Un adorabile lunedì (Youfeel)
eBook - ePub

Un adorabile lunedì (Youfeel)

  1. 200 pagine
  2. Italian
  3. ePUB (disponibile su mobile)
  4. Disponibile su iOS e Android
eBook - ePub

Un adorabile lunedì (Youfeel)

Informazioni su questo libro

Questione di fiuto Eva è una giovane maestra di una scuola elementare. Edoardo, quarant'anni, insegna canto al conservatorio e la sua unica regola di vita è schivare le responsabilità. Si incontrano per caso, poi per lavoro, e si scontrano violentemente per i loro caratteri tanto diversi. Eva nasconde un passato difficile, un groviglio di dolori, rimorsi e promesse infrante. Edoardo invece ha un presente fin troppo facile, fatto solo di donne e amici, ed è proprio il tipo di uomo che Eva ha sempre detestato. Eppure passo dopo passo - complice Lunedì, un simpatico cane randagio adottato da Eva - i loro cuori iniziano a conoscersi e riconoscersi. Ma per Eva aprirsi significa correre un grande rischio, ed Edoardo sembra una persona di cui sarebbe disastroso fidarsi… Un romanzo che vi farà commuovere per la sua tenerezza, perché l'amore arriva all'improvviso, anche di Lunedì. Mood: Emozionante - YouFeel è un universo di romanzi digital only da leggere dove vuoi, quando vuoi, scegliendo in base al tuo stato d'animo il mood che fa per te: Romantico, Ironico, Erotico ed Emozionante.

Domande frequenti

Sì, puoi annullare l'abbonamento in qualsiasi momento dalla sezione Abbonamento nelle impostazioni del tuo account sul sito web di Perlego. L'abbonamento rimarrà attivo fino alla fine del periodo di fatturazione in corso. Scopri come annullare l'abbonamento.
No, i libri non possono essere scaricati come file esterni, ad esempio in formato PDF, per essere utilizzati al di fuori di Perlego. Tuttavia, puoi scaricarli nell'app Perlego per leggerli offline su smartphone o tablet. Per maggiori informazioni, clicca qui.
Perlego offre due piani: Essential e Complete
  • Essential è l'ideale per studenti e professionisti che amano esplorare un'ampia gamma di argomenti. Accedi alla libreria Essential, che include oltre 800.000 titoli di comprovata qualità e bestseller in vari settori, tra cui business, crescita personale e discipline umanistiche. Include tempo di lettura illimitato e voce standard per la sintesi vocale.
  • Complete: perfetto per studenti e ricercatori esperti che necessitano di un accesso completo e illimitato. Accedi a oltre 1,4 milioni di libri su centinaia di argomenti, inclusi titoli accademici e specialistici. Il piano Complete include anche funzionalità avanzate come la sintesi vocale premium e l'assistente di ricerca.
Entrambi i piani sono disponibili con cicli di fatturazione mensili, semestrali o annuali.
Perlego è un servizio di abbonamento a testi accademici, che ti permette di accedere a un'intera libreria online a un prezzo inferiore rispetto a quello che pagheresti per acquistare un singolo libro al mese. Con oltre 1 milione di testi suddivisi in più di 1.000 categorie, troverai sicuramente ciò che fa per te! Per maggiori informazioni, clicca qui.
Cerca l'icona Sintesi vocale nel prossimo libro che leggerai per verificare se è possibile riprodurre l'audio. Questo strumento permette di leggere il testo a voce alta, evidenziandolo man mano che la lettura procede. Puoi aumentare o diminuire la velocità della sintesi vocale, oppure sospendere la riproduzione. Per maggiori informazioni, clicca qui.
Sì! Puoi utilizzare l'app di Perlego su dispositivi iOS o Android per leggere quando e dove vuoi, anche offline. È perfetta per gli spostamenti quotidiani o quando sei in viaggio.
I dispositivi con iOS 13 e Android 7 o versioni precedenti non sono supportati. Scopri di più su come utilizzare l'app.
Sì, puoi accedere a Un adorabile lunedì (Youfeel) di Giulia Dell'Uomo in formato PDF e/o ePub. Scopri oltre 1 milione di libri disponibili nel nostro catalogo.

