L'albero di Molto Lontano - La Foresta Incantata
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L'albero di Molto Lontano - La Foresta Incantata

  1. 224 pagine
  2. Italian
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L'albero di Molto Lontano - La Foresta Incantata

Informazioni su questo libro

John, Beth e Frannie si sono appena trasferiti in una graziosa casetta di campagna, con le rose rampicanti e il caprifoglio sulla porta. Le loro giornate trascorrono tranquille fino al giorno in cui scoprono una foresta misteriosa, dove le foglie si raccontano segreti, e strane creature danzano leggere nelle notti di luna. Si tratta di gnomi, folletti, scoiattoli e altri personaggi incredibili, come la fata Setolina, l'Uomo Pentola o il buffo Faccia di Luna. E poi c'è il magico Albero di molto lontano dal quale, arrampicandosi fino alle nuvole, è possibile raggiungere luoghi sempre nuovi. Che cosa attenderà John, Beth e Frannie? L'imprevedibile Paesello Carosello o il gelido regno del Pupazzo di Neve? La scuola della maestra Rimbrotta o il mitico Paese dei Compleanni? Spinti da un'insaziabile curiosità, i tre fratelli vivranno avventure strabilianti (e più di qualche guaio), facendo di tutto per rientrare a casa in tempo... prima che mamma e papà si accorgano delle loro scorribande.

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Informazioni

Anno
2020
eBook ISBN
9788858525074
Print ISBN
9788856672244
1.

