La predatrice dei mari
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La predatrice dei mari

  1. 416 pagine
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La predatrice dei mari

Informazioni su questo libro

Topo adora la vita a bordo della Predatrice, il veliero che compie scorribande nei mari più lontani sotto la guida di sua nonna, Capitan Codibugnola. Da quando la mamma è morta, è sempre stata Topo a prendersi cura del fratellino, Passerotto, in attesa che si compia il suo destino: diventare la nuova capitana della Predatrice. Ma ora che anche il papà è scomparso e che Passerotto è in pericolo, Topo deve prendere in mano la situazione prima del tempo: c'è sotto qualcosa di strano e tutti gli indizi conducono a Cervo, il nuovo navigatore che mira al comando della Predatrice. Il primo volume di una appassionante trilogia fantasy, per i lettori di Philip Pullman, Katherine Rundell, Frances Hardinge.

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Informazioni

Editore
RIZZOLI
Anno
2018
eBook ISBN
9788858694503
Print ISBN
9788817102766
Parte 1 Scorribandiamo
1

Terrodattili

I mostri stanno arrivando.
Sono nel buio cucinino sotto coperta, ad aiutare Pipistrello a salare carne di renna, quando il primo richiamo squarcia l’aria. Mentre il suono svanisce, rimango con le dita paralizzate e i cristalli gelidi di sale mi tagliano la pelle. Mi si squagliano le ossa, ma non permetterò che mi cedano le ginocchia. Pip interrompe il suo fischiettare stonato e aggrotta la fronte. Il mio cuore fa appena in tempo a battere un colpo prima che il clangore della campana d’allarme infranga il silenzio.
La Nonna mi ripete sempre di non salire in coperta quando i terrodattili dalle enormi ali sono nei paraggi. Due estati fa hanno ucciso Nonno. Ma questa volta sono io che devo difendere la nave.
Infilo il coltello nella cintura e lancio il mio più feroce grido di battaglia.
«Topo!» Pip cerca di agguantarmi, ma ha le mani scivolose per il sangue di renna e riesco a divincolarmi.
Corro via dalla cucina e mi precipito attraverso i corridoi bui fino all’armeria, con il suo tanfo di muffa e ruggine. Mentre passo intravedo il riflesso di lance, pugnali, asce e arpioni. Spalanco un baule di legno d’olmo e ne traggo il mio arco lungo, insieme alla faretra piena di frecce di cui ho intinto la punta nel veleno di rana dorata. Poi volo su per le scale e sbuco sul ponte di coperta.
Il ponte è tutto un turbinio di stivali in corsa e mantelli svolazzanti. Siamo stati colti impreparati, perché ora che l’inverno si avvicina i terrodattili dovrebbero essere in viaggio verso i loro nidi.
Il suono del corno ci chiama alla battaglia. «Alle armi! Archi e scudi!» grida Nonna dall’alto del castello di prua. «Forza, razza di chiacchieroni ruttatori e perdigiorno!»
«Agli ordini, Capitana!» tuona la ciurma.
Le ombre si infittiscono mentre il sole precipita verso l’orizzonte. I Mantelli Neri che obbediscono alla Nonna sono disposti lungo le murate e si sente un fruscio mentre estraggono le frecce dalle faretre. I rematori hanno abbandonato i banchi e La Predatrice beccheggia sul mare, battuta dalle onde. Sono lì solo da pochi istanti quando una massa gelida di acqua che si rovescia oltre il parapetto mi infradicia da capo a piedi.
