Champions - Ronaldo Vs Van Basten
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Champions - Ronaldo Vs Van Basten

  1. 112 pagine
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Champions - Ronaldo Vs Van Basten

Informazioni su questo libro

Chi vincerà la sfida? Ronaldo, con le sue famose cavalcate da centometrista, o Van Basten, con le sue magiche giocate? Il Fenomeno, con i dribbling che facevano girare la testa agli avversari, o il Cigno di Utrecht, con la sua classe e il suo stile inconfondibile?
In questo libro troverai tante informazioni, curiosità, record e notizie sui campioni che hanno fatto la storia del calcio.

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Informazioni

Anno
2021
eBook ISBN
9788858526309
Print ISBN
9788856680652

MIRACOLI E FOLLIE

Ultimo si presenta davanti alla giuria con una cuffia da piscina gialla in testa.
– Guarda che devi raccontarci un gol, non farti una nuotata – gli ricorda Loris.
– Lo sappiamo – risponde Gustavo. – Ma lui è Ronaldo e, per entrare meglio nella parte, si è messo la cuffia così sembra pelato. Lui recita il gol e io ve lo racconto.
– Bravissimi! – applaude Tommi. – È così che vi voglio! Dovete sempre condire il vostro racconto con la fantasia per renderlo più divertente. La cuffia è un’ottima idea. Teatro puro… Bravi!
Gli avvocati ronaldiani si scambiano occhiate compiaciute: un punto a loro favore.
Ultimo va a piazzarsi nella zona centrale del campo con il pallone in mano, mentre Simone e altre quattro Cipolline prendono posizione.
Gustavo comincia a raccontare: – Siamo a Santiago di Compostela, è il 12 ottobre 1996. Partita di campionato spagnolo. È il trentacinquesimo minuto del primo tempo. Ronaldo strappa la palla a Passi e lo supera. È ancora nella sua metà campo. Avanza velocissimo. Si trova davanti Chiba e José Ramon, li dribbla, i due lo rincorrono, li dribbla un’altra volta…
Mentre GR7 spiega l’azione, Ultimo, con la cuffietta in testa, ha tolto la palla dai piedi di Brooklin, ha superato la metà campo e dribblato Wang e Jahia.
– Ora Ronaldo vola come il vento fino all’area di rigore, dove viene affrontato da due difensori – riprende Gustavo. – Li brucia passando in mezzo e fulmina il portiere che ha accennato l’uscita!
Ultimo calcia la palla in rete appena Simone esce dai pali per contrastarlo.
Superbe! – esclama Tommi imitando la celebre esclamazione di Gaston Champignon.
– Un gol molto simile a quello che segnò Diego Maradona all’Inghilterra nel Mondiale del 1986 – osserva Diouff.
– Infatti, a fine partita, l’allenatore del Compostela commenta: «Ronaldo è meglio di Maradona», – conferma GR7 – mentre l’allenatore del Barcellona, l’inglese Bobby Robson, al momento del gol si alza dalla panchina e comincia a passeggiare avanti e indietro, come se avesse visto un extraterrestre. A Santiago di Compostela c’è una famosa cattedrale, meta di pellegrinaggio per i fedeli di tutto il mondo. Ecco, quel giorno chi era allo stadio ha avuto la sensazione di aver assistito a qualcosa di miracoloso… Infatti il giornale Sport titola: San Roalgol. Nella cattedrale di Santiago si ammira il famoso Portico della Gloria. Ronaldo lo ha percorso in dribbling: quarantasette metri di campo, attraversati in undici secondi toccando quattordici volte il pallone e saltando cinque avversari. Un mostro.
– Però sostenere che fosse meglio di Maradona forse è esagerato – osserva Loris.
– È quanto dicevano i numeri di allora – spiega Gustavo. – Nessun fuoriclasse aveva fatto meglio di Ronaldo nelle prime dieci giornate della Liga, cioè del campionato spagnolo. Nel ’73-74 il mitico Cruijff aveva segnato dieci gol; il tedesco Schuster otto nell’81-82; il leggendario Maradona quattro nell’82-83; il Cobra Romario dieci nel ’93-94. In dieci partite il nostro Ronaldo ha segnato dodici reti. Lo chiamano “Signor Un Gol a Partita”. Ma, come vedete, era molto di più.
