Una storia di scuola
eBook - ePub

Una storia di scuola

  1. 200 pagine
  2. Italian
  3. ePUB (disponibile su mobile)
  4. Disponibile su iOS e Android
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Una storia di scuola

Informazioni su questo libro

Natalie ha scritto un romanzo che parla di scuola. Zoe, la sua miglire amica, lo legge e se ne innamora. È una storia bellissima, bisogna pubblicarla! Già, ma come? Mica facile trasformare un manoscritto in un libro. Natalie e Zoe, però, hanno un piano.

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Informazioni

Editore
RIZZOLI
Anno
2016
Print ISBN
9788817086325
eBook ISBN
9788858685655

Famiglia e amici

Quasi tutti i libri vengono pubblicati in silenzio. Non ottengono grandi spazi pubblicitari nei giornali, non vengono recensiti su Time, e non viene organizzata nessuna festa per l’occasione. Se si tratta di un libro di un autore famoso, o di un autore sul quale l’editore vuole far colpo, allora può succedere che l’editore spedisca un po’ di inviti e dia una festicciola. È un modo per fare notizia e per vendere un po’ di libri.
Quando Zee Zee Reisman telefonò a Hannah a metà di aprile per suggerire che la Shipley Junior Books desse una piccola festa per il lancio dell’Imbrogliona, la prima reazione di Hannah fu: è una buona idea, ma non credo che sia il caso.
Ma poi la curiosità ebbe la meglio. Nel corso di tutte le trattative e del lavoro di editing Cassandra Day e Hannah Nelson non si erano mai sedute a un tavolo di lavoro insieme, non erano mai uscite a pranzo, non avevano nemmeno mai parlato al telefono. Hannah si sentiva vicina a Cassandra Day e aveva apprezzato le loro rapide comunicazioni a proposito del manoscritto. Così pensò: Zee Zee ha ragione. Una piccola festa potrebbe essere carina: e finalmente riuscirò a conoscere questa signora.
Ma Hannah aveva così tanto da fare che non riusciva mai a concentrarsi sull’idea. Letha aveva accumulato del lavoro extra per lei fin dal giorno in cui Hannah era stata nominata editor di Cassandra Day.
Poi, tre giorni dopo la telefonata di Zee Zee, arrivò la prima recensione. Era di Kirkus Reviews, e il recensore segnalava L’imbrogliona con una stella, che è come dare a un libro 10 + +. A Hannah piacquero soprattutto le ultime tre righe: “L’imbrogliona ti prende il cuore e non lo lascia mai andare. Questa scrittrice parla con voce fresca e sincera, una cosa sempre benvenuta nella fiction per la scuola media. Se questo primo romanzo è un segnale per il futuro, Cassandra Day potrebbe imporsi come un grande nuovo talento.”
Con la rivista in mano, Hannah andò di sopra a parlare con Tom Morton. Gli lesse la recensione, e poi propose una semplice festa di lancio un venerdì pomeriggio di giugno. Tom Morton fu subito d’accordo, e la cosa fu decisa.
Entrando in ascensore, Hannah ci ripensò. Letha non sarebbe stata felice della festa, e sarebbe stata furiosa perché Hannah ne aveva parlato con Tom invece di andare prima da lei.
Hannah quasi scese dall’ascensore per tornare indietro e annullare tutto. Ma poi si fermò e lasciò che le porte si chiudessero. Nel breve viaggio dal sedicesimo al quattordicesimo piano, capì una cosa: Letha non era tremenda come un tempo. E poi Hannah si disse: no, non è questo. Letha in verità è più tremenda che mai. È solo che io non ho più paura di lei.
Tornata nel suo ufficio, Hannah telefonò a Zee Zee e le lasciò un messaggio. Disse che ci sarebbe stato un piccolo “party promozionale” in onore del primo romanzo di Cassandra Day. Si sarebbe tenuto al sedicesimo piano della Shipley Junior Books il secondo venerdì di giugno. Zee Zee era libera di invitare chi voleva. E tutti non vedevano l’ora di conoscere finalmente l’autrice.
Quando Zoe ascoltò il messaggio, anche lei fu entusiasta. Ma tenne il suo entusiasmo per sé.
Natalie finalmente era riuscita a far tacere Zoe. Per un’intera settimana Zoe l’aveva tormentata e supplicata e fatta diventare matta. Voleva che Natalie chiedesse alla sua mamma se poteva portare Zoe e Miss Clayton a visitare la Shipley Junior Books, solo per dare un’occhiata in giro.
Natalie era convinta che non fosse una grande idea, ma Zoe non voleva mollare. «Sarà come una gita del Club Editoriale… e poi la scuola è quasi finita. Miss Clayton probabilmente non sarà nemmeno più la nostra insegnante, il prossimo anno.»
Alla fine Natalie accettò di chiedere alla mamma se poteva portare Zoe e la sua insegnante d’inglese a visitare la casa editrice: non una visita lunga, solo un giretto.
