Il campionato regionale è alle porte, e le Cipolline non vedono l'ora di scendere in campo con lo scudetto cucito sulla maglia. Ma, come una doccia fredda, la decisione di Emma spiazza tutti: la Sirena, infatti, ha deciso di lasciare i suoi compagni, e diventare titolare di una squadra avversaria. Come se non bastasse, Gianni, il nuovo acquisto, non sembra proprio un fuoriclasse...

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Gol n. 64 - Un gioco da ragazze
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9788856676068
1
LA COPPA DI ALADINO
Mai vista una ressa del genere davanti al Petali in pentola. Ci sono giornalisti, telecamere, tifosi con striscioni dell’Inter che cantano cori e hanno acceso perfino un fumogeno nerazzurro… E, naturalmente, quasi tutto il quartiere dell’Ortica. Il traffico della via Pitteri è stato interrotto e gli automobilisti impazienti intonano un concerto di clacson.
Gaston Champignon osserva la scena dall’interno del suo ristorante e sospira sfiorando il baffo sinistro: – Sarebbe bello se tutte quelle persone fossero clienti in attesa di assaggiare i miei piatti a base di fiori…
Come ricorderai, il Petali in pentola non sta passando un buon momento. Dopo la ristrutturazione e l’apertura della boutique delle Gemellesse nel locale accanto, ha avuto un inspiegabile crollo di popolarità, tanto che il cuoco-allenatore sta addirittura pensando di chiudere l’attività. Ormai ha una certa età e, da quando è mancata la sua Sofia, portare avanti il ristorante non è più la stessa cosa.
Willy, lo scrittore diventato aiuto-cuoco, lo consola: – Te l’ho già promesso, Gaston: tra non molto nel Petali in pentola entreranno più persone di quelle che ci sono qua fuori. Abbi fede nel tuo sguattero… Ormai è questione di giorni.
A questo punto, ti starai chiedendo perché il ristorante è assediato in questo modo. Semplice: la notizia che Simone ha avuto per primo in esclusiva durante la cena a Bergamo Alta da suo fratello Tommi è diventata di dominio pubblico. Il Real Madrid, cioè la squadra più prestigiosa del mondo, ha fatto un’offerta pazzesca a Cipogol per strapparlo all’Inter e, a pochi giorni dall’inizio del campionato, il centravanti deve dare una risposta al club spagnolo.
Donato, che oltre a essere il papà è anche il manager del figlio, ha organizzato una cena in gran segreto con il presidente del Real, arrivato apposta da Madrid; ma quei curiosoni di giornalisti hanno scoperto tutto e si sono precipitati in via Pitteri. Le radio hanno trasmesso la notizia dell’incontro e i tifosi dell’Inter si sono immediatamente raccolti davanti al ristorante per cercare di convincere il loro centravanti a restare. Grazie ai gol di Tommi, la squadra nerazzurra ha vinto lo scudetto e si prepara a dare l’assalto alla Champions League, con un asso in più: il fortissimo attaccante della Roma, Gerardo “Gerry” Biagi, che fa coppia con Cipogol in Nazionale.
– Caro presidente Lopez, si accomodi alla nostra tavola. Lei di nome si chiama Florentino e quindi si sentirà a casa sua, perché io cucino solo piatti a base di fiori… – scherza Gaston facendo gli onori di casa.
– Gracias, señor Champignon, l’importante è essere fiori che mangiano e non fiori da mangiare… – precisa sorridendo il numero uno del club spagnolo.
– E non è tutto – riprende Gaston. – Spillo, il nostro primo chef, è un maestro pasticciere e la sua specialità sono le meringhe, che è anche il soprannome dei vostri giocatori per via delle maglie bianche, se non sbaglio.
– Insomma, in una maniera o nell’altra, voi questa sera volete proprio divorarci… – conclude Florentino Lopez.
Scoppiano tutti a ridere.
L’atmosfera resta cordiale e scherzosa per tutta la durata della cena, che inizia con ricchi antipasti di pesce e fiori e prosegue con un deliziso risotto ai gamberi, profumato da petali di nontiscordardimé.
– Questo piatto è dedicato al nostro Tommi – spiega Champignon. – Un invito a ricordarci spesso, nel caso decidesse di trasferirsi a Madrid.
– Questo lo so benissimo, mister, anche senza bisogno del risotto – commenta il centravanti. – Come potrei dimenticare le mie Cipolline?
