Sunita ha dieci anni. La sua famiglia vive in una baracca in mezzo a una pineta, senza corrente elettrica e servizi igienici. A Sunita questa vita non basta. Lei ha un sogno: finire le elementari e andare alle medie. Così, da sola, si affida a una coppia di gagè (gli altri, i non rom). Durante la settimana Luca e Clelia le offrono una casa confortevole e una bicicletta per andare a scuola, nel weekend Sunita torna al campo. Comincia così per la bambina una doppia vita, tra la scuola, le regole della nuova casa, i battibecchi con le piccole Marta e Bianca, le feste al campo e gli scherzi che le giocano i fratelli, forse un po' gelosi. Sunita questa vita ce la racconta in un diario scanzonato e irriverente, con la sua voce personalissima, facendoci ridere e commuovere, come i migliori personaggi della narrativa per ragazzi. Ma Sunita è anche una bambina vera, così come è vera la storia a cui Luca Randazzo si è ispirato per regalarci questo irresistibile racconto "di un particolare anno della sua vita, un po' romanzato ma abbastanza fedele".

- 200 pagine
- Italian
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Diario di Sunita
Informazioni su questo libro
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Lunedì
1 ottobre 2012
Ganzo ieri!
Ho giocato a calcio tutto il giorno con i miei amici. Io, Elis e Erol contro Manuel, Armando e Neat. Loro si gasavano tanto che erano più forti e invece abbiamo vinto noi dieci a otto. Io ho fatto due gol superbelli. Uno era con il tunnel tra le gambe di Manuel!
E poi la sera! A casa di Jessica, che è una che abita lì al campo vicino alla mia baracca, hanno messo la musica e ci siamo andati tutti. Gli adulti bevevano la birra e parlavano forte. A un certo punto mio babbo mi ha spinto dentro il cerchio e ha detto: «Guardate come balla!», ovviamente in romanès e non in italiano.
Praticamente ha detto così: «Dik sar čhelol!»
Io un po’ mi vergognavo, però ero anche felice e allora ho ballato benissimo. Muovevo tutta la pancia e le braccia. Ero la più brava di tutte, l’ha detto il mio babbo.
Martedì
2 ottobre 2012
Be’, a scuola non fa proprio tutto schifo. C’è anche la mia amica Sofia che sta nel banco accanto al mio. Quando è l’intervallo saltiamo alla corda oppure giochiamo ad acchiappino con gli altri oppure stiamo a chiacchierare. E poi ci sono anche altre bimbe simpatiche.
Questa è la classifica delle mie amiche.
1. Sofia
2. Elena
3. Giada
4. Francesca D.
5. Julia
6. Giulia
7. Francesca P.
8. Sonia
Praticamente ci sono tutte.
Invece i maschi sono quasi tutti stupidi. Però Andrea fa ridere un sacco. Io lo chiamo “Fagiolino”, perché è basso come un fagiolino. Praticamente lo chiamiamo tutte così, intendo noi femmine. Però il soprannome l’ho inventato io.
Mercoledì
3 ottobre 2012
Me l’ero quasi dimenticata la scuola, a furia di non andarci. Cioè, non dico il posto. Quello è sempre uguale, ma le materie.
Per esempio la matematica. Non riesco a scrivere i numeri grandi, tipo diecimilanovecentoquattro. Mi sbaglio e metto gli zeri dove non ci vanno. Mi sono anche dimenticata il prestito nelle sottrazioni, cioè quella cosa della decina che si presta alle unità. Non parliamo delle tabelline che proprio non ne azzecco una.
A scrivere va meglio. Sono sempre stata brava in italiano.
Quello che mi piace di più però, a parte disegnare e ginnastica che non sono proprio vere materie, sono storia e scienze. Ora stiamo studiando i popoli antichi e il corpo umano. Ganzo.
Giovedì
4 ottobre 2012
A casa dei gadžè siamo in tre bimbe: io, Marta e Bianca. Marta è più piccola di me e ha otto anni. Bianca va ancora alla materna e tra poco ne compie cinque. Poi ci sono Luca e Clelia, ovviamente, che fanno i miei genitori in prestito, come dicono loro.
La mattina Luca entra in camera piano piano. Io sono già sveglia ma faccio finta di dormire. Lui mi passa le dita tra i capelli. Poi io apro gli occhi e sorrido.
