«La tolleranza nasce dallo scambio con gli altri e presuppone un punto di vista civile. È un esempio di aritmetica umana in cui la somma di uno più uno non fa due, ma tre. Quando un'opinione entra in relazione con un'altra opinione, ne nasce una terza, punto di partenza per nuovi dibattiti».
Mai come oggi l'essenza stessa dell'umanità è in pericolo. Stiamo assistendo a un'espansione di individualismo e materialismo e a una svalutazione della vita umana senza precedenti, con una conseguente crescita delle forme più terribili di violenza. E mai un sincero e franco dialogo tra religioni e culture diverse è stato tanto necessario. Per questo il dialogo tra Daisaku Ikeda, tra i più illustri e influenti maestri buddisti, e Felix Unger, medico cardiologo e accademico di fama mondiale, è percorso da un potente senso di urgenza e convinzione. L'unica strada per uscire da questa perdita di umanità è quella della tolleranza e della compassione, e in questo percorso il recupero dei valori di cui buddismo e cristianesimo sono portatori è fondamentale. Perché il valore autentico viene dal cuore e può essere trasmesso da un cuore a un altro.

- 192 pagine
- Italian
- ePUB (disponibile su mobile)
- Disponibile su iOS e Android
eBook - ePub
Informazioni su questo libro
Scelto da 375,005 studenti
Accedi a oltre 1 milione di titoli a un prezzo mensile contenuto.
Studia in modo più efficiente con i nostri strumenti dedicati.
Informazioni
Argomento
Teologia e religioneCategoria
Religione1
Religione e tolleranza
I: La virtù della tolleranza è un tema di grande rilievo in questa epoca segnata dalla globalizzazione e da nuovi incontri. I rapidi sviluppi nei trasporti e nelle comunicazioni hanno aumentato di molto la possibilità delle persone di conoscere nuove realtà, a un livello inimmaginabile nel passato. Cercando di conoscere i nostri vicini nel villaggio globale veniamo in contatto con culture e tradizioni diverse. Sebbene certe differenze siano talvolta molto difficili da accogliere, il mondo sta diventando sempre più unito con il risultato che non possiamo fare a meno di andare d’accordo con i nostri nuovi vicini. In questo contesto, la tolleranza è essenziale. Ma la stessa parola “tolleranza” contiene un insieme di connotazioni e complessità. Lei si è impegnato a fondo per coltivare uno spirito tollerante. In che modo interpreta lei questa parola?
U: La tolleranza è un concetto molto attivo e molto personale. Scaturisce dalle discussioni con altre persone e presuppone un punto di vista civile. È il processo attraverso il quale io esco da me stesso per parlare con gli altri. È un esempio di aritmetica umana in cui la somma di uno più uno non fa due, ma tre. Quando un’opinione giunge a uno scambio autentico con un’altra, ecco nascere una terza opinione, che crea il punto di partenza per ulteriori approfondimenti nella discussione.
Ovviamente lo spirito della tolleranza si ritrova limitato quando le relazioni interpersonali sono tese. Ma dobbiamo interrogarci su questi limiti.
In ogni caso direi che la tolleranza è un servizio spirituale reso a un’altra persona. È una forma attiva di coesistenza in cui io mi identifico e mi sento responsabile per i miei compagni. Gli incontri con altre persone ci portano a compiere grandi scoperte e danno un grande contributo all’umanità. In un senso non soltanto simbolico, ognuno di noi deve la propria esistenza a un incontro amoroso tra due persone. Ecco un altro caso di aritmetica umana in cui uno più uno dà come risultato tre.
I: Gli incontri con le altre persone arricchiscono l’individuo, le culture e le civiltà. Incontrare uno sconosciuto significa in effetti incontrare un io ignoto, e questa è una cosa che ha effetti di grande trasformazione su entrambe le parti in causa.