Tommi non prende nessuna decisione. L’incontro è servito ai dirigenti del Real per spiegare il progetto tecnico della squadra: i giocatori acquistati e il nuovo modulo tattico che intende adottare l’allenatore. Donato ha preso atto della grande considerazione che un club prestigioso come il Real ha dimostrato a suo figlio. Considerazione che il presidente Lopez conferma, offrendo all’ex Cipollina un contratto di cinque anni e uno stipendio ben superiore a quello che attualmente guadagna all’Inter.
Tommi si impegna a dare una risposta nei prossimi giorni.
Dopo le prelibate meringhe di Spillo, al momento dei saluti si pone il problema: come uscire ora dal ristorante e affrontare la marea di giornalisti in attesa?
I dirigenti del Real e Donato concordano che, in questa fase delicata della trattativa, sarebbe meglio che Tommi non dicesse nulla, per evitare che le sue parole siano interpretate male o creino tensioni.
– Lasciate fare a me… – suggerisce Gaston mentre compone un numero sul cellulare.
Una decina di minuti più tardi, il furgone bianco della lavanderia Castelli si ferma a una cinquantina di metri dal Petali in pentola.
– Permesso… permesso… scusate… permesso… dobbiamo passare… permesso…
Due inservienti che trasportano una cesta di plastica vuota, grande come una vasca da bagno, si fanno largo tra giornalisti e tifosi.
Tommi si sdraia all’interno della cesta e viene ricoperto da tovaglie e tovaglioli.
– Permesso… permesso… scusate, dobbiamo passare… permesso…
I due inservienti raggiungono a fatica il loro furgone, caricano la cesta e ripartono.
Al semaforo di via Rubattino, l’autista si volta e domanda: – Allora, Tommi, vai o non vai al Real Madrid?
Il centravanti riemerge da tovaglie e tovaglioli che lo stavano soffocando e con l’espressione più smarrita del mondo risponde: – Vorrei saperlo anch’io…
Emma varca il cancello dell’oratorio Giovanni XXIII a bordo del suo hoverboard elettrico. Simone, che la stava aspettando, le va incontro con due borsoni delle Cipolline.
– Ciao, Sirena – saluta.
– Ciao, capitano – risponde Emma. – D’accordo che devi dare il buon esempio, ma due borsoni mi sembrano troppi… Vuoi fare allenamento doppio?
– No, uno basta e avanza. Anche perché quello di oggi è il primo della stagione e immagino che sarà massacrante… – spiega il fratello di Tommi. – Questo borsone è il tuo. Lo hai dimenticato nello spogliatoio il giorno della finale.
– No, non l’ho dimenticato, ce l’ho lasciato – precisa l’attaccante delle Cipolline.
Ricordi? Nelle ultime partite della stagione scorsa, l’allenatore Gennaro lasciò spesso in panchina Emma, che non era certo contenta, ma aspettò con pazienza il momento buono per dimostrare le sue qualità. E il momento buono arrivò nella semifinale scudetto.
Le Cipolline stavano perdendo contro le Furie Rosa. La Sirena entrò, segnò due gol, oltre al suo rigore nella serie decisiva, e spinse la squadra in finale. Ma, nonostante questo, Gennaro lasciò Emma in panchina contro gli Squali e non le fece disputare neppure un minuto di finale.
Furibonda, la Sirena lasciò nello spogliatoio il borsone con divisa e tuta, scappò senza festeggiare il trionfo delle Cipolline e giurò che non ci avrebbe mai più giocato.
Simone, che, come sai, ha un debole per Emma, era sicuro che il mare avrebbe sciacquato tutta la delusione e che, dopo le vacanze, la centravanti avrebbe ripreso il posto in squadra.
Invece, a quanto pare, non è andata così…
– Forse tu pensi di conoscermi, ma non mi conosci affatto, se pensi che io abbia cambiato idea – spiega la Sirena in modo definitivo. – Ho giurato di non mettermi mai più una cipollina sul petto e manterrò la promessa.
– Ma dai, giocheremo il campionato regionale – insiste il capitano. – Possiamo diventare i campioni della Lombardia! Come le vecchie Cipolline di mio fratello… Faremo viaggi lunghi con la Cipo-line. Ci divertiremo!
– Io non mi diverto con un allenatore che non ha fiducia in me – ribadisce Emma.