Informazioni

Editore
RIZZOLI
Anno
2016
eBook ISBN
9788858684948

CAPITOLO DICIASSETTE

Eva

«Buongiorno, Edoardo. Siamo in ritardo, stamattina?»
Lui guardò l’orologio da polso, stupendosi della mia puntualità.
Ero già seduta in cattedra, appello fatto, fotocopie distribuite.
Tutto praticamente pronto.
Salutò i bambini e con lo sguardo colpevole e colmo di stupore si avvicinò a me.
«Io sono in ritardo di due minuti e» guardò di nuovo l’orologio «venti secondi. Ma tu, piuttosto, ti sei ripresa dalla sbornia colossale dell’altra sera?»
Lo guardai come se volessi fulminarlo.
«Se provi ad alzare la voce» sussurrai, «sappi che ti distruggo.»
Appoggiò la sua borsa per terra, di fianco la cattedra. Prese una sedia da un banco libero e la posizionò accanto alla mia.
«Cosa fai, scusa?» La sua vicinanza mi faceva sentire a disagio, mi metteva in imbarazzo.
«Mi siedo. Perché?»
Ci fissammo tre secondi negli occhi, poi abbassai lo sguardo.
«Ti dà fastidio?»
«No, ma potrebbe, se provi a fare il bastardo.»
Ignorò abilmente le mie parole.
Sotto il tavolo, il suo ginocchio premeva forte contro il mio, e quel contatto mi procurò un brivido.
«Allora, bambini, oggi si canta. Ho portato un cd che inserirò nel mio portatile, con due canzoni dello Zecchino d’oro. Sui fogli avete il testo. Le ascolteremo due o tre volte, poi cominceremo a cantarle insieme. Siete pronti?»
Un coro di sì si alzò dai banchi. Erano su di giri per quelle lezioni musicali.
Martina si sbracciava per far vedere che voleva parlare. «Dimmi, che c’è?»
«Maestra, lo sai che Babbo Natale mi ha regalato questo disco a Natale? Io le so tutte!» Il suo entusiasmo la divorava e non vedeva l’ora di dimostrare la sua bravura.
«Ma che bello, allora sarai un’ottima cantante!»
Mi girai verso Edoardo sorridendo. Non so perché lo feci, forse per la necessità di condividere con qualcuno quel momento. Mi stava osservando a pochi centimetri di distanza. I nostri occhi si incrociarono, poi i miei caddero sui suoi avambracci. Aveva le maniche della camicia tirate su fino al gomito e mi sembrava più bello di come me lo ricordavo.
«Che c’è?»
La sua domanda mi interruppe. Mi resi conto che aveva spinto il tasto play ed era partita la prima canzone. Le note erano un lontano sottofondo e non mi accorgevo nemmeno degli sguardi dei bambini.
«Non c’è nulla, perché?»
«Mi sentivo osservato.»
In effetti lo avevo guardato, pensando alle parole di Laura. Avevo notato un piccolo neo, minuscolo, sotto l’occhio. E mi ero convinta che fosse proprio quel piccolo difetto, se così potevo chiamarlo, a renderlo così attraente. I denti bianchissimi risplendevano sulla carnagione olivastra, e le sue mani, con cui giocherellava tra il tasto play e il tasto stop, erano lunghe e affusolate.
Fu il primo uomo, dopo quello che mi era successo, a risvegliarmi. A costringermi, mio malgrado, a guardarlo.
O almeno lo fece parzialmente. Odiavo il suo carattere. E in fondo non sapevo nulla di lui, ma immaginavo che fosse un grande amante delle donne, e la conferma mi giunse quando qualcuno bussò alla porta dell’aula.
«Avanti.»
Edoardo stoppò la canzone.
Una donna alta, bionda e affascinante fece capolino.
Aveva una gonna longuette aderente bordeaux e un dolcevita nero.
«C-cecilia. Cosa ci fai qui?»
La donna non accennò un sorriso. Sembrava infastidita da qualcosa.
«Puoi uscire?»
«Mi scusi, signora, stiamo facendo lezione» dissi con un tono piuttosto infastidito.
«Lei è una mia collega, ha aderito al progetto del conservatorio. Scusami un secondo.» Edoardo si affrettò a giustificarla e sgattaiolò fuori dall’aula.
Eppure non mi sembrava la stessa dell’altra sera al pub. Doveva per forza essere uno di quei single con una schiera di donne al seguito, pronte a prostrarsi ai suoi piedi. Cosa che io non avrei mai fatto.
Restò fuori dall’aula per tutta la lezione.
Non uscii mai a controllare e mantenni la mia dignità, senza mai mostrare il fastidio che effettivamente mi aveva dato questa intrusione.
Fastidio ingiustificato, tra l’altro. Perché in fin dei conti non avevo alcun motivo perché quella donna potesse mettermi di malumore.
Continuai a cantare con i bambini, e quando rientrò non lo degnai nemmeno di uno sguardo.
Fu lui a prendere la parola e a tentare un contatto con me.
«Se vuoi ti aspetto, quando hai finito tutte le lezioni.»
«Come scusa?» Lo guardai di traverso.
«Ripeto: se vuoi ti aspetto, quando hai finito la giornata di lavoro.»
«E perché mai dovresti?»
«Potremmo pranzare insieme e studiare qualche lezione più divertente per i bambini.»
«Oh no, i bambini sono contenti così.»
«Mio Dio, Eva, non ti mangio mica. È solo lavoro!»
«È solo lavoro, appunto. E al termine delle lezioni il mio lavoro termina.»
«E va bene, non ti supplicherò. Non lo faccio con nessuna donna.»
«Non devi, infatti. Odio le suppliche» risposi inacidita, e lo invitai a uscire per lasciarmi proseguire con la lezione successiva.
Tre ore più tardi suonò la campanella e dopo aver fatto un salto in presidenza uscii finalmente da scuola. Avevo un fortissimo mal di testa. Di nuovo. Così non vedevo l’ora di tornarmene a casa per riposarmi un po’.
Voltai l’angolo del palazzo e lo vidi appoggiato a un albero.
«La mia cara maestrina… ti stavo aspettando!»
«Stai scherzando, spero. Non hai di meglio da fare? Ti avevo detto di no.»
«Io non accetto i “no”.»
«Male, dovresti cominciare a farlo.»
«C’è un posticino qui vicino dove possiamo mangiare un boccone e parlare della prossima lezione.»
Ignorai le sue parole e mi avviai sulla strada del ritorno.
«Sei davvero così scorbutica?» Mi chiese, mentre mi inseguiva.
«Sono così scorbutica, sì.»
«Cosa ti ho fatto?»
«Niente. Ho da fare!»
Lo piantai in asso, praticamente.
Camminavo velocemente e sentivo il peso del suo sguardo addosso. Ma si era fermato e non mi stava più inseguendo.
Mio Dio, mi aveva aspettata. Non potevo crederci. Forse era davvero uno stalker.
Quando tornai a casa telefonai a Laura per invitarla a cena.
Lunedì la accolse scodinzolante. Le saltò addosso quasi abbracciandola e come ricordino le attaccò sulla maglia bianca tutti i suoi peli neri.
Per una come lei era inaccettabile, ma cercò di contenersi senza farmi capire che dentro stava scoppiando di rabbia.
«Buono, Lunedì, buono. Vai a cuccia, piccolo, ti ho messo la pappa nella ciotola.»
Aveva imparato da qualche giorno a rispondere ad altri comandi. Ora rispondeva a «seduto», «cuccia» e «pappa». Mi resi conto che era straordinariamente intelligente e che...

