Ninna, il piccolo riccio con un grande cuore
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Ninna, il piccolo riccio con un grande cuore

  1. 256 pagine
  2. Italian
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Ninna, il piccolo riccio con un grande cuore

Informazioni su questo libro

Francesco è arrabbiato. Anzi, arrabbiatissimo, tanto che ha indetto uno sciopero della parola! I suoi genitori hanno deciso di separarsi e ora gli tocca lasciare la sua amata Torino per andare a vivere con la mamma e la sorellina a Novello, un paesino sperduto tra le vigne e le colline. Ma l'incontro con Massimo, un veterinario spilungone dall'aria un po' stralunata, e con Ninna, il cucciolo di riccio che lui sta curando, gli cambierà la vita. Grazie al nuovo amico e alla minuscola creatura, Francesco imparerà a liberare le emozioni e a guardare la vita con occhi nuovi.

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Informazioni

Anno
2019
eBook ISBN
9788858523681
Print ISBN
9788856673319

Paradise

Erano passate un paio di settimane dal primo giorno in cui Francesco aveva messo piede a casa di Massimo, e ormai era diventato un ospite fisso. Grazie all’estate appena iniziata e all’assenza di impegni scolastici, il ragazzo poteva andarci quando voleva, a volte accompagnato dalla sorellina, più spesso da solo. Un silenzioso assistente che aiutava il veterinario ad accudire la riccetta: Ninna infatti doveva essere nutrita, pulita e pesata regolarmente per controllare che crescesse bene e in salute.
Massimo, alle prime armi con questi animali, era un papà premuroso ma anche ansioso. E Francesco lo seguiva in tutto, vivendo le sue stesse emozioni e paure. Non prendeva mai iniziative e raramente toccava Ninna, solo quando lui glielo permetteva. Dovevano evitare che si addomesticasse, gli aveva spiegato il veterinario, perché era pur sempre un animale selvatico!
Aiutare Massimo lo faceva sentire bene, eppure Francesco non aveva ancora messo fine alla sua protesta e manteneva un caparbio distacco da tutto il resto della sua vita, in particolare da suo padre.
Solo Ninna lo distraeva dai suoi pensieri cupi, dalla rabbia che aveva dentro. Ogni giorno con lei era una sorpresa, una trasformazione, un piccolo traguardo e lui non voleva perdersene neanche uno. Era lì quando la riccetta aveva mosso i primi passi ergendosi sulle quattro zampette e c’era quando aveva aperto gli occhi, due spilli neri, vispi e lucenti, ogni volta più spalancati e curiosi. Era lì quando Ninna, da sola, aveva leccato il latte dal cucchiaio senza bisogno di biberon.
Il giorno più divertente tuttavia era stato quando Massimo aveva iniziato a svezzarla con un omogeneizzato per gattini. C’era da morire dal ridere! Incuriosita, la piccola aveva assaggiato la nuova pappa per poi esibirsi in smorfie e contorsioni. A Francesco aveva ricordato sua sorella alle prese con i broccoli! Poi la riccia aveva iniziato a sputacchiarsi pezzetti di cibo addosso fino a impiastricciarsi tutta. Si rotolava a pancia in su nel tentativo di leccarsi, agitando le zampette per aria come una forsennata. Impossibile resistere davanti a una scena così buffa! Francesco aveva le lacrime agli occhi dalle risate… ed erano mesi che non ne sentiva il suono!
«I ricci hanno questo strano comportamento detto “autosputo”» gli aveva spiegato Massimo. «Ogni volta che assaggiano una sostanza con un sapore nuovo, la impastano con la saliva e se la spalmano su tutto il corpo.» Poi, vedendo che Francesco arricciava il naso per via dell’odore pungente, aveva aggiunto: «Ti fa impressione? Guarda che è un comportamento naturale, il motivo per cui lo facciano non è chiaro, forse per camuffarsi o per avere un repellente naturale…».
