Io, Leonardo da Vinci
eBook - ePub

Io, Leonardo da Vinci

Vita segreta di un genio ribelle

  1. 176 pagine
  2. Italian
  3. ePUB (disponibile su mobile)
  4. Disponibile su iOS e Android
eBook - ePub

Io, Leonardo da Vinci

Vita segreta di un genio ribelle

Informazioni su questo libro

Chi era veramente Leonardo da Vinci? Un genio che ha anticipato il Novecento? Un "alieno" catapultato dal futuro? Oppure, più semplicemente, un uomo incredibilmente acuto ma pur sempre un uomo del suo tempo? Massimo Polidoro ci conduce a spasso per la sua biografia, raccontando le cose meno note e più curiose del genio di Vinci. La storia che ne emerge è la meravigliosa avventura di un uomo, con pregi e difetti, momenti fortunati e sfortunati, che grazie al suo spirito curioso, al desiderio smisurato di sapere e all'ambizione di affermarsi, è riuscito sempre a superare i propri limiti e ad affrontare esperienze difficili e avversità.

Domande frequenti

Sì, puoi annullare l'abbonamento in qualsiasi momento dalla sezione Abbonamento nelle impostazioni del tuo account sul sito web di Perlego. L'abbonamento rimarrà attivo fino alla fine del periodo di fatturazione in corso. Scopri come annullare l'abbonamento.
No, i libri non possono essere scaricati come file esterni, ad esempio in formato PDF, per essere utilizzati al di fuori di Perlego. Tuttavia, puoi scaricarli nell'app Perlego per leggerli offline su smartphone o tablet. Per maggiori informazioni, clicca qui.
Perlego offre due piani: Essential e Complete
  • Essential è l'ideale per studenti e professionisti che amano esplorare un'ampia gamma di argomenti. Accedi alla libreria Essential, che include oltre 800.000 titoli di comprovata qualità e bestseller in vari settori, tra cui business, crescita personale e discipline umanistiche. Include tempo di lettura illimitato e voce standard per la sintesi vocale.
  • Complete: perfetto per studenti e ricercatori esperti che necessitano di un accesso completo e illimitato. Accedi a oltre 1,4 milioni di libri su centinaia di argomenti, inclusi titoli accademici e specialistici. Il piano Complete include anche funzionalità avanzate come la sintesi vocale premium e l'assistente di ricerca.
Entrambi i piani sono disponibili con cicli di fatturazione mensili, semestrali o annuali.
Perlego è un servizio di abbonamento a testi accademici, che ti permette di accedere a un'intera libreria online a un prezzo inferiore rispetto a quello che pagheresti per acquistare un singolo libro al mese. Con oltre 1 milione di testi suddivisi in più di 1.000 categorie, troverai sicuramente ciò che fa per te! Per maggiori informazioni, clicca qui.
Cerca l'icona Sintesi vocale nel prossimo libro che leggerai per verificare se è possibile riprodurre l'audio. Questo strumento permette di leggere il testo a voce alta, evidenziandolo man mano che la lettura procede. Puoi aumentare o diminuire la velocità della sintesi vocale, oppure sospendere la riproduzione. Per maggiori informazioni, clicca qui.
Sì! Puoi utilizzare l'app di Perlego su dispositivi iOS o Android per leggere quando e dove vuoi, anche offline. È perfetta per gli spostamenti quotidiani o quando sei in viaggio.
I dispositivi con iOS 13 e Android 7 o versioni precedenti non sono supportati. Scopri di più su come utilizzare l'app.
Sì, puoi accedere a Io, Leonardo da Vinci di Massimo Polidoro in formato PDF e/o ePub. Scopri oltre 1 milione di libri disponibili nel nostro catalogo.

Informazioni

Print ISBN
9788856669749
eBook ISBN
9788858522844

A Milano!

A proposito, so anche dipingere...