Venerdì
5 ottobre 2012
Tutte le volte che i gadžè mi portano a casa, passiamo davanti a una fattoria con le mucche che pascolano libere nel prato. Siccome Clelia è una veterinaria, io le ho chiesto se mi poteva portare a vederle più da vicino. Lei diceva sempre: «Un giorno ci andiamo.»
Be’, ieri mi ci ha portato che non me l’aspettavo proprio.
Io e Marta le abbiamo accarezzate tantissimo. Raccoglievamo le piante per dargliele da mangiare e loro con la lingua enorme le afferravano e le facevano sparire in bocca. Praticamente ci davano delle leccate ruvide su tutto il braccio, fino alla spalla, e ci sbavavano dappertutto. Bianca si schifava e forse aveva un po’ paura, perché non ci ha voluto nemmeno provare.
Alla fine ha detto che la prossima volta che andiamo dalle mie mucche ci proverà. Allora Marta ha detto che le mucche non sono solo mie, ma anche sue. Però stanno vicino a casa mia, non sua. Si stava quasi per litigare quando abbiamo deciso che sono di tutte e due. Sono le nostre mucche.
Anche se in realtà non è vero per niente.
Magari!
Lunedì
8 ottobre 2012
Quando scrivo il mio nome da qualche parte non me ne accorgo. Cioè non sto attenta al fatto che lo sto scrivendo. Lo scrivo e basta e poi me lo dimentico. Magari il giorno dopo se lo rivedo dico: «Toh! Il mio nome», come se l’avesse scritto qualche mio fan. Potrebbe anche succedere, no? Invece sono stata io, riconosco anche la scrittura. Alla fine ho fatto una specie di caccia al tesoro insieme a Marta per trovare tutti i miei posti, anche se lei dice che non diventano miei solo perché c’è scritto il mio nome.
Comunque ho fatto l’elenco e ora lo copio.
Lista dei posti dove ho scritto il mio nome:
1) sul muro della scuola accanto all’entrata (con il gesso bianco)
2) sul portone di casa dei gadžè (con la penna)
3) sui muri di casa mia che sono di legno (con una pietra rossa che ho trovato)
4) sui quaderni e sul diario, ma non conta, anche se l’ho scritto più o meno cento volte
5) su un foglio che io e Marta abbiamo attaccato alla porta di camera nostra. C’è scritto “Sunita e Marta forever”, che vuol dire per sempre in inglese
6) sulla bicicletta (con il pennarello indelebile)
7) sulla cassetta della posta, caso mai mi arrivasse una lettera
8) per terra nel cortile della scuola, ma si è cancellato quando ha piovuto. Peccato perché era con i gessi colorati
9) sul tavolino del furgone di Luca (speriamo che non lo scopra mai)
Martedì
9 ottobre 2012
Quando torniamo da scuola, io e Marta ci facciamo un’enorme merenda. Se siamo sole sgraffigniamo la cioccolata dall’armadietto dove i gadžè la tengono nascosta. Poi scendiamo a giocare con le bici o con i pattini. A volte andiamo dalla mia amica Sofia che abita proprio vicino, oppure al parco che c’è in fondo alla strada. Se piove stiamo dentro a giocare in camera.
Ci sono tanti giochi che sono di tutte le bimbe, dicono Luca e Clelia, cioè anche miei. Marta dice che sono suoi ma non è vero. Lo dice solo perché è gelosa e li vorrebbe tutti per sé.
Nella stanza ci sono tre letti. Due sono a castello: sopra ci dorme Marta e sotto Bianca. Il mio letto sta nascosto sotto quello di Bianca e si tira fuori solo la sera. Però quasi sempre ci dimentichiamo di rimetterlo a posto e così rimane sempre fuori.
Mercoledì
10 ottobre 2012
Mi è caduto un altro dente. Cioè: l’ho strappato io.
Poi ho passato un’ora allo specchio per capire se era l’ultimo.
Non l’ho capito per niente, anche perché non riesco a vedere bene sopra.
Luca ha messo il dente sul tavolino di camera nostra e ci ha rovesciato sopra un bicchiere vuoto. Marta mi ha spiegato che viene un topolino a mettere un soldino mentre dormiamo. A me sembra una cosa un po’ scema. Cosa se ne fanno i topi dei denti? All’inizio non volevo darglielo. Lo volevo tenere per venerdì, quando vado a casa. Lo devo buttare sul tetto della baracca come tutti gli altri, per la rondine, dicendo: «Kakaračko račko ale tuče kava dant črnò dema mandže jek slatno.» Anche se spero proprio che non me lo porti, il dente d’oro, perché mi fa schifo. È una roba da vecchi tipo mia nonna. A me ne basta uno normale.