Con il passaggio al cibo solido, Ninna era cresciuta in fretta e aveva assunto in tutto e per tutto l’aspetto di un riccio adulto, solo in miniatura! Il musetto appuntito, con quel bottoncino nero sempre fremente che era il suo naso, le orecchie tonde “da orsetto”, le zampette munite di unghie robuste, il posteriore a forma di pera ricoperto da rigidi aculei… un vero amore!
Ora che mangiava da sola, Massimo poteva assentarsi più a lungo e con più tranquillità. Lavorando come veterinario di bovini, aveva molto da fare in quella stagione.
Un giorno, mentre Francesco era lì con lui, il telefono squillò. Era Matteo, un suo caro amico dei tempi dell’università, anche lui veterinario.
– Ciao, testone! – disse allegramente l’uomo al telefono.
– Ciao, zione! – rispose Massimo a tono.
– Che fine hai fatto? Non ti fai vivo da settimane! Non mi vuoi più bene?
– Ma no! Hai ragione, scusami se sono sparito. Ho una bella novità da raccontarti…
– Cosa è successo?
– Sono diventato papà!
– Come papà?! Ma cosa stai dicendo?
– Un collega mi ha affidato una cucciola di riccio – spiegò Massimo al telefono.
– Ma dai! Che tenero! Allora perché non vieni a trovarmi così mi racconti meglio?
– Volentieri! È tanto che non facciamo una bella gita all’aria aperta, mi ci vorrebbe proprio –. Nel dirlo controllò la riccetta dentro la sua scatola.
– Allora ci stai? – incalzò Matteo.
– Sì, sì, va bene! Come si fa a dirti di no? Ah, una cosa… – aggiunse Massimo. – Posso portare un giovane amico?
– Non vorrai portare il riccio?
– No, non il riccio…
Si misero d’accordo per il primo pomeriggio. Massimo sarebbe passato a prendere Matteo e poi avrebbero raggiunto un “posto speciale”, così lo aveva definito lui, “fuori dal mondo, dal cemento, dal rumore e dalla civiltà”.
Massimo invitò Francesco ad andare con loro. Era lui il giovane amico che aveva in mente, ma il ragazzo era combattuto: l’idea di vivere un’avventura diversa dal solito lo stuzzicava, ma andare in un posto nuovo lo spaventava un po’. E poi gli dispiaceva non vedere Ninna per tutto il giorno. Alla fine però si convinse e accettò. In fondo la riccetta stava bene e non aveva più bisogno di cure costanti come quando era neonata. Massimo chiamò allora Lisa per avvisarla e lei ne fu entusiasta, era felice che suo figlio vivesse questa nuova esperienza.
– Ah, lui dev’essere il tuo nuovo aiutante! – disse Matteo rivolto a Francesco quando passarono a prenderlo in auto. – Piacere di conoscerti! Mi hanno detto che ti dai un sacco da fare!
Francesco arrossì compiaciuto.
– Allora, zione, dove andiamo esattamente? – si informò Massimo.
– Ti ricordi di Susanna, quella mia cliente alla quale abbiamo operato insieme il gatto?
– Quella signora che vive da sola in una piccola fattoria nell’Alta Langa?
– Esatto! Ci ha invitati ad andare a trovarla. Vedrai, Francesco, che luogo selvaggio! – aggiunse rivolto al ragazzo. – Vi piacerà tantissimo!
– Non ho dubbi – disse Massimo interpretando anche il pensiero del giovane amico.
– E allora, questa riccetta? – chiese Matteo cambiando discorso.
– Cresce! – gli rispose Massimo sorridendo.
– Dalle occhiaie che hai si capisce che occuparsi di lei non è una passeggiata.
– Sì, tra Ninna e il lavoro non rimane molto tempo per me, ma pazienza, aiutarla mi fa stare bene.
– Che tenerone che sei diventato! – lo prese in giro Matteo. – Quasi non ti riconosco più! Sono contento per te! Ma dove la tieni?
– Per ora in una scatola, ma adesso che è cresciuta un po’ dobbiamo trovare un contenitore più grande – rispose.
