Queste due paure sono in una relazione così stretta da essere difficilmente separabili. Entrambe possono essere profondamente dolorose e lasciarci la sensazione di avere in qualche modo fallito, o di essere apparsi inadeguati agli occhi di una persona che poi, per questa ragione, ci ha scaricato.
La paura del rifiuto e/o dell’abbandono può interferire nelle nostre relazioni per tutta la vita. Può accadere che impediamo a chiunque di avvicinarsi troppo per timore che ci causi una sofferenza così grande. Oppure che ci aggrappiamo eccessivamente a qualcuno, in tal modo soffocandolo involontariamente e quindi provocando noi stessi il rifiuto o l’abbandono che temiamo. Può addirittura capitare che andiamo a scovare le persone che, inconsciamente, sappiamo ci respingeranno o ci lasceranno, sia per provare che la nostra paura è giustificata sia per vedere se, almeno per una volta, non lo è.
In base alla vostra esperienza, probabilmente avete un’opinione personale sulla differenza tra rifiuto e abbandono. Io ho sempre definito il rifiuto la situazione in cui qualcuno dice: «Vattene», e l’abbandono quando vi dice: «Addio». Potete essere respinti da un estraneo o da una persona a cui volete bene, nell’ambito lavorativo o familiare, o da un amico. L’abbandono, invece, implica l’amore, o la parvenza dell’amore, che viene dato e poi negato. Tuttavia, in ambedue i casi, il risultato è una sensazione devastante di perdita emozionale.
Esiste una ragione spirituale validissima e assai profondamente radicata per cui questi due eventi producono un effetto così incisivo su di noi, e comprendere tale ragione è un passo avanti importante per mettere le nostre paure nella giusta prospettiva:
Il dolore del rifiuto e dell’abbandono ci è familiare fin dalla nascita, così, ogni volta che lo sperimentiamo sulla Terra, riapriamo una ferita già esistente.
Quando nell’Aldilà prendiamo la decisione di ritornare sulla Terra per un’altra incarnazione, siamo sottoposti a un processo di desensibilizzazione che rende meno traumatico lo shock spirituale del passaggio. In un certo senso, è l’orientamento opposto di ciò che ci accade quando lasciamo questa vita e torniamo a Casa. In questo processo, le entità dell’Aldilà, i nostri cari, i nostri Spiriti Guida scelti, le nostre anime gemelle, i nostri infiniti altri amici e collaboratori prendono le distanze da noi a livello emotivo. È un atto d’amore compiuto esclusivamente per il nostro bene, è il loro modo di prepararci al viaggio che ci attende.
Immaginate di essere circondati ogni giorno da una famiglia felice, stimolante, produttiva, che chiaramente vi adora, e da amici che offrono fiducia assoluta, compassione e un’infinita riserva di amore incondizionato. I vostri amati animali sono con voi e la stessa aria che respirate è viva grazie al potere e alla presenza di Dio. Vivete uno stato di grazia perfetta. Ma per ragioni legate alla vostra crescita essenziale e alla vostra evoluzione, vi siete impegnati con la vostra anima a partire per il college o per un lavoro importante. Sapete di aver preso la decisione giusta e tutti coloro che vi amano concordano pienamente con voi. Avete già compiuto questo viaggio in precedenza, e anche loro, perciò siete tutti consapevoli che, per prepararvi alla partenza, essi devono allontanarsi da voi. Se non lo faranno, il distacco per voi sarà intollerabilmente doloroso e non arriverete a destinazione con l’autonomia e la disponibilità necessarie.
Così, per forza di cose, iniziate il vostro viaggio dall’Aldilà sentendovi abbandonati o rifiutati, e ogni volta che in questa vita sperimentate una situazione simile, state inconsciamente rivivendo il profondo senso di perdita, vuoto e separazione che vi ha reso possibile essere qui. È perfettamente naturale attribuire tutto il dolore dell’abbandono e del rifiuto che si provano in questa vita all’evento che lo ha provocato, ma la maggior parte di questa sofferenza proviene non da quell’episodio, bensì dal fatto che lo spirito ricorda una perdita – assolutamente temporanea – molto più grande di qualunque altra sperimentabile sulla Terra.
Questo non per minimizzare il vero e proprio trauma che l’abbandono o il rifiuto terreno può causare, e l’importanza di cercare un aiuto per superarlo: vi sto semplicemente rassicurando sul fatto che quello che sentite non è una ferita nuova, ma il riaprirsi di una vecchia ferita a cui siete già sopravvissuti. La cura più efficace, naturalmente, consiste nell’occuparci della ferita originale: la nostra devastante ma fondamentale lontananza da Casa.
La chiave per questa cura è la spiritualità. Quanta più energia e passione investiamo nella nostra spiritualità mentre siamo qui, tanto più ci sentiamo connessi a tutte le cose e persone che ci siamo lasciate alle spalle per questo breve viaggio lontano dall’Aldilà. È il modo più sicuro per restare in contatto con chi ci manca di più, fino a quando non potremo essere di nuovo tutti insieme. Se manteniamo viva e sana la nostra connessione spirituale, nessun abbandono o rifiuto potrà in alcun modo infliggerci un dolore troppo grande da sopportare.