– Non è vero – obbietta Simo. – Lo sai bene che Gennaro ti apprezza e che tutta la squadra è orgogliosa della sua Sirena. Dai, andiamo ad allenarci…
– Sai cosa vuole dire “no”? – domanda Emma. – È il contrario di “sì”. Quest’anno torno a fare nuoto: ho deciso. Mi è mancata la piscina. Una sirena sta bene solo in acqua.
– E io chi bacio in campo? – chiede il capitano.
– Bacia Gustavo che ha la fronte spaziosa – suggerisce l’attaccante.
– Ok, io vado a cambiarmi – conclude Simone. – Ti lascio il tuo borsone. Ci vediamo in campo.
– Scordatelo! Puoi pure riprendertelo – ribatte Emma senza alzarsi dalla panchina.
Oggi, con il primo allenamento, inizia la nuova stagione.
Le Cipolline giocheranno con lo scudetto di campioni di Milano, conquistato all’Arena nelle finali a quattro: vittoria in semifinale contro le Furie Rosa e poi in finale contro la KombAttiva che aveva sconfitto la Locomotiva Moscova.
Queste quattro squadre rappresenteranno il capoluogo lombardo nel prossimo campionato regionale, che vedrà in gara ben trentadue squadre in rappresentanza delle varie province. Nei prossimi giorni saranno sorteggiati i quattro gironi da otto. Le vincitrici disputeranno in primavera semifinali e finalissima. Già stabilita la sede: Bergamo.
Gennaro aspetta i suoi giocatori al centro del campo. Ha in testa il suo caratteristico berretto da Napoleone e in braccio la coppa dello scudetto milanese.
– Ehi, mister, – gli dice Alfio, in arte Palla Matta – ma hai passato tutta l’estate con la coppa in mano? Avevi paura che gli Squali te la portassero via?
Le Cipolline scoppiano a ridere.
– Cosa ti sei messo in testa, Capa Matta? – chiede l’allenatore-rigattiere.

GENNARO
Come sai, Palla Matta, youtuber seguitissimo sui social, che posta virtuosismi tecnici con il pallone, si è fatto disegnare sui capelli rasati un pallone bianco a scacchi neri. Ma ha appena cambiato disegno…
– Una croce rossa su sfondo bianco: è lo scudetto di Milano, quello che porteremo sulla maglia – spiega l’attaccante. – Tu porti la coppa in braccio, io lo scudetto in testa. Siamo pari…
– Sì, ma io non rischio niente e, se voglio, la coppa la poso – ribatte Gennaro. – Tu la capa te la devi portare sempre dietro e, se attraversi piazza Duomo, i piccioni vedono la croce dall’alto e ti prendono per bersaglio.
Le Cipolline scoppiano a ridere e non finiscono più…
Ritrovarsi al primo allenamento dopo le vacanze mette sempre allegria, figuriamoci dopo un campionato vinto.
Napoleone torna serio e domanda: – Qualcuno mi ha raccontato cosa successe al primo allenamento della stagione scorsa, quando non ero ancora il vostro allenatore. Ve lo ricordate?
– Certo! – esclama per primo Simone. – Gli Squali, che avevano vinto il campionato, avevano svolto il primo allenamento stagionale con la coppa dello scudetto al centro del campo. Allora alcune vecchie Cipolline vennero al nostro primo allenamento e posarono al centro del campo l’ultima coppa che avevano vinto loro, più di dieci anni fa. Mio fratello ci disse: «Questa coppa è magica. Vedrete che vi aiuterà a vincere il vostro primo campionato a undici. E il prossimo anno, al pri...
Indice dei contenuti
- Copertina
- Frontespizio
- CHI SONO LE CIPOLLINE?
- 1. LA COPPA DI ALADINO
- 2. SCHEMA CALCIOBALILLA
- 3. L’IDEONA DI EMMA
- 4. SQUALI, SEMPRE SQUALI!
- 5. IL COMMISSARIO CHAMPIGNON
- 6. IL GATTO E IL TOPO
- 7. INIZIA IL CAMPIONATO!
- 8. 10 E LODE A MILO
- 9. PIOVONO CARTELLINI
- 10. DERBY PAPÀ CONTRO FRATELLO
- 11. RUSPA SPAZZI VIA TUTTI
- 12. UN PIEDE NEL CASSETTO
- LE GRANDI SQUADRE. GLI AZZURRI CAMPIONI DEL MONDO IN SPAGNA
- CHI È LUIGI GARLANDO?
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