E la mamma disse: «Ma certo, tesoro. Portale con te un giorno dopo la scuola. Se sarò troppo occupata per fare gli onori di casa, potrà occuparsene Ella.»
Così tutto fu concluso. Avevano un invito aperto, e Zoe smise di tormentare Natalie. E il giorno migliore per tutte era un venerdì pomeriggio, il secondo venerdì di giugno.
Alle tre e mezzo di venerdì 12 giugno, lo staff editoriale della Shipley Junior Books cominciò a migrare verso il sedicesimo piano per la festa di lancio. Il manoscritto era girato un po’, e c’era un certo rumore attorno al libro: quella mattina era arrivata la terza recensione favorevole. Tutti erano entusiasti di incontrare Cassandra Day.
Hannah era già stata due volte su nella grande sala riunioni, una per controllare il servizio ristorazione, e una per essere sicura che lo striscione fosse stato appeso. Quando scese per la terza volta dall’ascensore, sentì che la festa era cominciata. Mentre entrava nella sala, la prima cosa che notò fu la troupe televisiva. Una donna con una grossa telecamera stava riprendendo lo striscione mentre dietro di lei un giovane magrolino teneva in alto un faro dalla luce intensa. Il giovane indossava una giacca con il logo ABC News. Un uomo con capelli perfetti, denti perfetti e un completo gessato stava parlando con Tom Morton. Guardandosi intorno, Hannah incrociò lo sguardo di Jody Cross, capo ufficio stampa. Jody fece un cenno verso la troupe, sorrise e salutò Hannah con i pollici in su. Hannah sorrise e annuì in risposta. Era colpita dal fatto che Jody fosse riuscita a garantire la copertura giornalistica di un evento così minimo.
Quando Zoe e Natalie e Miss Clayton arrivarono all’ingresso del quattordicesimo piano, Phil le lasciò passare. La sua mamma non era in ufficio, così Natalie cominciò a guidare le sue ospiti per il piano. Natalie aveva avuto paura della piccola gita architettata da Zoe, ma ora che erano arrivate si stava divertendo.
Cominciarono dall’area grafici e lentamente avanzarono in senso orario di area in area. A Natalie sembrò strano che ci fosse così poca gente, ma pensò semplicemente che se ne fossero andati presto, visto che era venerdì pomeriggio. Era bello perché non dovevano stare sempre zitte e tranquille.
Natalie stava mostrando loro i passaggi di lavorazione della copertina di un libro, ma Zoe la interruppe. «Andiamo a cercare la tua mamma, Natalie. Così possiamo fare qualche domanda anche a lei.»
Natalie scosse il capo. «Se non è nel suo ufficio, vuol dire che è occupata. La troveremo più tardi.»
Natalie ora aveva ben chiaro il processo di pubblicazione di un libro, e Miss Clayton aveva un sacco di domande da farle. Era divertente insegnare alla sua insegnante, e sarebbe stato bellissimo, se Zoe non fosse stata così impaziente.
Stavano per tornare nell’ufficio della mamma, e Natalie era nel cubicolo di Ella e indicava l’enorme catasta di buste sul suo tavolo. «E quella è la Palude. In certi momenti l’ho vista anche più alta.» Voltandosi, Natalie disse: «E là c’è l’ufficio di Tim…» S’interruppe a metà. Letha era nel corridoio fuori dal suo ufficio, tre metri più in là.
Incrociando le braccia, Letha avanzò verso di loro. Fece un sorriso forzato e disse: «Be’, ma che bel gruppetto animato… e vedo che avete una guida.»
Natalie deglutì e disse: «Loro sono la mia amica Zoe e la mia insegnante d’inglese, Miss Clayton… e lei è il capo della mia mamma, Letha Springfield.»
Miss Clayton si fece avanti e tese la mano. «Sono lieta di conoscerla, Miss Springfield.»
Letha guardò la mano tesa di Miss Clayton e poi la strinse brevemente. «Sì. Bene. Siamo felici che siate qui in visita.»
Natalie disse: «Noi… Io volevo aspettare la mamma, ma non credo che sia ancora tornata. Se non torna fra qualche minuto, ce ne andremo. Non vogliamo dare fastidio a nessuno.»
Letha disse: «Veramente la tua mamma è… di sopra.» Poi aggiunse, con un sorriso divertito: «Ma so che le farebbe piacere vederti… e vedere anche le tue amiche. Prendete l’ascensore e andate al sedicesimo piano. E ditele che vi ho mandato io a cercarla.»
Natalie annuì e disse: «Va bene… okay. Grazie.»
E Letha disse: «Oh, prego, non c’è di che.»