– Accipolla, vorrei averli io quei numeri – commenta Tommi. – Invece, purtroppo, io sono il “Signor Un Gol Ogni Tanto”…
Le Cipolline scoppiano a ridere.
Gustavo riparte: – Dopo i due gol al Compostela, Ronaldo vola in Brasile per giocare in Nazionale e segna una tripletta alla Lituania. Torna indietro e ne fa un altro paio al Logrones. Il totale fa sette gol in una settimana con due voli transoceanici in mezzo. Un marziano! Infatti una radio di Barcellona lancia il concorso: “Diamo un soprannome a Ronaldo”. I più votati sono “E.T.”, che vuol dire extraterrestre, e “Inumano”. Il quotidiano spagnolo El periodico non ha dubbi: “Un giocatore dell’altro mondo”. Da allora in poi tutti lo chiameranno “Fenomeno”.
– Gustavo, riesci a spiegarci in poche parole perché era così superiore agli altri? – chiede Diouff.
– Guarda, di parole ne uso quattro – risponde il bomber delle Cipolline. – Testa: non la usava molto per colpire la palla anche se era abbastanza alto, un metro e ottantatré. Ma la forza mentale era una delle sua armi migliori: freddo e spietato sotto porta, non soffriva nessun tipo di stress. Polmoni: alla fine di una volata, come quella di Compostela, non lo vedevi mai affannato. Tutto quel fiato gli consentiva una grande resistenza alla velocità che stroncava gli avversari. Cosce: forse il vero segreto del Fenomeno, due serbatoi di forza impressionante, due vere e proprie bombe esplosive che gli consentivano di partire a razzo nei primi metri e diventare subito irraggiungibile. Piedi: aveva una tecnica raffinatissima che gli permetteva di correre ad alta velocità con il pallone incollato al piede, come solo Maradona sapeva fare. Usava indifferentemente destro e sinistro. Aveva un tiro potente e preciso. Micidiale anche sui calci piazzati. Per questo era un Fenomeno.
– Molto bene – conclude Tommi. – Passiamo a van Basten.
Palla Matta prende la parola: – Io non metto la cuffietta perché Marco i capelli ce li aveva.
– Magari non conciati come i tuoi – commenta Loris.
Le Cipolline ridacchiano.
– In effetti era un tipo molto più regolare di me – riconosce lo youtuber, che ha un pallone da calcio disegnato sulla testa rasata. – Ma il gol che vi devo raccontare è una delle cose meno regolari che abbia fatto un calciatore. Una prodezza semplicemente assurda.
– Sentiamo – lo invita Tommi.
– Siamo in Germania, campionato europeo di calcio 1988 – comincia Alfio. – L’Olanda supera il primo turno grazie a una spettacolare tripletta di van Basten all’Inghilterra. Marco è decisivo anche nella semifinale: suo il gol del 2-1 che fa fuori i padroni di casa. E siamo alla finalissima del 25 giugno, Olympiastadion di Monaco di Baviera: Olanda-Unione Sovietica. Verso la mezz’ora del primo tempo il suo amico Ruud Gullit, compagno di squadra al Milan, porta in vantaggio gli arancioni. Sono passati una decina di minuti del secondo tempo quando Arnold Mühren fa partire un cross dalla fascia sinistra. Attenzione…
Lo youtuber, che è un mezzo attore, abituato a comunicare per immagini con i follower, piazza una pausa tattica per aumentare la curiosità del pubblico, poi riparte: – Il cross è troppo lungo e spiove di alcuni metri oltre il palo più lontano, abbastanza vicino alla linea di fondo. Cosa farebbe qualsiasi giocatore al mondo? Stopperebbe quel pallone, lo metterebbe a terra e lo crosserebbe di nuovo verso il centro dell’area, perché da quella posizione così defilata lo specchio della porta è poco più che una fessura. E invece Marco van Basten calcia al volo… Una follia.
