Dimmi quello che vuoi (Youfeel)
eBook - ePub

Dimmi quello che vuoi (Youfeel)

Possiamo resistere a tutto, tranne che alle tentazioni

  1. 100 pagine
  2. Italian
  3. ePUB (disponibile su mobile)
  4. Disponibile su iOS e Android
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Dimmi quello che vuoi (Youfeel)

Possiamo resistere a tutto, tranne che alle tentazioni

Informazioni su questo libro

Possiamo resistere a tutto, tranne che alle tentazioni. Quarantasei è il numero che stravolge la vita di Eva, ventisettenne in carriera, indipendente, sicura di sé e maniaca del controllo. Quarantasei è il numero che spicca sul braccialetto rosso che le danno al momento dell'iscrizione al Club, luogo segreto di incontri piccanti e privati. Ed è il numero che la sorte le assegna per entrare nella stanza dell'affascinante e teneborso Mr X. Eva ha scommesso di poter resistere a qualsiasi tentazione, ma due occhi neri come la pece e un corpo mozzafiato riescono a fare di lei la donna più vulnerabile del pianeta e a riscrivere le regole della sua vita. E, ben presto, Mr X diventerà la sua ossessione. "Dimmi quello che vuoi" è il primo, ardente e disinibito capitolo della serie Madness. MOOD: EROTICO - YOUFEEL RELOADED dà nuova vita ai migliori romanzi del self publishing italiano. Un universo di storie digital only da leggere dove vuoi, quando vuoi, scegliendo in base al tuo stato d'animo il mood che fa per te: Romantico, Ironico, Erotico ed Emozionante.

