
- 176 pagine
- Italian
- ePUB (disponibile su mobile)
- Disponibile su iOS e Android
eBook - ePub
Sette giorni da strega
Informazioni su questo libro
Elsa accetta di occuparsi della misteriosa casa di Magenta Sharp, nota strega, con l'idea di raggranellare qualche soldino ed evadere dalle noiose faccende di famiglia. Con un corvo parlante e un cane pulcioso per compagnia, una torre magica dotata di volontà propria e un libro di istruzioni intitolato Tutto quello che c'è da sapere, che cosa potrebbe mai andare storto?
Domande frequenti
Sì, puoi annullare l'abbonamento in qualsiasi momento dalla sezione Abbonamento nelle impostazioni del tuo account sul sito web di Perlego. L'abbonamento rimarrà attivo fino alla fine del periodo di fatturazione in corso. Scopri come annullare l'abbonamento.
No, i libri non possono essere scaricati come file esterni, ad esempio in formato PDF, per essere utilizzati al di fuori di Perlego. Tuttavia, puoi scaricarli nell'app Perlego per leggerli offline su smartphone o tablet. Per maggiori informazioni, clicca qui.
Perlego offre due piani: Essential e Complete
- Essential è l'ideale per studenti e professionisti che amano esplorare un'ampia gamma di argomenti. Accedi alla libreria Essential, che include oltre 800.000 titoli di comprovata qualità e bestseller in vari settori, tra cui business, crescita personale e discipline umanistiche. Include tempo di lettura illimitato e voce standard per la sintesi vocale.
- Complete: perfetto per studenti e ricercatori esperti che necessitano di un accesso completo e illimitato. Accedi a oltre 1,4 milioni di libri su centinaia di argomenti, inclusi titoli accademici e specialistici. Il piano Complete include anche funzionalità avanzate come la sintesi vocale premium e l'assistente di ricerca.
Perlego è un servizio di abbonamento a testi accademici, che ti permette di accedere a un'intera libreria online a un prezzo inferiore rispetto a quello che pagheresti per acquistare un singolo libro al mese. Con oltre 1 milione di testi suddivisi in più di 1.000 categorie, troverai sicuramente ciò che fa per te! Per maggiori informazioni, clicca qui.
Cerca l'icona Sintesi vocale nel prossimo libro che leggerai per verificare se è possibile riprodurre l'audio. Questo strumento permette di leggere il testo a voce alta, evidenziandolo man mano che la lettura procede. Puoi aumentare o diminuire la velocità della sintesi vocale, oppure sospendere la riproduzione. Per maggiori informazioni, clicca qui.
Sì! Puoi utilizzare l'app di Perlego su dispositivi iOS o Android per leggere quando e dove vuoi, anche offline. È perfetta per gli spostamenti quotidiani o quando sei in viaggio.
I dispositivi con iOS 13 e Android 7 o versioni precedenti non sono supportati. Scopri di più su come utilizzare l'app.
I dispositivi con iOS 13 e Android 7 o versioni precedenti non sono supportati. Scopri di più su come utilizzare l'app.
Sì, puoi accedere a Sette giorni da strega di Kaye Umansky in formato PDF e/o ePub. Scopri oltre 1 milione di libri disponibili nel nostro catalogo.
Informazioni
Editore
EDIZIONI PIEMMEAnno
2021Print ISBN
9788856665611eBook ISBN
97888585268281
Arriva la strega

