Menti pericolose VINTAGE
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Menti pericolose VINTAGE

  1. 576 pagine
  2. Italian
  3. ePUB (disponibile su mobile)
  4. Disponibile su iOS e Android
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Menti pericolose VINTAGE

Informazioni su questo libro

Lincoln Rhyme, Kathryn Dance, John Pellam, i protagonisti immortali delle storie più belle di Jeffery Deaver. L'ingegno dell'investigazione contro la crudeltà e la follia. Dodici racconti inediti che trascinano il lettore in un'entusiasmante giro sulle montagne russe, tra angosce, imprevedibili colpi di scena e geniali svolte narrative: in questo libro sono racchiuse tutte le abilità del più grande tra gli scrittori di thriller, che con le sue trame a prova di bomba si è conquistato il posto d'onore nel cuore di milioni di lettori.

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Informazioni

Editore
RIZZOLI
Anno
2017
Print ISBN
9788817097796
eBook ISBN
9788858690000

XII

INSIEME PER SEMPRE

La matematica non è come guidare con attenzione lungo un’autostrada sgombra, ma come partire per una spedizione in un mondo strano e selvaggio, in cui spesso gli esploratori si perdono.
W.S. Anglin, Mathematics and History
Alla loro età, pensò l’uomo, si comportano come ragazzini. Non si rendevano conto di quanto fossero ridicoli.
Il giardiniere sbirciava la coppia sopra la siepe di bosso che stava potando. Sy e Donald Benson erano nell’ampio portico sul retro di casa loro, seduti sul dondolo a bere champagne. E dovevano averne bevuto parecchio. Di sicuro.
Ridacchiavano, sghignazzavano, rumorosamente.
Come ragazzini, pensò l’uomo con disprezzo.
E anche con un pizzico di invidia. Non per i soldi, di quelli non gli importava. Guadagnava bene facendo il giardiniere per i vicini dei Benson, che erano altrettanto ricchi. No, l’invidia era dovuta al semplice fatto che anche a quell’età i due sembravano innamoratissimi e felici.
Il giardiniere cercò di ricordare l’ultima volta che aveva riso così con sua moglie. Dovevano essere passati almeno dieci anni. E da quando non si tenevano per mano? Come minimo avevano smesso dopo il primo anno che stavano insieme.
La potatrice elettrica lo richiamava al dovere, ma lui si accese una sigaretta e continuò a osservare la coppia. I Benson versarono nei bicchieri ciò che restava dello champagne e li svuotarono. Poi Donald si protese in avanti bisbigliando qualcosa all’orecchio della moglie, che rise di nuovo, gli rispose e gli diede un bacio sulla guancia.
Che roba. Guarda un po’ questi vegliardi. Dovevano avere quasi settant’anni. Era come vedere i suoi genitori che si sbaciucchiavano. Cristo...
I due si alzarono, andarono a un tavolo metallico in fondo al portico e sparecchiarono, raccogliendo i piatti su un vassoio. Non smettevano di parlare e di ridere. Il signor Benson, malfermo sulle gambe, prese il vassoio. Il giardiniere si aspettava che lo facesse cadere. Invece no, la coppia rientrò in cucina senza danni. La porta si chiuse.
Il giardiniere gettò il mozzicone nell’erba e tornò a esaminare la siepe. Sentì un uccellino che cinguettava piacevolmente: si intendeva parecchio di piante, ma non di animali, non sapeva bene di che specie fosse.
Però sulla natura del rumore che riecheggiò nell’aria pochi secondi più tardi non ebbe alcun dubbio. Rimase paralizzato tra un’azalea cremisi e una violetta. Lo sparo, proveniente dalla casa dei Benson, era inconfondibile. Un attimo dopo ne udì un secondo.
Restò immobile il tempo di tre battiti del cuore. Poi, mentre l’uccellino riprendeva a cinguettare, lasciò cadere sul prato la potatrice e si precipitò al furgone, su cui aveva lasciato il cellulare.
Westbrook County, nello Stato di New York, è un grande trapezoide di quartieri ricchi e poveri, parchi, centri direzionali e piccole fabbriche, un’area in cui i residenti tirano a campare, per la maggior parte, facendo i pendolari in direzione di Manhattan, che si trova qualche chilometro più a sud.
