CAPITOLO UNO
L’INTRUGLIO DELLE STREGHE
Le creature delle Foreste dei Nani sapevano di dover evitare il Torrente dell’Uomo Morto quella notte, se tenevano alla vita. A mezzanotte di ogni luna piena le streghe che vivevano nella foresta e nei regni vicini si riunivano lì. Gli incontri erano per loro soltanto, e facevano cose orribili a chiunque osasse disturbarle: un macabro esempio per tutte le altre creature.
Il Torrente dell’Uomo Morto era avvolto nel mistero: il posto ideale per una riunione di streghe. Ogni tanto, senza preavviso o spiegazione, la corrente si invertiva, prendendo a scorrere verso monte, nel profondo della foresta. E ogni volta che accadeva si vedevano galleggiare nell’acqua bare di provenienza ignota.
I corpi morti dentro le casse non erano mai stati identificati, né si sapeva chi o cosa le spedisse sul ruscello; non che si perdesse tempo a indagare. Quando trovavano i corpi, le streghe li facevano a pezzi come avvoltoi, portando a casa in barattoli quelli che sarebbero serviti da ingredienti per future pozioni.
I ritrovi di mezzanotte si tenevano all’Intruglio delle Streghe, una vecchia taverna fatta di ramoscelli e pacciame che si trovava nel centro del torrente, simile a una gigantesca diga costruita dai castori. Dall’unico camino della taverna si levava del fumo che riempiva l’aria di un odore acre, segnale per le streghe in arrivo che la riunione sarebbe cominciata di lì a poco.
Normalmente non succedeva granché durante quei ritrovi, che erano poco frequentati. Tuttavia, per colpa di una crisi recente che aveva messo i regni sottosopra, quella sera erano attese tante streghe, molte più del solito.
Alcune raggiunsero il ruscello a piedi o a dorso di un mulo. In stormi arrivavano in sella alle scope seguendo il segnale di fumo. Certe navigavano lungo il torrente in barca o su zattere improvvisate. Altre serpeggiavano nell’acqua come bisce.
A mezzanotte e mezza, la taverna era più piena che mai. Più di cento streghe erano sedute intorno a un gigantesco calderone posto al centro della stanza, mentre le ritardatarie stavano in piedi dietro le altre.
La magia nera lasciava il segno su chiunque la praticasse, e l’aspetto di ciascuna delle presenti era stato modificato in maniera del tutto particolare. Alcune avevano pustole, nasi ingrossati, la pelle in decomposizione, o gli occhi che sporgevano dalle orbite. Altre erano state trasformate tanto da non sembrare più umane, e assomigliavano a varie specie animali: avevano zoccoli e corna, code e piume, alcune addirittura grugni e becchi.
Una strega bassa e robusta con la pelle di pietra si avvicinò al calderone. Vi gettò dentro una manciata di sassi, e il liquido si illuminò, riempiendo la stanza di una minacciosa luce verde. La riunione era cominciata.
«Benvenute, sorelle» disse la strega di pietra con voce roca. «Sono Gargoylia, la Signora di Pietra delle Foreste dei Nani. Suppongo che siamo tutte qui per discutere lo stesso problema, quindi non sprechiamo altro tempo.»
Le streghe si guardarono intorno annuendo. Potevano sembrare molto diverse tra loro, ma la ragione che le aveva portate lì era una sola.
Serpentina, una strega con la pelle a squame verdi e una lunga lingua biforcuta, prese la parola.
«Siamo qui a dissssscutere dei bambini ssscomparssssi» sibilò. «Quindi lasssssciatemi dire per prima che chiunque sia la ssssstrega che li sta facendo ssssscomparire deve ssssssmetterla ssssubito, prima che ci faccia uccidere tutte!»
Le presenti si sentirono offese da quella frase. Carbonella, una strega fatta di cenere e carbone, tirò un pugno alla sedia, così forte che le si sbriciolò un pezzo di mano.
«Come ti permetti di dare la colpa a noi?» gridò a Serpentina, sputacchiando tizzoni ardenti. La pelle le riverberava di rosso acceso, un vivido color lava. «Siamo sempre le prime a venire incolpate quando c’è una crisi nel mondo! Mi sarei aspettata maggior rispetto da una della nostra specie!»
