Passione semplice
eBook - ePub

Passione semplice

  1. 80 pagine
  2. Italian
  3. ePUB (disponibile su mobile)
  4. Disponibile su iOS e Android
eBook - ePub

Passione semplice

Informazioni su questo libro

Una donna e un uomo condividono un'intensa relazione clandestina. Lui, straniero, è sposato e inaccessibile. La avvisa con una telefonata ogni volta che gli si presenta l'occasione di passare del tempo insieme. Gli incontri che seguono sono brevi, con l'amore che si consuma in amplessi tormentati dal presentimento del distacco. Poi lei lo osserva rivestirsi e andare via e allora riprende - lì da dove si era interrotta - quell'attesa ossessiva: di lui, di una chiamata, del prossimo intreccio di corpi e desideri. Quando la storia finisce, l'uomo e la donna smettono del tutto di sentirsi o vedersi. Restano, come marchi impressi nella carne, i segni del sesso, dell'amore, dell'attesa. Indizi di una passione semplice.

Tools to learn more effectively

Saving Books

Saving Books

Keyword Search

Keyword Search

Annotating Text

Annotating Text

Listen to it instead

Listen to it instead

Informazioni

Editore
BUR
Anno
2017
Print ISBN
9788817064118
eBook ISBN
9788858690598
Annie Ernaux

Passione semplice

Logo grafico BUR Rizzoli
Quest’estate, ho visto per la prima volta un film classificato X alla televisione, su Canale +. Il mio apparecchio non ha decodificatore, le immagini sullo schermo erano sfocate, le parole soppiantate da uno strano rumore di fondo, uno sfrigolìo, uno sciacquìo, una sorta d’altro linguaggio, dolce e ininterrotto. Si distingueva un profilo di donna in guêpière, con delle calze, un uomo. La storia era incomprensibile, e non si poteva prevedere alcunché, né dai gesti né dalle azioni. L’uomo si è avvicinato alla donna. Il sesso di lei è apparso in primissimo piano, ben visibile nel baluginìo dello schermo; quindi il sesso dell’uomo, in erezione, che è scivolato in quello della donna. Per un tempo assai lungo, l’andirivieni dei due sessi viene mostrato sotto diverse angolature. Il membro è riapparso, in mano all’uomo, e lo sperma si è riversato sul ventre della donna. Sicuramente ci si abitua a una tal visione, ma la prima volta è sconvolgente. Secoli e secoli, centinaia: di generazioni, e soltanto ora è possibile vedere una cosa simile, un sesso di donna e un sesso di uomo che si uniscono, lo sperma – ciò che non si poteva guardare senza quasi morirne è divenuto facile a vedersi quanto una stretta di mano.
M’è parso che la scrittura dovesse tendere a questo, l’impressione che provoca la scena dell’atto sessuale, l’angoscia e lo stupore, una sospensione di giudizio morale.
Sin dal mese di settembre dello scorso anno non ho fatto nient’altro che aspettare un uomo: che mi telefonasse e che venisse da me. Andavo al supermercato, al cinema, portavo gli abiti in lavanderia, leggevo, correggevo i compiti, mi comportavo esattamente come prima; ma senza una lunga dimestichezza con tali azioni, mi sarebbe stato impossibile, se non al prezzo di uno sforzo spaventoso. È soprattutto parlando che avevo l’impressione di vivere di slancio. Le parole e le frasi, il riso stesso, si formavano sulla mia bocca senza la reale partecipazione di raziocinio o volontà. D’altronde non ho più che un vago ricordo delle mie attività, dei film che ho visto, della gente che ho incontrato. La mia condotta era in generale artificiosa. Le sole azioni in cui impegnavo la volontà, il desiderio e quel qualcosa che deve essere l’intelligenza umana (prevedere, valutare il pro e il contro, le conseguenze), avevano tutte un legame con quell’uomo:
leggere nel giornale gli articoli sul suo Paese (era straniero)
scegliere come abbigliarmi e truccarmi
scrivergli lettere
cambiare le lenzuola e mettere fiori in camera
annotare ciò che non dovevo dimenticare di dirgli, la prossima volta, che avrebbe potuto suscitare il suo interesse
comprare whisky, frutta, cibarie per la serata insieme
immaginare in quale stanza avremmo fatto l’amore al suo arrivo.
Nelle conversazioni, i soli argomenti che infrangevano la mia indifferenza avevano rapporto con quell’uomo, la sua funzione, il Paese da cui proveniva, i luoghi dov’era andato. La persona che mi stava parlando non supponeva che il mio interesse improvvisamente intenso per i suoi discorsi fosse dovuto non al suo modo di raccontare, e assai poco all’argomento stesso, ma al fatto che un giorno, dieci anni prima che lo incontrassi, A., in missione a L’Avana, era forse entrato proprio in quel night-club, il Fiorendito, che, stimolata dalla mia attenzione, quella persona mi descriveva ora con dovizia di particolari. Ugualmente, leggendo, le frasi su cui mi soffermavo erano quelle connesse alle relazioni tra un uomo e una donna. Mi sembrava che m’insegnassero qualcosa su A. e dessero un senso certo a ciò che desideravo credere. Così, leggere in Vita e destino di Grossman che «quando uno ama chiude gli occhi mentre bacia» mi conduceva a immaginare che A. mi amasse, dato che mi baciava in quel modo. Il resto del libro, poi, ritornava a essere ciò che ogni attività è stata per me durante un anno, un mezzo d’impiegare il tempo situato tra due incontri.
Non avevo altro avvenire che la prossima telefonata d’appuntamento. Cercavo di uscire il meno possibile oltre i miei obblighi professionali – dei quali lui aveva gli orari –, sempre per paura che chiamasse in mia assenza. Evitavo anche di usare l’aspirapolvere o l’asciugacapelli, che mi avrebbero impedito di udire lo squillo. E quest’ultimo mi devastava con una speranza che durava spesso soltanto il tempo di alzare lentamente il ricevitore e di dire pronto. Appurato che non si trattava di lui, cadevo in una profonda delusione, tale da aborrire la persona all’altro capo del filo. Appena udivo la voce di A., la mia attesa indefinita, dolorosa, gelosa evidentemente, si vanificava così alla svelta che avevo l’impressione d’esser stata pazza e di ritornare d’un subito normale. Ero colpita dall’insignificanza, in fondo, di quella voce e dall’importanza smisurata ch’essa aveva nella mia vita.
Se mi annunciava il suo arrivo entro un’ora – un’“occasione”, cioè un pretesto per far tardi senza indurre sospetti in sua moglie – entravo in un’altra attesa, senza pensiero, senza neppur desiderio (al punto da domandarmi se avrei potuto godere), colma di un’energia febbrile per compiti a cui non riuscivo a dare un ordine: fare una doccia, tirar fuori dei bicchieri, darmi lo smalto alle unghie, passare lo strofinaccio per terra. Non sapevo più chi aspettavo. Ero soltanto ghermita dall’istante – il cui appressarsi mi ha sempre invaso di un terrore senza nome – in cui avrei udito l’automobile frenare, sbattere la portiera, i suoi p...

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. Frontespizio
  3. PASSIONE SEMPLICE
  4. Copyright