Goodwill
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Goodwill

  1. 240 pagine
  2. Italian
  3. ePUB (disponibile su mobile)
  4. Disponibile su iOS e Android
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Informazioni su questo libro

Il romanzo ispirato a MERCY, il fumetto cult di Mirka Andolfo. In una livida alba di novembre del 1851, dopo un viaggio di sette mesi, i coloni approdano a quella che diverrà Seattle. Speranza, felicità e disperazione si mescolano alla pioggia che li inzuppa fino alle ossa.
È in questa comunità di uomini e donne volenterosi che nasce il piccolo Ambrosius Goodwill. La sua infanzia trascorre serena finché all'età di quattro anni, giocando nel bosco, il bambino sparisce.
Resta lontano da casa per una settimana. A nulla serve battere la foresta palmo a palmo, e il Viaggio di Conoscenza intrapreso dal grande sciamano indiano per ritrovare tracce del bambino non dà risposte rassicuranti. Poi, in una giornata di tempesta, Goodwill riappare sulla soglia di casa. Ma non è più il bambino spensierato di prima: sembra non soffrire la fame, il freddo, non sentire il sonno né provare emozioni.
E quando a Seattle cominciano ad accadere tragedie che coinvolgono tutta la comunità, si dice che sia proprio quel bambino a portare la sventura...