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Informazioni

Editore
RIZZOLI
Anno
2016
eBook ISBN
9788858685242

CAPITOLO TRE

Protesto, muovendomi freneticamente, ma lui non mi lascia andare.
«Se non mi lasci, mi metto a urlare» ringhio. Lui mi guarda con aria di sfida.
«Rimediamo subito.» Mi trascina con sé, camminando verso un comò, e apre il primo cassetto per estrarre una fascia nera.
«Non osare» strillo. Ma lui non mi ascolta e va verso il letto, dove mi sdraia per poi mettersi a cavalcioni su di me.
«Vediamo di stabilire chi comanda.» Sorride malizioso, mentre cerca di fasciarmi la bocca. Muovo la testa, cercando di rendergli impossibile l’azione, e con un gesto aggressivo gli mordo la mano, nella speranza che si fermi.
«Sei proprio una selvaggia» dice, mordendosi il labbro inferiore. «Molto eccitante.»
«Ma fammi il piacere. Non starai parlando seriamente?» commento frustrata, mentre cerco di liberarmi in qualsiasi modo.
«Sono serissimo. Devi capire che più la situazione è difficile, più io mi eccito» mi sussurra a pochi centimetri dal viso.
«Tu hai bisogno di uno psicologo bravo» ribatto, trattenendo il respiro. Lui si ferma e mi guarda di sbieco.
«Vuoi solo negare l’evidenza.» La sua mano scivola sul mio braccio lentamente. «Come fai a non provare eccitazione?» Continua a scendere, fino a toccarmi la punta delle dita. «Sei qui con un uomo che ti attrae e stai provando a convincere te stessa che non lo vuoi.» La sua mano raggiunge la gonna. «Sappiamo entrambi che vorresti esplodere come un vulcano.» Mi tira su la gonna e io smetto di respirare. Cerca di farsi spazio tra le mie gambe, ma io le chiudo. «Scommetto che sei già bagnata» dice, allargandomi le gambe con forza. Dovrei fermarlo, ma sembro paralizzata. Non riesco a fare niente.
«E se ho ragione,» continua a dire, scivolando lentamente verso la mia intimità «non hai più voce in capitolo.» Le sue dita sfiorano il tessuto leggero delle mutandine e il mio corpo viene scosso da un fremito. Ha ragione, sono eccitata. Non potrebbe essere altrimenti. Mai nessuno era riuscito a disarmarmi in quel modo. Cosa mi sta facendo?
«Dimmi come devo chiamarti» ordina. Non sono una stupida, non saprà mai chi sono. Tutto ciò che succederà tra queste mura, rimarrà un segreto inconfessabile, qualcosa che dimenticherò immediatamente una volta uscita.
«Black» mento. Si sbaglia di grosso, se spera di sapere chi sono. Non che io sia una di cui parlano tutti, ma ho un’attività e non è difficile trovarmi. Non dovrei neanche essere qui, figuriamoci il resto.
«Lady mi piace di più» dice, facendo scivolare lentamente un dito dentro di me. Sussulto, cercando di ritrarmi, ma lui mi afferra le natiche con forza. «Non ci provare, il bello deve ancora venire.» Le sue dita scivolano avanti e indietro dentro di me, e io non resisto alla tentazione di inarcare la schiena. Se questo è solo l’inizio, non oso immaginare come sarà il resto.
«Lasciati andare.» Suona come un ordine, anzi lo è. Non mi muovo, sono paralizzata. Ho troppa paura di addentrarmi in territori sconosciuti. Ho la sensazione che quest’uomo possa cambiare tutto, e io non voglio. Mantieni l’autocontrollo, mi ripeto.
Vacillo nuovamente, quando le sue dita entrano dentro di me. Le muove con sicurezza, come se stesse cercando di aprire un meccanismo. È il dio del sesso e io sono la sua preda. Ha individuato la mia debolezza e la sta sfruttando per arrivare alla sua meta. Sta risvegliando una parte della mia natura che avrei preferito restasse assopita. Non voglio entrare nel suo mondo, tuttavia è piacevole. È un uomo pericoloso, eppure voglio che mi tocchi, che mi ecciti. E lui lo sa. Mai nella vita avevo provato qualcosa di simile, e pensare che mi sta solo toccando con le dita. Il suo viso ora è di fronte al mio, e nonostante indossiamo entrambi delle maschere, i nostri occhi riescono a guardarsi. I suoi sono accesi di desiderio, proprio come i miei.
Odio quest’uomo con tutte le mie forze, anche se il suo tocco mi accende di desiderio. La sua mano preme con forza sulla mia spalla, costringendomi a rimanere sdraiata mentre lui continua la sua tortura. Ha messo in chiaro che non posso oppormi, e questo mi spaventa. Mi chiedo come riesca a controllarmi fino a questo punto, solo con un tocco delle dita. Non riesco a ragionare, desidero solo che continui. Poi però toglie bruscamente le dita.
«Supplicami, e ti darò ciò che vuoi» sussurra sulle mie labbra, senza toccarle. Furiosa per non essere stata gratificata, lo sposto in modo brusco e salgo sopra di lui. «E se fossi tu a supplicare me?» gli chiedo, con il fiato corto.
«Non accadrà mai» ribatte lui, afferrandomi per le braccia e cercando di spostarmi.
Un istinto animalesco esplode dentro di me, avvolgo le gambe intorno al suo bacino e lo graffio. Non posso fare a meno di sentire la sua erezione pulsare sotto i pantaloni. Anche lui ha un problema come me, è eccitato. Bene, significa che non gli sono indifferente. Ormai sono sulla via del non ritorno, la mia parte selvaggia ha la meglio. Percorro il suo petto con la lingua e lui stranamente non si oppone, rimanendo in attesa della mia prossima mossa. Mi sta mettendo alla prova, vuole vedere fin dove ho intenzione di spingermi. Non mi tirerò indietro, non dopo che le sue dita hanno viaggiato dentro di me. Con i polsi ancora ammanettati, scendo sempre più giù e gli abbasso i pantaloni. Non so cosa mi succede, non sono mai stata così spudorata con un uomo, figuriamoci con uno sconosciuto. Quando ormai sto giungendo al mio obiettivo, le sue mani possenti mi sollevano con forza ribaltando la situazione. Mi butta sul letto, si posiziona sopra di me e mi blocca.
«Regola numero uno, sono io che comando» ringhia. Sembra infastidito, e io non posso fare a meno di ridere. Tutto questo è surreale. Mi sfila i vestiti con furia, lasciandomi in completo intimo. «Mi stai eccitando sempre di più, Lady» dice, ammirando il mio corpo che ormai è alla sua mercé.
