Il club delle nonne
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Il club delle nonne

  1. 176 pagine
  2. Italian
  3. ePUB (disponibile su mobile)
  4. Disponibile su iOS e Android
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Il club delle nonne

Informazioni su questo libro

Le nonne, si sa, sono sempre organizzate, hanno cento soluzioni in tasca e quando c'è bisogno di loro non dicono mai di no.
Camminano un sacco, o sfrecciano in sedia a rotelle, e anche con le stampelle riescono sempre ad andare dove pare a loro. Sanno destreggiarsi tra mille impegni di famiglia (i mariti, spesso intenti a seguire i cantieri della città; i figli, che non resistono alla tentazione di dir sempre alle madri cosa fare; i nipoti, a volte pestiferi ma sempre adorati) e non perdono mai la calma.
Ma per poter fare tutto questo, le nonne custodiscono un segreto, tramandato da centinaia di anni. Evitate di fare troppe domande: forse non vi piacerebbe sapere la risposta. E non pensate di pedinarle per scoprirlo: se si arrabbiano, sono guai per tutti!

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Informazioni

Print ISBN
9788856680393
eBook ISBN
9788858527214

Un mondo in fermento

Il calendario scolastico della scuola primaria prevedeva lezioni dal lunedì al venerdì: il sabato era giornata libera.
Il sabato era anche giornata di mercato, in città.
Ma il sabato era soprattutto una giornata molto amata dai bambini: la maggior parte di loro andava con i genitori a passeggiare tra le bancarelle per fare la spesa, incontrare amici e divertirsi.
Quel sabato, però, la situazione era un po’ diversa.
Il sole illuminava la piazza del mercato e faceva scintillare le tende colorate. Ma la gente sembrava prestare meno attenzione del solito alle bancarelle: gli adulti si fermavano continuamente a parlare, a gruppetti, come se non avessero altro da fare. Di cosa parlavano? Di nonne, ovviamente.
Mentre gli adulti parlavano, i commercianti commerciavano e gli uccellini cinguettavano in cielo, i bambini decisero di giocare a rincorrersi. Correvano e ridevano che era un piacere sentirli. Erano Ottavio, Giulietto, Filippo, Arianna, Elisa, Martino e Sara.
Ogni tanto si levava pure qualche urletto di gioia e tutto filava liscio.
Filippo si stava divertendo tantissimo in un inseguimento che gli tagliava il fiato. Per fermarlo, Arianna gli fece uno sgambetto.
– Sei impazzita?! – si meravigliò lui, quando riuscì ad alzarsi dopo il ruzzolone.
Ma Arianna, all’improvviso serissima, stava indicando qualcosa con un dito. Ottavio si voltò in quella direzione. Un uomo alto e una donna castana più bassa, vestiti di blu, stavano a pochi passi da una nonnetta che avanzava con il bastone e, intanto, parlottavano tra loro.
– Sono i due soliti loschi figuri! – osservò Ottavio.
Anche gli altri bambini li riconobbero, perché Arianna ne aveva davvero disegnato l’identikit e siccome in disegno era ferrata, le era riuscito molto somigliante.
Ottavio aggrottò la fronte e si concentrò più che gli riusciva, e gli venne un’idea: – Diciamo ai nostri genitori che andiamo a cercare mio nonno al cantiere qui dietro l’angolo… e invece seguiamo quei due.
Ma per allontanarsi da soli non bastava quel pretesto. Era necessario aprire una trattativa con i genitori e dare quelle inossidabili garanzie che qualsiasi giovane avventuriero deve poter fornire per assicurare a se stesso e agli altri di non incappare in trappole visibili e tranelli invisibili.
La mamma di Ottavio e il papà di Arianna ascoltarono la richiesta dei bambini e cominciarono a dire quel che ogni genitore giustamente direbbe.
– State attenti!
– Se per caso il nonno non fosse più lì, tornate subito indietro!
– Fate i bravi.
– Tenetevi d’occhio l’una con l’altro.
– Non date retta agli sconosciuti!
– Correte ad avvertirci se serve qualcosa!
I genitori stavano ancora elencando raccomandazioni e i bambini già stavano correndo.
A pilotare l’inseguimento era Arianna, ma Ottavio si sentiva il vero stratega: – Non fissarli! Facciamo finta di giocare.
– Con che cosa giochiamo? – chiese Arianna.
A Ottavio venne un’idea che giudicò geniale: – Prendiamo a calci un sasso!
– Fa male dare calci ai sassi! – notò Arianna. – E poi è una cosa da maleducati.
Ottavio alzò gli occhi al cielo: – A volte mi ricordi mia nonna Bice.
Ma conosceva bene Arianna e sapeva che ostinarsi contro di lei non sarebbe servito a nulla. Se fosse stata un’altra amica a rispondergli così si sarebbe spazientito, invece con lei si trattenne e disse solo: – Vuoi seguire quei due ladri di vecchiette o no?!
– E va bene… – acconsentì Arianna. – Per una volta, hai ragione. Però adesso zitto e andiamo.
I bambini non persero d’occhio la losca coppia nemmeno quando si mescolò al fitto andirivieni dei passanti. Quando uscì dalla ressa, la coppia in blu aveva cambiato bersaglio e in quel momento era intenta a seguire una nonnetta arzilla che camminava a passo spedito e testa alta.
Era Manon, socia storica del Club, e proprio là stava andando, sebbene percorrendo la via più lunga e meno logica, che includeva parecchi giri a vuoto attorno a piazze, piazzole e incroci. Da parecchie settimane non usciva di casa per colpa di una brutta sciatalgia e zoppicava ancora un po’: per questo quei due l’avevano fiutata come una preda facile.
Dunque, Manon camminava piano, seguita dai due loschi figuri, a loro volta tampinati dalla abile coppia investigativa composta da Arianna e Ottavio. Fu in quella formazione che arrivarono nei pressi della villa abbandonata.
I due figuri in blu entrarono in allerta, come un predatore che capisce che la preda è molto più sostanziosa di quanto pensasse.
I bambini si bloccarono, spaventati.
– La villa abbandonata… – sussurrò Arianna.
– È infestata di fantasmi! – mormorò Ottavio.
– Io lì non mi avvicino – garantì Arianna.
Esitarono, incerti sul da farsi. Erano coraggiosi, certo, ma anche il più coraggioso dei bambini avrebbe sentito le gambe farsi molli sapendo tutto quello che si diceva di quella grande casa dall’aria sinistra.
La tentazione di tornare indietro era forte.
– Ciao ragazzi!
I due avevano i nervi a fior di pelle e quel grido li fece scattare come molle e strillare come cardini arrugginiti.
– Che cosa vi prende?
I bambini si voltarono e con un sospiro di sollievo Ottavio disse: – Nonno, non sei a vedere i cantieri stamattina?
Silvio sorrise benevolo: – Ho incontrato il mio amico Marcolino, qui, e stavamo andando a prendere un caffè.
Marcolino sorrise e chiese: – E voi dove state andando? Siete soli?
Un silenzio glaciale accolse la domanda, poi Arianna si fece forza e in un sussurro disse: – Ci sono un uomo e una donna che inseguono le nonne…
Ottavio aggiunse il resto: – Arianna li aveva già notati nei giorni scorsi e ne aveva anche fatto l’identikit!
L’amica continuò: – Le inseguono perché le vogliono imbrogliare. Me lo ha spiegato il mio papà!
– Guardateli! – urlò allora Ottavio. – Sono laggiù, stanno suonando alla villa abbandonata!
Mentre Silvio stava ancora valutando come fosse meglio comportarsi, Marcolino reagì: – Andiamo a fermarli!
Si mossero tutti insieme.
E fu l’inizio di un evento spettacolare.