Il giorno in cui la strega piombò in città, Elsa Pickle era impegnata a badare al negozio di famiglia.
La città si chiamava Pontepiccolo, perché era piccola e aveva un ponte. Questo attraversava un pigro corso d’acqua chiamato il Rivoletto. E, come il fiume, anche la vita a Pontepiccolo scorreva con tranquilla monotonia. Era una cittadina noiosa, dove la gente andava a letto presto perché non c’era molto altro da fare.
Il negozio si trovava poco lontano dalla via principale, in fondo a un vicolo, ed era chiamato con una certa pomposità Emporio Pickle, sebbene non avesse niente di pomposo. Per la verità era un posto buio e squallido che vendeva robetta da quattro soldi. Colini per il tè. Secchi. Candele. Lucido da scarpe. Graffette. Il registratore di cassa non tintinnava spesso. In realtà, la maggior parte della gente entrava solo per fare due chiacchiere e non spendeva neanche un centesimo. Certe settimane si guadagnava a stento un piatto di minestra da mettere in tavola.
Quel giorno era un sabato pieno di sole. La via principale era affollata di persone che facevano spese, carrozzine, bambini, polli e qualche maiale vagante.
E nel bel mezzo di tutto stava spaparanzato il cane randagio di Pontepiccolo, occupato a fare inciampare la gente e a godersi il sole mattutino.
Gli affari dell’emporio stavano andando, come al solito, a gonfie vele. Elsa aveva venduto un laccio da scarpe. Suo papà uno straccio per pavimenti. E, tra tutti e due, si erano sorbiti un bel po’ di lamentele a proposito di schiene doloranti e vicini seccanti. Insomma, un altro giorno di vendite fiacche e orecchie intontite. Ordinaria amministrazione.


Ma poi…
L’orologio del Municipio batté dodici colpi. Mezzogiorno.
E mentre l’ultimo rintocco svaniva nell’aria…
Tutto cambiò all’improvviso!
Sulla città calò un vento arrivato da chissà dove che fece volare in aria i cappelli e sparpagliò le cartacce sulle strade lastricate. Non era una brezza estiva: era un ventaccio impetuoso. Di quelli che sradicano gli alberi e ribaltano i comignoli.
La strada si svuotò in un baleno, mentre tutti correvano al riparo tenendosi giù la gonna e afferrando l’ombrello. I negozianti chiusero a fatica le saracinesche. I bambini furono richiamati in casa. Le porte sbatterono con violenza. Il cane randagio sparì dalla circolazione. Sembrava una di quelle scene western in cui il pistolero arriva in città e tutti scappano a nascondersi.
– Ma guarda – commentò il papà di Elsa. – Il tempo è cambiato. Dubito che arriveranno altri clienti. Quasi quasi vado a riposare le gambe cinque minuti.

– Metto il cartello CHIUSO? – domandò Elsa.
– No di certo. Ricorda la Regola n. 8 del Servizio Clienti: Tieni aperto il negozio il più possibile. Te la caverai, vero? Facci diventare ricchi, tesoro.
«Magari!» pensò Elsa, mentre il papà saliva stancamente al piano di sopra.
Tutto quello di cui avrebbero avuto bisogno era un cliente ricco con la passione per la robetta da quattro soldi. Anche se, a pensarci bene, Elsa dubitava seriamente che tutta la merce dell’emporio valesse qualcosa.
Fuori, il vento continuava a infuriare nelle strade deserte, in cerca di cose da sbatacchiare. Ricco o povero che fosse, nessun cliente si sarebbe azzardato a uscire con quel tempo burrascoso e balzano.
Elsa si lasciò sfuggire un sospiro. Voleva un mondo di bene a mamma e papà e ai suoi tre fratellini, Arthy, Toby e il piccolo Todd. E non le pesava affatto lavorare nel negozio. Ma a volte avrebbe desiderato una vita un pochino più emozionante, come nei romanzi.
Adorava leggere. Aveva divorato quasi tutti i libri della minuscola biblioteca di Pontepiccolo. Non poteva prenderli in prestito perché i fratellini li avrebbero sciupati, ma conosceva a memoria le storie più belle.
Naturalmente, nei racconti, era quasi sempre il figlio minore a vivere le grandi avventure e a conquistare il tesoro. Le ragazze, di solito, si limitavano a ballare o a dormire, ingannando il tempo in attesa di un principe che arrivasse a salvarle, e alla fine si sposavano in vaporosi abiti bianchi e scarpette eleganti. Nessuna lavorava in un negozio.
Con un salto, Elsa si mise seduta sul bancone e contemplò tristemente i suoi vecchi stivaletti malconci. Fantasticò di avere ai piedi un paio di scarpe bellissime. Blu, con i fiocchetti. Ne aveva giusto adocchiato un paio perfetto nella vetrina del calzolaio. Tra poco sarebbe arrivata la festa del Calendimaggio e a Pontepiccolo ci sarebbe stata, come sempre, una sfilata con balli e musica. Oh, quanto le sarebbero piaciute quelle scarpette blu! Purtroppo era un sogno impossibile. A differenza delle principesse dei libri, Elsa non poteva permettersele.
«Comunque, sognare non ha mai fatto male a nessuno» pensò.
In quel momento si sentì un colpetto secco e sonoro alla finestra. Elsa alzò lo sguardo.
Ed eccola là. La strega. Che la fissava attraverso il vetro. Due occhi verdi in un viso pallido. Una cornice arruffata di ciocche ramate scompigliate dal vento.