Una foresta magica

C’erano una volta tre bambini chiamati Joe, Beth e Frannie. Avevano sempre vissuto in città, ma un bel giorno il papà trovò lavoro in campagna, e loro si dovettero trasferire in tutta fretta.
– Andremo a vivere in campagna, evviva! – esclamò Joe. – Imparerò tutto su animali e uccelli.
– E io coglierò tutti i fiori che voglio – esultò Beth.
– Io avrò un giardino tutto per me – gioì Frannie.
Venne il giorno del trasloco e i tre fratelli non stavano più nella pelle. Un furgoncino si fermò davanti a casa, e due signori aiutarono mamma e papà a caricare le loro cose. Una volta riempito a dovere, il camioncino ripartì e i bambini indossarono cappotti e cappelli per andare in stazione a prendere il treno.
Joe annunciò: – Si parte!
Beth canticchiava: – Tutti in campagna, in campagna!
Frannie esclamò: – Magari vedremo le fate!
Il treno fischiò e uscì dalla stazione con un bel ciuf ciuf. I bambini schiacciarono i nasi contro il finestrino e osservarono case e camini sfrecciare via. Quanto odiavano la città! E come sarebbe stato bello trovarsi nella campagna, bella pulita, con i fiori che crescevano in ogni dove e gli uccelli che cantavano tra le siepi!
– Magari vivremo persino qualche avventura – aggiunse Joe. – Ci sono ruscelli e colline, campi sconfinati e boschi oscuri. Oooh, sarà bellissimo!
– Datemi retta: in campagna non avrete certo più avventure che in città – disse il padre, frenando gli entusiasmi. – Ho idea che la troverete noiosissima.
Però si sbagliava di grosso! Perché in campagna i nostri tre amici avrebbero vissuto tante, ma proprio tante avventure davvero meravigliose.
Giunsero infine in una minuscola stazione. Scesero dal treno, e un facchino dall’aria assonnata caricò le valigie su un carretto e disse che più tardi le avrebbe recapitate nella loro nuova casa. I bambini percorsero a piedi la stradina tortuosa che attraversava i campi chiacchierando ad alta voce.
– Chissà se avremo un giardino! – si domandò Frannie.
Fu una tale sfacchinata che dopo un po’ non riuscirono più a scambiarsi nemmeno una parola. La casetta si trovava a otto chilometri dalla stazione e, ahimè, il papà non poteva permettersi la macchina. Non c’era neppure un autobus, perciò i bambini furono costretti a trascinarsi a piedi, finché non desiderarono solo un bicchiere di latte caldo e un lettuccio comodo.
Poi finalmente arrivarono a destinazione e… Oh, santo cielo! Avevano camminato un sacco, ma ne era valsa la pena! La casetta era a dir poco incantevole, con tanto di rose rampicanti rosse, bianche e rosa e il caprifoglio che incorniciava la porta d’ingresso!
Il furgone era parcheggiato davanti a casa e i due signori stavano portando dentro i mobili. Il papà stava dando loro una mano, mentre la mamma andò ad accendere la stufa in cucina per preparare loro qualcosina di caldo.
Erano tutti così esausti da non riuscire a fare altro che sorseggiare latte bollente, mangiare pane tostato e buttarsi sui letti preparati alla buona.
Joe, assonnatissimo, guardò distrattamente fuori dalla finestra. Poco dopo le due sorelle si addormentarono nella loro cameretta, e anche lui crollò nella propria, che era ancor più piccola.
L’indomani si svegliarono e… Che meraviglia vedere il sole entrare da quelle strane finestre! Joe, Beth e Frannie si vestirono in un baleno. Poi uscirono nel piccolo giardino e si misero a correre nell’erba alta inspirando il profumo delle rose che sbocciavano tutt’intorno.
Per colazione la mamma aveva preparato delle uova, che i bambini divorarono con entusiasmo.
– Che bella la campagna! – esclamò Joe, ammirando dalla finestra le colline che si vedevano in lontananza.
– Perché non piantiamo qualcosa nell’orto? – propose Beth.
– Potremmo fare delle passeggiate straordinarie qua intorno – aggiunse Frannie.
Quel giorno tutti diedero una mano a sistemare la casa, perché l’indomani il papà sarebbe andato a lavorare. La mamma si augurò che qualcuno le commissionasse del bucato da fare, così da raggranellare qualche soldino per comprare delle galline… Allora sì che sarebbe stato fantastico!
Frannie, tutta contenta, propose: – Potrei raccogliere io le uova, mattina e sera.
E Joe chiese: – Che ne dite di fare un giretto qua intorno? Possiamo uscire, mamma?
– Certo! Sparite! – rispose la madre con il sorriso sulle labbra. E così i tre uscirono dal cancelletto bianco all’ingresso e si avviarono lungo il sentiero.
Partirono per un bel giro di ricognizione. Trovarono un campo con del trifoglio rosa circondato dalle api. Sguazzarono in un ruscello marroncino che schiamazzava sotto i salici inondati di sole.
Poi all’improvviso arrivarono in una foresta. Da lì si scorgeva il retro della loro casetta. Poteva essere un bosco come tanti, se non fosse stato che gli alberi avevano un verde più scuro del solito. Uno stretto fossato lo separava dal sentiero con l’erba alta.
– Una foresta! – esclamò Beth. – Potremmo farci dei picnic.
– A me sembra un po’ misteriosa –. Joe era pensieroso. – Non trovi, Beth?
– Be’, in effetti gli alberi sono molto fitti… A parte questo, però, sembrano come gli altri – rispose la sorella.
– Certo che no – replicò Frannie. – Le foglie fanno un rumore diverso. State a sentire!
Ascoltarono e… Frannie aveva ragione. In quella foresta le foglie non frusciavano come sugli altri alberi.
– Pare quasi che stiano parlando tra loro – osservò Beth. – Per… Per confidarsi dei segreti, ecco. Dei segreti che noi non possiamo capire.
– È una foresta magica! – esclamò d’un tratto Frannie.
Nessuno rispose. Rimasero lì fermi ad ascoltare. – Psss-psss-psss-psss – bisbigliavano gli alberi, chinandosi l’uno verso l’altro come si fa tra amici.
– Magari ci saranno anche fate e folletti – si augurò Beth. – Che ne dite? Saltiamo il fossato e proviamo a entrare?
– No – rispose Joe. – Potremmo perderci. Prima vediamo che cosa c’è intorno, poi proveremo ad addentrarci nella foresta. È molto vasta… e potrebbe essere pericolosa.
– Joe! Beth! Frannie! –. All’improvviso la voce della mamma li chiamò dalla loro casetta. – Tutti a tavola, coraggio!
D’un tratto i loro pancini cominciarono a brontolare… Che fame! Così lasciarono perdere quella strana foresta e tornarono a casa di corsa. La mamma aveva preparato del pane con la marmellata di fragole, e loro ne spazzolarono una pagnotta intera.
Il padre rientrò mentre stavano finendo di mangiare. Era andato a fare spese al villaggio, che distava cinque chilometri, e ora era stanco e affamato.
– Oooh, papà, abbiamo esplorato in lungo e in largo – raccontò Beth, versandogli una tazza di tè.
– E abbiamo trovato un bosco… Vedessi com’è bello! – aggiunse Joe. – Sembra che gli alberi parlino tra di loro, sai.
– Dev’essere la foresta di cui ho sentito parlare oggi – rispose il padre. – Ha un nome strano.
– Come si chiama? – domandò Joe, incuriosito.
– La chiamano… Uhm… Sì, la Foresta Incantata – rispose il padre. – La gente cerca di tenersene alla larga, sapete. È strano sentire cose del genere, e immagino che in fondo non ci sia niente di così interessante in quel bosco. Comunque, figlioli, fate attenzione a non spingervi troppo in là e a non perdervi, intesi?
I tre fratelli si scambiarono un’occhiata eccitata. La Foresta Incantata! Che nome affascinante!
E, sotto sotto, ciascuno pensò la stessa cosa: «Devo esplorare quella foresta al più presto!».
Una volta terminato il pranzo, il padre li mise al lavoro in giardino. Joe pensò a strappare i cardi, mentre le due sorelle erano impegnate a ripulire l’orticello dalle erbacce, parlando tra loro con aria gioiosa.
– La Foresta Incantata! Visto? Allora è vero che c’è qualcosa di magico!
– Lo sapevo che c’erano le fate! – esclamò Frannie.
– Torneremo a esplorarla – gridò Beth. – Scopriremo che cos’hanno da sussurrarsi tutti quegli alberi, e nel giro di poche settimane sapremo quali sono i segreti di quella foresta.
Quella notte, quando venne l’ora di andare a letto, i tre si affacciarono alla finestra per osservare la selva buia e bisbigliante che si profilava dietro la casetta. Cosa mai poteva nascondersi in quella misteriosa Foresta Incantata?
2.