«Solo io decido per me, perciò rassegnati e lasciami andare» gli dico in tono deciso, lanciandogli uno sguardo di sfida. Ma non so se sono così convinta. Lui ignora le mie parole e preme il bacino contro il mio.
«Finché non avrò raggiunto il mio obiettivo, non uscirai di qui» sussurra in modo sensuale, facendo fremere ogni cellula del mio corpo. Trattengo il respiro, incapace di ribattere. Non riesco a rimanere distaccata, pur sapendo che tutto questo è una follia.
«Allora dovremo stare qui per l’eternità, considerando che non mi fai nessun effetto» mento spudoratamente. Con una mano mi tiene fermi i polsi sopra la testa, mentre con l’altra scivola lentamente in basso, disegnando dei cerchi intorno al mio seno. È un provocatore nato, sa esattamente dove colpire.
«E va bene, vuol dire che ti terrò qui per l’eternità» afferma, strizzando uno dei miei seni e facendomi sussultare. «Arrenditi a me» continua a dire. «Godi per me» sussurra, per poi tracciare le mie labbra con la sua lingua calda. Io non mi muovo, mi godo il momento mentre la mia mente continua a urlare PERICOLO. La sua lingua scende lentamente sul mio collo e non posso fare a meno di deglutire. Continua a scendere e si ferma in mezzo ai miei seni. L’unico ostacolo è il reggiseno di pizzo nero e sono certa che se ne libererà molto presto.
Riacquisto un briciolo di autocontrollo e mi muovo, sperando che si fermi, ma ciò non fa che peggiorare la situazione. I nostri bacini si strofinano l’uno contro l’altro, ed è in quell’istante che lui ne approfitta per strappare il reggiseno con i denti.
«Maledetto» borbotto. «Era il mio preferito.» Cerco di spostare il suo corpo da sopra il mio, ma è troppo pesante, non ci riesco. Decido allora di rimanere ferma, nella speranza di trovare un’altra soluzione. Lo osservo mentre guarda ammagliato i miei seni sodi. Avvicina la lingua e inizia a leccarmi il capezzolo e a succhiarlo. Oddio. D’istinto inarco la schiena, in preda a un momento di eccitazione incontrollabile. Mi maledico per non avere il minimo controllo della situazione, sono ridicola. Eccitarsi in quel modo solo perché mi ha succhiato un capezzolo, non è possibile. Le sue mani si chiudono a coppa sui miei seni, poi si mette a leccare e a succhiare prima l’uno, poi l’altro. Sopraffatta dall’eccitazione, mi lascio sfuggire un verso che cerco di soffocare, sperando che non se ne accorga. Ma a lui non sfugge nulla, si ferma e ritorna a guardarmi.
«Dimmi che ti arrendi a me.» Sembra una richiesta disperata, come se fosse fondamentale per lui sentirselo dire. Scuoto la testa, in segno di negazione, poi la lascio ricadere sul materasso. Non posso arrendermi. È sbagliato, inconcepibile. Sto lasciando che uno sconosciuto faccia di me ciò che vuole, senza riuscire a oppormi del tutto. Lo trovo eccitante, e mi vergogno ad ammetterlo.
«Arrenditi Lady» sussurra sui miei seni, per poi succhiarli con foga. In balia delle emozioni, lascio che la sua bocca avida continui a viaggiare sul mio corpo, finché non arriva al basso ventre e si ferma. Lentamente mi fa scivolare il tanga fino alle caviglie, poi lo prende e se lo infila nella tasca dei pantaloni. Sono fottuta. Inizia a darmi dei piccoli baci sulla caviglia, per poi salire con una lenta tortura fino alla mia intimità. Non posso continuare a guardare, mi sto eccitando sempre di più. Chiudo gli occhi e resto in attesa che lui continui. Non voglio che si fermi. Sto provando cose che nessun uomo mi aveva mai fatto provare.
Lascio che mi sollevi le gambe, per poi piegarle e allargarle, permettendogli così di poter vedere la mia intimità.
«Divina» commenta, eccitato.
Sento un soffio sulla mia apertura e curiosa sollevo la testa. Lui inizia a leccarmela con foga, poi mi succhia le labbra. Oh mio dio. Gemo, non posso tornare indietro, mi piace troppo. Si ferma, e io vorrei protestare, voglio che vada avanti, voglio che la sua lingua mi penetri. Mi sento pulsare in mezzo alle gambe, e capisco che il mio stesso corpo mi ha tradita.
«Dimmi quello che vuoi» mi ordina in tono gentile, mentre mi tiene bloccata. Vorrei tante cose, ma non posso, non ci riesco. Il mio silenzio deve averlo innervosito, la sua bocca succhia in modo rude, leccandomi sempre più freneticamente. Non ce la posso fare, non posso continuare così. Voglio di più. Inarco la schiena e con le mani ancora bloccate afferro i suoi capelli, spingendolo verso la mia intimità. Lui non si oppone e continua a leccarmi fino a entrare dentro. Mi dimeno, mentre lui spinge la lingua dentro di me in modo deciso. Sto bruciando di desiderio, mi sento avida, voglio sempre di più. L’eccitazione che non lascia spazio all’insicurezza. Ci sono solo io e quest’uomo sconosciuto che mi sta dando piacere. Ansimo e allargo ancora di più le gambe, sperando che si spinga più a fondo, ma lui si ferma e solleva la testa. No, ti prego, non ti fermare. Lo supplico mentalmente.
«Dimmi cosa vuoi» ripete, serio. Mi rifiuto nuovamente di rispondere e appoggio la testa sul cuscino per evitare il suo sguardo magnetico. Non posso. Questa non sono io.
Lui si solleva e si appoggia con il corpo sopra di me. «So che mi desideri» mi dice, mentre infila un dito dentro di me, per poi muoverlo freneticamente. «Devi soltanto chiedermi ciò che vuoi.» Continua a muovere il dito, mentre la sua mano mi accarezza in superficie. È rude, mi...

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. Copyright
  3. Frontespizio
  4. DIMMI QUELLO CHE VUOI
  5. ANISA GJIKDHIMA
  6. CAPITOLO UNO
  7. CAPITOLO DUE
  8. CAPITOLO TRE
  9. CAPITOLO QUATTRO
  10. CAPITOLO CINQUE
  11. CAPITOLO SEI
  12. CAPITOLO SETTE
  13. CAPITOLO OTTO
  14. CAPITOLO NOVE
  15. CAPITOLO DIECI
  16. CAPITOLO UNDICI
  17. RINGRAZIAMENTI