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Jennifer’s pov
Sembriamo due statue. Nessuno dei due ha il coraggio di dire o fare qualcosa.
Sento i piedi pesanti e non riesco a muovermi. Il mio cervello sta dicendo un milione di cose, ma la mia bocca rimane chiusa.
Più Josh mi fissa pieù io mi sento paralizzata. Dimmi qualcosa, ti prego, qualsiasi cosa.
Un leggero soffio di vento sembra risvegliarlo.
«Andiamo. È tardi.» Si stacca.
Ma come? Con “qualsiasi cosa” non intendevo questo. Intendevo una lunga e chiara spiegazione sul motivo per cui mi ha baciata oppure che si scusasse.
«Allora? Non vieni?»
Solo ora mi accorgo che lui è molto più avanti di me e io sono ancora paralizzata sotto l’albero.
Cerco di muovere le gambe, che sento estremamente pesanti, verso di lui e appena sono abbastanza vicina ricomincia a camminare. Procediamo distanti come sconosciuti, e la cosa mi fa sentire a disagio.
Ho sempre pensato che Josh fosse lunatico, ma non credevo fino a questo punto.
Mi insulta, poi rimaniamo arrabbiati tutto il pomeriggio, gli urlo addosso e, dopo un’altra litigata, mi bacia.
Questo è davvero il limite. E ora nemmeno mi parla, di bene in meglio!
Ma perché l’ha fatto? Sembrava un bacio dato senza pensarci, quasi disperato, come se aspettasse di farlo da tempo.
Non era malizioso né programmato, un solo e semplice bacio, il mio primo bacio.
So che può sembrare strano il fatto che io abbia dato il mio primo bacio a diciotto anni ma, parliamoci chiaro, fino a ora persino un eremita aveva più vita sociale di me.
È brutto dirlo, ma ho cominciato a vivere solo adesso. Forse grazie alla dolcezza di Meredith o al carisma di Drake. Forse grazie alla gentilezza e all’apertura mentale di Michael o addirittura grazie a Leo, che mi fa morire dal ridere a lezione con le sue battute squallide. Ma alla fine credo sia tutto merito del ragazzo che sta guidando questa macchina in un silenzio straziante.
Vorrei davvero chiedergli perché l’ha fatto, ma sento che deve essere lui a parlare.
La domanda che più mi tormenta, però, è un’altra: perché io non mi sono mossa?
«Siamo arrivati» dice Josh continuando a guardare davanti a sé.
Siamo davanti al mio cancello, ci abbiamo davvero messo così poco? Forse ero troppo immersa nei pensieri.
«Oh, ehm, bene» dico io imbarazzata al massimo. Cerco di slacciare la cintura senza successo.
Mi sono sentita più a mio agio persino quando l’ho visto in biblioteca con quella ragazza.
Addirittura quando tirava su il mio vestito nel bagno delle donne nello stesso ristorante in cui cenavano i nostri genitori non ero così imbarazzata.
Non riesco a slacciare questa maledettissima cintura!
Josh si gira verso di me. Ma proprio ora dovevo diventare così incapace? Lo vedo avvicinarsi senza dire una parola per poi liberarmi.
Giro di scatto la testa, voglio stare il più lontano possibile dalle sue labbra, ma inalo comunque il suo profumo e basta per agitarmi. Tutto questo è assurdo!
«Fatto.» Si allontana di nuovo.
«Oh» provo a dire, «grazie.»
Apro la portiera molto più lentamente di come farei di solito, sperando che dica qualcosa.
«Jennifer.»
«Sì?» scatto subito.
Mi guarda nervoso, spostando gli occhi da me alla mia mano attaccata alla maniglia.
Poi sospira e fissa davanti a sé. «Ci vediamo domani a scuola.»
Apro e richiudo la bocca. Ma non può essere!
Esco senza rispondere e, sbattendo la portiera rumorosamente, comincio a camminare verso il portone. Sento le ruote dell’auto di Josh stridere sull’asfalto per poi ripartire.
«Stupido Cliver!» sbotto calciando la ghiaia, «stupido Cliver che mi accompagna alle mostre e stupido Cliver che tratta male Michael» continuo. «Stupido Cliver che se la fa con Marie e stupido Cliver che mi bacia!»
Caccio un gridolino di nervosismo e salgo in camera mia. Spero che nessuno mi senta e abbia voglia di venire a vedere cos’ho, perché non ho spiegazioni da dare.
Mi butto a peso morto sul letto sentendo che la testa sta per scoppiarmi.
