Caraval
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Caraval

  1. 432 pagine
  2. Italian
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Informazioni su questo libro

Il mondo, per Rossella Dragna, ha sempre avuto i confini della minuscola isola dove vive insieme alla sorella Tella e al potente, crudele padre. Se ha sopportato questi anni di forzato esilio è stato grazie al sogno di partecipare a Caraval, uno spettacolo itinerante misterioso quanto leggendario in cui il pubblico partecipa attivamente; purtroppo, l'imminente, combinato matrimonio a cui il padre la sta costringendo significa la rinuncia anche a quella possibilità di fuga. E invece Rossella riceve il tanto desiderato invito, e con l'aiuto di un misterioso marinaio, insieme a Tella fugge dall'isola e dal suo destino... Appena arrivate a Caraval, però, Tella viene rapita da Legend, il direttore dello spettacolo che nessuno ha mai incontrato: Rossella scopre in fretta che l'edizione di Caraval che sta per iniziare ruota intorno alla sorella, e che ritrovarla è lo scopo ultimo del gioco, non solo suo, ma di tutti i fortunati partecipanti. Ciò che accade in Caraval sono solo trucchi ed illusioni, questo ha sempre sentito dire Rossella. Eppure, sogno e veglia iniziano a confondersi e negare la magia diventa impossibile. Ma che sia realtà o finzione poco conta: Rossella ha cinque notti per ritrovare Tella, e intanto deve evitare di innescare un pericoloso effetto domino che la porterebbe a perdere Tella per sempre...

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Informazioni

Editore
RIZZOLI
Anno
2017
Print ISBN
9788817096805
eBook ISBN
9788858689967
L’ISOLA DI TRISDA

1

Ci vollero sette anni per scrivere la lettera giusta.
Anno 50, Dinastia Elantine
Gentile signor Mastro di Caraval,
mi chiamo Rossella, ma scrivo questa lettera per mia sorella, Donatella. Presto sarà il suo compleanno e le piacerebbe moltissimo vedervi esibire insieme ai vostri formidabili artisti di Caraval. Il suo compleanno cade il 37 di Germoglia e sarebbe il compleanno più meraviglioso di sempre se veniste.
Saluti speranzosi,
Rossella, dell’Isola Conquistata di Trisda
Anno 51, Dinastia Elantine
Gentile signor Mastro di Caraval,
sono ancora Rossella. Avete ricevuto la mia lettera? Quest’anno mia sorella sostiene di essere troppo grande per festeggiare il compleanno, ma penso che sia solo triste perché non siete mai venuto a Trisda. Nella prossima Germoglia compirà dieci anni e io ne avrò undici. Non lo vuole ammettere, ma le piacerebbe ancora moltissimo vedervi insieme ai fantastici artisti di Caraval.
Saluti speranzosi,
Rossella, dell’Isola Conquistata di Trisda
Anno 52, Dinastia Elantine
Gentile Mastro Legend di Caraval,
vi chiedo scusa per aver sbagliato il vostro nome nelle lettere precedenti. Spero non sia questo il motivo per cui non siete venuto a Trisda. Il compleanno della mia sorellina non era l’unica ragione per cui vi ho chiesto di portare qui i formidabili artisti di Caraval: l’altro è che piacerebbe tanto anche a me.
Mi scuso se questa lettera è breve, ma mio padre si arrabbierebbe se scoprisse che vi scrivo.
Saluti speranzosi,
Rossella, dell’Isola Conquistata di Trisda
Anno 52, Dinastia Elantine
Gentile Mastro Legend di Caraval,
ho appena appreso la notizia e volevo porgervi le mie condoglianze. Anche se non siete ancora venuto a Trisda, né avete risposto alle mie lettere, so che non siete un assassino. Mi dispiace tanto sapere che per un po’ non potrete viaggiare.
Cordiali saluti,
Rossella, dell’Isola Conquistata di Trisda
Anno 55, Dinastia Elantine
Gentile Mastro Legend,
vi ricordate di me? Sono Rossella, dell’Isola Conquistata di Trisda. Sono passati diversi anni da quando vi ho scritto. Ho sentito dire che voi e i vostri artisti avete ripreso a esibirvi. Mia sorella mi ha detto che non tornate mai nello stesso luogo, ma sono cambiate tante cose da quando siete venuti qui cinquant’anni fa; posso garantirvi che non c’è nessuno che voglia assistere a un vostro spettacolo più di me.
Saluti speranzosi,
Rossella
Anno 56, Dinastia Elantine
Gentile Mastro Legend,
ho saputo che l’anno scorso siete stato nella capitale dell’Impero Meridionale e avete cambiato il colore del cielo. È vero? Ho cercato in tutti i modi di venire con mia sorella, ma non potevamo lasciare Trisda. A volte penso che non uscirò mai dalle Isole Conquistate. Credo sia per questo che desideravo tanto che veniste qui con i vostri artisti. Probabile che sia inutile insistere, ma spero con tutto il cuore che prenderete in considerazione l’idea di venire.
Saluti speranzosi,
Rossella, dell’Isola Conquistata di Trisda
Anno 57, Dinastia Elantine
Gentile Mastro Legend,
questa è la mia ultima lettera. Presto mi sposerò. Quindi sarà meglio che voi e i vostri artisti non veniate a Trisda quest’anno.
Rossella Dragna
Anno 57, Dinastia Elantine
Cara Rossella Dragna, dell’Isola Conquistata di Trisda,
auguri per le nozze imminenti. Mi dispiace di non poter venire a Trisda con i miei artisti, ma quest’anno non ci sposteremo. La nostra prossima esibizione sarà soltanto su invito; spero di vederti presto insieme al tuo fidanzato, se mai trovaste il modo di lasciare l’isola e unirvi a noi.
Troverai accluso il mio regalo.
Dalla penna di Mastro Legend di Caraval