– Forse una gabbia per conigli potrebbe fare al caso vostro, – propose Matteo – e magari al suo interno, oltre al piattino per la pappa e alla ciotolina dell’acqua, potreste aggiungere una casetta dove possa rintanarsi quando vuole stare tranquilla.
– Sì, ci avevo pensato anch’io – convenne l’amico. – Si potrebbe costruire con una grossa scatola da scarpe capovolta, ritagliando nel cartone una porticina da un lato e riempiendola di strisce di giornale e paglia. Dovrebbe funzionare…
– Mi sembra un’ottima idea! E tu, Francesco, potresti aiutare Massimo a realizzarla. Che ne pensi? – disse Matteo strizzandogli l’occhio.
L’idea della nuova gabbia era meravigliosa, e Francesco non vedeva l’ora di mettersi all’opera. Ne era certo, la riccetta avrebbe avuto la casetta più bella del mondo!
Susanna abitava su un altopiano, ai margini di una prateria circondata da collinette dal profilo a panettone, un luogo sospeso nel tempo dove la natura regnava ancora indisturbata. Percorrendo una stradina tra i boschi, arrivarono a una radura. Il vento faceva ondeggiare l’erba color smeraldo, dando l’impressione di essere davanti a un mare verde. Fiori variopinti spuntavano qua e là come macchie sulla tavolozza di un pittore.
Susanna era lì ad aspettarli. La donna aveva i capelli grigi legati sulla nuca e il volto illuminato da un sorriso radioso. I suoi occhi azzurri e intelligenti trasmettevano un senso di pace. Appena li vide, andò subito loro incontro e, anche se non conosceva Francesco, lo abbracciò affettuosamente lasciandolo per un attimo senza fiato.
– Grazie per essere venuti! – disse poi. – So che Matteo ci teneva a mostrarvi questo luogo.
– Grazie a te per l’invito, – rispose Matteo – così controlliamo anche come sta la gattina.
– Oh, lei sta benissimo – disse la donna. – È Tobia, uno dei due cani, che mi preoccupa un po’, perché ha iniziato a zoppicare. E una capra si è graffiata su un fianco, non vorrei che la ferita si infettasse…
– Non preoccuparti, Susanna, – la tranquillizzò lui sorridendo – oggi sono venuto con i rinforzi e controlleremo tutti i tuoi animali. Devi sapere – aggiunse rivolto a Francesco – che Susanna vive qui da sola con due cani, tre gatti e cinque caprette!
– Non dimenticarti che ci sono anche le galline! – intervenne lei. – Nerina e Bianca hanno avuto i pulcini da poco e sono certa che a Francesco piacerà vederli. Ma fai attenzione, ragazzino, perché le chiocce sono mamme molto premurose e scacciano qualsiasi intruso che si avvicini troppo ai loro piccoli!
Lui sorrise, emozionato. Non aveva mai visto un pulcino da vicino!
La casa di Susanna sembrava una baita di montagna, con finestre piccole e persiane celesti. Ovunque fiori coloratissimi riempivano vasi di legno, vecchie pentole di alluminio e altri contenitori riutilizzati per l’occasione. Davanti alla fattoria, si ergevano un grande salice e un castagno secolare sotto ai quali capre e galline gironzolavano indisturbate. La donna accarezzò una capretta che le era c...

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. Frontespizio
  3. Ninna
  4. IL GIARDINO DEI RICCI
  5. Paradise
  6. L’HOTEL PER GLI INSETTI
  7. Una mamma
  8. IL MENU DEI RICCI
  9. Piccina
  10. COSE DA FARE E NON FARE CON I RICCI
  11. Cip e Ciop
  12. UN GIARDINO PER LE FARFALLE
  13. Wild Life Protection
  14. INVESTIGARICCIO
  15. Museo Oceanografico Preistorico
  16. IL TUNNEL CATTURA IMPRONTE
  17. Pancino
  18. KIT DI PRONTO INTERVENTO
  19. Evita e Giulia
  20. LO STAGNO
  21. L’uomo che pianta gli alberi
  22. LA CASETTA PER I PIPISTRELLI
  23. Gli alberi raccontano
  24. PIANTIAMO UN ALBERO!
  25. Ciao, Ninna
  26. BOMBE DI SEMI
  27. Ringraziamenti
  28. Copyright