Finferli caldi
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Finferli caldi

  1. 160 pagine
  2. Italian
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Finferli caldi

Informazioni su questo libro

C'è Finferli Caldi, che cucina gli ossibuchi senza l'osso. C'è una contadina di ghiaccio, che perde il re ma trova un menestrello. C'è la moglie dell'Inverno, che ha per figlio il vento del Nord. C'è un dinosauro che colleziona uomini in polvere. Ci sono due sorelle senza paura. E c'è un pirata che non ci sta a fare l'educato. Sette storie che si possono leggere in ordine o come vi pare, una volta o tante volte. Come le fiabe più belle.

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Informazioni

Editore
BUR
Anno
2016
Print ISBN
9788817086332
eBook ISBN
9788858684931

Finferli Caldi

Finferli Caldi faceva il cuoco. Aveva dei lunghi baffi gialli e portava sempre lo stesso paio di calzini viola. Era uno dei cuochi più famosi da questa e da quella parte dell’oceano e la sua specialità erano gli ossibuchi. Faceva ossibuchi blu, verdi, gialli, piatti, larghi, lunghi e stretti. E quando, verso mezzogiorno, usciva di casa per andare in piazza con la gerla piena di ossibuchi, dietro di lui si formava subito un drappello di comari, lungo e sbuffante come un treno merci.
Quando arrivava in mezzo alla piazza, Finferli Caldi alzava lo strofinaccio con cui nascondeva il contenuto della gerla, e ne seguiva sempre un oh di meraviglia alla vista di quegli ossi fumanti, i più gustosi e profumati da quella come da questa parte dell’oceano.
Immagine 1 Finferli Caldi
Immagine 2 Finferli Caldi
Un bel giorno Finferli Caldi decise di fare un esperimento, perché era un’anima inquieta che aspirava alla perfezione, e voleva rendere ancora più grandi e saporiti i buchi dei suoi ossi. Mescolò senape di Tahiti con lingua di pipistrello dell’Uganda e unghia di ratto del Tibet: il diavolo, però, ci mise la coda, e forse anche una zampa, così la pozione sperimentale, invece di allargare i buchi, li restrinse fino a farli scomparire.
Immagine 3 Finferli Caldi
Dopo un’attenta riflessione, Finferli Caldi giunse alla conclusione che vendere ossibuchi senza buchi non sarebbe stata una cosa facile. Allora decise di riprovarci variando le proporzioni degli ingredienti e aggiungendo due cucchiaini di tabarro e uno di zafferano. Questa volta il risultato fu davvero sorprendente: una cesta di buchi senza gli ossi.
«Sempre meglio degli ossi senza i buchi» disse Finferli Caldi tra sé, e andò al mercato con la gerla piena di buchi.
Quando comari e massaie lo circondarono, come sempre frementi d’attesa, Finferli Caldi sollevò il canovaccio, e tutte restarono di stucco, perché nella gerla non c’erano che buchi, buchi, buchi e nient’altro che buchi.
«Ci prendi in giro? Dove sono gli ossi? Non puoi farci questo!» Le comari dicevano anche molte altre cose che qui non posso ripetere, perché stonerebbero anche in bocca a un orco maleducato. Una di loro, che era grossa come un barile di aringhe, strappò uno dei baffi gialli al povero cuoco e un’altra provò a sfilargli un calzino, che però non volle saperne di lasciare il piede di Finferli Caldi, perché era diventato una sola cosa con la sua pelle, Finferli infatti non era il cuoco più pulito del mondo.
Immagine 4 Finferli Caldi
Insomma, ci mancò davvero poco che Finferli Caldi non finisse linciato.
Fu così che, con i baffi doloranti e senza scarpe, dopo aver a sua volta strappato una mezza dozzina di parrucche e di sporte alla bolgia di quelle donne scatenate, riuscì a sgusciare fuori da quel groviglio di sottane e bigodini e a fuggire verso casa.
Corse come un matto, povero Finferli Caldi, inseguito dalle comari che lungo la via chiamavano in aiuto i loro mariti. Accorsero il barbiere, il pizzicagnolo, l’acquaiolo, il meccanico, l’elettricista e lo stagnino, e sbarrarono la strada al cuoco, disponendosi a guardia della sua porta di casa.
Quando Finferli se ne accorse svoltò a destra e corse verso il burrone di Cracatup.
Immagine 5 Finferli Caldi
«Possiamo prendercela comoda» fece una delle comari, «sta puntando sul burrone e dovrà fermarsi se non vuole finire di sotto.»
«Crede di burlarsi di noi, ma gliela faremo pagare a suon di bastonate!» urlò un’altra, che nella foga della corsa aveva perso ciabatte, mutande e reggiseno.