Arboris, una strega con i capelli fatti di ramoscelli e il corpo coperto di corteccia, prese le difese di Serpentina.
«Dodici bambini dal Regno d’Angolo e dodici dal Regno Azzurro sono scomparsi senza lasciare tracce» disse. «Solo una strega avrebbe potuto essere così furtiva e coraggiosa da commettere un tale crimine, e sono convinta che sia qui con noi!»
Tarantolina, una grande strega con i denti aguzzi, quattro braccia e quattro gambe pelose, si calò da una ragnatela appesa al soffitto, prodotta dal suo addome.
«Se voi due siete così sicure che sia stata una strega a rapire i bambini, forse è stata una di voi!» ringhiò, puntando tutte le dita verso di loro.
La taverna si fece sempre più rumorosa, mentre ogni strega dava voce alle proprie opinioni. Gargoylia gettò una seconda manciata di pietre nel calderone, e un lampo di luce verde zittì le presenti.
«Silenzio!» gridò Gargoylia. «Non importa quale strega sia la responsabile: i regni ci riterranno tutte colpevoli quando scopriranno chi è stato! Ho sentito dire che nei villaggi si sta organizzando una caccia alle streghe. Dobbiamo prepararci!»
Si fece avanti una strega in vesti scarlatte. «Posso dare un suggerimento?» domandò con voce calma. Abbassò il cappuccio che le copriva il volto e alcune streghe trasalirono. Era una donna di mezza età, all’apparenza completamente normale, anzi, decisamente attraente.
«Hagetta!» esclamò Gargoylia lanciandole un’occhiataccia. «Dopo tutto questo tempo ci hai finalmente onorate della tua presenza.»
«Non ci sta bene in quesssssto posssssssto!» sibilò Serpentina.
«È un problema per tutte le streghe vere» disse Carbonella.
Attaccare Hagetta era l’unica cosa su cui tutte le streghe erano d’accordo, ma Hagetta aveva previsto quel tipo di accoglienza.
«Praticare la magia bianca non mi rende meno strega di voi» disse Hagetta. «E vi garantisco che nessuno si preoccuperà del colore della mia magia se spariranno altri bambini. Bande di uomini infuriati setacceranno le foreste finché non avranno catturato ogni singola strega. Saremo tutte prese e bruciate al rogo. Quindi, al contrario del resto di voi, sono venuta qui a proporre una soluzione che forse potrà evitare l’imminente caccia alle streghe.»
Le altre le rivolsero insulti sottovoce. Gargoylia gettò ancora pietre nel calderone per zittirle.
«Nessuna di noi desidera una caccia alle streghe, quindi se Hagetta pensa di potercela risparmiare, che parli» disse. «Ma fa’ in fretta, ho finito le pietre.»
Hagetta si guardò intorno, fissando negli occhi quante più streghe possibili. Sapeva che quello era un pubblico difficile, ma non se ne sarebbe andata prima di averle convinte.
«Io dico che dobbiamo smetterla di incolparci l’una con l’altra. Mettiamoci insieme e lavoriamo per consegnare il criminale alla giustizia» disse. «Il mondo ci ha sempre incolpato tutte per gli errori di poche singole streghe. Nessuna di voi sarebbe venuta qui stasera se fosse la responsabile, quindi uniamo le forze e catturiamo chi davvero è colpevole. Proveremo la nostra innocenza solo aiutando i regni a risolvere il mistero dei bambini scomparsi.»
«Non possiamo consegnare una di noi! Questa è una sorellanza!» gridò Carbonella.
«Non rimarrà molto della ssssorellanza quando saremo morte» disse Serpentina.
«L’ultima cosa che gli umani vogliono è il nostro aiuto!» aggiunse Arboris.
Una strega in piedi verso il fondo della stanza, con una gran pancia e il naso simile a una carota, scoppiò a piangere, e tutti si voltarono verso di lei.
«Mi dispiace» disse la strega che era molto emotiva. «Solo che le parole di Hagetta mi hanno toccato. Non sono una santa, ma sono stata incolpata per tutta la vita di crimini che non ho commesso.»
Si soffiò il naso nel mantello della strega accanto.
«NON ESISTONO STREGHE INNOCENTI!» gridò una voce profonda che nessuno si sarebbe aspettato di sentire.