Ma come ci insegna la storia sin dai tempi lontani, gli incontri possono essere caratterizzati dalla tolleranza e dall’accettazione, ma anche dall’intolleranza e dal rifiuto. I rifiuti si trasformano in conflitti e distruzione, laddove la tolleranza porta effetti positivi di creazione e armonia. Tornando all’aritmetica umana di cui parlava, uno più uno può dare come risultato zero o anche un numero negativo, oppure il risultato può essere tre, quattro, cinque o anche più.
L’epoca attuale, caratterizzata da possibilità di incontri che mai si sono viste nel passato, può produrre risultati negativi e positivi che non hanno precedenti. Penso che sia molto preoccupante il fatto che gli scontri fondati sull’intolleranza scatenino le fiamme della guerra in molte regioni del mondo. Il compito più impellente è rendere il mondo un luogo in cui regni la tolleranza.
Il capitalismo, una nuova religione
U: Avverto oggi l’esistenza di una nuova religione, la religione del capitale. Sebbene il capitalismo non comporti necessariamente l’uso della forza, il suo linguaggio nasconde la sua durezza con eufemismi quali “lasciar andare” le persone invece di dire che vengono licenziate; “ristrutturare” al posto di “chiudere”; “flessibilità” al posto di “irresponsabilità”. Ma nonostante queste circonlocuzioni, il linguaggio del capitale ha poco a che fare con la tolleranza. Indurisce i cuori e disprezza l’umanità. Ovviamente il capitale è necessario, ma solo fintanto che sostiene la vita. Come rivela il mito di re Mida, il capitale non dà alcun nutrimento. Ogni cosa che il re toccava si trasformava in oro, ma egli giunse alla morte perché non poteva nutrirsi del prezioso metallo.
I: Dal punto di vista del Medioevo, la società moderna sembrerebbe fortemente incline al materialismo nel suo culto del capitale quasi fosse un dio. Il credo mai messo in discussione nell’onnipotenza dei mercati si fonda sulla legge della giungla. I ricchi stanno al di sopra dei poveri che sono ritenuti inferiori e devono restare ai margini dell’arena sociale. Quanto tutto questo renda le persone spietate è davvero preoccupante.
La globalizzazione obbliga l’umanità a vivere insieme in un mondo che si riduce dominato dall’ineguaglianza e dall’ingiustizia. Le persone espulse dall’indifferenza altrui divengono particolarmente cariche di rabbia. Gli attacchi terroristici sono inaccettabili, un male assoluto. Ma non è sufficiente la forza delle armi per eliminarli. Per fermare il terrorismo occorre creare una società caratterizzata dall’empatia e dalla condivisione delle sofferenze altrui. Dobbiamo insegnare alla nostra società a condividere.
U: Siamo perfettamente d’accordo sul fatto che le aggressioni che provocano così tante vittime non siano giustificabili in nessun caso. Esercitando l’autocritica, e non per giustificare noi stessi, dobbiamo chiederci come possiamo ridurre l’odio terribile che la cultura capitalistica attira su di sé. Questo odio ha le sue radici nel modo in cui il nostro sistema economico a poco a poco soggioga il mondo intero e fa vacillare i valori morali delle altre culture. È per questo motivo che gli attacchi dell’11 settembre vennero diretti contro i simboli centrali del capitalismo. In questo caso l’odio si è unito all’intelligenza, alla pianificazione razionale e alla resistenza. L’Occidente ora sa di poter essere vittima di attacchi. Alla luce dei drammatici sviluppi successivi all’11 settembre, il termine “tolleranza” è davvero debole e poco utile. Ma non dobbiamo rassegnarci. Se lo facessimo, questo vorrebbe dire abbandonare la fede nei valori spirituali.
I: Sono assolutamente d’accordo. La società moderna dominata dall’economia di mercato priva di controlli non è l’unico sistema in grado di sopravvivere. Altre società, radicate in tradizioni differenti, hanno il potenziale per sviluppare altre soluzioni. Per far venire alla luce questi potenziali dobbiamo promuovere lo spirito della tolleranza in ogni angolo del pianeta. In termini buddisti, lo spirito che sostiene la diffusione di questa tolleranza è la compassione.
