Allarme a Strambosco, il bosco più strambo che ci sia: qualcuno ha rubato il fiume Rut! Le acque frizzanti del torrente sono svanite nel nulla e il mitico Frizzolago non frizza più. Tuffy, la lontra che non sa nuotare, è decisa a scoprire che fine ha fatto il Rut e con lei c'è tutta la banda di bislacchi animali. Setolo, il cinghiale maniaco della pulizia, e Vertigo, lo scoiattolo che soffre di vertigini, sospettano che la fabbrica di acqua effervescente giù a Valle Fumosa c'entri qualcosa e hanno già uno sgangheratissimo piano... Animalazzi, all'attacco!

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Gli animali di Strambosco - Il furto del Rut
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9788856680430
CAPITOLO 1
La lontra Tuffy è distesa sul Tronco Pontile, un vecchio albero caduto sul lago. Quello è il suo punto di pesca preferito. Sta aspettando le carpe boa, dei pesci grassottelli che nuotano a pelo d’acqua. Il suo piano è semplice: afferrarle rimanendo… all’asciutto! Già, perché a Strambosco è così. Qui tutto è il contrario di tutto e le stranezze sono all’ordine del giorno. Così ecco la lontra che non sa nuotare.
Oggi, però, Tuffy non ha ancora visto nessun pesce.
«Dove sono finiti?» si chiede mordendosi le unghie.
Si alza sulle zampe posteriori e scruta il lago. Niente, le carpe boa proprio non si vedono.
Alle sue spalle, il cinghiale Setolo arriva dal bosco trottando.
– Ciao, Tuffy, come va? – chiede specchiandosi nel lago e pulendosi le setole con gli zoccoletti. D’altra parte lui è il cinghiale che non sopporta di sporcarsi!
– Male! – risponde la lontra mogia. – Le carpe boa sono sparite.
– Sparite? – si stupisce il cinghiale.
– Sì, sono qui dall’alba e non ne ho avvistata nemmeno una. E lo sai anche tu che nuotano a galla, è impossibile non vederle!
– Forse sono… come si dice? Migrate? – suggerisce Setolo. – Se vuoi andiamo a vedere al fiume Golasecca. Ero venuto al lago per farmi un bagno e rimettermi in piega il ciuffo… ma ora che mi guardo, devo ammettere che sono già bellissimo così – dice strizzando l’occhio al proprio riflesso nell’acqua.
I due raggiungono il punto in cui dal Frizzolago, il lago di Strambosco con l’acqua leggermente frizzante, esce il tumultuoso fiume Golasecca. Seguono il suo corso verso est e attraversano un bosco di salici ridenti con i rami rivolti all’insù. Perché a Strambosco tutto è il contrario di tutto. Così ecco un fiume pienissimo d’acqua che si chiama Golasecca e i salici che invece di piangere… ridono!
– Niente carpe boa nemmeno qui – sospira la lontra scrutando il fiume.
I due animali proseguono lungo il Golasecca, fino alla cascata chiamata Tuffo dei Salmoni. Siamo a Strambosco, no? Qui i salmoni si tuffano dalle cascate invece che risalirle!
– Ehi, guarda! Ecco laggiù i salmoni – indica Setolo.
– Accidentici! – esclama Tuffy.

In effetti i pesci si lanciano giù pieni di eleganza e finiscono nella Pozza delle Rane Mute, un laghetto con l’acqua trasparente proprio sotto la cascata. Sulle sue sponde spuntano gli occhietti di alcune rane verdi intente a osservare i tuffi. Poi, silenziose, danno i voti alzando le lunghe dita.
– Chissà se si sono tuffate anche le carpe boa? – dice la lontra.
– Chiediamo alle rane mute – suggerisce Setolo.
Così, svelti scendono il ripido sentiero che porta al laghetto. Si avvicinano a una rana seduta su un sasso nero e umido.
– Hai visto le carpe boa?
La rana fa “no” con la testa.
– Sei proprio sicura?
La rana fa “sì” con la testa.
– Se le vedi ci avvisi?
D’improvviso la rana sbarra gli occhi e fa segno alla lontra di spostarsi. Un grosso salmone dal dorso rosso si sta lanciando proprio in quel momento dalla cima della cascata. Fa tre, anzi no, quattro capriole in aria, poi si immerge nella pozza. Ovviamente non fa quasi spruzzi.
Le rane si scambiano occhiate ammirate e alzano tutte le dita: punteggio massimo!
– Andiamocene – dice Setolo. – Queste hanno altro da fare.
– Forse le carpe boa si sono tuffate di notte quando le rane dormivano, e ora stanno nuotando verso il mare – riflette Tuffy. – Controlliamo anche alla foce del fiume?
– Ma è lontanissima e fa un caldo pazzesco! – protesta Setolo, asciugandosi la fronte con la zampa. – Sono già tutto sudato…
– Ti prego, vieni con me – insiste Tuffy.
– Amica mia, ti ho accompagnato volentieri fino a qui… ma il sudore sulla pelle proprio non lo sopporto – dice annusandosi le ascelle. – Torno al Frizzolago a farmi un bagno.
– Ho un’idea – dice la lontra saltellandogli dietro. – Chiediamo al falco Ceck di volare alla foce. Lui è velocissimo, ci arriverà in un attimo, no?
– Forse – risponde Setolo. – Ma conoscendo Ceck, ho paura che non sarà di grande aiuto…
CAPITOLO 2
Setolo e Tuffy tornano al Frizzolago e trovano Ceck appollaiato sul suo solito ramo. Si sta medicando un bernoccolo sulla fronte.
Tuffy gli spiega la situazione.
– Ti aiuterò! – esclama il falco, sgranchendosi le ali. – Niente sfugge alla mia vista! Proprio niente!
Setolo alza gli occhi al cielo. – Sì, come ...
Indice dei contenuti
- Copertina
- Frontespizio
- CAPITOLO 1
- CAPITOLO 2
- CAPITOLO 3
- CAPITOLO 4
- CAPITOLO 5
- CAPITOLO 6
- CAPITOLO 7
- CAPITOLO 8
- CAPITOLO 9
- CAPITOLO 10
- CAPITOLO 11
- CAPITOLO 12
- CAPITOLO 13
- CAPITOLO 14
- CAPITOLO 15
- CAPITOLO 16
- CAPITOLO 17
- CAPITOLO 18
- TRE DOMANDE A VERTIGO SU… RAY
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