Per un interminabile istante, la donna sostenne lo sguardo spaventato di Elsa.

Poi sparì.
Sbam! La porta si spalancò di colpo! Il vecchio campanello arrugginito finì a terra in mille pezzi! Il vento s’infilò nella porta, fece il giro del negozio, non vide niente che lo interessava e uscì ululando.
E, all’improvviso, la strega era davanti a lei.
Elsa ne aveva sentite di cotte e di crude su quella strana cliente.
Il suo nome era Magenta Sharp, ma per gli abitanti del villaggio era la Strega Rossa. Per tre motivi:
1. I capelli rossi

2. I guanti rossi da cui non si separava mai
3. Il mantello rosso abbinato agli stivali a punta
Comunque, anche se non fosse stata una strega, la gente avrebbe spettegolato lo stesso perché non era nata e cresciuta a Pontepiccolo e questo la rendeva un po’ sospetta. Veniva raramente in città, solo quando aveva bisogno di risuolare uno stivale o di comprare un paio di calzini: quel genere di commissioni barbose che si cerca di rimandare il più possibile. E non faceva granché per rendersi simpatica. Arrivava e ripartiva in un lampo, infischiandosene di tutti e battendo il piede in terra spazientita se la facevano aspettare.
Ogni volta si portava dietro il maltempo. Nevicate improvvise, grandinate, nebbia da tagliare con il coltello. Tempo molesto per cui la gente non era mai vestita in modo adatto. I più tradizionalisti, poi, vedevano di malocchio quei suoi abiti rossi tremendamente pacchiani. Non andava in giro vestita di stracci neri e con il tradizionale cappello a punta come ogni fattucchiera che si rispetti. Mai uno sghignazzo. Niente bitorzoli sul naso. Neanche l’ombra di una scopa. Era diversa. Strana. Sgradita.
Si diceva che vivesse in una torre nel cuore della foresta chiamata Selva Sbilenca, ma nessuno l’aveva mai vista. Tutti evitavano la foresta come la peste. Si estendeva fino ai confini della cittadina ed era vasta, antica e vagamente spaventosa. Uno di quei posti che potrebbero nascondere chissà quali oscuri segreti.
Sulla torre correvano tante voci. Chi diceva che fosse di vetro. Chi di ghiaccio. Chi di marmo. Dicevano che era impossibile da trovare e, se questo era vero, ovviamente nessuno poteva avere la più pallida idea del suo aspetto. Ma ogni volta che Elsa lo faceva notare, gli altri alzavano le spalle e rispondevano con aria eloquente: «Sì, però…».
A ogni modo, a Elsa non importava un bel niente di tutto questo. L’unica cosa che le interessava era che nel negozio fosse entrato un potenziale cliente.
Così saltò giù dal bancone, prese posto alla cassa e, sfoggiando un sorriso cordiale, chiese allegramente: – In cosa posso servirla?
Indice dei contenuti
- Copertina
- Frontespizio
- 1. Arriva la strega
- 2. Chiunque può farlo
- 3. Selva Sbilenca
- 4. Tutto quello che c’è da sapere
- 5. Code
- 6. Silvina Mantoverde
- 7. Esplorando la torre
- 8. Nuovi visitatori
- 9. Il filtro d’amore
- 10. Tre giorni meravigliosi
- 11. Torta
- 12. L’accampamento dei taglialegna
- 13. Tre piccoli incantesimi
- 14. Casa
- Ringraziamenti
- Copyright