Vito il gatto bionico
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Vito il gatto bionico

  1. 208 pagine
  2. Italian
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Informazioni su questo libro

I gatti hanno molte vite, si sa, e Vito non fa eccezione. È stato un micio randagio in Sicilia, un gatto di montagna in Trentino e il boss del quartiere a Milano. Poi un incidente ha stravolto tutto e adesso è addirittura un gatto bionico! Non è sempre facile stare sui "trampoli", si procede lentamente, un passo alla volta, ma Vito è ancora un provetto cacciatore e un gran giocherellone e può sempre contare sull'amore e l'aiuto delle sue mamme, Silvia e Linda, e sull'amicizia della piccola Amelie e del suo cagnolino Ragù. Una nuova avventura stava iniziando per Vito. Questa volta, però, non era il mondo attorno a lui a essere cambiato, ma lui. Era sempre Vito, certo, sempre un gatto, ma un gatto speciale, unico: era un gatto bionico! LA VERA STORIA DI VITO, GATTO DALLE MOLTE VITE E DALLE ZAMPE BIONICHE.

Scelto da 375,005 studenti

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Informazioni

Anno
2020
eBook ISBN
9788858525623
Print ISBN
9788856677607
1

VITO, GATTINO DI STRADA

Se credete di aver scelto o posseduto un gatto, vi sbagliate di grosso! Sono i gatti, infatti, che decidono il loro compagno umano, non il contrario. E non si parla di “padrone”, intendiamoci, perché i gatti non hanno padroni, quanto piuttosto una persona a cui concedere l’onore della loro fiducia e delle loro attenzioni, quella con cui passare la vita o, almeno, una di esse…
Cosa li guida in questa scelta è un mistero, forse il caso, forse la furbizia, forse un sesto senso che permette loro di leggere il cuore di chi hanno davanti. C’è chi pensa addirittura che vedano il futuro e riconoscano così chi ha bisogno di loro e anche chi potrà aiutarli.
Questa è la storia di Vito e delle persone che lui ha scelto di avere accanto nelle sue vite. Almeno in quelle vissute finora…
Ornamento di separazione
In una calda serata di giugno Alfredo ed Eleonora percorrevano la stradina che dal centro di San Vito Lo Capo, il paese siciliano dove da anni amavano trascorrere le loro vacanze, portava alla loro casa, una villetta a schiera ai limiti del centro abitato.
– Guarda che stelle! – disse la donna al marito prendendolo a braccetto, lo sguardo rivolto al cielo.
– Sì, è meraviglioso – aggiunse lui. – E questa brezza che sa di mare rende tutto ancora più magico.
– Già, ho proprio la sensazione che una magia possa accadere, proprio oggi, ora, qui!
Alfredo rise. – Mia cara, e che magia vorresti? Mi sembra che nella nostra vita non manchi niente. Viviamo tra le montagne più belle e possiamo venire qui, in quest’isola speciale con le sue spiagge, il suo buon cibo e il calore della gente ogni volta che vogliamo, abbiamo una figlia bella e in gamba, cosa vuoi di più?
– Sì, lo so, quello che dici è vero, eppure ho questa sensazione… come se qualcosa dovesse accadere…
Si sorrisero e continuarono a camminare stretti l’uno all’altra.
Giunti alla fine della strada, Eleonora si fermò di colpo.
– Che c’è? – le chiese Alfredo perplesso.
– Hai sentito?
– Cosa?
– Un lamento… un pianto…
– Di un bambino?
– No! Di un gatto. Forse più di uno… cuccioli!
– Non ho sentito niente…
– Sssh, ascolta!
Eccolo, un miagolio flebile ma insistente che proveniva dal prato alla loro sinistra.
– Sì, ci sono dei gattini… – disse l’uomo. – Da quella parte, vicino a quel muretto.
Eleonora entrò nel prato seguendo la direzione del suono e chiamando: – Micio micio micio!
– Ma dove vai? Saranno con la mamma, lasciali stare.
– Potrebbero essere in difficoltà! Devo assicurarmi che stiano bene.
– Ok – rispose Alfredo seguendola. Sapeva che quando sua moglie si metteva in testa una cosa era impossibile fermarla. D’altronde, glielo diceva sempre, era il suo sangue austriaco a renderla così determinata.
Pochi metri più avanti raggiunsero un muretto di pietre grigie alla base del quale qualcuno aveva lasciato uno straccio rappreso per formare una sorta di cuccia. Al suo interno, quattro gattini si strofinavano tra di loro.
