Specchio delle mie brame (Youfeel)
eBook - ePub

Specchio delle mie brame (Youfeel)

La bellezza è relativa solo se non hai uno specchio

  1. 200 pagine
  2. Italian
  3. ePUB (disponibile su mobile)
  4. Disponibile su iOS e Android
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Specchio delle mie brame (Youfeel)

La bellezza è relativa solo se non hai uno specchio

Informazioni su questo libro

La bellezza è relativa solo se non hai uno specchio. Karola è una personal stylist geniale e affascinante. Ha solo una mania: ama guardarsi allo specchio. Sa benissimo di essere bella, e cura molto il proprio aspetto sia per lavoro sia per abitudine, eppure non riesce a fare a meno di darsi una controllatina ogni volta che può. Tanto che insegna perfino al suo yorkshire Lustro a fare lo stesso. Quando Karola capisce che nel noto atelier di Milano per cui collabora non le rinnoveranno il contratto, lo scottante segreto di lavoro che ha casualmente appena scoperto acquisisce un'importanza decisiva. Karola, combattuta, si troverà a dover gestire una verità scomoda. L'incontro con Luke, un affascinante modello inglese che le ronza attorno, e l'arrivo di un'improvvisa rivale in amore, non sembrano semplificarle la situazione… Mood: Ironico - YouFeel RELOADED dà nuova vita ai migliori romanzi del self publishing italiano. Un universo di storie digital only da leggere dove vuoi, quando vuoi, scegliendo in base al tuo stato d'animo il mood che fa per te: Romantico, Ironico, Erotico ed Emozionante.