Carte della Tolleranza
I: La tolleranza è veramente una sfida essenziale del XXI secolo. Nello spirito del dialogo interreligioso, nel gennaio del 2002, l’Accademia Europea delle Scienze e delle Arti ha pubblicato la sua Carta della Tolleranza, su cui mi vorrei soffermare. In essa si afferma che la tolleranza dovrebbe essere un dovere di tutte le persone. Come si è arrivati alla stesura di questo documento?
U: La nostra Carta della Tolleranza deve essere vista come il prodotto della natura multidisciplinare e internazionale dell’Accademia. I numerosi dialoghi interreligiosi hanno messo in luce che la coesistenza è allo stesso tempo una virtù e una necessità impellente. Il desiderio di rispondere a questa necessità ha portato a costituire un consiglio che ha avuto il compito di articolare il testo della Carta come espressione diretta dell’Accademia e in rappresentanza dell’intero senato. Per noi ha una grande importanza culturale.
La Carta si compone di due sezioni: il preambolo e sei definizioni. Nel preambolo ci sono tre paragrafi, che fanno riferimento alla realtà sociale contemporanea.
I: In esso si afferma che ogni persona deve rispettare le diversità e i valori degli altri come cose degne in se stesse di valore.
U: La Carta descrive la vita umana al centro di continue trasformazioni e mette in luce la velocità e le dimensioni di questi cambiamenti come caratteristiche dei nostri tempi – al punto di rendere ignota la direzione verso cui tendiamo. Esprime inoltre l’ingiunzione di avvalersi di una cultura di tolleranza per contrastare le diverse forme di intolleranza.
La sempre maggiore importanza attribuita all’individuo porta le persone a considerare le proprie vite un assoluto e a non nutrire alcuna empatia per gli altri. La famiglia dovrebbe funzionare come il nucleo stabile della società umana. Tuttavia si trova attualmente in pericolo e non sembra in grado di assolvere questa funzione. Abbiamo quindi fatto appello a tutte le persone che ricoprono incarichi pubblici di assumersi le proprie responsabilità e di agire affinché la tolleranza venga riconosciuta come un bene per la società. Nello stesso tempo abbiamo fatto appello a tutte le persone, senza riferimenti alle loro affiliazioni politiche o all’appartenenza religiosa.
È corretto dire che il preambolo della Carta della SGI esprime l’umanesimo buddista?
I: Sì, la Carta della SGI, promulgata nel novembre 1995, sancisce i nostri princìpi guida. In un passo il preambolo afferma:
Noi, organizzazioni costituenti e membri della SGI, determinati a levare in alto la bandiera della cittadinanza del mondo, dello spirito di tolleranza e del rispetto dei diritti umani basato sui principi umanistici del buddismo, e a sfidare i problemi globali cui l’umanità si trova di fronte attraverso il dialogo e gli sforzi concreti basati su un costante impegno di nonviolenza, adottiamo questa carta.
Lo spirito della tolleranza è un segno distintivo della Carta. Al preambolo fanno seguito dieci articoli che stabiliscono gli obiettivi e i principi della SGI. Il buddismo mira a sviluppare un senso universale dell’umanità, quindi la Carta è saldamente ancorata a questo obiettivo. I nostri membri provengono da centonovanta paesi e territori, senza limiti di appartenenza di carattere etnico o culturale. Le diverse culture e tradizioni religiose dei vari paesi in cui siamo presenti hanno tutte il potenziale sia per esprimere la tolleranza, sia l’intolleranza.
Stimolando un dialogo sincero e l’importanza di contribuire alle comunità in ogni luogo, noi ci sforziamo di incoraggiare una tolleranza benevola. Siamo certi che la cultura del dialogo crei il terreno in cui può fiorire in tutte le sue forme l’umanesimo universale. La Carta della SGI esprime il nostro voto di buddisti di agire in favore della pace e della simbiosi. È su questi fondamenti che mi sono impegnato a dialogare con leader e intellettuali di diversa estrazione culturale e religiosa, tra cui esponenti cristiani, musulmani e indù.
U: Capisco. Infatti è proprio per questa ragione che desidero veramente unirmi a lei in questo compito di promuovere la tolleranza in nome della pace.
