Nicole ha 15 anni e gli occhi quasi neri, è ormai assuefatta alla solitudine e vive in Abruzzo con una madre che a stento si ricorda di lei. Marco di anni ne ha 17, gli occhi azzurri come il mare e un sorriso timido, vive a Roma e i genitori la loro presenza la fanno sentire eccome, limitandogli al massimo libertà e spostamenti. Si sfiorano in spiaggia per caso in un giorno d'estate solo con uno sguardo fugace, si ritrovano su Facebook e da quel "Ciao, posso disturbarti?" scritto da Nicole la loro vita cambia per sempre. Cominciano a sentirsi ogni giorno, a sognare insieme, si innamorano fino a non poter più fare a meno l'uno dell'altra neppure per un minuto. E cosa può esserci di più vero e più sconvolgente di un amore a distanza? Cosa può restituire la stessa gioia e lo stesso dolore di veder partire e tornare ogni volta la persona che desideriamo? Nel caso di Nicole e Marco, non c'è nemico più grande dei 313 chilometri che li separano, e lo combattono mettendo in gioco tutto ciò che hanno. Oppure forse un nemico più grande c'è ed è la paura che improvvisamente prende Nicole: la paura di non essere abbastanza per Marco, la paura che lui voglia accanto una persona diversa, più bella. Iniziano così le scuse, le bugie, le incomprensioni e i silenzi. Qualcosa dentro Nicole si spezza e Marco si troverà a un bivio: perderla per sempre oppure riportarla a casa, rendendo il loro amore finalmente perfetto.

- 176 pagine
- Italian
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Ti avrei dato tutto
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CAPITOLO 1
Ci sono persone che incontriamo per caso e altre per scelta.
Ricordo ancora la prima volta che ti ho visto. Avevo 15 anni e tu ne avresti compiuti 17 da lì a poco.
Ero al mare quel giorno perché non avevo niente da fare e proprio non avevo idea che in quel posto magico avrei visto te.
Tu con i capelli biondi e gli occhi azzurri passeggiavi sulla spiaggia e io camminavo tra gli ombrelloni.
Da quel giorno ho trovato qualcosa da fare: avevo deciso di conoscere te. E che ne sai tu degli interrogatori che ho fatto per sapere il tuo nome, in quello stabilimento dove ti ho visto la prima volta.
Quando ho scoperto come ti chiami è stato come vincere il premio che aspettavo da sempre.
Ho cercato il tuo profilo su Facebook e ti ho mandato quella richiesta che tu hai esitato ad accettare. Non sapevi chi fossi, ma io sapevo già tutto di te e a breve avresti saputo ogni cosa di me.
Da quel “ha accettato la tua richiesta” non ho smesso un attimo di guardarti.
Ti osservavo come si osservano le cose rare, quelle che non meriti di toccare, quelle che devi stare ferma a scrutare da lontano, per paura di romperle, per paura di disturbarle. Più ti guardavo e più ti fissavo nella mente, eppure neanche ti conoscevo, alla fine la voglia di comunicare con te ha vinto e ti ho scritto.
Io, Nicole, con i capelli castano scuro, le lentiggini coperte da un flacone di fondotinta e gli occhi marroncini, quasi neri, ho scritto a te, Marco, con gli occhi azzurri come il mare, i capelli biondi e quel sorriso timido che spunta in qualche foto.
Ti ho scritto, ed è stato un atto di coraggio che non rimpiango.
Ti ho scritto come si scrivono quei messaggi che sembrano nati per caso, ma che sono studiati da tempo.
«Ciao, posso disturbarti?»
E la mia vita è cambiata per sempre. Io giuro, non lo sapevo che per stravolgerla sarebbe bastato un “Ciao, posso disturbarti?”, altrimenti da quando ti ho visto la prima volta ti avrei scritto ogni giorno.
Non te l’ho mai detto, che dietro quel messaggio c’erano giorni di ricerche, spionaggi, confronti.
Avevo già intuito i tuoi gusti e li avevo messi a confronto con i miei, e diamine se eravamo compatibili.
Come lo sono le chiavette usb e i pc, il ketchup e le patatine fritte.
Ti ho mandato il messaggio e tu non mi hai risposto subito, mi hai fatto tremare qualche ora e poi mi hai scritto.
«Non mi disturbi affatto.»
Quelle parole sono arrivate al mio cuore come gli uragani in piena estate.
Io, che non credevo all’amore sui social e neanche ai rapporti a distanza, giuro che da quel momento ho iniziato a crederci un po’.
Così abbiamo iniziato a parlare, i soliti messaggi che si mandano i timidi, poi però volevo andare più a fondo e ho iniziato a farti delle domande.
A volte le risposte le conoscevo già, ma che importa, sentirle da te le rendeva così fottutamente belle.
Ho scoperto che ti piace il mare, ma non ci vai spesso, che sei stato in vacanza dalle mie parti soltanto una settimana con i tuoi e così sei capitato nel mio posto, quello dove ti ho visto la prima volta. Quello dove vado per perdermi nel rumore delle onde, perché il mare ti salva sempre.
E io giuro, non lo sapevo, che da quel giorno a salvarmi saresti stato tu.
«Ti va di venire una volta qui, per tornare a perderci nel mare insieme?»
«Perché no?» hai risposto.
Avete presente quella strana voglia di sorridere che arriva all’improvviso e non puoi farci niente? Ecco, ho iniziato a sorridere e, giuro, non avrei voluto smettere mai.
«Io sono di Roma, a 313 km da te» mi hai scritto.
Non avevo mai preso un pullman che non mi portasse al liceo prima di allora, non ero mai salita su un treno, però in quel momento ho pensato “chissenefrega”, quello che volevo era incontrarti.
«C’è un posto al mare da me pieno di navi e lucine che di sera brillano ininterrottamente, ti va di andarci insieme?» ti ho proposto.
«Sarebbe bellissimo, ma non so se riesco a convincere i miei genitori. Non sono mai partito da solo.»
“Sei fortunato ad avere qualcuno che si preoccupa per te, per i miei è quasi come se non esistessi” ho pensato. E poi mi hai scritto: «Comunque intendo fare di tutto per venire da te. Voglio provarci davvero».
Io non me lo aspettavo, che un semplice “voglio provarci” potesse farmi battere il cuore con l’impeto di una porta che sbatte per la corrente, ma questo non te l’ho mai detto e abbiamo continuato a chiacchierare del più del meno.
Ogni giorno parlavamo sui social e più il tempo passava e più io mi innamoravo.
Sembra banale, forse avventato, ma cavoli se ci si può innamorare tramite un semplice social.
Quando passi le giornate chiusa n...
Indice dei contenuti
- Copertina
- Frontespizio
- Ti avrei dato tutto
- CAPITOLO 1
- CAPITOLO 2
- CAPITOLO 3
- CAPITOLO 4
- CAPITOLO 5
- CAPITOLO 6
- CAPITOLO 7
- CAPITOLO 8
- CAPITOLO 9
- CAPITOLO 10
- CAPITOLO 11
- Ringraziamenti
- A chi consiglieresti questo libro?
- Copyright