Per Amelia le ore scorrono tutte uguali, addormentate come le foglie che osserva cadere dalla finestra della terza B. Finché un giorno di fine ottobre arriva Guido e gli equilibri si rompono, i banchi si spostano e i pensieri di Amelia volano sempre più sul nuovo, misterioso compagno. Il suo strano silenzio, il distacco da tutti e le continue inspiegate assenze le accendono un interesse mai provato prima. Nasce così un'amicizia speciale, fatta di email, poesie rubate e confidenze a cuore aperto. Ma Guido custodisce un segreto che si allunga come un'ombra su un amore appena sbocciato e già minacciato dallo scorrere del tempo. O forse reso ancora più prezioso dal suo essere così diverso.

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- Italian
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Ogni stella lo stesso desiderio
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9788856665604
Oggetto: I lived
ore 07,13Guido, credo di essermi comportata da stronza. Con Rossella, intendo. Ci ho pensato tutta la notte, e ora so che dietro alle sue parole c’era nascosto un aiuto. Il fatto è che io mi sono subito sentita attaccata, ho pensato che volesse criticarmi, criticare la mia amicizia con te.Ho discusso con Rossella di te.diciotto minuti dopoBuongiorno anche a te. Vedo che la notte ha portato consiglio!Spero che tutta questa bufera sia passata e che ti sia chiarita con Rossella. A questo punto dovrei dire «Mi spiace», visto che sono stato la causa di una discussione che ti ha fatto saltare i nervi.Posso fare qualcosa?nove minuti dopoNo, grazie. Adesso è tutto a posto.due minuti dopoBene. Ma… non si potrebbe sapere qualcosa in più su questa animata discussione, visto che l’argomento era il sottoscritto?un minuto dopoSegreti fra donne.un minuto dopoLa cosa si fa ancora più piccante.tre minuti dopoSei in vena di scherzi, oggi?due minuti dopoSono felice che tu sia tornata in te. Dolce, educata e cortese come sempre. Sto andando alla seduta di fisioterapia, ma tornerò più carico di prima, senza catarro e con meno tosse: ti massacrerò di messaggi finché non parlerai.sei minuti dopoFossi in te non sprecherei così il mio tempo. Anzi, ti do un suggerimento… no, meglio, ti chiedo una promessa: giura che farai sempre tutto ciò che più desideri.tre minuti dopoPosso prometterti che ci proverò… e forse, proprio come dice una delle mie canzoni preferite, un giorno dirò: I swear, I lived. La conosci?due minuti dopoSì, la conosco. È bellissima.un minuto dopoHai visto il video?un minuto dopoPiù volte di seguito.tre minuti dopoCapisco… Io l’ho visto così tante volte che potrei reinterpretarlo tutto da solo (anche perché effettivamente quel ragazzo potrei essere proprio io). Come l’hai scovata?un minuto dopoRossella.un minuto dopoOra sai qualcosa in più di me, dei miei polmoni, della mia vita a termine.tre minuti dopoTi sbagli: ora conosco la tua forza, il tuo coraggio e la tua voglia di “aver vissuto”.venti secondi dopoI swear, I lived.cinque secondi dopoPromettilo.un secondo dopoLo prometto.
Guardai il video e piansi.
La prima volta che piansi per lui. Per Guido.
Non mi capacitavo di come la vita avesse potuto regalargli la consapevolezza di un tempo breve.
Quanto avrebbe vissuto?
Avrebbe sofferto?
Sarebbe successo di colpo, all’improvviso, o sarebbe stato come uno di quei sonni che tanto vorresti allontanare ma che lentamente e inesorabilmente ti portano via?
Non riuscivo a pensare ad altro.
Possibile che la realtà si fosse affacciata tutta insieme in quella mattina di autunno senza che avessi avuto modo o tempo per prepararmi?
Guido mi aveva avvisata, mi aveva ampiamente avvertita. Eppure sembrava tutto così nuovo, quasi irreale: una diagnosi non chiesta, arrivata come il fulmine di un temporale d’estate.
Mi resi conto di essermi immaginata la sua malattia come una minaccia lontana, qualcosa che lo avrebbe investito domani, dopodomani, fra un anno, dieci o venti.
Ora capivo che mi sbagliavo, perché anche se lui stava bene Lei era lì. Presente e puntuale a ricordarmi che tra noi, tra la nostra amicizia c’era la sua presenza fatta di passato, di presente e, soprattutto, di futuro.
Nessuno avrebbe potuto cacciarla e avrei dovuto imparare a conviverci.
Mia madre si affacciò alla mia camera e mi fissò stranita. Inutile il mio tentativo di asciugarmi in fretta gli occhi.
– Ehi… Amy, che succede?
– Niente, ma’, ora passa…
– Difficile da credere, sembri sconvolta.
– Solo una discussione con Rossella…
– Posso fare qualcosa? Vuoi provare a raccontarmi, a sfogarti?
Perché i genitori pensano e credono di essere ottimi confessori?
– No… –. Feci la vaga, ma poi arrivò anche mio padre e allora intuii che non me la sarei cavata facilmente: mio padre è uno che non molla.
– Si può sapere con chi chattavi ieri sera? O dovrei dire stanotte!
– Sei stata al cellulare tutta notte? –. Mia ...
Indice dei contenuti
- Copertina
- Frontespizio
- Oggetto: numeri
- Oggetto: diciotto più uno
- Oggetto: rivoluzione
- Oggetto: mancanza
- Oggetto: giro di valzer
- Oggetto: vacanza
- Oggetto: scusa
- Oggetto: ecco perché
- Oggetto: inspira, espira
- Oggetto: mi piace, non mi piace
- Oggetto: desideri
- Oggetto: regolamento
- Oggetto: occhi
- Oggetto: Rossella
- Oggetto: bugie
- Oggetto: I lived
- Oggetto: notti bianche
- Oggetto: mani
- Oggetto: ventisette minuti
- Oggetto: una parte di me
- Oggetto: rimani
- Oggetto: innamorarsi
- Oggetto: sapore di sale
- Oggetto: cuori sincronizzati
- Oggetto: tempo fermo
- Oggetto: neve
- Oggetto: ogni stella
- Oggetto: mare
- Oggetto: tè senza filtro
- Oggetto: colori
- Oggetto: l’ottavo desiderio
- Oggetto: cambio programma
- Oggetto: mezzanotte
- Oggetto: portami via
- Oggetto: perché noi?
- Oggetto: una persona speciale
- Oggetto: oggi
- Note dell’autrice
- Ringraziamenti
- Copyright