– Ma come sono carini! – esclamò Eleonora. – Guarda, Alfredo, avranno sì e no due mesi!
La donna, imitata dal marito, iniziò ad accarezzare le bestiole.
– Mi sembra proprio che stiano bene. Sono magrini ma neanche più di tanto, e sono piuttosto allegri e attivi! Ahi! – disse Alfredo ritraendo la mano che era stata graffiata dagli artigli appuntiti come spilli.
– Oh! – sospirò la donna.
– Cosa? Che c’è? – chiese il marito, che aveva già capito i sentimenti della moglie.
– Mi dispiace lasciarli qui…
– Ma stanno benissimo e sono sicuramente di qualcuno. E poi la mamma sarà nei paraggi.
– E se invece sono stati abbandonati?
– Non mi sembra proprio.
– Ma…
– Senti, tesoro, facciamo così: nei prossimi giorni ripasseremo da queste parti a controllare e poi decideremo cosa fare, ok?
– Va bene…
A malincuore Eleonora si staccò dai gattini e seguì il marito verso casa.
– Non erano bellissimi? – disse mentre camminavano.
– Sì, lo erano – rispose lui sorridendo. – Anche se sai che preferisco i cani.
– Ma il gattino grigio era davvero tenerissimo! E anche quello bianco e nero…
Alfredo annuì distrattamente.
– Eppure, – riprese la donna dopo un attimo – il mio preferito è quello rossiccio… o meglio, rosato… Non lo so perché… ma ha un’aria da piccolo impertinente.
Il marito alzò le spalle.
– Mah… ora mi dirai che voleva dirti qualcosa!
– Dai, non prendermi in giro! – rise lei.
– Altrimenti cosa fai? – le disse abbracciandola. – Lo dici a tua figlia per farmi sgridare?
– A proposito di Silvia… – cambiò discorso Eleonora. – Oggi non aveva una partita di basket?
– Giusto… domattina la chiamiamo e ci facciamo raccontare.
– È proprio in gamba la nostra ragazza…
– Certo, è figlia mia! – disse ridendo Alfredo. Da ex giocatore di serie B era infatti seriamente orgoglioso della sua campionessa, che aveva seguito le orme del padre nel basket.
Parlando della figlia, la coppia percorse la stradina lentamente, mano nella mano, fino alla scalinata che conduceva alla loro casa. Mentre Alfredo inseriva le chiavi nella serratura, Eleonora udì un fruscio. Si girò e con sua grande sorpresa si trovò davanti qualcuno di inaspettato.
– Alfredo! Alfredo, guarda! – disse indicando qualcosa a pochi gradini da loro.
– Cosa c’è questa volta? – rispose lui un po’ spazientito. Desiderava solo sistemarsi sul divano e accendere la Tv. Ma a quanto pareva c’era chi aveva altri piani. La luce della luna proiettava davanti a loro l’ombra di un gatto.
Il micino si arrampicò sugli ultimi gradini che lo separavano dalla coppia e si fermò a un metro da loro con aria soddisfatta, quella di chi ha appena scalato una montagna e raggiunto il traguardo.
– Ma è… – balbettò Eleonora sorpresa – il gattino rossiccio della cucciolata!
– Vuoi dire che ci ha seguito fin qui quatto quatto?
– A quanto pare – rispose la donna sorridendo al marito.
– E adesso?
Eleonora si accucciò, invitando il gattino ad avvicinarsi, e lui non se lo fece ripetere due volte. Trotterellò fino alle sue gambe strusciandosi e facendo le fusa tutto contento.
– Cosa vuoi, piccolino? Hai fame? Lo sai che sei proprio carino? Non saprei definire il tuo colore… cipria? –. Poi, rivolta ad Alfredo, aggiunse: – Vado a prendere un po’ di latte, aspettami qua con lui e attento che non scappi –. Entrò in casa lasciando il marito in piedi, rigido come un baccalà, a osservare la situazione.
– Non ti sarai mica portato dietro tutta la banda? – disse l’uomo rivolto al gatto, guardandosi intorno.
No, a quanto pare era solo.
– E comunque, – riprese – non sei affatto rosso, se lo vuoi sapere… sei arancione! A...

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. Frontespizio
  3. 1. VITO, GATTINO DI STRADA
  4. 2. ARRIVO IN CITTÀ
  5. 3. IL BOSS DEL QUARTIERE
  6. 4. UN GATTO SCOMPARSO
  7. 5. L’INCIDENTE
  8. 6. L’ATTESA
  9. 7. PAURA
  10. 8. CORSA CONTRO IL TEMPO
  11. 9. NATALE
  12. 10. A PICCOLI PASSI
  13. 11. GLORIA E TEMPESTA
  14. Postfazione
  15. ANIMALI BIONICI
  16. Ringraziamenti
  17. UN GATTINO TUTTO DA COCCOLARE..
  18. SI CRESCE E SI VA A CACCIA DI AVVENTURE…
  19. LA NUOVA INCREDIBILE VITA DA GATTO BIONICO..
  20. SI GIOCA CON GLI AMICI UMANI E ANIMALI…
  21. Miao!
  22. Copyright