3. Insuccesso
La paura dell’insuccesso è quasi epidemica e dipende perlopiù dal fatto che la vita è diventata sempre più complicata. Grazie ai cambiamenti intervenuti – dai costanti progressi tecnologici alla crescente accessibilità alla comunità globale, all’evolversi troppo lento ma inarrestabile delle pari opportunità per ogni razza, sesso, religione e preferenza sessuale – ci troviamo ad avere più possibilità di scelta, più strade disponibili di quante ce ne siano mai state offerte nel corso della nostra permanenza qui.
Ma tralasciamo le complicazioni appena elencate. Non importa quante possibilità si presentino, non importa quanto tutto ciò sembri creare confusione, la vera radice spirituale della paura dell’insuccesso si riassume in una sola domanda, che ne siamo consapevoli o no: «Sto seguendo il mio piano vitale?».
E la risposta è un semplice, inequivocabile sì!
Se è un dato di fatto che tutti noi stiamo seguendo la nostra carta indipendentemente da quante volte ci incasiniamo, o di quanto siamo pigri o mediocri, per quale motivo dovremmo minimamente scomodarci? Perché non stare solo a oziare come un branco di lumaconi, e lasciare che siano gli altri a occuparsi di tutto lo stress, l’ansia e il potenziale insuccesso che sono là fuori?
Ricordate, prima di giungere qui dall’Aldilà tracciamo un piano vitale o carta per la nostra esistenza imminente, e scegliamo anche un tema vitale primario e uno secondario su cui lavorare mentre siamo sulla Terra, compatibili con gli obiettivi prefissi. NESSUNO – neppure noi – può interferire con questi temi vitali o con lo svolgimento della carta che abbiamo tracciato. Siamo nati già motivati, già guidati verso gli scopi del nostro disegno personale. Infatti, che ci crediate o no, se vi dessi una lettura medianica e vi dicessi che l’unica ragione per cui siete qui è oziare come un lumacone e non realizzare assolutamente nulla, ciò potrebbe sembrarvi un grande conforto per cinque o dieci secondi, ma vi garantisco che se questa informazione fosse contraria alla vostra carta e ai vostri temi vitali non manterreste mai fede a questo impegno.
Le variazioni nell’attuazione dei nostri piani vitali dipendono dal modo in cui affrontiamo gli inevitabili ostacoli in cui ci imbattiamo lungo il cammino e le difficoltà cui ci sottoponiamo. Mettiamo il caso, per esempio, che in base alla vostra carta il vostro scopo in questa vita sia quello di camminare da Los Angeles a New York. È garantito che durante la vostra esistenza ci arriverete. La domanda è: come? Attraverserete l’Argentina per farlo? Avete intenzione di lamentarvi per questo a ogni passo rendendo insopportabile la vita a chiunque vi circondi? Continuate a indossare scarpe strette o a legarvi le gambe come un salame, volendo arrivare a destinazione saltellando per avere la certezza che quel viaggio di cinquemila chilometri sarà il più doloroso possibile? Le persone incontrate sul vostro cammino stanno meglio per avervi conosciuto? Con tutte le possibilità che ci sono al mondo, dedicherete il vostro tempo a chi vi tratterà bene e arricchirà il vostro percorso, oppure scoverete individui che saranno lieti di mettere ogni genere di ostacoli sul vostro cammino, o che proveranno a convincervi che il vostro viaggio è meno importante del loro?
In altre parole, voi andrete da Los Angeles a New York. Non potete fallire. In un modo o nell’altro ci arriverete, perciò temere l’insuccesso significa avere paura di qualcosa che non può accadere.
Un modo sicuro per cancellare la paura una volta per tutte è concentrarsi sulla qualità del vostro viaggio. Un semplice principio empirico per garantire a noi stessi tale qualità è vivere la vita in base a una promessa non scritta che Dio ci offre ogni volta che lasciamo l’Aldilà per ritornare qui: «Se ti prenderai cura dei miei figli, io mi prenderò sempre cura di te in modo speciale».
Ciò significa che Dio nega il suo amore e la sua attenzione a coloro che lo deludono? Naturalmente no. Ma come farete voi a sentirvi amati e curati da qualcuno se lo ignorate o lo respingete continuamente?
Datemi retta. Nei prossimi tre mesi impegnatevi a recitare una preghiera al giorno per mantenere la connessione con Dio e a compiere una buona azione al giorno per restare connessi ai suoi figli. È probabile che queste due cose insieme vi richiedano meno tempo del farvi la doccia al mattino o lavarvi i denti. Tre mesi è un periodo abbastanza lungo per creare un’abitudine, così che un giorno senza preghiera e buona azione potrebbe sembrare strano e sgradevole. Il fatto che siate mossi da una ragione apparentemente egoistica non sarà a vostro sfavore. Vi state assicurando una vita in cui la parola insuccesso non vi passerà più per la testa.