Tutti insieme!

L’uomo e la donna loschi e vestiti di blu arrivarono davanti al cancello dove avevano visto sparire la loro preda.
Manon in effetti aveva scelto l’ingresso principale, perché era il più comodo. Da tutti gli altri passaggi bisognava sgambettare tra cespugli e aiuole incolte, mentre quello lì si affacciava su un viale pieno di sterpaglie ma molto più accessibile. Non bisogna fargliene una colpa, era convalescente!
Fu la donna losca in blu a suonare, e lo fece con vigore: appoggiò il pollice al citofono dall’aria antica e lo tenne fisso in posizione per mezzo minuto abbondante.
Il trillo echeggiò per la villa.
Le nonne tacquero tutte contemporaneamente. Erano abituate ai trilli a tradimento, ma non al fatto che durasse come l’anno della fame (quello che sembra non finire mai). All’inizio si sentirono, come al solito, indispettite, ma presto l’irritazione si venò di una sfumatura di spavento.
Teresina provvide a proiettare l’immagine riprodotta dal videocitofono sul megaschermo e il ghigno della coppia sospetta si ingigantì. La distorsione dell’immagine dava ai due un’espressione particolarmente antipatica. Vedendoli, tutte le socie esplosero in esclamazioni di rabbia e furore. In primo luogo, erano infastidite dalla presenza di estranei nella loro Sede. In secondo luogo, era ormai chiaro che quei due non avessero buone intenzioni.
Poi però Teresina ebbe un’idea e propose: – Facciamoli entrare… e divertiamoci!
– Sììì – rispose un coro selvaggio di voci da nonna.
Fu così che Teresina premette il pulsante di apertura del cancello…
La coppia fu presa in contropiede. Avevano suonato talmente tante volte che ormai lo facevano più per abitudine e curiosità che per la convinzione che qualcuna del...

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. Frontespizio
  3. Il Club delle Nonne
  4. Ho visto una cosa incredibile!
  5. Una grande casa abbandonata
  6. La grande casa vista da dentro
  7. Un piano interessante
  8. Una nuova socia
  9. La Cerimonia di Ammissione
  10. Chi è?
  11. Cattive notizie
  12. Una mattina da nonni
  13. Che assemblea!
  14. Bugiardi e sbugiardati
  15. Ah, i figli!
  16. In missione!
  17. Viva le nonne!
  18. Finalmente venerdì
  19. Viaaa!
  20. Andiamo!
  21. Da dove cominciare
  22. È permesso?
  23. Poco non basta
  24. E adesso?
  25. Ecco chi arriva!
  26. Nuova destinazione
  27. Una nuova tappa
  28. Circondate!
  29. Dopo…
  30. Pronte per una nuova avventura…
  31. Un mondo in fermento
  32. Tutti insieme!
  33. Dentro la casa
  34. Un posto abbandonato
  35. Intanto…
  36. La fondazione del Club delle Nonne
  37. Copyright