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Informazioni

Print ISBN
9788856683424
eBook ISBN
9788858527986
1

ACQUA

Prima dell’orrore ci furono tre cose: lamenti, carezze e lacrime.
Lamenti.
A bordo della Exact i pionieri erano spossati da una debolezza che disfaceva le ossa. Esausti dopo otto giorni in mare. La goletta aveva navigato a un ritmo incessante, nauseabondo, dentro un’aria sempre opaca. Il sole affondato in un cielo di piombo liquefatto.
I bambini a bordo piangevano, di continuo. Pallidi, sbattuti, nervosi.
I genitori non se la passavano meglio.
Ventiquattro corpi inzuppati da una pioggia gelida, inesauribile. La speranza e la felicità allagate nel nubifragio.
Ventiquattro anime salpate da Portland il 5 novembre 1851 per l’ultima tappa di un viaggio iniziato sette mesi prima.
La carovana di Arthur Denning, il capo spedizione, aveva lasciato l’Illinois il 10 aprile dello stesso anno. Avevano attraversato i territori americani da est a ovest lungo la cosiddetta “pista dell’Oregon”. Oltre tremila chilometri a bordo dei carri trainati da cavalli e coperti da teli bianchi.
Teli che sembravano vele di navi, tanto da meritarsi il soprannome di “golette delle praterie”.
Settimane e settimane in viaggio lungo sentieri che la primavera aveva asciugato. Seguendo i corsi dei fiumi per rifornirsi continuamente d’acqua. Con il terrore costante di essere attaccati dagli indiani.
E una volta era capitato.
Una domenica di inizio luglio.
Si erano accampati il giorno prima a pochi chilometri di distanza dalle American Falls, le imponenti cascate dell’Idaho. Il mattino dopo, passando lungo il fiume, avevano notato un grande accampamento di nativi. Forse una tribù Bannock. Gente pacifica.
Di solito.
Le donne della carovana avevano abbracciato i figli quando si erano accorte di una decina di indiani armati che attraversavano a piedi il fiume sotto la cascata.
Si erano piazzati davanti al convoglio dei carri. Cattive intenzioni mascherate dalla richiesta di commerciare. Henry Goodwill aveva detto ad Arthur di non fidarsi. E di non fermarsi.
Potenti schiocchi di redini e i cavalli avevano cominciato a galoppare.
Un attimo dopo, alle spalle della carovana si erano alzati sbuffi di fumo. Fischi di pallottole avevano squarciato l’aria nitida. I colpi non erano andati a segno, se non un paio. Avevano fatto volare schegge dal cassone dell’ultimo carro, quello della famiglia Bolen.
Nel suolo, dove si conficcavano i proiettili, comparivano nuvolette di polvere.
Gli uomini che guidavano i cinque carri avevano fatto schioccare ancora le briglie. Avevano spronato i cavalli. Gran confusione di urla che si perdevano nel vento, rumore di ruote che rotolavano veloci sul suolo, sbattendo contro i sassi, incespicando nelle buche. Altri guerrieri indiani stavano arrivando, correndo giù per il fiume verso l’imboccatura di una gola dove la carovana era diretta.
Se fossero arrivati prima gli indiani, i pionieri sarebbero stati in trappola.
Per fortuna i carri erano riusciti ad attraversare il torrente che scorreva in mezzo alla gola. Il capospedizione Arthur aveva ordinato di fermarsi.
Da lì avevano conquistato una posizione vantaggiosa per respingere gli assalitori. Gli uomini avevano imbracciato i fucili. Ma non c’era stato bisogno di sparare, i nativi si erano tenuti fuori bersaglio ed erano tornati indietro.
Fu il primo e ultimo incontro con gente mal disposta nei confronti dei coloni, per il resto del viaggio avevano incrociato solo tribù gentili e accoglienti.
Non si può dire lo stesso di quel mare su cui ondeggiava la loro imbarcazione nella livida alba di giovedì 13 novembre.
Scorbutico, inospitale.
La costa aveva un profilo brutale e, appena visibili attraverso il muro vaporoso di pioggia, rocce frastagliate e tronconi di scogli che sembravano zanne. Non perfette e smaltate, ma consumate. Marce. Spezzate. Sbucavano storte dal mare grigio con la promessa di dolorose collisioni.
Il capitano Folger, nonostante tutto, spingeva lo scafo della Exact tra le onde e in mezzo a quella dentatura minacciosa.
«Ci siamo, signori, di fronte a voi c’è Alki Point!» esclamò fiero, con la voce arrugginita dalla salsedine dei tanti viaggi in mare.
Carezze.
Fu allora che Jeanette istintivamente cinse il proprio ventre gonfio di vita e cominciò a lisciarlo di carezze. Sentiva che c’era qualcosa, in quel luogo, che non quadrava. Qualcosa di sbagliato animava i cupi promontori emergenti nella luce sbiadita del mattino.
Trattenne il respiro.
Il marito, Henry Goodwill, pensò fosse un’apnea dovuta alla contentezza. Spesso sbagliava nel decifrare i suoi stati d’animo, così non intuì il suo viscoso sentimento di terrore.
Jeanette Sarger sapeva che sarebbe stato un maschio. Lo sapeva fin dal primo istante. Si sarebbe chiamato Ambrosius. Un nome antico che significa “immortale”.
Eterno o meno, adesso era per lui che temeva. Per la tenera creatura che riposava nelle acque più placide del suo ventre. Quello che ora circondava con le braccia e carezzava lentamente, come se così facendo potesse erigere un muro di difesa contro il male annidato nel mondo.
In quel nuovo, antichissimo mondo.
Ma il male ha dita lunghe che arrivano ovunque, neanche fosse dotato delle ossa elastiche di un lurido ratto.
2

