L'ospite inattesa
eBook - ePub

L'ospite inattesa

  1. 352 pagine
  2. Italian
  3. ePUB (disponibile su mobile)
  4. Disponibile su iOS e Android
eBook - ePub

L'ospite inattesa

Informazioni su questo libro

Una moglie innamorata, un marito devoto, un figlio adorato, e la casa dei sogni in mezzo alla natura incontaminata. Perfetta come in uno spot pubblicitario: è così che Merry descrive la propria famiglia. Insieme al marito hanno detto addio a Manhattan per intraprendere un nuovo inizio vicino a Stoccolma. Merry, ex designer di set televisivi, ora si occupa della casa, si prende cura del figlio e cucina le verdure dell'orto; Sam ha lasciato la cattedra di Antropologia alla Columbia University e si dedica ai documentari. Hanno conquistato un'esistenza ai limiti dell'idilliaco, e adesso sono pronti ad aprire le porte del loro paradiso privato anche a Frank, la migliore amica di Merry, quasi una sorella. Ma ogni eden nasconde le sue insidie, e a volte basta un piccolo cambiamento per sconvolgerne gli equilibri, o un occhio critico per scorgerne le crepe. È così che Frank riesce a cogliere dettagli sempre più inquietanti che altri non noterebbero, ed è così che tra le pieghe che cominciano a comparire sulla superficie del matrimonio perfetto, la donna si insinua pericolosamente. Quando la verità comincia a emergere e segreti e menzogne prendono forma, per Merry, Frank e Sam diventa sempre più difficile frenare gli istinti peggiori e uscire dal labirinto di gelosie e tradimenti, ripicche e violenze, in cui sono intrappolati. La penna caustica di Michelle Sacks scandaglia i meandri oscuri dell'animo umano e le relazioni malate che ne possono derivare, mostrandoci come il candore di un'apparente armonia familiare può trasformarsi in una tragedia annunciat

Scelto da 375,005 studenti

Accedi a oltre 1 milione di titoli a un prezzo mensile contenuto.

Studia in modo più efficiente con i nostri strumenti dedicati.

