A Strambosco tutto è il contrario di tutto, si sa, e gli animali che ci abitano sono proprio strambi. Così ecco la civetta che ha paura del buio, lo scoiattolo con le vertigini, un falco miope e un orsetto non lavatore. Oggi però la questione è seria e c'è da indagare: chi ha nascosto delle trappole nella radura Puntacqua, alle Paludi Fetenti, sul sentiero vicino al Frizzolago e chissà dove altro ancora? Se c'è da mettere in fuga un losco bracconiere, la stramba banda di Strambosco è pronta. Anche a usare armi... puzzolentissime. Animalazzi, all'attacco!

- 96 pagine
- Italian
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Gli animali di Strambosco - Arma letame
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9788856680423
CAPITOLO 1
Lo scoiattolo Vertigo è ai piedi di una grande quercia dalle foglie rosse e gialle. Con il naso all’insù, fissa imbambolato le enormi ghiande che pendono dai rami.
Sembrano dirgli: “Mangiami, mangiami”.
E infatti lo stomaco dello scoiattolo sta già borbottando!
– Ma quando arriva Ray? Non ci vedo più dalla fame! – dice con l’acquolina in bocca.
Si avvicina al tronco rugoso.
– Ora vado su – afferma deciso, facendosi coraggio.
Una zampa dopo l’altra, inizia ad arrampicarsi tra le pieghe della corteccia bruna. Ma appena lancia un’occhiata di sotto, ecco che gli gira la testa. Non solo: suda freddo!
– No, no, no, non ce la posso fare – dice tremando.
Così scende, le zampette che si muovono goffe per non cadere. Raggiunge di nuovo il tappeto di foglie secche e fa un sospiro di sollievo.
In quel momento un soffice battito d’ali attira la sua attenzione.
Poi un’ombra vola sopra la sua testa.
È la civetta Ray che si posa su un ramo della quercia! Scrolla le ali e dà un colpetto agli occhiali da sole sul suo becco. Ora sì che sono belli dritti.
– Per fortuna sei arrivata, senza di te non posso fare colazione – dice Vertigo. – Dov’eri?

– Bello mio, anch’io devo mangiare, ogni tanto – risponde Ray, acida come sempre. – Il mio cibo mica cresce sugli alberi come il tuo.
– Già, immagino che catturare topi non sia per niente facile – osserva Vertigo sfregandosi le zampe. – Ma anche raccogliere le ghiande… insomma, per me è una gran fatica.
– Sì, sì, lo so che soffri di vertigini – commenta la civetta sbuffando.
Perché a Strambosco è così. Qui tutto è il contrario di tutto e le stranezze sono all’ordine del giorno. Così ecco la civetta che ha paura del buio e lo scoiattolo con le vertigini.
Intanto Vertigo si passa la lingua sulle labbra. – Allora, vorrei quella ghianda sopra la tua testa – dice, e allunga una zampa indicando verso l’alto. – Poi quella che spunta dalla foglia giallina e… uhm, quella cicciotta su quel ramo là in fondo. E anche quella…
– Ehi, frena! Mica posso passare tutto il giorno a raccogliere ghiande!
– Dai, Ray, non farti pregare – dice Vertigo allargando le zampe. – Ricordati che mi devi un grande favore: se non ti avessi trovato quegli occhiali da sole, non potresti muoverti di giorno senza rimanere abbagliata di continuo.
La civetta scuote la testa, ma sa che l’amico scoiattolo ha ragione.
Ray, infatti, non va in giro di notte come gli altri esemplari della sua specie: il buio le fa una gran paura! Ma di giorno, con tutta quella luce non riuscirebbe a combinare niente. Meno male che sono spuntati quegli occhiali da sole…
– E va bene, ti aiuto – sbuffa infine Ray. – Però le ghiande le scelgo io.
CAPITOLO 2
Poco distante, il cinghiale Setolo sta facendo il bagno nel Frizzolago, il lago di Strambosco con l’acqua leggermente frizzante. Setolo sospira soddisfatto. Una piacevole brezza fa oscillare le verdi canne e increspa la superficie.
Poi torna a riva e si scrolla la pelliccia. Si passa uno zoccoletto sui peli del mantello e si blocca.
Un momento: sono più ispidi del solito!
– Così non va – brontola. – Ci vorrebbe un po’ di balsamo all’ortica, ma l’ho finito.
Si allunga verso il lago specchiandosi nell’acqua.
– Però! Anche senza balsamo sono un vero spettacolo! – aggiunge gonfiando il petto. – Ma quanto sono bello da dieci a dieci?
Poi fa un passo e sente qualcosa di melmoso avvolgergli la zampa.
– Aaah, che schifo! – urla.
Ha appena infilato uno zoccoletto in una pozza di fango. Svelto, si getta di nuovo nel lago tra mille spruzzi. Il fango proprio non lo sopporta, è più forte di lui. In realtà, Setolo non sopporta di sporcarsi con niente.
Perché a Strambosco è così. Qui tutto è il contrario di tutto. Così ecco il cinghiale che odia il fango e vuole farsi bello.
Setolo si sfrega la pelliccia con vigore e, quando è tutto pulito, esce dall’acqua. Poi si cosparge di porrotalco, una polvere profumata ottenuta dai porri selvatici, e si passa sulle zanne il fieno interdentale, un’erba sottile usata per pulirsi fra i denti. Infine, cerca un po’ di lumagel per lisciarsi le setole.
– Dove sono finite tutte le lumache? – si chiede guardandosi in giro.
Ec...
Indice dei contenuti
- Copertina
- Frontespizio
- CAPITOLO 1
- CAPITOLO 2
- CAPITOLO 3
- CAPITOLO 4
- CAPITOLO 5
- CAPITOLO 6
- CAPITOLO 7
- CAPITOLO 8
- CAPITOLO 9
- CAPITOLO 10
- CAPITOLO 11
- CAPITOLO 12
- CAPITOLO 13
- CAPITOLO 14
- CAPITOLO 15
- CAPITOLO 16
- TRE DOMANDE A VERTIGO SU… URSUS
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