Insomma me lo volevo tenere, però sono stata zitta. Se portano un soldino io me lo prendo e chi se ne importa da dove viene.
Sono andata a dormire, dopo una storia e una canzone, ovviamente. Be’, la mattina c’erano davvero due euro al posto del dente. Ovviamente ho capito subito che ce li hanno messi Luca oppure Clelia mentre dormivo. Non sono mica scema.
Però ho detto lo stesso: «Guardate, il topino mi ha portato due euro.»
Avevo due euro, ma non ero proprio contenta. Praticamente mi dispiaceva per la rondine. Era un po’ come se l’avessi tradita.
Il prossimo dente me lo metto in tasca di nascosto e lo porto a casa.
Giovedì
11 ottobre 2012
Da quella cosa del dente, Luca ha preso un appuntamento con la dentista.
Io non ci voglio andare. Chissà cosa mi fa. Magari mi trapana tutti i denti oppure me li toglie con le pinze.
Marta dice che non è vero. Che la dentista ha gli occhi verdi bellissimi e che è super simpatica. Lei non dice tante bugie come me. Forse ha ragione.
Forse no. Vedremo.
Venerdì
12 ottobre 2012
Prima di addormentarci Clelia ci legge una storia. Ha una voce molto dolce e le storie sono belle. Bianca si addormenta subito alla prima riga, invece io e Marta stiamo ad ascoltare fino in fondo.
Qualche volta invece viene Luca con la chitarra e ci canta le canzoni. Ci fa anche scegliere quale preferiamo e Marta dice sempre Incredibile romantica perché si immagina di essere lei. Per me vanno bene tutte le canzoni, perché mi piace la musica e anche la voce di Luca che canta.
Quando stiamo per addormentarci vengono tutti e due a darci un bacio della buonanotte e ci sussurrano che siamo bimbe fantastiche. Almeno a me dicono così. A Marta non so, perché non lo sento.
Lunedì
15 ottobre 2012
Ogni domenica ci si fa la doccia.
È una regola dei gadžè. Anche se è tardi e bisogna andare a letto non importa.
Tutte e tre dobbiamo filare sotto la doccia.
A Bianca non piace lavarsi. Lei vorrebbe rimanere sudicia per sempre. Clelia la chiama maialina per questo. In realtà non sembra per niente sporca, anche perché lei non si butta nel fango come facciamo io, Elis, Armando e Manuel durante le partite. Cioè non è che ci lanciamo apposta, solo che giocando si cade e quindi ci si sporca un po’. Clelia dice che «un po’» non è il termine giusto. Dice che faccio schifo....
Indice dei contenuti
- Copertina
- Frontespizio
- Copyright
- Dedica
- Lunedì - 17 settembre 2012
- Martedì - 18 settembre 2012
- Mercoledì - 19 settembre 2012
- Giovedì - 20 settembre 2012
- Venerdì - 21 settembre 2012
- Lunedì - 24 settembre 2012
- Martedì - 25 settembre 2012
- Mercoledì - 26 settembre 2012
- Giovedì - 27 settembre 2012
- Venerdì - 28 settembre 2012
- Lunedì - 1 ottobre 2012
- Martedì - 2 ottobre 2012
- Mercoledì - 3 ottobre 2012
- Giovedì - 4 ottobre 2012
- Venerdì - 5 ottobre 2012
- Lunedì - 8 ottobre 2012
- Martedì - 9 ottobre 2012
- Mercoledì - 10 ottobre 2012
- Giovedì - 11 ottobre 2012
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- Martedì - 6 novembre 2012
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- Lunedì - 31 dicembre 2012
- Martedì - 1 gennaio 2013
- Mercoledì - 2 gennaio 2013
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- Martedì - 19 marzo 2013
- mercoledì - 20 marzo 2013
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- Giovedì - 4 aprile 2013
- Lunedì - 8 aprile 2013
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- Venerdì - 14 giugno 2013
- Lunedì - 17 giugno 2013
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- Mercoledì - 26 giugno 2013
- NOTA DELL’AUTORE