Lo scorso anno questa comunità apparentemente tranquilla di 900.000 anime tonde tonde era stata teatro di 31 omicidi, 107 stupri, 1.423 rapine, 1.575 rapine aggravate, 4.360 violazioni di domicilio, 16.955 furti e 4.130 furti d’auto, con un tasso criminale di 3223,3 per 100.000 abitanti (pari dunque al 3,22 per cento) calcolato sulla base dei cosiddetti «crimini-indice», una lista standard dei reati utilizzata nelle statistiche nazionali per confrontare tra loro le varie località e ognuna di esse con il proprio passato. Quest’anno stava andando peggio del precedente: il tasso criminale a Westbrook County era già al 4,5 per cento quando ancora i mesi estivi, che solitamente infiammano gli animi, erano di là da venire. Questi dati, e migliaia di altri riguardanti l’andamento della comunità, erano sempre a disposizione di chiunque li volesse consultare. Il merito spettava soprattutto a un giovanotto bruno e magro, con gli occhi scuri e i capelli corti e ben pettinati, che al momento era seduto in un piccolo ufficio al terzo piano del dipartimento dello Sceriffo di Westbrook County, sede della Divisione Detective. Sulla sua porta si leggeva:
DET. TALBOT SIMMS
REATI FINANZIARI/SERVIZI STATISTICI
La Divisione Detective era un ampio open space circondato da una U di uffici. Tal e i servizi ausiliari si trovavano in un braccio della U, soprannominato «Reparto Reati Ineffettivi» da tutti quelli dell’altro braccio (detto infatti «Reparto Reati Effettivi», anche se il nome ufficiale era Major Crimes and Tactical Services).
Quella mattina di aprile, Tal Simms era seduto nel suo ufficio ordinatissimo, intento a studiare l’unico foglio che occupava la scrivania, la prova di una frode finanziaria perpetrata a Manhattan. Le indagini erano condotte in realtà da un’équipe congiunta del dipartimento di Giustizia e della Security and Exchange Commission, ma c’era qualche dettaglio a livello locale che richiedeva l’attenzione di un esperto di Westbrook County. Tal si aggiustò distrattamente la cravatta a righe nere e rosso borgogna, poi, con la sua grafia precisa e minuta, tornò a prendere nota delle cifre che non concordavano tra loro. Mmh, stava pensando, un virgola 588 che avrebbe dovuto essere un virgola 743. Una differenza minima, che tuttavia poteva portare a un’incriminazione. Avrebbe dovuto...
La mano destra di Tal sussultò sul foglio quando da fuori una voce roboante tuonò: «Era un maledetto suicidio. Tempo perso».
Tal cancellò il segno lasciato dalla matita a margine dello stampato e alzò gli occhi sulla sagoma tozza del capo della Omicidi, il detective Greg LaTour, che si faceva largo nella Divisione Detective, puntando dritto verso l’ufficio di fronte a quello di Tal. Con un sonoro clunk il detective lasciò cadere lo zaino sulla propria scrivania.
«Cosa?» disse qualcuno. «I Benson?»
«Sì, proprio loro» replicò LaTour. «Sulla Meadowridge, a Greeley.»
«Ce l’hanno dato come omicidio.»
«Be’, col cazzo.»
Tecnicamente lo era, come tutte le morti non accidentali, suicidi inclusi, rifletté Tal, la cui esistenza era votata alla precisione. Ma per correggere Greg LaTour, con quel caratteraccio, occorreva essere suoi amici oppure avere ottime ragioni. E Tal non rientrava in nessuna delle due categorie.
«Il giardiniere che lavorava nella casa accanto ha sentito un paio di spari e ha chiamato il Greeley PD» borbottò LaTour. «Gli ha risposto un novellino orbo.»
«Orbo?»
«Per forza. Ha guardato la scena e ha pensato che fossero stati assassinati. Ma perché i ragazzi della polizia locale non si limitano al traffico?»
Come tutti al dipartimento, Tal era curioso di sapere delle morti gemelle. Sapeva che Greeley era un’enclave esclusiva di Westbrook e che (aveva controllato) non era mai stata teatro di un duplice omicidio. Si domandava se, trattandosi di un duplice suicidio, l’evento potesse rientrare nei termini delle statistiche.
Lisciò la stampata, raddrizzò il taccuino, rimise la matita nel portapenne e attraversò l’open space. Varcò la soglia dell’ufficio di LaTour. «Allora, suicidio?» domandò.
