Voce dei ciclisti in tutto il mondo, Eben Weiss raccoglie in questo manuale illustrato e spassosissimo i consigli da esperto - ma soprattutto da innamorato - della bici: dove comprare quella giusta? Come prendersene cura? Quale lucchetto usare per non farsela rubare? Come riparare una foratura? Come convivere con le auto? Cosa portare con sé per una gita fuori porta? Come sarà la bici del futuro? Semplice, chiaro e divertente, il manuale perfetto per appassionati e ciclisti alle prime armi. Per ispirare e accompagnare og
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Congratulazioni! Se ti senti confuso e sopraffatto dalla vastità sconcertante del mercato delle due ruote non preoccuparti, perché ammettere che hai bisogno di aiuto è il primo passo per diventare un ciclista. Prima di andare oltre, ti sarà utile avere qualche cognizione di base sulla storia della bici.
IN PRINCIPIO
Negli anni Settanta del Diciannovesimo secolo comprare una bicicletta era facile: bastava andare all’Antica Bottega del Velocipede, scegliere un bel biciclo – in inglese «penny farthing» per analogia fra le dimensioni delle due ruote e quelle delle due monete: il penny e il farthing, del valore di un quarto di penny e quindi molto più piccolo – e farsi un tuffo di testa in un mucchio di letame di cavallo sulla via di casa. Andata. L’acquisto era la parte semplice. Quella difficile era andarci, su quel trabiccolo. Primo, per partire dovevi spingere la bici da dietro. Secondo, ti ci dovevi arrampicare sopra mentre era già in corsa, un po’ come saltare sul tetto di un maggiolone Volkswagen in movimento. Una volta in cima ci dovevi rimanere, cosa non semplice visto che, in pratica, ci si ritrovava seduti sopra una ruota gigante. Una bella impresa, stare ritti su una bici con il centro di gravità al terzo piano! Se poi riuscivi a salirci e portarla con successo, dovevi affrontare la ridiscesa al termine del giretto.
Una bella fatica, giusto? Ma perché la ruota anteriore era così enorme?
Perché il biciclo si muoveva grazie a una «trazione diretta», cioè con i pedali e le pedivelle attaccati direttamente alla ruota anteriore. Di conseguenza, era il diametro della ruota a determinare quanto veloce e lontano si sarebbe spinta la bicicletta: con una ruota piccola sarebbe stato necessario pedalare come folli per qualsiasi spostamento (basta pensare a quanto ci si impiegherebbe a percorrere un paio di chilometri con un triciclo). Per questa ragione la ruota anteriore era gigantesca fino al ridicolo.
Ciononostante, la gente andò fuori di testa per il biciclo e il mondo sperimentò il primo boom della bici.
Poi, ci furono due grosse novità.
Le due grosse novità
1.Nel 1885 John Kemp Starley cominciò a fabbricare una bicicletta a trazione posteriore con trasmissione a catena, con ruote più o meno simmetriche.
2.Nel 1889 John Boyd Dunlop fondò l’omonima società produttrice di pneumatici, la Dunlop Pneumatic Tire Company.
Ruote grandi uguali? Gomme piene d’aria? Fu questo il momento d’oro della bicicletta: dotarla di trasmissione a catena significava non dover più modificare il diametro della ruota per ottimizzare il vantaggio meccanico del sistema. Per contro, il rapporto di trasmissione era determinato dalle dimensioni di corona e pignoni, montati sul mozzo della ruota posteriore. Detto fatto: una bicicletta a trazione posteriore progettata per la comodità del ciclista. La bici di Starley, con il suo telaio a diamante e due ruote simmetriche, era di gran lunga più stabile di un biciclo e si poteva inforcare e portare molto più facilmente. Pedalare su una bicicletta con ruote uguali e gomme ad aria era una prospettiva ben più allettante che rimbalzare su e giù lungo strade cosparse di letame dall’alto di solidi copertoni. Ed era anche parecchio più sicuro, per la semplice ragione che era molto meno probabile cadere. Così il nuovo prodotto fu messo sul mercato con il nome di «bicicletta di sicurezza». Entro la fine del Diciannovesimo secolo quasi tutte le biciclette erano «di sicurezza» a trazione posteriore su copertoni ad aria. Il mezzo divenne così popolare che le città cominciarono a pavimentare le strade in macadam.
Perciò è merito proprio della bicicletta se le strade sono asfaltate e, la prossima volta che un autista impaziente ti dirà che «le strade sono per le auto», ricordagli che dovrebbero ringraziare proprio te e le due ruote per il fondo asfaltato su cui stanno guidando.
OGGI
Ora che siamo ben oltre l’inizio del Ventunesimo secolo, eccoci qui alla ricerca di una bicicletta. La buona notizia è che non è cambiato molto dopo la svolta epocale del secolo scorso: usiamo ancora (perlopiù) bici con telaio a diamante e copertoni ad aria. (È vero, esistono bici reclinate, o recumbent, e altre rivisitazioni della bicicletta verticale, ma di queste ci occuperemo più avanti.) Certo, sono diventate molto più leggere e, sì, hanno sistemi di cambio marcia e frenata più sofisticati, ma se un ciclista di due secoli fa dovesse viaggiare attraverso un buco temporale fino ai giorni nostri non avrebbe difficoltà a portare una delle mie biciclette. (A parte dover evitare le auto, naturalmente, ma di questo ci occuperemo più avanti.)