All’improvviso la porta d’ingresso della taverna si spalancò, facendo sobbalzare tutte le streghe. Un uomo che indossava un sacco sulla testa entrò nella taverna come se fosse di sua proprietà. Lo seguiva una decina di soldati in uniformi rosse e bianche. Tutte le streghe si alzarono, offese dall’intrusione.
«Perdonateci per l’interruzione, signore; e so di usare il termine in maniera non del tutto appropriata» esclamò l’Uomo Mascherato con una risata impertinente. «È tutta la sera che vi ascolto, ma ho paura di non riuscire a rimanere in silenzio più a lungo.»
«Come osi disturbarci?» gridò Gargoylia. «Nessuno che osi interromperci sopravvive per poterlo racc…»
L’uomo alzò una mano per zittirla.
«Prima che ci trasformi in topi da dare in pasto ai tuoi famigli, lascia che mi presenti» disse. «Mi chiamano l’Uomo Mascherato per ovvie ragioni. I soldati dietro di me sono ciò che rimane della Grande Armée che ha quasi conquistato il mondo cinque mesi fa. Forse ne avete sentito parlare?»
Nessuna di loro era stata direttamente coinvolta nella recente guerra, ma le streghe conoscevano molto bene il caos che la Grande Armée aveva provocato.
«Quest’uomo è un impostore» disse Hagetta, sapendo di dover intervenire prima che la curiosità delle streghe potesse aumentare. «Vi riempirà la testa di storie di gloria e trionfo, e di come ha condotto un esercito e addestrato un drago, ma alla fine è stata una vecchia fata morente a farlo scappare a gambe levate.»
L’Uomo Mascherato le lanciò un’occhiataccia. «Almeno tu hai sentito parlare di me…» disse. Squadrò Hagetta da capo a piedi: c’era qualcosa di familiare in quella strega. Era sicuro che si fossero incontrati molto tempo prima, ma non voleva perdere tempo cercando di ricordare. Era andato alla taverna con un obiettivo ben preciso, e le streghe non gli avrebbero concesso molto tempo.
«Non sono venuto qui a impressionarvi, sono venuto per offrirvi un’alleanza dandovi un avvertimento» disse.
«Non abbiamo bisogno di allearci con gente come te» replicò Gargoylia.
L’Uomo Mascherato continuò, ignorando la battuta. «Fate bene a essere preoccupate» disse. «Le voci dicono che è stata una strega a rapire i bambini, e i villaggi che hanno perso i propri piccoli non le hanno prese alla leggera. Ho vissuto nascosto per mesi, e anch’io sono venuto a sapere del loro piano di vendetta. Non stanno pianificando una caccia alle streghe, ma uno sterminio!»
Era una notizia terribile per le streghe. L’Uomo Mascherato le stava ingannando o la situazione era davvero peggiore di quanto temessero?
«Ecco perché dobbiamo trovare la strega responsabile finché ancora possiamo» disse Hagetta.
L’Uomo Mascherato scosse il capo. «Ho paura che non possiate far nulla per evitarlo, ormai» disse. «Anche se riusciste a dimostrare che ogni singola strega è innocente, il massacro accadrà. Non vogliono giustizia per i bambini scomparsi; vogliono giustizia per ogni crimine che la vostra razza ha commesso contro di loro. Stanno usando i bambini rapiti come scusa per giustificare un desiderio di vendetta lungo secoli!»
Le streghe si zittirono. I rapporti tra loro e gli uomini non erano mai stati facili, e i bambini scomparsi potevano benissimo aver fatto infuriare i regni oltre il punto di non ritorno.
«Ovunque tu vada, cerchi di far scoppiare una guerra» disse Hagetta, nel tentativo estremo di minimizzare le parole dell’intruso. «Non possiamo stare a sentire quest’uomo! Non sarà soddisfatto finché l’intero mondo non brucerà!»
L’Uomo Mascherato sorrise. «Ci saranno battaglie e scontri, ma avete troppa fiducia in voi stesse se pensate che si arriverà alla guerra» le provocò. «Le streghe non avranno speranza, una volta prese di mira: siete troppo poche! Presto la vostra specie sarà estinta, proprio come i draghi.»
La strega emotiva scoppiò a piangere di nuovo. Si piegò e vomitò sul pavimento. «Mi dispiace» squittì. «Mi faccio pre...