Prendendo fiato
a
due passi dalla fine
Mentre la giornata si va via via spegnendo, di solito ci si trova a navigare tra i propri pensieri. È il momento in cui si può riflettere, con lo sguardo rivolto all’orizzonte delle possibilità future. Ed è anche il momento in cui si rischia di cadere nello sconforto, presi dalla vertigine che può dare l’assenza di punti di riferimento nell’istante in cui il cielo e la terra diventano dello stesso colore e tutto sembra andare sottosopra.
Quando accade questo, fortunatamente Lloyd sa ricordarmi che spesso, anziché vedere ciò che c’è davvero davanti a me, sto semplicemente guardando il mio volto e che l’unica riflessione che faccio è quella su me stesso. In quel momento capisco che certa malinconia non arriva dall’esterno. E che, per tale ragione, è davvero facile da cancellare dalla vista. Basta solo ritornare ad avere uno sguardo più profondo sulla realtà che mi circonda.
“Lloyd, ma è un desiderio quello che svetta in giardino?”
“Credo di sì, sir”
“Ma come è possibile, Lloyd? Avevo dato ordini precisi sul fatto che i desideri dovevano essere tenuti bassi. Quasi rasoterra. Chiama subito il giardiniere”
“Sir, mi perdoni, ma sarebbe un peccato abbattere un così bell’esemplare”
“Lloyd, lo sai bene che quando i desideri diventano così grandi poi fanno cadere un’ombra di frustrazione sul futuro”
“Però è anche vero che garantiscono un grande prestigio, sir”
“Prestigio, Lloyd?”
“Certamente, sir. Desideri fuori misura si trovano solo negli animi dotati della grandezza necessaria a farli crescere”
“Niente giardiniere direi…”
“Ottima decisione, sir.”
“Lloyd, secondo te perché si dice che i soldi non fanno la felicità?”
“Perché non hanno fantasia, sir”
“Fantasia?”
“Certo, sir. Prima di fare la felicità è indispensabile saper immaginare la forma che può avere”
“E se la felicità avesse proprio la forma dei soldi?”
“Allora sarebbe molto piccola, piatta e in milioni di copie tutte uguali l’una all’altra”
“Pensiero inestimabile, Lloyd”
“Grazie mille, sir.”
***
“Mi chiedo come certe amicizie possano andare in frantumi, Lloyd”
“Colpa dell’orgoglio, sir”
“Orgoglio, Lloyd?”
“È un potente esplosivo in grado di sbriciolare qualunque rapporto, sir”
“Terrificante, Lloyd. Di sicuro, se ne abbiamo, ci conviene conservarlo in cantina”
“Oh no, sir. Chi tiene l’orgoglio sotto i piedi, rischia di minare i propri rapporti dalle fondamenta”
“E allora? Dove lo si può mettere?”
“In testa, sir”
“Per quale ragione, Lloyd?”
“Perché per contenere l’orgoglio è indispensabile la presenza del cervello, sir”
“Grazie, Lloyd”
“Prego, sir.”
***
“Lloyd, ma è la mia fiducia quella finita in quel bidone?”
“Temo di sì, sir”
“Ma… ma come hanno potuto! Era una fiducia preziosa! Piena di belle speranze, tanta sincera passione, per non parlare di tutto il mio valore”
“Sono desolato, sir”
“Dì all’autista di fermarsi, Lloyd”
“Personalmente glielo sconsiglio, sir”
“Devo provare almeno a recuperare qualcosa, Lloyd”
“Sir, se cerca di recuperare il proprio valore rovistando tra rifiuti altrui non farà altro che perdere qualcosa di ancora più prezioso”
“Il tempo, Lloyd?”
“La dignità, sir.”
***
“Sir, sta partendo?”
“Sì, Lloyd. Mi imbarco in una discussione”
“Le preparo subito il suo bagaglio culturale, sir”
“Oh no, Lloyd. Penso che mi basterà il solito zainetto di retorica”
“Sir, ma così facendo non si spingerà molto lontano dalle proprie posizioni”
“È un problema, Lloyd?”
“Certo che no, sir. Ma non vedrà mai nuovi punti di vista”
“Valigia grande, Lloyd?”
“Direi più il baule, sir.”
***
“Lloyd, non riesco ad andare avanti”
“Credo che siano venuti meno gli stimoli, sir”
“Ma come? Erano ottimi stimoli da traino…”
“Anche i migliori stimoli prima o poi si esauriscono, sir”
“E ora? Che si fa?”
“Direi di metterci in cammino per trovarne nuovi”
“Ma non converrebbe fermarci qui? Magari ne arriva qualcuno dal passato…”
“Gli stimoli migliori, sir, vanno sempre cercati. Mai attesi…”
“E se non li troviamo, Lloyd?”
“Impossibile, sir. Gli stimoli vo...