L'ultima vita del Principe Alastor
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L'ultima vita del Principe Alastor

  1. 432 pagine
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L'ultima vita del Principe Alastor

Informazioni su questo libro

A Prosper Redding non bastava la sfortuna di ospitare dentro di sé un'entità demoniaca. Ora deve anche andare Di Sotto per ritrovare la propria gemella, rapita dalla subdola regina Pyra. A mostrargli la via come una candela nelle tenebre è proprio il principe Alastor, il suo malefacente ospite. Peccato che, una volta passati oltre lo specchio, i due trovino un regno devastato e irriconoscibile, minacciato da un Vuoto che tutto divora. Che scelta hanno i demoni se non invadere un altro regno... ovvero quello umano? In un'avventura sempre più esilarante e catastrofica, il nostro improbabile eroe si ritroverà alleati ancora più improbabili di lui, tra cui Nell, aspirante strega ninjia, e il suo Batgatto. Prosper riuscirà a salvare la sua famiglia, la sua città e il mondo intero, magari senza svendere la propria anima?

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Informazioni

Anno
2019
eBook ISBN
9788858523193
Print ISBN
9788856671827
1

Un accordo da vero spirito maligno

La superficie dello specchio s’increspò, emettendo uno sbuffo d’aria calda e puzzolente. Gli sprinkler sul soffitto stavano ancora spegnendo le ultime candele che Nell e suo padre, Henry Bellegrave, avevano acceso per eseguire l’incantesimo.
L’oscurità di fronte a me mi fissò minacciosa mentre facevo un passo avanti. La mia faccia si distorse nel riflesso fino a quando sembrò che stessi ringhiando.
Se solo la mia famiglia avesse potuto vedermi ora. “Povero, piccolo Prosper”, dicevano sempre le mie zie, “che ha paura della sua stessa ombra.” Non avrebbero creduto neppure per un secondo che sarei stato disposto a seguire Pyra, o che fossi capace di trovare Prue, la mia gemella, nei territori sconosciuti che mi attendevano Di Sotto.
Non mi conoscevano affatto. Avevo commesso degli errori. Mi ero lasciato ingannare, ma non ero una vittima impotente in questa storia.
In quel momento l’unica cosa che provavo era rabbia. Contro me stesso. Contro la mia famiglia. Contro Nell. Contro Alastor. Contro gli spiriti maligni che non potevano lasciare in pace il mio mondo.
Aspetta.
Feci un passo indietro, in preda alla frustrazione. «Ora che c’è?»
Il contratto. Dobbiamo stabilire i termini.
«Sul serio? Adesso? Perderemo le loro tracce!»
Sì, “sul serio”, brutta verruca sul sedere di un elfo. Chiarire i punti dell’accordo eviterà incomprensioni future. E, aggiunse Alastor con riluttanza, necessito della magia generata dal contratto per aprire un portale nello specchio a cui arriveremo. Le vie degli specchi sono gravate da una maledizione, cosicché qualunque umano trovi il modo di entrare rimanga intrappolato lì dentro per sempre, e io credo che abbiamo cose più importanti da fare che vagare nell’oscurità perpetua, Verme.
Okay, mi sembrava giusto. «Voglio il tuo aiuto per salvare Prue dal regno Di Sotto, qualunque siano le circostanze…»
Questo è accettabile.
«Non ho finito» dissi. «Voglio anche la tua garanzia che ci aiuterai a tornare nel regno umano e che non ci abbandonerai lì o nelle vie degli specchi.»
Ben fatto, Verme. Stai imparando i modi di uno spirito maligno.
Serrai la mascella così tanto che quasi mi doleva. «Io non sono affatto simile a uno spirito maligno. E non lo sarò mai. Voi non fate altro che ferire le persone e distruggere ciò che c’è di buono. È solo che non sarò più il tuo giocattolo.»
Alastor tacque.
«Voglio anche che tu dimentichi il rancore contro la mia famiglia» dissi. «E che li lasci in pace.»
Alastor sogghignò nella mia testa, facendomi accapponare la pelle. No. Ti concederò le prime due richieste in cambio della promessa della tua servitù eterna Di Sotto, dopo essere morto nel regno degli umani.
Sentii un leggerissimo nodo alla gola a quelle parole. Per sempre… era parecchio tempo. Anzi, no, non era parecchio tempo, era quello che c’era subito dopo l’idea di parecchio tempo. Avrei trascorso la vita dopo la morte a ripulire i suoi stivali con la lingua e a cucinargli la roba senza dubbio disgustosa che mangiavano Di Sotto.
Oh, no, Verme. Ho gli hob per quelle cose. No, tu ti occuperai dei miei nidi di vipere del fuoco e solo dopo che te ne sarai dimostrato degno avrai il privilegio di preparare il mio piatto preferito, le fate croccanti. Urlano e mordono quando stacchi loro le ali, ma il forno ci mette poco a calmarle.