Di nuovo quel suono, un gracchiare misto a sibili e schiocchi. Mi fa vacillare finché non mi getto ventre a terra con le mani sopra le orecchie. Il mio arco sbatte con uno schianto sul ponte, mentre l’ombra proiettata da un paio di enormi ali pelose mi copre. Il loro battito minaccioso sovrasta quello del mio cuore.
«Topo!» urla una voce tremante. Giro lentamente la faccia verso poppa. Il portello di boccaporto lascia aperta una fessura da cui sbucano gli occhi scuri e pieni di lacrime di Passerotto.
«Canta! Canta alle balene!» grido a mio fratello con la voce rauca di paura. Passerotto è bravo a cantare la canzone delle balene. Nonna dice che è un’offerta alle divinità del mare perché ci proteggano. I terrodattili odiano quella melodia delicata, ed è l’unica cosa che potrebbe salvarci, ora che non ci sono altre navi mercantili nei dintorni.
Mentre io lo osservo, Passerotto dischiude le labbra e riversa il suo canto nella notte. Il vento soffia trascinando la sua voce sulla superficie del mare, estraendo sempre nuovi filamenti di canto dalla sua bocca, con le note che rilucono di vibrante luce azzurra.
Un nuovo verso stridente mi trapassa il cervello. Una torma di tre terrodattili lunghi dieci piedi volteggia sopra la mia testa. Il loro parlottio selvatico si intreccia in un unico odioso richiamo uccidimortemortaledoloreaffogacolpiscimortefainaufragareuccidi!
Uno di loro scende in picchiata verso di me, ma io rotolo via veloce e i suoi artigli tracciano solchi sul ponte. Stride e si lancia di nuovo contro di me. Tento di alzarmi ma sbatto contro una delle ali che mi fa crollare dentro un barile di aringhe sotto sale.
Sento il tonfo del boccaporto che si chiude. Passerotto deve averlo lasciato cadere e ora la sua voce mi giunge attutita. Lo sentiranno le balene?
Due dei terrodattili scendono di quota e usano lo sperone che hanno sulla testa per colpire lo scafo. Stanno cercando di affondarci! Le frecce non riescono a penetrare le loro ali: le colpiscono e scivolano via.
La voce di Nonna squarcia l’aria. «Scacciate i mostri, ma attenzione a non farceli precipitare addosso!» I capelli argentei le svolazzano attorno alla testa mentre incede avvolta nella sua armatura di scaglie di Spettri di Mare. «Chiamate la mia apprendista! Chi sa che non le sia rimasta una goccia di canto di balena nella bacchetta!»
Le frecce volano. I terrodattili stridono e fanno schioccare la mascelle, girando furiosi attorno ai Mantelli Neri. Poi compare sul ponte Arvicola, che avanza a larghi passi brandendo una bacchetta di legno sormontata da un cristallo, da cui emana in riccioli luminosi la canzone delle balene. E la melodia ricaccia indietro i predatori.
Cogliendo al volo la possibilità che mi si offre, mi arrampico in piedi e corro lungo la fiancata di tribordo. Gli schizzi salati mi sferzano la faccia, mentre il vento mi sbatte i capelli negli occhi. Nonna non mi ha ancora beccato e non mi vedrà se mi tengo alla sua sinistra, dalla parte del suo occhio di vetro.
I cavalloni agitano la superficie del mare fino all’orizzonte. La luna risale nel cielo illuminando le onde che rotolano e si schiantano attorno a noi. Le frecce e la bacchetta di Arvicola hanno scacciato i mostri, ma il canto di balena emanato dalla bacchetta si sta già esaurendo, lasciando un silenzio che mi fa accapponare la pelle. Posso sentire La Predatrice trattenere il respiro in attesa del prossimo attacco.
2