2

I sentimenti di Rossella assunsero colori ancora più intensi del solito. Il rosso vivo delle braci ardenti. Il verde avido dei nuovi steli dell’erba. Il giallo frenetico delle piume di un uccello che batte le ali.
Alla fine aveva risposto.
Lesse la lettera ancora, e ancora, e ancora. I suoi occhi si soffermarono su ogni nitido tratto d’inchiostro, su ogni curva del sigillo argentato di ceralacca del Mastro di Caraval: un sole con dentro una stella e una lacrima dentro la stella. Sui foglietti inclusi era impresso lo stesso sigillo in filigrana.
Non era uno scherzo.
«Donatella!» Rossella si precipitò giù per le scale della cantina, in cerca della sorella. Il familiare profumo di melassa e quercia le pervase le narici, ma quella furfante della sorella non si vedeva da nessuna parte.
«Tella, dove sei?» Le lampade a olio proiettavano una luce ambrata sulle bottiglie di rum e sulle botti di legno appena riempite. D’un tratto Rossella udì un gemito e respiri pesanti. Dopo l’ultima lite con il padre, Tella aveva probabilmente alzato il gomito e ora se ne stava da qualche parte a sonnecchiare sul pavimento. «Dona…»
L’altra metà del nome della sorella le morì in gola.
«Ciao, Sella.»
Tella le rivolse un sorriso impacciato, tutto denti bianchi e labbra gonfie. I boccoli biondo miele erano spettinati e lo scialle le era caduto in terra. Tuttavia fu la vista del giovane marinaio, con le mani che cingevano la vita di Tella, che indusse Rossella a balbettare: «Ho… interrotto qualcosa?».
«Nulla che non si possa ricominciare.» Il marinaio parlò con l’accento cadenzato tipico dell’Impero Meridionale, dal suono più dolce rispetto ai dialetti aspri dell’Impero di Mezzo cui era abituata.
Tella ridacchiò, ma ebbe almeno la decenza di arrossire. «Sella, conosci Julian, vero?»
«Mi fa piacere vederti, Rossella.» Julian sorrise, amabile e seducente come una zona d’ombra in Torrida.
Rossella sapeva che la risposta più educata sarebbe stata qualcosa come “Anche a me”, ma riusciva a pensare soltanto alle mani del giovane che, ancora strette intorno alle sottane pervinca di Tella, giocherellavano con i fiocchi del sellino, quasi fosse un pacchetto che non vedeva l’ora di scartare.
Julian era arrivato sull’isola di Trisda all’incirca da un mese. Quando era sbarcato dalla nave, alto e affascinante con la sua pelle scura dai riflessi dorati, aveva attirato quasi tutti gli sguardi delle donne su di sé. Persino Rossella si era voltata un attimo ad ammirarlo, ma non era stata così sprovveduta da indugiare oltre.
«Tella, ti dispiacerebbe venire con me un attimo?» Rossella rivolse a Julian un cenno cortese, ma non appena si furono allontanate nel labirinto di botti quel tanto da non farsi udire, esclamò: «Che cosa stai facendo?».
«Sella, ti stai per sposare; pensavo fossi al corrente di cosa succede tra un uomo e una donna.» Tella le diede un colpetto scherzoso sulla spalla.