Sbuffai e strinsi le mani a pugno lungo i fianchi. La punizione non sarebbe stata svolgere uno di quei lavori. No, la vera prigione di eterna infelicità era sapere che sarei stato costretto ad ascoltarlo vantarsi della sua “oscura magnificenza” fino a desiderare di poter morire di nuovo solo per avere qualche secondo di sollievo.
Non riuscivo a credere di essere stato così stupido da pensare anche solo per un istante che lui potesse rifiutare di stipulare il contratto che gli avevo offerto. Una cosa del tipo: Sai una cosa? Per questa volta farò la cosa giusta e aiuterò te e tua sorella a uscire da questa orribile situazione in cui siete finiti per colpa mia.
Ma era quella la differenza tra gli umani e gli spiriti maligni. Gli umani erano capaci di fare il bene. Gli spiriti maligni no.
Come si sbriciola il tuo coraggio davanti a tale prospettiva, disse Alastor. È l’unica cosa che ti chiedo, eppure tu sprechi secondi preziosi come se non avessi niente di cui essere preoccupato. Come se sapessi per certo che il cuore di tua sorella è abbastanza forte da sopravvivere alle oscure asperità del regno Di Sotto.
Fu il mio, di cuore, a cominciare a battere improvvisamente all’impazzata per quella prospettiva.
Anche se aveva subìto diversi interventi chirurgici ed era stata dichiarata guarita dai medici, Prue era nata con una patologia cardiaca che per poco non l’aveva uccisa. Era impossibile dire se fosse stata la bravura dei dottori o la sua forza innata ad aiutarla a sopravvivere, oppure una punta di quella fortuna magica e soprannaturale che i Redding possedevano.
Se fosse stata quest’ultima, cosa le sarebbe successo nel caso in cui Alastor fosse finalmente riuscito a liberarsi dal mio corpo e a spazzare via tutta la fortuna di famiglia? E se Di Sotto fosse stato così terrificante da…
No. Scossi la testa, scacciando via quell’orribile pensiero. Prudence era forte. Era sempre stata la migliore tra noi due, sotto ogni punto di vista. Mi aveva salvato innumerevoli volte dai pasticci che creavo. Ora era il mio turno di salvare lei, e l’avrei fatto.
Ti aiuterò a salvare tua sorella e mi assicurerò che ritorniate qui insieme. In cambio, avrò la tua ombra. Accetti questi termini?
Un attimo. Pensare al giuramento di Alastor di vendicarsi con la mia famiglia mi fece venire in mente un’altra cosa: Honor Redding aveva promesso le anime della sua famiglia e di tutti i suoi discendenti secoli prima, quindi aveva già impegnato anche la mia. In fondo, non avrei dato allo spirito maligno niente più di quello che già aveva.
Accidenti a me! sbottò Alastor, che chiaramente aveva sentito i miei pensieri. Era così preso dalla deliziosa prospettiva di tormentarmi che non ci aveva pensato. Questa volta fui io a ridacchiare. No! Voglio qualcos’altro e poi…
Un forte rumore di colpi contro la porta del magazzino mi riscosse dai miei pensieri. Voltai di scatto la testa e sentii un nodo allo stomaco quando qualcuno gridò: «C’è qualcuno là dentro? State lontani dalla porta, stiamo entrando!».
«Accetto i tuoi termini iniziali!» dissi. «Ora sbrigati!»
Un globo di luce verde si formò al centro del mio petto, poi si diramò in tanti filamenti dello stesso colore. Sussultai, facendo un salto indietro dallo specchio mentre i fili luccicanti si annodavano sopra la mia pelle e poi penetravano all’interno.
Magia. Non avevo mai visto una sfumatura di verde come quella prima, in nessuno dei miei set di tempere o di matite colorate. Non era neppure un verde che si trovava in natura, questo è certo. Sembrava quasi… elettrico. Le ultime tracce di magia mi fluttuarono intorno come scintille, riversandosi nello specchio.
Bene, disse Alastor, imbronciato. È chiaro che tutto questo tempo dentro la tua debole mente ha annebbiato in modo transitorio la mia. Prima ne uscirò, meglio sarà.
Come no. Lo vedremo.
Un’ondata di calore e formicolio mi percorse il braccio quando Alastor ne prese il controllo. Da qualche parte alle mie spalle il rumore di qualcosa che batteva contro la porta del magazzino si intensificò come un cuore che pulsa nel petto. Io però non riuscivo a distogliere lo sguardo dallo specchio mentre il mio dito ne toccava la superficie tremolante generando una scintilla di magia verde. Feci un respiro profondo e chiusi gli occhi.
Chiudi sempre gli occhi quando hai paura? chiese Alastor. Spalancali ben bene e guarda fisso la tua paura fino a quando essa non ti obbedisce.
Strinsi i denti. «Io non ho paura.»
Ne avrai.
Quando la porta si aprì di schianto e i vigili del fuoco fecero irruzione nel magazzino, lo specchio si era già richiuso alle mie spalle.
2