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Informazioni

Editore
RIZZOLI
Anno
2016
eBook ISBN
9788858685464

CAPITOLO OTTO

Quando sono sul punto di uscire dal palazzo che ospita l’atelier, però, sento Nora raggiungermi con il fiatone per invitarmi a tornare indietro.
Nora è una donna di circa quarantacinque anni un po’ in sovrappeso, si abbiglia come una signora molto più adulta e adora tingere i capelli color mogano, lo fa da sola, di solito, e lo fa decisamente male, come le ho spesso ripetuto. Ma ha degli occhi tanto splendenti nel loro magnifico e intenso azzurro che, qualunque altro dettaglio, nell’osservarla può passare in secondo piano. Insomma, sa come fare conquiste e soprattutto accattivarsi la gente.
Non a caso l’hanno messa alla reception per gestire gli appuntamenti, le chiamate e soprattutto gli impegni dei suoi cugini.
«Che succede?» le chiedo, voltandomi, prima di trovarmi in strada e persino Lustro, che ho ancora in braccio e si è appena svegliato, ora sembra scrutarla con una certa curiosità, allungando il musetto per annusarle la faccia arrossata, a seguito della corsa.
«Karola, mio cugino vuole parlarti. Devi essere nel suo ufficio tra cinque minuti» afferma, piegandosi in due per recuperare il fiato perso nella corsa appena fatta.
«Chi? Fulvio?» chiedo, repentina, pregustando già un qualche annuncio di vittoria provenire dall’atelier, ma Nora si mette di nuovo dritta e sbuffa, rispondendo rapida: «No, Rolando».
Poi, prima che io possa dire qualcosa, fa dietrofront e se ne ritorna al suo posto di lavoro, lasciato incustodito solo per venirmi a recuperare nel cortile dello stabile signorile di quattro piani che ospita l’atelier in centro città.
Sbuffo a mia volta e decido di seguirla a passo spedito e, in quei minuti che mi separano dall’ingresso dell’ufficio, me ne vengono in mente di ogni colore.
Cosa vorrà dirmi ora Rolando?
Lustro mi osserva come per dire: «Mettimi giù, ho bisogno di fare un pisolino». Quanto a me, ho l’adrenalina a mille al pensiero che, forse, Rolando potrebbe rinnovarmi il contratto… o almeno spero!
Luke è ancora in reception e assiste alla scena del mio ritorno, dietro a Nora, senza muoversi né dire una sola parola. Attende, forse, l’evolversi della situazione, nel caso in cui sia venuto a conoscenza del mio problema lavorativo.
Dall’ufficio, intanto, escono Karin, sua madre e Richard con il suo assistente. Sono sorridenti, tutti e quattro. Si salutano e vanno via, rapidamente, mentre io mi dirigo nella stessa direzione da cui provengono.
Lancio un’occhiata a Luke per vedere in che modo saluterà Karin. Non si guardano neanche, il che mi fa pensare che la madre di lei, dopo averlo pagato, abbia cambiato programma.
Mi accomodo in ufficio. Rolando è già seduto dietro la scrivania, sta leggendo un documento.
Resto in silenzio insieme a Lustro che appoggio sulle ginocchia e sembra sia sul punto di addormentarsi di nuovo, dopo essersi sistemato con il musetto sul mio braccio piegato a stringerlo.
Contro ogni aspettativa, dalla porta fa capolino anche Luke che chiede a Rolando il permesso di entrare.
Ma cosa vuole?
Rolando non solleva neanche lo sguardo dai suoi documenti e gli indica la poltrona accanto alla mia sulla quale accomodarsi.
Ma che succede? Che c’entra Luke?
Lo guardo di sottecchi e mi accorgo che sorride. Gli restituisco un mezzo risolino che presumo sia abbastanza tirato e aspettiamo, in silenzio, che Rolando prenda la parola.
Quando appoggia, infatti, i documenti sulla scrivania su cui una serie di plichi di disegni sembrano sparpagliati alla bell’e meglio, solleva uno sguardo serio su di noi e incrocia le dita, dopo aver appoggiato i gomiti sulla scrivania.
«Karola, ho deciso di affidarti la preparazione delle modelle per la sfilata» esordisce poi usando un tono di voce deciso e fermo. «Luke, invece, sfilerà per due dei giovani stilisti che sono stati selezionati per partecipare.»
Sono a disagio e non so che cosa dire. Mi aspettavo che si parlasse del contratto, non della sfilata. Fulvio non gli ha detto niente. O invece sì? Forse sta cercando di guadagnare altro tempo per decidere come liberarsi di me e del mio ricatto oppure come convincere il fratello Rolando a propormi un contratto di due anni.
Non ho davvero idea di cosa quell’uomo stia combinando.
«Va bene, ma vorrei che parlassimo del contratto, Rolando» ribatto, quindi, stringendo Lustro a me per farmi forza, mentre il cagnolino sembra essersi di nuovo appisolato.
«Sì, in effetti, avrei dovuto parlartene» ribatte, pronto. Forse già sapeva che gli avrei fatto quella domanda e deve essersi preparato anche la risposta. «Fulvio mi ha informato, ma non credo sia possibile in questo momento.»
Come? Non è possibile in questo momento?
Ho le mani gelide e il cuore che batte all’impazzata nel petto. È l’agitazione e il nervosismo, la rabbia e la frustrazione. Ho i giorni contati in questo atelier e, invece di ottenere almeno qualche speranza di essere ancora trattenuta a lavorare, mi dicono che devo prepararmi per la sfilata, dopo la quale, di certo, mi daranno il benservito.
«Rolando, forse è il caso che ne parliamo da soli, perché penso che Fulvio non ti abbia detto proprio tutto ciò che dovresti sapere» annuncio stufa di fare la parte della marionetta di tutti. Ma cosa sono diventata? Un burattino da poter gettare nel vecchio baule da riporre in soffitta una volta che non serve più allo spettacolo?