«Signore mio Illustrissimo, avendo visto e considerato oramai a sufficienza le prove di tutti coloro che si reputano maestri e creatori di strumenti bellici, e che l’uso di tali strumenti è ormai di uso comune, cercherò di svelare a Vostra Eccellenza i miei segreti e li offrirò alla vostra considerazione, pronto a dare dimostrazione nei tempi che riterrà opportuni.»
Così scrive Leonardo - o meglio, fa scrivere a un amico, visto che scrivere da sinistra a destra non gli riesce così bene - in una lettera del 1482 indirizzata al duca Ludovico Sforza detto “il Moro”, potente signore di Milano.
Nell’offrire i suoi servizi, fa un elenco dettagliato che comprende la costruzione di ponti mobili, bombarde, passaggi segreti, carri coperti e armati, sistemi per la guerra sottomarina, macchine per gli assedi… Insomma, di tutto e di più! Leonardo sa che gli Sforza hanno preso il potere con le armi e che il Moro deve fare i conti con la costante minaccia di una rivolta locale o di un’invasione francese; di conseguenza si presenta come ingegnere militare, ed elenca abilità che probabilmente non ha mai avuto occasione di mettere in pratica ma che, ne è convinto, Ludovico potrebbe apprezzare di più rispetto alle sue doti di artista.
In effetti, Leonardo non fa quasi menzione della sua vera, straordinaria abilità, che è quella di pittore. In fondo alla lettera, scrive solo che «in tempo di pace credo di potere soddisfare benissimo, senza sfigurare al paragone di nessuno, in fatto di architettura e costruzione di edifici pubblici e privati».
E, quasi come un ripensamento, aggiunge: «E poi potrò realizzare sculture di marmo, bronzo e terra e, nel campo della pittura, non credo di essere secondo a nessuno».
A proposito, sembra dire Leonardo, dovesse proprio servire so pure scolpire e dipingere, e forse so farlo non proprio malaccio.
Ma perché mette la pittura in secondo piano?
Forse, visto che a Firenze non era riuscito a farsi strada dipingendo, pensa che l’unico modo per vivere della propria creatività sia proporsi come ingegnere o al massimo architetto (attività, per altro, dove sembra avere poca o nessuna esperienza pratica).
Cosa ancora più curiosa: Leonardo non arriva a Milano grazie a questa lettera, che spedirà in seguito, ma piuttosto per la sua passione musicale.
Esatto: è anche un musicista formidabile! Ed è ancora una volta il Vasari a raccontare come questo talento lo abbia condotto alla corte degli Sforza.
Leonardo sa suonare la lira da braccio, uno strumento spesso utilizzato dai poeti per accompagnare il canto dei loro versi, e poi compone e improvvisa «con rara abilità», come dice un altro suo biografo, l’Anonimo Gaddiano.
Ebbene, quando è ancora a Firenze costruisce una lira piuttosto bizzarra, in argento e a forma di teschio di cavallo. Quando Lorenzo il Magnifico la vede ne resta molto colpito e decide, forse, che mandare quello strano oggetto in regalo agli Sforza potrebbe rivelarsi utile per tenere buoni rapporti con la dinastia milanese. Spedire insieme alla lira anche il suo creatore può sembrare al Magnifico un risarcimento adeguato per non avere mandato Leonardo a decorare la Cappella Sistina insieme agli altri artisti fiorentini.
E così il giovane toscano parte per Milano come “ambasciatore musicale”. Ad accompagnarlo c’è Atalante Migliorotti, un ragazzo di sedici anni, suo allievo di bottega e amico, che intraprenderà poi un’importante carriera musicale.
A Milano, Leonardo fa colpo a corte. Il Moro non si lascia incantare dalle fanfaronate su armi incredibili che questo fiorentino dice di poter costruire però è impressionato dalla sua personalità e dal suo modo di fare. Leonardo è un affabulatore: sa muoversi bene, è affascinante nel parlare, sa essere divertente con i suoi motti di spirito e gli indovinelli, è bello, piace alle dame… e poi c’è un ultimo piccolo dettaglio di cui certamente Ludovico si accorge… Messer da Vinci dipinge molto, molto bene.
Insomma, un tipo così potrebbe tornargli utile a corte. Ma ci vorrà tempo, e intanto Leonardo deve guadagnarsi da vivere. Come? Tornando a dipingere, ovvio.