Dove dimorano gli spiriti maligni

Passare attraverso il portale di uno specchio è come essere bloccati tra un battito del cuore e un altro. Per un singolo, frastornante secondo non c’è altro che nero puro: niente aria, né luce, né suono. Non ti sembra di cadere né di volare e neppure di muoverti, se è per quello.
Non sei neppure sicuro di avere ancora un corpo.
E proprio quando inizi a preoccuparti, quando gli orli indistinti dei tuoi pensieri cominciano ad avere sempre meno senso, tutto esplode.
Qualcosa mi afferrò per la gola, tirandomi in avanti con tanta forza che sentii le guance e le labbra tendersi all’indietro a scoprire i denti. Prismi di luce arcobaleno presero a roteare intorno a me, girando sempre più veloci. Avevo lo stomaco in subbuglio e non riuscivo a chiudere gli occhi grondanti di lacrime. Un rombo mi riempì le orecchie, soffocando il battito tumultuoso del mio cuore e la risata gioiosa di Alastor.
Alla fine non scesi volontariamente dalla giostra. Ne fui sparato fuori.
Gli occhi e la bocca mi si chiusero di schianto mentre tutta quell’aria che vorticava intorno a me scoppiò all’improvviso, espellendomi con un sonoro bum!
«Al!» riuscii a mormorare. Le mie ginocchia colpirono e ruppero qualcosa di legno. Quando alla fine toccai terra, fu con un orribile e vomitoso splat.
Fango marrone e qualcosa che stranamente puzzava come ciò che viene fuori dalle parti basse degli umani schizzò tutto intorno a me all’impatto: ci ero finito in mezzo fin...

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. Frontespizio
  3. 1. Un accordo da vero spirito maligno
  4. 2. Dove dimorano gli spiriti maligni
  5. 3. Il regno delle torri oscure
  6. 4. Vampiri sulla pira
  7. 5. Diffidate degli sconosciuti
  8. 6. Lavoro e travaglio
  9. 7. Schiuma e Scarabocchio
  10. 8. Il Mercato di Maitristezza
  11. 9. Rospo e inganno
  12. 10. Lo Studioso
  13. 11. Amico o spirito maligno?
  14. 12. Un luogo dimenticato
  15. 13. Osso che canta
  16. 14. Figlia della luna
  17. 15. Fortezza Tetra
  18. 16. Il fu Zachariah Livingston
  19. 17. Mutaforma e manicaretti
  20. 18. Dalla padella alla brace
  21. 19. Una regale rivelazione
  22. 20. L’oscurità che divora
  23. 21. Il palcoscenico del destino
  24. 22. Tutta la verità
  25. 23. Le selkie della fogna
  26. 24. Alla Torre del Non Ritorno
  27. 25. Una riunione rovinata
  28. 26. Un ricordo perduto nel tempo
  29. 27. Incantesimi infranti
  30. 28. Gli spiriti maligni di Redhood
  31. 29. Di nuovo a casa
  32. 30. Nonne e mostri
  33. 31. Pericolosi capricci e curiosità irresponsabile
  34. 32. Piumadicorvo
  35. 33. Nel bosco
  36. 34. Onore tra i Redding
  37. 35. Il vero nome
  38. 36. Né qui né lì
  39. 37. Fratelli e sorelle
  40. Specchio, specchio
  41. Ringraziamenti
  42. Copyright