Mentre la porta dell’ascensore si apriva al sedicesimo piano, un campanello d’allarme scattò dentro la testa di Natalie. C’era qualcosa che non andava. Sembrava… una convention, una festa, qualcosa del genere. Il suo primo istinto fu di premere un altro pulsante – uno qualunque – e andarsene in fretta. Prima che potesse entrare in azione, Zoe le afferrò la mano e la trascinò fuori dall’ascensore. Miss Clayton le seguì, e Zoe puntò dritto verso la doppia porta spalancata di una grande sala, dove cinquanta, sessanta persone in piccoli gruppi, parlavano tutte assieme a voce alta.
Natalie disse: «Zoe! Non credo che…»
Ma Zoe disse: «Guarda, c’è la tua mamma.» Strinse più forte la mano di Natalie e puntò dritto come una freccia verso Hannah Nelson. Miss Clayton si fermò sulla soglia, dominando a stento la voglia di fuggire.
A metà strada Natalie vide lo striscione:
L’IMBROGLIONA
DI CASSANDRA DAY
CONGRATULAZIONI
ALLA NOSTRA NUOVISSIMA AUTRICE!
L’operatrice si voltò a fronteggiare Zoe e Natalie, e il suo assistente accese il riflettore. Quasi tutte le persone nella stanza smisero di parlare. Tutti tesero il collo per vedere dove puntava la telecamera. Natalie cercò di dare un senso alla scena, ma stava succedendo tutto troppo in fretta. Tre secondi dopo Zoe era davanti a Hannah Nelson.
Hannah stava parlando con Tom Morton, e cercava di comportarsi con disinvoltura. Pazienza se l’ospite d’onore era già in ritardo di mezz’ora. Il riflettore all’improvviso la accecò, e quando riaprì gli occhi, Zoe e Natalie erano davanti a lei.
Zoe la guardò e disse: «Mrs. Nelson, so che sarà uno shock, ma voglio presentarle Cassandra Day.»
Hannah spostò lo sguardo da Zoe a Natalie e poi dietro di loro. In piedi sulla soglia c’era una giovane donna dall’aria timida in gonna nera e cardigan di felpa verde. Hannah si lasciò andare a un sorriso di sollievo e disse: «Be’, è… magnifico. Vieni, Tom, andiamo a salutarla.»
Zoe si guardò indietro e poi si voltò di nuovo e disse: «Mrs. Nelson, non è lei.» Passò con dolcezza il braccio attorno alla vita di Natalie e disse: «Questa è Cassandra Day. È il suo pseudonimo. Cassandra Day è Natalie Nelson.»
L’operatrice vide tutto. Mentre il nastro girava, pensò: non potrebbe venire meglio di così. E aveva ragione.
La telecamera vide tutto con chiarezza. Vide la donna guardare la ragazzina, completamente esterrefatta. Vide gli occhi della madre dilatarsi, le sopracciglia incresparsi in un punto interrogativo e poi appianarsi nell’istante in cui capì. Registrò il balletto di emozioni che danzò su entrambi i volti.
Il microfono sentì la donna inspirare in fretta, quasi un singhiozzo, e poi il lungo respiro, quasi un sospiro. E sentì la ragazzina sussurrare: «È vero, mamma.»
Madre e figlia si guardarono per un lungo istante, e quando si abbracciarono, le persone e la sala e l’edificio e la città attorno a loro scomparvero.
Sciogliendosi dall’abbraccio, Natalie si guardò intorno e poi tese la mano e prese quella di Zoe. «E mamma, questa è Zee Zee Reisman.» Il viso della donna danzò di nuovo, e poi l’abbraccio fu a tre.
E in piedi sulla soglia, con le lacrime che le scorrevano sulle guance, Miss Clayton si sentì come se avesse appena vinto la Maratona di New York.
Il capo ufficio stampa si asciugò una lacrima e mormorò rivolta a Tom Morton: «Non so come abbia fatto Hannah a convincere la ABC News a venire, ma sono felice che ci sia riuscita.»
Tom mormorò in risposta: «Non è stata lei, Jody… lei ha detto che eri stata tu.»
La telecamera era lì perché Zoe aveva spedito la sua copia non finita a un giornalista della ABC, insieme a un resoconto dettagliato della storia che c’era dietro il libro. E aveva garantito al giornalista che l’autrice avrebbe rivelato la sua identità nel corso di un party di lancio al sedicesimo piano dell’edificio della Shipley Publishing Company alle quattro del pomeriggio del secondo venerdì di giugno.
Alle 16.30 la festa era quasi finita, e Tom Morton invitò tutti i dipendenti della Shipley a uscire in anticipo per il fine settimana. Dopo che Zoe e Miss Clayton si furono congedate, Natalie e la sua mamma percorsero...

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. Frontespizio
  3. La fan numero uno
  4. Ritratto dell’autrice da giovane
  5. L’uomo misterioso
  6. Una ragazzina di città
  7. La trama s’infittisce
  8. La dura realtà
  9. Lezione di affari
  10. Ritratto del bulldog da giovane
  11. L’agente
  12. L’adulta prescelta
  13. Benvenuta nel club
  14. Dentro o fuori?
  15. Aperto per affari
  16. Il giorno del giudizio
  17. Una nuova isola
  18. Una partitina a poker?
  19. Posta alta, assi roventi
  20. Il lungo braccio della legge
  21. Il blues della matita rossa
  22. Famiglia e amici
  23. Copyright