Altra pausa tattica nel silenzio degli ascoltatori.
– La palla, colpita di collo pieno, disegna un arcobaleno in aria, scavalca il fortissimo portiere Dasaev ed entra in quella fessura accanto al palo più lontano – racconta Palla Matta. – Non credo sia mai esistito un tiro più perfetto nella storia del calcio.
– Un gol indimenticabile, pazzesco – concorda Tommi. – Non vedo l’ora di rivederlo. Forza, ragazzi.
– Stai scherzando, vero, Tommi? – chiede lo youtuber. – Non ti aspetterai che io rifaccia quel capolavoro, vero?
– Certo che me lo aspetto – conferma il centravanti dell’Inter. – La giuria ha bisogno di prove per giudicare e il dovere degli avvocati difensori è di procurargliele.
– Sì, ma un conto è imitare un dribbling con una cuffietta in testa, un conto un tiro del genere – fa notare Palla Matta. – Dai, è impossibile…
– Ascolta, Alfio. Sai qual è la vera grandezza di quel gol? – domanda Cipogol. – Non il fatto che van Basten lo abbia realizzato, ma che lo abbia pensato! L’hai spiegato bene anche tu: nessun altro giocatore avrebbe calciato da quella posizione. Solo Marco. Ed è quello che vi chiede la giuria: non che calciate la palla in rete, ma che ci proviate! È una lezione che vale per tutti. Nelle partite delle Cipolline non abbiate mai paura di sbagliare. Osate sempre con coraggio la giocata più difficile. Solo così si migliora. Forza, Milo, preparati a crossare dalla fascia sinistra per Palla Matta, che ora va a prendere posizione in campo.
– Ok, signor giudice – accetta lo youtuber, più rassegnato che convinto.
Ufo mette a terra il pallone, prende la rincorsa, ma calibra male il cross che finisce oltre Palla Matta.
– Scusate… Riprovo – annuncia Milo.
Questa volta il lancio è preciso, lo youtuber segue la palla con lo sguardo, si coordina, ma svirgola il pallone che si perde lontano dai pali, girando su sé stesso come una trottola.
– Cosa vi dicevo? – chiede Sonia ai compagni di squadra. – Facciamo solo figuracce. Avremmo dovuto scegliere un altro gol!
– Non importa. Riprova, Alfio! – lo incoraggia Tommi. – Vedrai che il prossimo tentativo andrà meglio.
Invece va peggio, perché non colpisce neppure la palla…
Al quinto tentativo finalmente Palla Matta riesce a colpire il pallone, che vola verso la porta e passa di un metro sopra la traversa.
Superbe! – applaude il centravanti dell’Inter. – Gran tiro, Palla Matta! Hai visto che ce l’hai fatta? Per poco non entrava in rete. Io non avrei saputo calciare in modo migliore.
Anche le Cipolline applaudono la bella conclusione al volo del loro compagno di squadra, che ringrazia con un inchino e un sorriso di soddisfazione.
– Perché non provi tu, fratellone? – chiede Simone.
– Io sono un giudice, non un avvocato – risponde Tommi.
– Però hai appena detto che l’importante è provare – fa notare il portiere delle Cipolline. – Non puoi tirarti indietro…
– Io non mi tiro indietro, stai sicuro, – ribatte Cipogol – ma non aspettatevi un tiro bello come quello di Palla Matta.
Tommi va a prendere posizione, mentre Milo torna sulla fascia sinistra con il pallone e Simone si mette in porta.
Sul preciso cross di Ufo, il centravanti colpisce al volo come meglio non potrebbe. L’impatto tra piede e pallone è l’esplosione di un tuono: tum!
La palla scavalca Simone e s’infila all’incrocio dei pali più lontano.
Nessuno applaude, nessuno urla, nessuno...

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. Frontespizio
  3. IL SONNAMBULO E IL FUGGIASCO
  4. COME PELÉ E CRUIJFF
  5. MIRACOLI E FOLLIE
  6. ASSI DI COPPE
  7. SABBIA E CHAMPAGNE
  8. ELASTICI E SALTINI
  9. LACRIME E ADDIO
  10. PIUME E GOLF
  11. APPLAUSI PER PABLITO
  12. IL VERDETTO
  13. Copyright