Quando il cuoco giunse sul ciglio del burrone Cracatup si accorse d’essere nei pasticci. «Aiuto, aiuto!» gridò ai quattro venti, ed è molto probabile che almeno uno di quei quattro fosse in ascolto, perché proprio in quell’istante si avvicinò una mongolfiera che saliva dalla vallata sottostante.
«Aiuto, aiuto!» gridò ancora Finferli Caldi. E la mongolfiera, su cui campeggiava un teschio bianco sopra due ossa incrociate, si accostò all’orlo scosceso del dirupo.
Quando fu a portata di salto il cuoco saltò senza abbandonare la gerla.
«Grazie» disse guardandosi intorno. Ma non vide nessuno. «C’è nessuno?» chiese a voce bassa, come per non disturbare, ma nella navetta, che non misurava più di due metri di diametro, non c’era proprio nessuno. Eppure navigava con precisa sicurezza, tanto che il cuoco l’aveva vista schivare una sporgenza aguzza della roccia.
Immagine 6 Finferli Caldi
«Sta scappando con quella mongolfiera, presto, prendiamolo!»
Immagine 7 Finferli Caldi
«Prendiamolo!»
«Maledetto cuoco, sta scappando, accidenti a lui!»
La mongolfiera si allontanò dal ciglio del burrone mentre le comari, schierate in fila come un plotone d’esecuzione, cominciavano a tirare pietre, le più appuntite e taglienti che trovavano, contro il pallone.
«Non preoccuparti, cuoco, questa è una mongolfiera a reazione e quelle pietre non ci fanno un baffo.»
Già pallido, Finferli Caldi divenne bianco lenzuolo. «Chi ha parlato? C’è qualcuno qui?» disse guardandosi intorno, mentre la mongolfiera partiva a razzo verso il cielo.
Le urla e gli sbraiti delle comari non si sentivano più. Tutt’intorno c’era solo il cielo azzurro.
«Sono Romualdo» disse la voce che guidava il velivolo.
Immagine 8 Finferli Caldi
«Ma dove sei? Io non ti vedo» fece il cuoco, i cui baffi gialli stavano virando verso il colore viola genziana.
«Sono qui, sono qui» disse il fantasma, la cui barba cominciava piano piano ad apparire: prima la punta, poi i folti riccioli neri, quindi le labbra grosse come zucchine. Poi toccò al naso schiacciato, alle sopracciglia da capra, al fazzoletto rosso che nascondeva la fronte. Gli occhi restarono un po’ indietro, e quando comparvero, incastrati tra gli zigomi e le sopracciglia, il cuoco vide che erano gialli e pieni di vento.
Finferli Caldi si schiacciò contro il bordo della navetta. Non credeva ai propri occhi e possiamo ben capire perché. Intanto al fantasma stavano diventando visibili le spalle, il petto, e la cintola da cui pendeva una scimitarra luccicante.
«I piedi» disse il cuoco, «dove sono i tuoi piedi?»
Immagine 9 Finferli Caldi
«Quelli della mia specie non hanno piedi, sono troppo lenti, e noi abbiamo bisogno di muoverci in fretta, molto in fretta» disse il fantasma.
«Sei un fantasma?» chiese Finferli Caldi.
Il pirata mostrò i suoi tredici denti: «Ti sembro una suora?»
«Dove mi porti?»
«Dove potrai essere utile, spero, altrimenti sarà peggio per te, quelli che non ci piacciono li mettiamo a mollo in un catino di pece a cui poi diamo fuoco.» Tutti i tredici denti del pirata scintillarono al sole. E anche la sua scimitarra scintillò.
Immagine 10 Finferli Caldi
Il motore a reazione della mongolfiera si spense all’improvviso con qualche pot-pot che impensierì il cuoco, non abituato all’ebbrezza del volo.
«Ci siamo» disse il fantasma, «atterriamo laggiù.» E indicò una spiaggia con le palme e le conchiglie giganti, dove c’era una stamberga.
L’atterraggio fu dolce e non sollevò nemmeno un’oncia di sabbia. Il pirata saltò giù sfoderando la scimitarra e lanciando in direzione della stamberga un grido da gorilla.
Immagine 11 Finferli Caldi
Come d’incanto uscirono sulla soglia una dozzina di pirati scamiciati e urlanti, tutti senza i piedi.
Finferli Caldi si passò la mano sulla fronte che gocciolava sudore, e scese dalla mongolfiera. Il solo sentire la terra sotto i piedi gli ridiede comunque un certo coraggio.
Sopra la porta della stamberga c’era una scritta: OSTERIA DA...
Il nome dell’oste era stato cancellato, e quando Finferli Caldi entrò si rese conto che dell’oste era stato cancellato anche tutto il resto. Era magrissimo, pallido, la pelle trasparente come carta velina.
«Vieni» disse l’oste rivolto al nuovo arrivato, mentre i pirati fantasma si facevano da parte. «Vieni con me in cucina.»
Finferl...

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. Frontespizio
  3. Finferli Caldi
  4. La contadina di ghiaccio
  5. Il topo e il pianoforte dalle gambe storte
  6. Il bambino di Zizà
  7. Il dinosauro
  8. Le due sorelle
  9. Panciablù
  10. Indice