Ora sono davvero stanca, in fondo non ho niente da perdere e prendo la decisione di sputare il rospo. Se non lo faccio ora, dopotutto, quando dovrei farlo, se poi sarò presissima per via della sfilata? Rischio di farmi sfuggire una nuova occasione di incontro a quattr’occhi con il titolare.
Rolando cambia espressione. Luke resta in silenzio, ma sembra incuriosito da ciò che ho da dire, anche se non lo riguarda minimamente. Non ho bisogno della sua presenza, anche se so che ficcherebbe volentieri il naso nei miei affari.
Ma questa è una questione troppo delicata per essere intavolata in presenza di una terza persona che non c’entra nulla con l’argomento di cui voglio parlare.
«Luke, per favore, potresti lasciarci un momento da soli?» gli chiede infatti Rolando.
Luke si alza malvolentieri e, prima di andare via, mi rivolge un’occhiata di incoraggiamento. Sembra abbia capito qualcosa, anche se credo non immagini minimamente quanto sto per dire. Poi si chiude la porta dietro le spalle e resto sola con Rolando, determinata a passare al contrattacco e a tirare fuori le unghie, se necessario.
«Ascolta… forse può essere una notizia poco piacevole, ma credo sia giusto che tu lo sappia» inizio a dire per prepararlo al momento in cui scoppierà la bomba a mano che gli sto per lanciare. L’unico problema è che, mentre sto per fare la mia rivelazione, mi accorgo di non essere così sicura di me stessa come pensavo. La posta in gioco è troppo alta e non posso permettermi di tirarmi indietro, ne sono consapevole, anche se non ho ancora vagliato accuratamente tutte le conseguenze che questo comporterebbe.
Ciò a cui andrebbe incontro Fulvio lo posso tranquillamente immaginare: denunciato, magari allontanato dalle attività di famiglia, escluso dal testamento… be’, no… forse è troppo, forse nel testamento lo tengono, dopotutto è un Monegazzi purosangue e, poiché entrambi non hanno figli e non si sono mai sposati, non potrebbero comunque fare a meno l’uno dell’altro, parentele varie a parte, tra cui cugine come Nora e sua sorella Betta e i loro rispettivi genitori. Quelli sopravvissuti, poiché i fratelli hanno perso entrambi i genitori, ma Nora e Betta hanno ancora il padre che era l’unico fratello del padre di Rolando e Fulvio.
Mentre penso a questa complicata operazione di famiglia, mi chiedo quali invece potrebbero essere per me le conseguenze.
Già.
Mi daranno, forse, un premio per tale rivelazione?
Direi di no.
Mi rinnoveranno il contratto?
Probabile.
Mi manderanno via a calci nel sedere?
Probabile pure questa eventualità.
Mi licenzieranno in tronco?
Forse, ma hanno bisogno di una consulente di fiducia per la sfilata, quindi dubito che tale eventualità sia tanto interessante da valutare.
Quali saranno le ulteriori conseguenze? In realtà non mi viene in mente proprio nulla, anzi… sono qui, sono in ballo e devo lanciarmi in pista con la bomba in mano.
Ho catturato la sua attenzione e, mio malgrado, non posso fare a meno di assaporare questo momento fatidico. L’ho atteso a lungo e finalmente mi sento considerata perché, a quanto sembra, Rolando pende proprio dalle mie labbra.
«Ho notato che Fulvio non è qui» mi scappa di dire, improvvisamente, volgendo lo sguardo oltre la parete vetrata dell’ufficio dalla quale si nota un concitato viavai di sarte che si fermano a lavorare nella sala adiacente.
Scorgo Luke appoggiato alla parete di fronte, in attesa. Non so di che cosa né di chi, ma non è il momento di pensare a lui questo.
«Arriva al punto, Karola, non ho tempo da perdere» mi ammonisce il titolare della Fashion In dalla sua scrivania.
«Invece dovrai perdere un po’ di tempo, caro Rolando, perché è proprio di Fulvio che devo parlarti. Dove si è cacciato?» insisto.
«È a Roma per presiedere a un invito che gli è stato avanzato da una prestigiosa accademia di design. Gli hanno chiesto consulenza per organizzare delle lezioni a tema» mi fa sapere.
«Sei sicuro?» chiedo, assumendo un tono indisponente e accarezzando delicatamente Lustro che ancora sonnecchia rilassato sulle mie ginocchia.
«Ma che stai dicendo?»
Rolando ha un’espressione infastidita. La mia domanda gli sembra inutile, fuori luogo, invece non lo è, ma ancora non lo sa.
«Fulvio ha aperto un atelier a Roma, lo sapevi?» butto fuori, tutto d’un fiato, come se avessi voluto dirgli: «Chissà che tempo fa nella capitale!». Invece lancio la bomba e me ne prendo, volontariamente, ogni conseguenza.
In questo momento, dopo essermi resa conto di ciò che ho avuto il coraggio di spifferare, il mio respiro si ferma e resto in apnea per qualche secondo.
Rolando mi guarda come se avesse visto un fantasma, ma si riprende nel giro di un secondo e scoppia in una sonora risata, quasi come se gli avessi fatto una battuta davvero esilarante.
Non capisco. Che c’è tanto da ridere?
Resto sulle mie, allibita e con lo sguardo perso sulla sua espressione divertita e sorniona.
«Tu non sai che altro inventarti per farti rinnovare il contratto, eh?» dice, senza lasciarmi il tempo di fargli capire che sto parlando sul serio. Poi squilla il telefono sulla scrivania, guarda sul display di chi si tratta, ma non risponde.
Io resto immobile. Impassibile, o quasi.
Rolando è diventato improvvisamente serio, una ruga profonda gli compare sulla fronte e il suo sorriso s...

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. Copyright
  3. Frontespizio
  4. SPECCHIO DELLE MIE BRAME
  5. TIZIANA IACCARINO
  6. CAPITOLO UNO
  7. CAPITOLO DUE
  8. CAPITOLO TRE
  9. CAPITOLO QUATTRO
  10. CAPITOLO CINQUE
  11. CAPITOLO SEI
  12. CAPITOLO SETTE
  13. CAPITOLO OTTO
  14. CAPITOLO NOVE
  15. CAPITOLO DIECI
  16. EPILOGO
  17. RINGRAZIAMENTI