Il preambolo della nostra Carta della Tolleranza è seguito da sei definizioni:
- la tolleranza è la prontezza del singolo nel sollevarsi in nome della dignità di qualsiasi altro essere umano;
- la tolleranza è parte di un sistema di valori che mette in risalto la dignità umana;
- la tolleranza richiede la capacità di una persona di comprendere le altre e di rispettare i diversi comportamenti;
- la tolleranza si fonda sulla capacità di avere fiducia in se stessi;
- la tolleranza serve a proteggere la dignità e la libertà di ogni essere umano all’interno del proprio contesto culturale;
- il fatto di garantire e assicurare un continuo sviluppo della tolleranza dovrebbe essere considerato un nostro comune dovere e un elemento essenziale di ogni forma di educazione1.
I: Concordo pienamente con l’idea di tolleranza che emerge da queste definizioni. Gli articoli che citerò adesso danno rilievo al modo in cui lo spirito della tolleranza viene espresso nel testo della Carta della SGI.
- – La SGI, fondata sull’ideale di cittadinanza mondiale, difende i diritti fondamentali dell’essere umano e combatte le discriminazioni.
- – La SGI, in accordo con lo spirito di tolleranza del buddismo, rispetta le altre religioni, dialoga e collabora con loro alla soluzione dei problemi fondamentali dell’umanità.
- – La SGI rispetta le diversità e si fa promotrice di scambi culturali, per contribuire allo sviluppo di una società internazionale basata sulla mutua comprensione e l’armonia tra i popoli.
- – La SGI in ossequio all’ideale buddista di simbiosi, sostiene la protezione della natura e dell’ambiente.
- – La SGI contribuisce all’educazione e allo sviluppo della ricerca, al fine di permettere a ogni individuo di sviluppare la propria personalità e godere di una vita realizzata e felice.2
Come viene chiarito da questi articoli, la Carta della Tolleranza dell’Accademia e la Carta della SGI sostanzialmente coincidono nel modo di accostarsi al principio della tolleranza.
U: Il nostro modo di porci nei confronti del dialogo è una delle molte cose che abbiamo in comune. Ogni forma di dialogo sincero esprime l’idea di tolleranza cui si fa riferimento nel Nuovo Testamento con l’appello a percorrere il “secondo miglio”. Questa difficile metafora fa riferimento all’imposizione da parte dei Romani a tutti gli ebrei di accompagnare un cittadino romano per un miglio portando il suo bagaglio. L’invito di Cristo a percorrere il secondo miglio pone le basi per il dialogo, dato che questa distanza percorsa insieme offre la possibilità di parlare degli argomenti più vari.
Lei è di estrazione buddista e la sua immagine del mondo è diversa da quella cristiana. Non di meno, noi cristiani stiamo acquisendo familiarità con quell’immagine. Non che si intenda da parte nostra accettarla integralmente, tuttavia siamo in grado di coglierne i suoi elementi profondamente umani.
Le tradizioni che hanno espresso la vostra e la nostra Carta sono diverse. Noi non associamo la tolleranza con la nostra tradizione religiosa come fate voi, che avete dei tratti molto più nettamente secolari. Eppure troviamo un terreno di intesa sui valori fondamentali e il lavoro comune fa emergere nuovi elementi di condivisione.
I: Il testo della Carta della Tolleranza dell’Accademia dovrebbe fungere da modello per i leader di tutti i paesi. Vincere l’intolleranza è uno scopo prioritario delle Nazioni Unite, come viene chiarito nel preambolo della Carta: «Praticare la tolleranza e vivere in pace l’uno con l’altro in rapporti di buon vicinato». In accordo con questa visione, le Nazioni Unite hanno organizzato la Conferenza mondiale contro il razzismo, la discriminazione razziale, la xenofobia e l’intolleranza a Durban, in Sudafrica. Sin dai lavori preparatori, i rappresentanti della SGI hanno dato il loro contributo al buon esito della conferenza. Tuttavia, nonostante gli sforzi compiuti a livello internazionale, continuano a verificarsi violazioni dei diritti umani che mostrano come l’intolleranza e la discriminazione siano difficili da sradicare.