Il corpulento detective della Omicidi – una stazza doppia rispetto a quella di Tal e il pizzetto sul mento – rispose: «Già. A me sembrava così ovvio, cazzo... Ma per essere sicuri abbiamo chiamato i ragazzi della Crime Scene. Hanno trovato TPS...».
«GPS?» fece Tal.
«TPS. Tracce di polvere da sparo. Sulle mani di tutti e due. Prima lei, poi lui.»
«Come fai a saperlo?»
«Lui le è caduto sopra.»
«Oh, certo.»
«C’era anche un biglietto» proseguì LaTour. «E il giardiniere ha detto che si comportavano come due teenager, sbronzi marci e barcollanti.»
«Barcollanti?»
«Due vecchietti. Tipi eccentrici, ha detto. Che si comportavano come ragazzini.»
Tal annuì. «Ecco, mi stavo chiedendo... Non è che hai compilato il questionario?»
«Questionario?» gli fece eco l’altro. «Oh, il tuo questionario. Giusto. Be’, Tal, è solo un suicidio.»
«Vorrei lo stesso quei dati.»
«Dati, maschile.» LaTour agitò l’indice ed esibì un sorriso tanto largo quanto fasullo. Una volta Tal aveva fatto circolare un memorandum che conteneva la frase: «I dati si sono rivelati preziosi». Quando un altro poliziotto lo aveva corretto, lui aveva precisato: «Oh, dati è maschile, date è femminile». Le battute che ne erano scaturite gli avevano insegnato che è sempre meglio evitare di correggere la grammatica di un collega.
«Esatto» disse Tal, rassegnato. «Maschile. Sarebbe...»
Il telefono squillò e LaTour afferrò il ricevitore. «Pronto?... Non lo so. Tra un paio di giorni sapremo dove sta... No, ci vado io con la SWAT. È una questione personale...»
Tal si guardò intorno. I soli elementi decorativi dell’ufficio di LaTour erano un poster della Harley, un altro di un grizzly ritto sulle zampe posteriori (il soprannome di LaTour era «Orso») e un paio di certificati di corsi di aggiornamento, pieni di macchie. La scrivania, l’armadietto e le sedie erano occupati da un fastidioso ammasso di carte, bicchierini del caffè usati, riviste, scatole di munizioni, bersagli sforacchiati, deposizioni, rapporti della Scientifica. C’era persino un vecchio manganello consunto.
LaTour era ancora al telefono. «Quando?... Sì, ti faccio sapere.» Sbatté giù il ricevitore e tornò a guardare Tal. «Dicevo, ho pensato che non ti interessava, visto che è un suicidio. Il questionario, cioè. Non è come un delitto.»
«Be’, sarebbe lo stesso molto utile.»
Il corpulento detective indossava, come di consueto, una giacca di pelle nera di taglio sportivo sopra un paio di jeans. Si batté le mani sulle numerose tasche. «Merda, Tal, mi sa che l’ho perso. Il questionario, cioè. Mi spiace. Non è che ne hai un altro?» Prese il telefono e fece una chiamata.
«Te ne procuro uno» disse Tal. Tornò nel suo ufficio, afferrò un questionario da un cumulo ordinato nell’armadietto e si ripresentò da LaTour: questi era ancora al telefono e stava parlando sottovoce, in tono burbero. Alzò gli occhi e gli fece cenno di lasciare il foglio sulla scrivania, rispondendogli con un «grazie» silenzioso.
Tal attese un minuto, poi volle sapere: «Chi altri c’era?».
«Come?» LaTour si accigliò. Non gli andava di essere interrotto. Coprì bruscamente il ricevitore con una mano.
«Chi altri c’era sulla scena?» insisté Tal.
«Dove i Benson si sono fatti saltare le cervella? Che cazzo ne so? I vigili del fuoco. Il novellino del Greeley PD.» Finse di concentrarsi; Tal non gli credette. «Qualcun altro. Non ricordo.» E tornò alla telefonata.
Tal fece ritorno nel proprio ufficio: era sicuro che il questionario sarebbe finito molto presto nel cestino.
Chiamò il dipartimento dei vigili del fuoco ma non riuscì a rintracciare nessuno che avesse risposto alla chiamata d’emergenza. Per il momento lasciò perdere e tornò a occuparsi della frode finanziaria.
Mezz’ora più tardi fece una pausa. Si stiracchiò, gli cadde l...

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. Frontespizio
  3. Menti pericolose
  4. Introduzione
  5. In fretta
  6. Gioco
  7. La spintarella
  8. Un caso da manuale
  9. Paradice
  10. Atleti
  11. La trama
  12. L’analista
  13. L’arma
  14. Riconciliazione
  15. Il necrologio
  16. Insieme per sempre