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. Copyright
  3. Un adorabile lunedì
  4. Questione di fiuto
  5. GIULIA DELL’UOMO
  6. PROLOGO
  7. CAPITOLO UNO
  8. CAPITOLO DUE
  9. CAPITOLO TRE
  10. CAPITOLO QUATTRO
  11. CAPITOLO CINQUE
  12. CAPITOLO SEI
  13. CAPITOLO SETTE
  14. CAPITOLO OTTO
  15. CAPITOLO NOVE
  16. CAPITOLO DIECI
  17. CAPITOLO UNDICI
  18. CAPITOLO DODICI
  19. CAPITOLO TREDICI
  20. CAPITOLO QUATTORDICI
  21. CAPITOLO QUINDICI
  22. CAPITOLO SEDICI
  23. CAPITOLO DICIASSETTE
  24. CAPITOLO DICIOTTO
  25. CAPITOLO DICIANNOVE
  26. CAPITOLO VENTI
  27. CAPITOLO VENTUNO
  28. CAPITOLO VENTIDUE
  29. CAPITOLO VENTITRÉ
  30. CAPITOLO VENTIQUATTRO
  31. CAPITOLO VENTICINQUE
  32. CAPITOLO VENTISEI
  33. CAPITOLO VENTISETTE
  34. CAPITOLO VENTOTTO
  35. CAPITOLO VENTINOVE
  36. CAPITOLO TRENTA
  37. CAPITOLO TRENTUNO
  38. CAPITOLO TRENTADUE
  39. CAPITOLO TRENTATRÉ
  40. CAPITOLO TRENTAQUATTRO
  41. CAPITOLO TRENTACINQUE
  42. CAPITOLO TRENTASEI
  43. CAPITOLO TRENTASETTE
  44. CAPITOLO TRENTOTTO
  45. CAPITOLO TRENTANOVE
  46. CAPITOLO QUARANTA
  47. CAPITOLO QUARANTUNO
  48. CAPITOLO QUARANTADUE
  49. CAPITOLO QUARANTATRÉ
  50. CAPITOLO QUARANTAQUATTRO
  51. CAPITOLO QUARANTACINQUE
  52. CAPITOLO QUARANTASEI
  53. EPILOGO
  54. RINGRAZIAMENTI