Informazioni

Editore
RIZZOLI
Anno
2018
eBook ISBN
9788858695272
Print ISBN
9788817105996

Frank

La detective Bergstrom è una di quelle persone troppo empatiche. Deve aver seguito un bel po’ di seminari di psicologia. Forse anche qualcuno del versante new age. Il metodo Grinberg, quello dell’esperienza somatica. Discipline legate al corpo.
Continuava a guardarmi le mani. A guardarmi la gola mentre parlavo, per vedere se deglutivo, se mi tremavano i muscoli, se riusciva a percepire la mia ansia. O il mio senso di colpa. Ha un minuscolo tatuaggio sul braccio, nell’incavo del gomito. Sembra una piuma.
«Mi dica, Frances. Dov’era il giorno della morte di Conor?»
«Mi chiamo Frank.»
«È vero, mi scusi. Frank.»
«Ero a casa di Merry.»
«Tutto il giorno.»
«Tutto il giorno.»
«Non è uscita a fare una passeggiata?»
«No.»
«Sapeva dove stesse andando la sua amica.»
«Sì.»
«E sapeva che di solito lasciava solo il bambino nella radura.»
«Sapevo che usciva per fare una passeggiata. Sapevo che lo faceva ogni giorno. Col bambino.»
«L’ha mai accompagnata?»
«No, lei non voleva compagnia. E adesso, naturalmente, capisco il perché. È tutto chiaro.»
«Sapeva che strada facesse?»
«No.»
«Ne è sicura.»
«Sì.»
«Non l’ha mai seguita.»
«Perché avrei dovuto?»
«Hanno trovato il suo DNA addosso al bambino. Sulla coperta utilizzata per soffocarlo.»
«Certo che c’era» ho risposto, freddamente. «Davo una mano a badare a lui. Ormai deve sapere che Merry non era un granché come madre.»
«È stata con lui nella prima parte di quella mattinata. Lo ha tenuto in braccio.»
«Sì.»
«Per quanto tempo?»
«Come, scusi?»
«Per quanto tempo è rimasta con lui? Per quanto tempo lo ha tenuto in braccio?»
Ho alzato le spalle. «Da quando si è svegliato. Io mi ero alzata presto. Ho giocato con lui, gli ho dato la colazione. Come al solito.»
La detective ha preso appunti. Ha tracciato un asterisco in cima alla pagina.
Mi hanno detto di aver lasciato cadere i sospetti su Elsa. Ci siamo incrociate mentre entravo nella stazione di polizia. Le ho sorriso e l’ho salutata. Non bisogna mai dimenticarsi le buone maniere, a prescindere dalle circostanze.
«Mi parli dei suoi rapporti con Merry» mi ha detto la detective Bergstrom. «Siete vecchie amiche. Fin da quando eravate bambine.»
«È vero.»
«A volte questo genere di rapporti si rivela difficile, giusto? Molte gelosie, molti vecchi rancori. Molti segreti.»
«Be’, detta così non sembra molto un’amicizia.»
Lei mi ha scrutata in viso. «Si è fatta un bel taglio.»
Mi sono toccata la guancia. Non avevo ancora cercato di nascondere il sangue secco e i lividi col trucco quando la polizia è venuta a prendermi a casa stamattina.
«Sembrano le tracce di una colluttazione. Una brutta colluttazione.»
Sono rimasta zitta.
«Vuole dirmi cos’è successo? Cosa sta succedendo in quella casa? Mi sembra una lesione abbastanza grave per darle motivo di sporgere denuncia.»
«Non ho nessuna intenzione di farlo. È stata colpa mia.»
«Capisco.» La detective ha annuito. «Ha urtato contro una porta o una credenza?»
Non ho abbassato gli occhi. «Una porta» le ho risposto.
«Torniamo alla sua amicizia con Merry.»
«Dura da trent’anni. Migliori amiche. Come sorelle.»
«Le sorelle litigano.»
«Immagino.»
«Voi due litigate spesso?»
«Be’, da bambine sì.»
«E su cosa?»
«Non lo so. Stupidaggini. Bambole rotte, giocattoli rubati. Lei era sempre a casa mia. Mia madre si occupava di lei nel pomeriggio. Era sempre da noi.»
«E a lei non dava fastidio?»
«Qualche volta sì. Mia madre mi costringeva a cederle il mio letto. Io dormivo sul pavimento. Dovevo essere sempre gentile con lei.»
«E non ne era contenta.»
«No.»
«Non la voleva tra i piedi.»
«Mia madre prendeva sempre le sue parti. Ogni volta ero io a beccarmi la colpa.»
La detective ha preso appunti sul suo taccuino. «È una cosa che odio» ha detto.
«Cosa?»
«Quando qualcuno cerca di gettare la colpa su qualcun altro.»
«E quando eravate più grandi, per cosa litigavate?»
Ho alzato le spalle. Non mi piace ricordare quegli anni. Pieni di frustrazione.
«Cose normali, da adolescenti. Ha presente, gli ormoni...» Mi è mancata la voce.
«Mi dica» ha insistito la detective.
«Be’, per i ragazzi. Perché eravamo gelose delle altre ragazze. Per i vestiti.»
«Lei era gelosa di Merry.»
«Forse.»
«Perché?»
«I suoi genitori erano molto ricchi. Avevano una grande casa. Facevano belle vacanze. Lei aveva una paghetta generosa. Non era costretta a cercarsi un lavoro.»
«E per lei invece non era così.»
«No. Mio padre era un giocatore d’azzardo. Siamo stati costretti a trasferirci da mia nonna.»
«E non è stato facile.»
«Tutte le sere dividevo il letto con una donna di ottant’anni.»
«E immagino che questo l’abbia fatta infuriare.»
«Per un po’.»
«E Merry le è stata vicina in quei momenti?»
«Non lo so. Trascorrevo parecchio tempo a casa sua. Ero quasi sempre da lei.»
«Una specie di ribaltamento rispetto a prima.»
«Sì.»
«E a Merry faceva piacere la sua presenza?»
«Non lo so. Passa...

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. Frontespizio
  3. L’ospite inattesa
  4. Merry
  5. Sam
  6. Merry
  7. Sam
  8. Merry
  9. Sam
  10. Merry
  11. Sam
  12. Merry
  13. Sam
  14. Merry
  15. Merry
  16. Sam
  17. Merry
  18. Frank
  19. Sam
  20. Frank
  21. Merry
  22. Frank
  23. Frank
  24. Merry
  25. Frank
  26. Sam
  27. Merry
  28. Frank
  29. Merry
  30. Sam
  31. Sam
  32. Frank
  33. Merry
  34. Merry
  35. Frank
  36. Sam
  37. Frank
  38. Sam
  39. Frank
  40. Merry
  41. Sam
  42. Frank
  43. Merry
  44. Sam
  45. Merry
  46. Sam
  47. Frank
  48. Sam
  49. Merry
  50. Sam
  51. Merry
  52. Sam
  53. Merry
  54. Frank
  55. Merry
  56. Frank
  57. Merry
  58. Sam
  59. Frank
  60. Merry
  61. Sam
  62. Frank
  63. Sam
  64. Frank
  65. Merry
  66. Merry
  67. Frank
  68. Merry
  69. Frank
  70. Merry
  71. Frank
  72. Merry
  73. Frank
  74. Merry
  75. Sam
  76. Merry
  77. Ringraziamenti
  78. Copyright