La cattiva notizia è che un secolo di costanti affinamenti di marketing e l’incessante iperspecializzazione hanno reso l’acquisto di una bicicletta un’operazione esasperante quanto cercare di vedere un UFO in 3D in una di quelle immagini bidimensionali. Potrebbe essere tanto frustrante da dire: «Basta, mi compro un’auto». Invece no, non mollare. Il problema non è la bici, è il Ventunesimo secolo: le biciclette sono semplici mezzi di trasporto e, sfortunatamente, più una cosa è semplice più è facile appiopparle ogni sorta di significati mistici. È per questo che la gente si iscrive a corsi per imparare a degustare il vino, ma sceglie una macchina in base alla posizione del porta bicchiere.
SCEGLIERE UNA BICI: COSA FARE E COSA NON FARE
Il segreto per scegliere una bicicletta è dunque evitare la confusione, perciò ecco di seguito alcuni consigli per procedere nel modo corretto. Cominciamo dalle cose da non fare.
Cose da non fare
CHIEDERE CONSIGLIO AL VICINO DI CASA, CONOSCENTE O COLLEGA CHE VA TANTO IN BICI
Prima di tutto, non importa quanto questa persona possa sembrare carina e disponibile: ogni ciclista è convinto di sapere tutto. Per questa ragione è perseguitato dalla presunzione di poter rovesciare il suo oceano di conoscenze in quel minuscolo ditale che è il tuo cervello.
Secondo, anche se crede di sapere tutto, ciò che sa riguarda in realtà solo lui e la sua esperienza personale. Se chiedi, poniamo, a un collega ciclista competitivo che bici dovresti prendere, finirai per sorbirti una lezione sui materiali del telaio e sul peso delle ruote in movimento che ti farà desiderare di essere sordo. Poi cercherai di allontanarti annuendo educatamente, oppure cadrai addormentato sulla scrivania in una pozzanghera di saliva.
Parlare con un ciclista è come La ballata del vecchio marinaio di Coleridge: qualsiasi risposta parte dalla notte dei tempi e non finirà prima che il sole imploda, a meno che qualcuno non gli tiri un colpo in testa.
CONSULTARE INTERNET
Internet è utile per trovare foto di biciclette, prezzi di biciclette, indirizzi di negozi di biciclette, nonché per raccogliere informazioni di base sui pro e contro dei vari tipi di biciclette, ma per amor di [inserisci qui la tua divinità preferita] non coinvolgere nessuno online! Almeno il tuo collega ciclista competitivo è solo uno. In rete ti si rovesceranno addosso le opinioni di una persona moltiplicate per un milione. E quando si tratta di pareri sulle bici, consultare Internet significa voler apprendere da un buco nero di assurdità.
CONSULTARE RIVISTE PATINATE DI CICLISMO
«D’accordo, quindi Internet è un’immensa, gigantesca fonte di incompetenza» starai già pensando. «Mi limiterò alla buona, vecchia stampa di una volta. Che possiede una sua integrità.»
Purtroppo, non è vero. Non lo sai? La carta stampata è morta. Per questo le riviste che sopravvivono sono più vincolate che mai agli inserzionisti pubblicitari. Non sto dicendo che sia una cosa cattiva, le riviste contengono storie interessanti e foto carine, grazie ai soldi degli inserzionisti. Dopotutto, i giornalisti non lavorano gratis (malgrado qualcuno possa pensarla diversamente).
Non fidarti mai della recensione di un cambio su un giornale (o su una rivista online). Divertiti pure a leggerla, ma non fidarti di quello che dice. Sarebbe come credere in una ricerca sul cambiamento climatico sponsorizzata da una lobby del settore energetico.
Cose da fare
ADOTTARNE UNA, SE POSSIBILE
Le biciclette sono come i cuccioli. Uno di razza potrebbe costarti una fortuna. Se lo scegli basandoti unicamente sull’estetica, sul valore, sul prestigio, potrebbe rivelarsi un enorme e dispendiosissimo errore. Quel border collie sembrava una grande idea, finché non hai scoperto che senza pecore da custodire tende a scavarsi una via di fuga nel pavimento del tuo soggiorno, attraverso il seminterrato. Quella nuova bicicletta da strada scintillante può anche farti sognare, ma che succede quando ti rendi conto che non ci puoi trasportare niente e che dopo sei ore di pedalata non senti più nulla in mezzo alle gambe?
È per questi errori da principianti che innumerevoli bici sono state abbandonate e hanno il disperato bisogno di trovare una casa. Ed è per questo motivo che è facile procurarsene una dismessa gratis, o quasi.
Parla con amici e vicini. Verifica con il portiere se ci sono bici abbandonate nel condominio. Chiedi ai tuoi zii se la mountain bike che tuo cugino non ha mai usato giace ancora dimenticata nel loro garage. Potrà anche non essere perfetta. Anzi, potrà essere pure un catorcio, ma meglio spendere zero per un catorcio piuttosto che una montagna di soldi per la bicicletta sbagliata, di cui finirai per liberarti anche tu.
Una volta che hai trovato una bici è importante andarci. Non ci metterai molto a capire cosa funziona e cosa no. Potresti riuscire a trasformarla in quella giusta per te solo cambiandone alcune parti, o quanto meno ti servirà a renderti conto di che tipo di bicicletta hai veramente bisogno, così quando andrai a comprarne una nuova fiammante spenderai i tuoi soldi in modo sensato.
Cosa ben più importante, non stare troppo a pensare all’estetica: l’unico modo per stare bene su una bici è imparare ad andarci.
SCEGLIERE UN NEGOZIO DI BICICLETTE, NON UNA BICI
Se non riesci, o sei poco propenso, a recuperare una bici di seconda mano, allora vai in...
Indice dei contenuti
Copertina
Frontespizio
MANUALE DEL PERFETTO CICLISTA
Sommario
Capitolo 1: Procurarsi una bici
Capitolo 2: Conoscere la bici
Capitolo 3: Proteggere e prendersi cura della bici