«Non è quello che intendo. Lo sai che cosa succederebbe se nostro padre ti scoprisse.»
«Motivo per cui non ho intenzione di farmi scoprire.»
«Per favore, sii seria» disse Rossella.
«Sono seria. Se nostro padre ci sorprende, troverò un modo per dare la colpa a te.» Tella le scoccò un sorriso acido. «Ma non credo tu sia venuta quaggiù per parlare di questo.» I suoi occhi caddero sulla lettera che Rossella teneva in mano.
La fievole luce di una lanterna illuminò i bordi metallici del foglio, facendoli risplendere d’oro, il colore della magia, dei desideri e delle promesse future. L’indirizzo sulla busta brillò del medesimo scintillio.
Signorina Rossella Dragna
Presso il confessionale dei sacerdoti
Trisda
Isole Conquistate dell’Impero di Mezzo
Tella sgranò gli occhi posando lo sguardo sul testo che risplendeva. Le erano sempre piaciute le cose belle, come il giovane che la stava ancora aspettando dietro le botti. Spesso, se Rossella smarriva uno dei suoi oggetti preziosi, lo ritrovava nascosto in camera di sua sorella.
Tuttavia Tella non prese la lettera. Le sue mani rimasero ferme lungo i fianchi, come se non volesse avere niente a che fare con la missiva. «È un’altra lettera del conte?» Aveva pronunciato il titolo con disprezzo, come se quell’uomo fosse il diavolo incarnato.
Rossella avrebbe voluto difendere il suo futuro sposo, ma la sorella aveva già espresso chiaramente il suo pensiero sul loro fidanzamento. Non le importava che i matrimoni combinati fossero in voga nel resto dell’Impero di Mezzo, o che per mesi il conte avesse inviato a Rossella una sfilza di lettere sdolcinate; Tella si rifiutava di capire come la sorella potesse sposare qualcuno mai conosciuto di persona. Eppure il matrimonio con un uomo che non aveva mai visto non spaventava Rossella quanto l’idea di rimanere a Trisda.
«Bene» proseguì Tella, «hai intenzione di dirmi che cos’è?»
«Non è del conte» rispose Rossella sottovoce per non farsi sentire dall’amico di Tella. «È del Mastro di Caraval.»
«Ti ha risposto?» Tella afferrò la lettera. «Per i denti di Dio!»
«Ssh!» Rossella spinse la sorella dietro le botti. «Qualcuno potrebbe sentirti.»
«Non posso nemmeno rallegrarmi ora?» Tella estrasse i tre biglietti nascosti nell’invito. La luce della lampada illuminò i sigilli in filigrana. Per un attimo brillarono, dorati come i bordi della lettera, prima di assumere una minacciosa sfumatura rosso sangue.
«Hai visto?» Tella trasalì quando un vortice di lettere argentate si materializzò su uno dei biglietti, formando lentamente le parole: Un ingresso. Donatella Dragna, delle Isole Conquistate.
Il nome di Rossella apparve sull’altro.
Il terzo recitava solo Un ingresso. Come sugli altri inviti, seguiva il nome di un’isola di cui non aveva mai sentito parlare: Isla de los Sueños.