LACRIME

Le lacrime si mescolarono alla pioggia formando ragnatele trasparenti sui volti delle donne. Verso mezzogiorno, approfittando della bassa marea, i passeggeri della goletta scesero sulla spiaggia di Alki Point.
Il capitano Folger li salutò e ripartì verso le isole Queen Charlotte, dove sperava di trovare l’oro. Cosa che non avvenne mai.
A terra i pionieri s’imbatterono nella più pura desolazione. Si guardarono attorno. Non c’erano costruzioni, nemmeno un riparo.
Solo il sommesso vociare del vento e lo schiaffo delle onde sulla riva.
Jeanette rabbrividì, stretta nel suo lungo abito di percalle. Era l’unica ad avere un vestito così pregiato, le altre si accontentavano di tessuti grossolani.
«Che fine ha fatto tuo fratello, Arthur? Non doveva essere qui ad aspettarci?» chiese Carson Bolen, un giovane dai lineamenti scolpiti, fronte alta e mandibola decisa. Dava l’impressione di essere una statua che parlasse senza muovere le labbra.
Arthur non rispose, ma risalì con lo sguardo lungo la riva.
Nulla.
Ai loro piedi, tutti i beni che avevano portato e protetto nel lungo viaggio. I bambini reclamavano cibo. I più piccoli strepitavano, impossibili da calmare. Fradicie, spossate, disperate, le donne si sedettero su un tronco grosso e cominciarono a piangere.
Lacrime.
Inzuppate di lacrime, maledissero il giorno in cui avevano abbandonato le loro terre natali.
Ma non Jeanette, lei non si abbandonò alla disperazione e al pianto. Si avvicinò di più al marito e sussurrò: «Che facciamo, Henry?».
Henry Goodwill non era tipo da perdersi d’animo. Aveva deciso di attraversare l’America da parte a parte perché era convinto che avrebbero fatto fortuna. Aveva i mezzi per potersi arricchire e un buon fiuto per gli affari.
E soprattutto aveva un bambino in arrivo (lui si fidava di Jeanette e si era facilmente convinto che sarebbe stato un maschio: Ambrosius).
Non poteva arrendersi.
«Andiamo a cercare David e John» rispose, esortando gli altri. «Non possono essere distanti. Avranno eretto la capanna un po’ più all’interno.»
David Denning, fratello minore di Arthur, e John Lowery erano partiti a settembre con il loro amico Lee per raggiungere Alki Point e preparare il terreno alla venuta del resto del gruppo. Avrebbero dovuto costruire la capanna di legno da usare come rifugio per accogliere l’arrivo della carovana.
A ottobre Lee era tornato indietro per comunicare ad Arthur e agli altri che si poteva partire per lo stretto di Puget.
«Lee, facci strada, sei l’unico che conosce questi posti» disse il capospedizione.
Lui si limitò ad annuire e si avviò. Henry, Arthur, Charles e Carson lo seguirono.
William Dell restò con le donne e i bambini.
Il capanno c’era e a scorgerlo fu proprio Lee.
Il tetto era incompleto. “Strano” pensarono un po’ tutti. Henry aprì la bocca per dire qualcosa. Non venne fuori nulla.
La pioggia stava cessando, mentre cresceva nei cinque uomini un certo disagio. Quello stesso che aveva avvertito Jeanette entrando nella baia: la sensazione che qualcosa fosse fuori posto.
Calpestarono l’erba bagnata a passi decisi. Uno vicino all’altro.
A osservare la baracca in legno si aveva l’impressione che i lavori fossero cessati all’improvviso.
La porta sbilenca cigolava sui cardini, aprendosi e ...

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. Frontespizio
  3. 1. ACQUA
  4. 2. LACRIME
  5. 3. CRISALIDE
  6. 4. PRESENTIMENTO
  7. 5. PROFEZIA
  8. 6. VOCE
  9. 7. CAVERNA
  10. 8. TUONO
  11. 9. VELE
  12. 10. SANGUE
  13. 11. PIOGGIA
  14. 12. BOSCO
  15. 13. PROMESSA
  16. 14. DISPERAZIONE
  17. 15. SUDORE
  18. 16. NAWEL
  19. 17. RITORNO
  20. 18. FORTUNA
  21. 19. FAME
  22. 20. FIGLIO
  23. 21. GERMOGLI
  24. 22. SCONOSCIUTI
  25. 23. PASSI
  26. 24. VOLTO
  27. 25. RICORDI
  28. 26. LUPI
  29. 27. ALBINA
  30. 28. FEBBRE
  31. 29. NERO
  32. 30. COLPI
  33. 31. PATTO
  34. 32. INGANNO
  35. 33. SORELLE
  36. 34. VELENO
  37. 35. WOODSBURGH
  38. 36. AMEN
  39. 37. COLTELLO
  40. 38. CASA
  41. 39. FATTORIA
  42. 40. SEGNI
  43. 41. GRACE
  44. 42. GIAGUARO
  45. 43. NODI
  46. 44. MANI
  47. 45. PASSI
  48. 46. TENTAZIONI
  49. 47. BIANCO
  50. 48. SILENZIO
  51. 49. CASTIGO
  52. 50. BESTIA
  53. 51. DOLORE
  54. 52. CUORE
  55. 53. BENEDIZIONE
  56. 54. SCERIFFO
  57. 55. STRADE
  58. 56. GOODWILL
  59. 57. MORTI
  60. 58. PIOGGIA
  61. Ringraziamenti
  62. Copyright