Soli in mare

Lascio scorrere lo sguardo sull’oceano e il mio cuore sussulta, perché un’enorme pinna grigia scivola al nostro fianco… Deve essere lo squalo dalle lunghe zanne che gira attorno alla nostra nave da giorni. Caccia, nuota sinuoso, gelido come morte borbotta dall’acqua. Cerca, azzanna, trova-ossa. Affoga presto, presto, presto.
Pip è convinto che sia la stessa bestiaccia che ha sbranato l’intera ciurma quando i terrodattili hanno fatto affondare la loro nave, tre lune fa. La belva doveva essere in agguato sul fondo del mare, pullulante di Spettri Marini – i morti affogati che si trasformano in creature cieche e coperte di scaglie – e di Ingoiatori che possono mandar giù una persona in un boccone. Ma non sarà oggi che andremo a raggiungere quel relitto, lo giuro. Ho promesso a Ma che avrei tenuto Passerotto sempre al sicuro.
Mentre il pensiero di Ma mi punge il cuore, la voce di Passerotto torna a levarsi alta e pura. Le sue scintillanti note azzurre scivolano sulla superficie del mare.
Divinità del mare,
Ghiaccio scintillante,
Raggi di luna, faro sulla scogliera…
Il nuovo fragoroso richiamo dei terrodattili mi fa cadere in ginocchio con la testa tra le mani. L’onda di dolore monta dietro i miei occhi. Poi però l’urlo si attenua, e con il cuore palpitante riprendo a respirare.
Barcollando prendo l’arco e salgo sul sartiame. Mi arrampico sull’albero maestro, il più alto dei tre. Il vento cerca di gettarmi in mare ma io mi tengo forte.
Arrivata in cima, salto nella coffa e scruto il ponte, lontano sotto di me. I Mantelli Neri gridano e corrono a occupare le posizioni migliori per sparare ai mostri, che eseguono un’ampia volta per poi piombare in picchiata su di noi attraversando il cielo. Con le mani tremanti incordo l’arco, sfilo una freccia dalla faretra e la incocco. Appoggio la freccia sul mio dito e chiudo un occhio, cercando di calmare il mio respiro.
D’un tratto individuo uno sbuffo lucente di un canto di balena arricciarsi sull’acqua del mare e una melodia malinconica si innalza nell’aria… È arrivata una balena! La sua voce si unisce a quella di Passerotto ed è stranissimo, di una bellezza spettrale.
Colpi di tamburo,
Picchi innevati,
Fissa nel fuoco, vedrai antiche battaglie…
Una sagoma grigia balza fuori dall’acqua. Se la balena è sola, potrebbe non bastare a salvarci. Il mio cuore ha un tuffo quando il terrodattilo più grosso fa scattare la testa verso il cetaceo e si lancia verso la superficie del mare.
«No!» grido.
Nonna alza lo sguardo. «Topo!» Sono troppo in alto per distinguere il suo viso, ma deve essere spaventosamente severo. «Scendi da lì o ti faccio venire giù con uno sparo, piccola pazza!»
Riesco a malapena a guardare mentre il terrodattilo affonda gli artigli nella carne della balena, lasciando uno squarcio sanguinante. «Potrebbe morire per noi!» urlo nel vento.
Mentre il terrodattilo plana sul mare, prendo la mira, tendo l’arco e tiro. La freccia lo colpisce all’ala e la bestia lancia un grido insopportabile. Lontano sotto di me, i Mantelli Neri cadono in ginocchio gemendo. E se quel suono fosse in grado di bloccarci il cuore come dicono le leggende?
«Topo! Non è il giorno adatto per mettere a prova la mia pazienza!» ruggisce Nonna.
Ho un nodo allo stomaco, ma afferro una seconda freccia e la incocco. La creatura si avvicina battendo l’aria con tanta violenza da aggrovigliare le vele. Posso vedere la prima freccia affondata in profondità nei suoi muscoli. Il sangue mi rimbomba nelle orecchie.
D’improvviso Orso, il capo dei rematori, si issa nella coffa torreggiando su di me. «Fuori di qui, subito!» grida, con il viso gentile contratto dalla paura.
«No!» Appoggio un ginocchio a terra e inclino l’arco alto verso il cielo. Il terrodattilo stride di nuovo e Orso barcolla, ma mi concentro sul mio respiro, inspirando ed espirando al ritmo delle onde.
Un’ala affilata come un rasoio cerca di colpirmi, ma mi abbasso, tendo l’arco e tiro. La freccia echeggia battendo contro il suo collo muscoloso, squarciando una grossa vena. Una pioggia di sangue nero cade su di noi, sibilando quando raggiunge il legno. Una goccia mi sfrigola sul braccio, lasciandomi un segno rosso fuoco sulla pelle.
Orso mi afferra alla vita e mi butta giù dalla coffa contro il sartiame. Le cime mi scottano il palmo delle mani mentre precipito giù. La Predatrice rabbrividisce mentre il terrodattilo si abbatte contro la coffa provocando uno schianto fragoroso mentre il legno si spezza. Copro con un salto l’ultimo tratto che mi separa dal ponte e atterro rotolando su me stessa. Orso atterra accanto a me. Gran parte della coffa cade giù, coprendoci di una pioggia di schegge, finché non rimane solo un moncone dell’albero e il corpo sanguinante del terrodattilo, che dopo un ultimo sussulto finalmente si quieta.
I due terrodattili superstiti stridono furiosi mentre io rimango raggomitolata sul ponte. Il colpo mi ha lasciato senz’aria nei polmoni. Sangue nero come l’inchiostro gocciola giù dall’albero spezzato e divora il legno tra scricchiolii e fumo.
«Topo, fila sotto coperta, ora!» tuona Nonna. «E qualcuno corra a chiamare Pipistrello… ci serve il suo calderone per raccogliere quel liquido schifoso prima che corroda per intero La Predatrice
Orso mi aiuta ad alzarmi e comincia a trascinarmi via. «Rematori ai propri posti» comanda rivolto ai banchi. «Qualcuno si occupi del tamburo fino al mio ritorno!» Io lo tempesto di pugni ma lui mi strattona finché i miei stivali non scivolano lungo il legno fradicio.
Il portello del boccaporto è di nuovo abbassato. Quando Orso lo apre, dal buio ci raggiunge la voce di Passerotto. Un grumo della sua canzone mi colpisce contro la guancia, freddo come pelle di balena. E da lontano nel mare gli si unisce un lamento sordo, triste.
Mi giro a guardare da sopra la mia spalla e in lontananza, illumin...

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. Frontespizio
  3. Parte 1: Scorribandiamo
  4. Parte 2. L’inverno è in agguato
  5. Parte 3. Il volo
  6. Ringraziamenti
  7. Copyright