Rossella immaginò che l’invito senza nome fosse per il suo fidanzato, e per un momento pensò a quanto sarebbe stato romantico vivere l’esperienza di Caraval con lui, una volta sposati.
«Oh, guarda, c’è qualcos’altro!» squittì Tella, mentre altre parole comparivano sui biglietti.
Da usare una sola volta per l’ingresso a Caraval.
I cancelli principali chiudono a mezzanotte, il giorno 13 di Germoglia dell’anno 57 della Dinastia Elantine. Chiunque arrivi in ritardo non potrà partecipare al gioco, né vincere il premio di quest’anno, che è un desiderio.
«Mancano solo tre giorni» disse Rossella. I colori vividi che aveva percepito poco prima tornarono alle solite, monotone sfumature di grigio per la delusione. Era stata un’ingenua a pensare, anche solo per un istante, di poterci andare. Forse, se fosse stato tre mesi più avanti, o almeno tre settimane… insomma, in qualsiasi altro momento dopo il matrimonio, avrebbe avuto una speranza. Suo padre le aveva nascosto la data precisa delle nozze, ma lei sapeva che non si sarebbero svolte in quei tre giorni. Partire prima sarebbe stato impossibile… e troppo rischioso.
«Ma guarda il premio di quest’anno» disse Tella. «Un desiderio.»
«Pensavo che non credessi ai desideri.»
«E io pensavo di vederti più felice» ribatté Tella. «Sai che le persone ucciderebbero per mettere le mani su questi inviti?»
«Hai letto la parte in cui dice che dobbiamo lasciare l’isola?» Per quanto Rossella avesse un gran desiderio di andare a Caraval, doveva sposarsi a tutti i costi. «Per farcela in tre giorni, dovremmo partire domani.»
«Perché pensi che io sia così entusiasta?» Lo scintillio negli occhi di Tella si fece ancora più intenso; quando era felice tutto il mondo risplendeva, e Rossella avrebbe voluto farsi contagiare da quella luce e accettare qualunque volontà della sorella. Tuttavia aveva imparato fin troppo bene quanto fosse pericoloso sperare in qualcosa di tanto illusorio come un desiderio.
La voce di Rossella si fece tagliente; benché detestasse rovinare la gioia di Tella, era meglio che lo facesse lei anziché qualcuno capace di distruggere ben altro. «Ti sei forse bevuta tutto il rum della cantina? Hai dimenticato cos’ha fatto nostro padre l’ultima volta che abbiamo provato ad andarcene da Trisda?»
Tella trasalì. Per un attimo parve la ragazza fragile che fingeva a ogni costo di non essere; poi, con la stessa rapidità, la sua espressione cambiò di nuovo, le labbra rosa tornarono a curvarsi in un sorriso e lo sguardo avvilito s’illuminò di tenacia. «È successo due anni fa; adesso siamo più as...

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. Frontespizio
  3. L’ISOLA DI TRISDA
  4. LA NOTTE DELLA VIGILIA DI CARAVAL
  5. PRIMA NOTTE DI CARAVAL
  6. SECONDA NOTTE DI CARAVAL
  7. QUARTO GIORNO DI CARAVAL
  8. QUARTA NOTTE DI CARAVAL
  9. QUINTA NOTTE, L’ULTIMA NOTTE DI CARAVAL
  10. IL GIORNO DOPO CARAVAL
  11. EPILOGO
  12. RINGRAZIAMENTI