La Vergine delle rocce

Per avere un tetto sulla testa e la possibilità di lavorare si associa alla bottega dei fratelli De Predis, artisti dal talento tradizionale ma bene introdotti nella corte sforzesca. Il primo incarico arriva dalla Confraternita della Concezione della Santa Vergine per una pala d’altare da collocare nella chiesa di San Francesco Grande, oggi distrutta.
Leonardo deve dipingere la Vergine, ma decide di farlo a modo suo, senza sottostare ai vincoli e alle richieste del committente. Non si ritiene un semplice esecutore di ordini e non vuole seguire stili superati, ma pensa di poter rispettare la richiesta pur creando qualcosa di originale e assolutamente suo, in un modo che nessuno ha mai fatto prima.
Come sempre, l’artista da Vinci vuole avere un’idea chiarissima del soggetto che intende dipingere prima di mettersi all’opera. È anche per questo che impiega tanto tempo a realizzare i suoi quadri: devono essere il più possibile ragionati e originali.
Lavora in segreto per otto mesi, nella bottega dei De Predis, con l’idea di mostrare il quadro alla Confraternita solo una volta che sarà finito. Il risultato è la magnifica Vergine delle rocce.
Il dipinto raffigura la Madonna, seduta all’ingresso di una grotta, che presenta al Bambino Gesù colui che lo battezzerà, San Giovanni con le mani giunte in preghiera. Dietro Gesù, l’angelo Uriel (figura importante per la Confraternita) indica il Battista.
La scena riprende un oscuro episodio tratto da un Vangelo apocrifo, cioè “non ufficiale”. La rappresentazione realistica delle rocce e della vegetazione è sorprendente, mentre l’insolito gioco di mani e di sguardi dei personaggi sembra trascinare l’osservatore dentro la tela.
Ma qualcosa non va.
Forse il priore non è contento di quelle innovazioni, o forse c’è stato qualche ritardo. Più probabilmente, i materiali impiegati si sono rivelati troppo costosi e il prezzo è salito. Fatto sta che i frati non vogliono pagare la somma concordata, e così inizia una causa legale che durerà vent’anni e porterà alla realizzazione di una seconda Vergine delle rocce.
Nonostante ciò, quel quadro fa colpo sia tra artisti e intellettuali sia a corte. Diversamente da Firenze, Milano non ha una sua scuola di pittori e manca un grande artista di spicco. Forse potrebbe diventarlo proprio il giovane toscano…
Ma per quanta ammirazione susciti il suo lavoro, le commesse scarseggiano. E così Leonardo inizia a girare per la città con un taccuino, che si porta sempre appresso e con cui può appuntarsi idee, osservazioni e tutto ciò che lo colpisce.
In particolare, gli piace disegnare schizzi e caricature dei volti che più lo sorprendono. Uno dei suoi primi biografi, Giovan Paolo Lomazzo, racconta che quando incappa in un gruppo di persone dai lineamenti particolari che possono rappresentare ottimi modelli, li invita a cena, poi si mette a raccontare le cose più pazze e ridicole in modo da farli sganasciare dalle risate. Dopodiché si segna le caratteristiche di quelle espressioni così bizzarre e le ricrea, forse per divertire i suoi ospiti.
Ma una delle cose più curiose di Leonardo sono le sue “liste di cose da fare”, una delle quali risale proprio a questo periodo.

UN CATALOGO DI VOLTI

Leonardo è talmente affascinato dai volti da costruirsi un vero e proprio catalogo di tratti fisiognomici, che annota con un sistema di tipo stenografico per memorizzare rapidamente i lineamenti di una persona. Tra i fogli rimasti ci sono ben ventuno diversi tipi di nasi: dritto, concavo, convesso, lungo, corto, alto, basso… e a ogni naso corrisponde un numero. Lo stesso vale per le forme del volto, degli occhi, della bocca… Quando vede un viso che gli piace, anziché farne uno schizzo, Leonardo parte dall’alto e scrive, per esempio, 7 per l’attaccatura dei capelli, 2 per la dimensione della fronte, 3 per le sopracciglia e così via. Una volta a casa, sarà in grado di ricostruire fedelmente la fisionomia osservata.

