ASSASSINIO NELLA CATTEDRALE
PRIMA PARTE
Personaggi
UN CORO DI DONNE DI CANTERBURY
TRE SACERDOTI DELLA CATTEDRALE
UN ARALDO
L’ARCIVESCOVO TOMMASO BECKET
QUATTRO TENTATORI
SERVI
La scena si svolge nell’Arcivescovado di Canterbury.
Il giorno è il 2 dicembre 1170
CORO
Fermiamoci qui, vicino alla cattedrale.
Aspettiamo qui. Siamo trascinate da un pericolo?
È un sentimento di salvezza che trascina
i nostri passi verso la cattedrale?
Quale pericolo può esistere ancora
per noi povere, povere donne di Canterbury?
Quale sciagura che non ci sia già familiare?
No, non può esserci un pericolo per noi,
non c’è salvezza nella cattedrale.
C’è come il presentimento
di un fatto che presto i nostri occhi
saranno costretti a testimoniare. Un presentimento
ha trascinato i nostri passi verso la cattedrale.
E ora ci viene imposto di dare testimonianza.
Poi che l’ottobre dorato declinò
nel torbido novembre e il raccolto delle mele
fu messo da parte e la terra diventò piena
di scure zolle, profili di morte che emergono
da una desolazione d’acqua e di fango,
ecco avvicinarsi il nuovo anno: già aspetta,
respira, aspetta, sussurra nel buio.
Mentre il contadino
si scuote lo stivale infangato e tende
la mano verso il fuoco, il nuovo anno aspetta,
il destino è in attesa di compiersi. Chi ha teso
la mano verso il fuoco e ha ricordato
i santi nel giorno di Tutti i Santi,
ha ricordato anche i martiri e i santi
che devono ancora venire?
E chi vorrà ora tendere la mano
verso il fuoco e rinnegare il suo maestro?
Chi rimarrà al caldo accanto al fuoco
e rinnegherà il suo maestro?
Sette anni. E già l’estate è finita.
Sette anni dal giorno che il nostro Arcivescovo
ci ha lasciate sole. Lui che sempre era stato
amorevole verso il suo popolo. Ma quanto
sarebbe meglio se ora non tornasse!
Il Re comanda, i baroni comandano
e noi siamo sempre costrette
a subire molteplici oppressioni.
Ma almeno siamo ancora libere
di dedicarci alle nostre faccende,
contente se nessuno si cura di noi.
Cerchiamo di tenere le nostre case in ordine
mentre il mercante, diffidente, con molte cautele
tenta di mettere insieme una modesta fortuna
e il contadino che ha preso il colore della terra
si curva sul suo piccolo campo
sperando che nessuno si accorga di lui.
Ma adesso ho paura, ho paura che le tranquille
stagioni stiano per essere sconvolte.
Verrà l’inverno e porterà la morte dal mare,
una primavera rovinosa busserà alle nostre porte,
la radice e il germoglio mangeranno
i nostri occhi e le orecchie. Un’estate disastrosa
farà bruciare il letto dei nostri fiumi
e il povero dovrà attendere
che un altro ottobre declini.
No, non sarà l’estate a portarci sollievo
dopo i fuochi dell’autunno
e le nebbie dell’inverno. Che altro faremo
nella calura dell’estate
se non aspettare nei nostri orti inariditi
l’avvento di un altro ottobre?
C’è come una maledizione che incombe
sopra di noi. E attendiamo, attendiamo.
Anche i martiri e i santi attendono
coloro che saranno martiri e santi.
Il destino attende nelle mani di Dio
mentre dà forma alle cose
che sono ancora informi. Tutto questo
io l’ho visto come riflesso in un raggio di sole.
Il destino attende nelle mani di Dio,
non nelle mani degli uomini di stato, che agiscono
ora bene, ora male, fanno progetti, fanno piani,
ma intanto la trama del tempo trasforma
i loro scopi nelle loro mani.
E ora vieni, felice dicembre. Ma chi ci sarà
a celebrare il tuo avvento,
chi ci sarà a sostenerti?
Il Figlio dell’Uomo nascerà un’altra volta
su un giaciglio di vergogna?
Noi misere donne non siamo state chiamate
ad agire. Dobbiamo solo aspettare:
aspettare e testimoniare.
[Entrano i PRETI]
PRIMO PRETE
Sette anni. E già l’estate è finita.
Sette anni da quando l’Arcivescovo è partito.
SECONDO PRETE
Ma che cosa fa l’Arcivescovo, che cosa fa
il Papa, nostro signore e sovrano,
con il Re ostinato e con il Re di Francia,
intenti a interminabili intrighi,
a manovre, a conferenze,
incontri accettati, incontri rifiutati,
incontri senza fine o non portati a un fine
in un luogo o in un altro della Francia?
TERZO PRETE
Io non vedo a quale approdo concreto
conduce l’arte del governo temporale:
c’è soltanto violenza, c’è doppiezza.
E c’è solo malversazione continua.
Il Re comanda, i baroni comandano:
Chi è forte con la forza, chi è debole
col capriccio. Hanno solo una legge,
afferrare il potere e mantenerlo.
Chi è più deciso manovra l’avidità e la brama
degli altri, chi è debole è divorato dalla sua.
PRIMO PRETE
Queste cose non avranno mai fine
finché i poveri che sostano
sulla porta del tempio non ricorderanno
il loro amico, il loro Padre in Dio.
Come possono avere dimenticato
che avevano un amico?
[Entra il MESSAGGERO]
MESSAGGERO
Servi del Signore, custodi del tempio,
sono qui per darvi un annuncio
senza giri di parole: l’Arcivescovo
è qui in Inghilterra, è quasi alle porte
della vostra città. Sono stato mandato
di corsa, il più presto possibile,
per darvi la notizia del suo arrivo
e il tempo di prepararvi all’incontro con lui.
PRIMO PRETE
Ma allora l’esilio è finito. Il nostro Arcivescovo
ha fatto pace con il Re? Come è stato possibile
a due persone così piene d’orgoglio
trovare il modo di riconciliarsi?
TERZO PRETE
Quale pace potrà stabilirsi mai
tra il martello e l’incudine?
SECONDO PRETE
Ti chiediamo di dircelo: le antiche contese
hanno avuto una fine? È ormai caduto
il muro di disprezzo che ha diviso
l’uno dall’altro? È una pace o è la guerra?
PRIMO PRETE
Sta venendo verso di noi
in piena sicurezza? O confida soltanto
nell’autorità di Roma, nella legge spirituale,
nel diritto che dovrà garantirlo
...