Josh prova qualcosa per me? Per questo motivo mi ha baciata? Non sarò un’esperta di relazioni o d’amore, ma credo che se provasse qualcosa per me mi avrebbe almeno detto qualcosa dopo.
«Jennifer?» mi chiama mio padre da dietro la porta.
«Sì?» urlo.
«Tutto bene?» chiede titubante.
«Ma certo.» Certo che no.
«Sicura?»
«Sì.»
«Ti ho vista entrare di fretta.»
Vedo la maniglia della porta abbassarsi, segno che sta cercando di entrare.
«No» tuono, «mi sto cambiando, papà.»
«Oh, capisco. Ma sei sicura che vada tutto bene?»
«Benissimo.»
Sento mio padre allontanarsi e mi rilasso leggermente.
Forse dovrei chiedere consiglio a Meredith, ma non sono sicura di volerne parlare con la sorella di Josh.
«Aaah!» Mi tiro i capelli. «Ma perché è tutto così complicato da quando sono a Manhattan?»
Josh’s pov
«Quindi di cosa dovevi parlarmi?» chiedo a Drake che sta facendo avanti e indietro per il bagno.
«Credo che abbiamo lezione ora, Josh» dice nervoso.
«Drake» gli metto una mano sulla spalla, «da quando ti importa di arrivare in tempo a lezione?»
Fa un sospiro frustrato e si rimette seduto sul water. Questa situazione è davvero divertente.
So benissimo di cosa vuole parlarmi e il fatto che sia così agitato mi rende solo più sicuro della mia idea.
«Quindi cosa vuoi dirmi?» gli chiedo di nuovo.
«Sì, ecco, allora» prende fiato, «io credo che mi piaccia una ragazza. No, non credo. Ne sono sicuro. Sicurissimo come non mai, ma lei è così» fa strani movimenti con le mani, «e io sono così…»
Lo fisso con sguardo interrogativo ridacchiando perché non riesce a fare un discorso sensato. Pensare che è proprio la mia innocente sorellina a fargli questo effetto è davvero strano.
«Giuro che mi ero preparato un gran discorso, ma l’ho completamente scordato» si scusa angosciato.
Guardo il mio migliore amico frustrato e seduto sopra un water. Per quanto mi diverta questa situazione decido di mettere fine alle sue pene.
Gli vado incontro, sperando che nessuno entri in bagno.
So che probabilmente dovrei informarmi di più su questa storia e dovrei essere inflessibile perché tengo davvero a mia sorella, ma mi sento in colpa in un certo senso. Se non hanno mai avuto la possibilità di creare qualcosa tra di loro alla fine è colpa mia e dei casini che ho combinato.
È dura da ammettere, ma alla fine ho trascinato tutti nel caos. Sono solo contento che ne siamo usciti. Me compreso, più o meno.
«Cosa stai facendo?» mi chiede.
«Drake» lo guardo, «tratta bene mia sorella.»
Sono sicuro di aver visto un riccio di Drake raddrizzarsi un momento per poi afflosciarsi.
I suoi occhi sono spalancati esattamente come la sua bocca. «Come, cioè, tu co-come…» balbetta lui.
«Come lo so?» comincio a ridere. «Lo so da sempre.»
«Da sempre?» chiede ancora più scioccato.
«Ti è sempre piaciuta mia sorella. Solo che le cose erano complicate e credo che voi non abbiate mai avuto occasione di accertarvene. Ora ci siamo riavvicinati e ve ne siete accorti entrambi.»
«Da sempre» sbuffa Drake divertito. «Te lo avrei detto Josh, davvero, ma non me ne ero accorto nemmeno io.»
Mi alzo e gli porgo la mano per tirarlo su. Si alza e mi dà una piccola spinta.
«Coglione. Mi hai fatto impappinare in un discorso sapendo già cosa dovevo dirti» mi ammonisce scherzando.
«Dovevo pur divertirmi, no?» lo derido uscendo dal bagno.
«Me la segnerò questa.»
Continuiamo a camminare per i corridoi e vediamo alcuni studenti uscire dalla loro prima ora di lezione.
«Quindi ora come dovrei definirti?» domando divertito. «Il fidanzato di mia sorella?»
«Oh, ecco, be’» risponde timido, «non lo so, non ne abbiamo ancora parlato, stiamo uscendo insieme, ma mi sembra stupido visto che la conosco da tutta la vita.»
«Effettivamente.»
«Sì, credo che stiamo insieme» mi risponde con un sorriso che ho visto poche volte su di lui.
«Togliti quel sorriso da...