La lista della spesa

Oggi, nel Codex Atlanticus (o Codice Atlantico) conservato alla Pinacoteca Ambrosiana di Milano, c’è un foglio ripiegato tre volte su se stesso. Si tratta di un promemoria, che probabilmente Leonardo consultava di frequente, con l’elenco delle cose da fare e da vedere, delle persone da incontrare, dei libri da leggere…
Ecco qualche voce:
  • Calcolare le misure di Milano e periferie.
  • Trovare un libro che tratti di Milano e delle sue chiese, che dovrebbe essere dal cartolaio sulla strada per Cordusio.
  • Chiedere al maestro di aritmetica come si può trasformare un triangolo in quadrato.
  • Chiedere a Messer Fazio una lezione sulle proporzioni.
  • Chiedere ai frati di Brera di mostrarti il De Ponderibus (un testo medievale sulla meccanica).
  • Parlare a Giannino, il Bombardiere, del perché la torre di Ferrara sia murata senza scappatoie.
  • Chiedere a Benedetto Portinari com’è andare sul ghiaccio nelle Fiandre.
  • Esaminare la balestra del Maestro Giannetto.
  • Trovare un esperto di idraulica e chiedergli come si riparano chiusure, canali e mulini secondo lo stile lombardo.
  • Cercare di ottenere Vitolone (altro autore medievale di un testo di ottica), che è nella libreria di Pavia.
  • Chiedere delle misurazioni del sole che il Maestro Giovanni Francese ha promesso.
Non è proprio la solita lista della spesa! Ma, dal chiedere lezioni di matematica all’esaminare una balestra, è un esempio lampante della curiosità a trecentosessanta gradi che anima Leonardo.
Dunque, mentre nella sua bottega si continua a lavorare, producendo tra l’altro dipinti di Madonne molto richiesti (come la Madonna Litta), Leonardo gira Milano in lungo e in largo e conosce chi ci abita.
E si rende conto di quanto sia caotica e insalubre. Al punto che, quando nel 1485 scoppia un’epidemia di peste, immagina un modo per debellarla.
Leonardo non viene colpito dalla malattia, dato che dev’essere un tipo particolarmente attento all’igiene personale. In anticipo sui tempi, intuisce che la salute delle persone è legata alla pulizia e all’ordine di una città. Ecco allora che immagina una città ideale disposta su due livelli: in basso i canali, le vie di comunicazione, le botteghe, gli impianti igienici, le fognature; in alto tutto ciò che è bello, i giardini, le residenze e i luoghi dove si svolge la vita delle persone.
Dato che i rapporti con il Moro sono a un punto morto, il maestro pensa di usare questo progetto urbanistico rivoluzionario per riprendere contatto con lui. Glielo manda ma, per quanto sensate siano le sue proposte, Ludovico non le accoglie.
Allo stesso modo la Fabbrica del Duomo rifiuta il suo progetto, che comunque gli paga, per un nuovo tiburio da aggiungere alla chiesa.
Intanto, a Firenze, suo padre si è risposato due volte dopo la morte della prima moglie e ora ha ben sei figli. Il che significa che Leonardo non sarà più l’unico maschio della famiglia, per quanto illegittimo.
Ci sarebbero motivi sufficienti per demoralizzarsi. Invece, finalmente Ludovico è pronto a prendersi a corte il fiorentino. Ma non lo accoglierà come architetto, ingegnere o pittore.
Bensì come creatore di spettacoli.

Artista di corte

Per capire perché a Ludovico interessi organizzare spettacoli bisogna fare un passo indietro.
Il legittimo duca di Milano non è il Moro,...

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. Frontespizio
  3. Io, Leonardo da Vinci
  4. Introduzione
  5. Apprendista pittore
  6. A Milano!
  7. Anni felici
  8. Incertezze
  9. Genio conteso
  10. Incompreso a Roma
  11. Un finale da Re
  12. Che cosa ci resta?
  13. Inserto fotografico
  14. Copyright