U: Non si può negare che fenomeni quali il razzismo siano di ostacolo all’affermazione della tolleranza. Noi ci basiamo entrambi sui diritti umani, ma avremo modo di tornare sulla questione in seguito.
Monoteismo e intolleranza
U: Pensando all’intolleranza al giorno d’oggi, sono veramente addolorato nel seguire i contrasti disumani che continuano a manifestarsi nel Medio Oriente, la culla delle tre grandi religioni abramitiche, ovvero il giudaismo, il cristianesimo e l’islam. Tutte e tre fanno riferimento a un dio onnipotente riconosciuto dal patriarca Abramo, ma in realtà ne hanno seppellito lo spirito fondamentale. Dal mio punto di vista, il modo sbrigativo di mettere a tacere tutti gli argomenti che potrebbero me...
Indice dei contenuti
- Copertina
- Frontespizio
- SIAMO UMANI
- Introduzione. L’Accademia Europea delle Scienze e delle Arti e la SGI
- 1. Religione e tolleranza
- 2. La compassione buddista e l’amore cristiano
- 3. Creare una cultura di pace
- 4. L’ambiente e l’educazione
- 5. La salute, la medicina e la bioetica
- Note
- Copyright
Domande frequenti
Sì, puoi annullare l'abbonamento in qualsiasi momento dalla sezione Abbonamento nelle impostazioni del tuo account sul sito web di Perlego. L'abbonamento rimarrà attivo fino alla fine del periodo di fatturazione in corso. Scopri come annullare l'abbonamento
No, i libri non possono essere scaricati come file esterni, ad esempio in formato PDF, per essere utilizzati al di fuori di Perlego. Tuttavia, puoi scaricarli nell'app Perlego per leggerli offline su smartphone o tablet. Scopri come scaricare libri offline
Perlego offre due piani: Essential e Complete
- Essential è l'ideale per studenti e professionisti che amano esplorare un'ampia gamma di argomenti. Accedi alla libreria Essential, che include oltre 800.000 titoli di comprovata qualità e bestseller in vari settori, tra cui business, crescita personale e discipline umanistiche. Include tempo di lettura illimitato e voce standard per la sintesi vocale.
- Complete: perfetto per studenti e ricercatori esperti che necessitano di un accesso completo e illimitato. Accedi a oltre 1,4 milioni di libri su centinaia di argomenti, inclusi titoli accademici e specialistici. Il piano Complete include anche funzionalità avanzate come la sintesi vocale premium e l'assistente di ricerca.
Perlego è un servizio di abbonamento a testi accademici, che ti permette di accedere a un'intera libreria online a un prezzo inferiore rispetto a quello che pagheresti per acquistare un singolo libro al mese. Con oltre 1 milione di testi suddivisi in più di 990 categorie, troverai sicuramente ciò che fa per te! Scopri la nostra missione
Cerca l'icona Sintesi vocale nel prossimo libro che leggerai per verificare se è possibile riprodurre l'audio. Questo strumento permette di leggere il testo a voce alta, evidenziandolo man mano che la lettura procede. Puoi aumentare o diminuire la velocità della sintesi vocale, oppure sospendere la riproduzione. Scopri di più sulla funzione di sintesi vocale
Sì! Puoi utilizzare l'app di Perlego su dispositivi iOS e Android per leggere quando e dove vuoi, anche offline. È perfetta per gli spostamenti quotidiani o quando sei in viaggio.
I dispositivi con iOS 13 e Android 7 o versioni precedenti non sono supportati. Scopri di più su come utilizzare l'app
I dispositivi con iOS 13 e Android 7 o versioni precedenti non sono supportati. Scopri di più su come utilizzare l'app
Sì, puoi accedere a Siamo Umani di Daisaku Ikeda,Felix Unger in formato PDF e/o ePub, così come ad altri libri molto apprezzati nelle sezioni relative a Teologia e religione e Religione. Scopri oltre 1 milione di libri disponibili nel nostro catalogo.