Alla scoperta della Foresta Incantata

I tre fratellini riuscirono a tornare nella Foresta Incantata solo la settimana successiva, perché nel frattempo dovettero aiutare mamma e papà in mille modi: c’erano il giardino da curare, i vestiti e...

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. Frontespizio
  3. 1. Una foresta magica
  4. 2. Alla scoperta della Foresta Incantata
  5. 3. Sull’Albero di Molto Lontano
  6. 4. Gli abitanti del magico albero
  7. 5. Il Paesello Carosello
  8. 6. Faccia di Luna e lo Scivoloscivoloso
  9. 7. Beth prepara le caramelle per Faccia di Luna
  10. 8. Joe e il magico Pupazzo di Neve
  11. 9. La casa dei tre orsi
  12. 10. La battaglia degli orsi
  13. 11. Le sorprese non finiscono più
  14. 12. Addio, Pupazzo di Neve
  15. 13. Faccia di Luna finisce nei guai
  16. 14. Ecco l’Uomo Pentola!
  17. 15. L’Uomo Pentola va nel paese sbagliato
  18. 16. L’avventura nel Paese Dondolante
  19. 17. Un invito da Faccia di Luna e Setolina
  20. 18. Il Paese di Prendi Quel Che Vuoi
  21. 19. Faccia di Luna combina un pasticcio
  22. 20. La maestra Rimbrotta
  23. 21. Un orologio davvero astuto
  24. 22. L’armata dei Goblin Rossi
  25. 23. Una nottata avventurosa
  26. 24. I goblin si prendono un bello spavento
  27. 25. Una bella punizione per i Goblin Rossi
  28. 26. Un piano per il compleanno di Beth
  29. 27. Il Paese dei Compleanni
  30. 28. L’Isolotto Sperduto
  31. 29. Tutti a casa sani e salvi
  32. Copyright