Per accertarvi che, seguendo il vostro piano vitale, state facendo regolari progressi, una volta al mese mettetevi comodi per qualche minuto e cercate di rispondere con onestà a queste domande fondamentali.
• Come gestite l’inevitabile negatività che siete venuti ad affrontare qui? Fate del vostro meglio per vincerla e aiutate a superarla coloro che vi circondano, senza giudicarli quando hanno bisogno di voi? O state perpetuando la negatività, sguazzandoci dentro, e/o cercate di attirare l’attenzione permettendole di fare di voi le sue vittime?
• State usando, e non invece rovinando e sprecando, i doni che vi sono stati dati?
• Le persone con cui entrate in contatto sono arricchite o impoverite dal fatto di conoscervi?
• Quando provocate sofferenza a qualcuno, potete dire in tutta sincerità che non era nelle vostre intenzioni?
• La vostra vita quotidiana riflette genuinamente i valori e gli ideali in cui credete, oppure questi sono un comodo parametro per misurare l’esistenza di chiunque altro tranne voi?
• Quando commettete degli errori, ve ne assumete la responsabilità e fate tutto ciò che è in vostro potere per porvi rimedio riparando il danno arrecato, oppure vi mettete subito a cercare qualcun altro da biasimare? Siete pronti a perdonare gli errori altrui quanto sperate che lo siano gli altri con i vostri?
• Indipendentemente dalla vostra età, quando è stata l’ultima volta in cui vi siete sforzati di imparare qualcosa?
• Indipendentemente dalla vostra età, dedicate lo stesso impegno quotidiano alla vostra salute mentale, a quella fisica e a quella spirituale?
• Quante volte vi fermate ad ascoltare, e a ringraziare, la Saggezza Suprema e gli assistenti spirituali dell’Aldilà che non vi lasciano mai soli, neanche nei periodi bui in cui voi li abbandonate?
I miei assistiti mi chiedono spesso di riportare la loro vita sulla pista giusta, il che significa naturalmente farli tornare in sincronia con il loro piano vitale. Una delle mie pazienti preferite era Pam, una ragazza madre trentenne che si era vista costretta a lavorare come spogliarellista per sbarcare il lunario. Io non ho nulla contro le spogliarelliste. Il problema era che Pam detestava ogni minuto di quel lavoro, sapeva che era una scelta sbagliata per lei, e voleva che la guidassi verso una direzione più felice. La risposta mi giunse chiara. «Devi scrivere libri per l’infanzia.» Lei era scioccata. Amava i bambini ma non aveva mai provato a scrivere per loro, anzi non ci aveva neanche mai pensato. Ma ero così sicura che Pam promise che avrebbe fatto un tentativo e mi avrebbe informato degli sviluppi.
Mi chiamò sei mesi dopo. Aveva scritto parecchi libri per bambini e nessuno era ancora stato pubblicato. Ma un agente letterario si era interessato al suo lavoro, e poi a lei: i due si erano perdutamente innamorati e stavano progettando di sposarsi. Nel frattempo, la sua carriera di spogliarellista si era definitivamente conclusa.
Un esempio significativo del fatto che ritrovare la strada indicata dalla vostra carta porta con sé ogni sorta di inattesa ricompensa.
La domanda che mi viene posta più spesso durante i consulti è: «Qual è lo scopo della mia vita?». L’esistenza è già così complessa, ma noi tendiamo a complicare ulteriormente la risposta a quell’interrogativo. Ma ecco la risposta più semplice, adatta a tutti noi, malgrado le differenze tra i nostri piani vitali:
Ama Dio,fa’ del bene,quindi taci e vai a Casa.
4. Successo
Perdonatemi se dico una cosa ovvia, ma la principale ragione per cui gli uomini temono il successo è la paura che venga loro sottratto. Ecco perché alcune persone si aggrappano al proprio fallimento: almeno, quando toccano il fondo, hanno il conforto di sapere che possono solamente risalire.
È veramente triste vedere quanto siamo spaventati dal successo. Se non mi credete, chiedetevi che cosa vi risulta più facile: raccontare a qualcuno che vi è capitato qualcosa di bello o qualcosa di brutto? E quando riferite di un periodo positivo che state vivendo, non toccate...
Indice dei contenuti
- Copertina
- di Sylvia Browne
- Messaggi dall'aldilà
- Prefazione
- Nota per il lettore
- I. Un aiuto dall’Aldilà: i nostri Angeli e i nostri Spiriti Guida
- II. Magia e miracoli quotidiani: come scoprire e creare la gioia nella vostra vita
- III. La vostra vita personale: una visione medianica delle relazioni e della famiglia
- IV. La vostra salute: consigli medianici per la mente e il corpo
- V. Vita dopo vita: come scoprire le vostre esistenze precedenti
- VI. Presenze: che cosa sono e come comportarsi
- VII. Il Lato Oscuro: come proteggerci dal male che ci circonda
- VIII. Dieci cose di cui abbiamo paura e perché non dobbiamo temerle
- IX. Previsioni per il nuovo millennio
- Appendice. Affermazioni
- Copyright